Genealogia di Gesù Cristo figlio
di Davide, figlio di Abramo.
1.
Abramo generò Isacco,
2.
Isacco generò Giacobbe,
3.
Giacobbe generò
4.
Giuda e i suoi fratelli,
5.
Giuda generò Fares e Zara da Tamar,
6.
Fares generò
7.
Esròm, Esròm generò
8.
Aram, Aram generò
9.
Aminadàb, Aminadàb generò
10.
Naassòn, Naassòn generò
11.
Salmòn, Salmòn generò
12.
Booz da Racab, Booz generò
13.
Obed da Rut,
Obed generò
14.
Iesse, Iesse generò il re Davide.
15.
Davide generò
16.
Salomone da quella che era stata la moglie
di Urìa, Salomone generò
17.
Roboamo, Roboamo generò
18.
Abìa, Abìa generò
19.
Asàf, Asàf generò
20.
Giòsafat, Giòsafat generò
21.
Ioram, Ioram generò
22.
Ozia, Ozia generò
23.
Ioatam, Ioatam generò
24.
Acaz, Acaz generò
25.
Ezechia, Ezechia generò
26.
Manasse, Manasse generò Amos,
27.
Amos generò Giosia,
28.
Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al
tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia,
29.
Ieconia generò Salatiel,
30.
Salatiel generò Zorobabèle,
31.
Zorobabèle generò Abiùd,
32.
Abiùd generò Elìacim,
33.
Elìacim generò Azor,
34.
Azor generò Sadoc,
35.
Sadoc
generò Achim,
36.
Achim generò
Eliùd,
37.
Eliùd generò Eleàzar,
38.
Eleàzar generò Mattan,
39.
Mattan generò Giacobbe,
40.
Giacobbe generò Giuseppe,
41.
Giuseppe lo sposo di Maria, dalla quale è nato
42.
Gesù chiamato Cristo.
La somma di tutte le generazioni,
da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in
Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è,
infine, di quattordici.
Ecco come avvenne la nascita di
Gesù Cristo:
sua madre Maria, essendo promessa
sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per
opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo marito, che era giusto e non voleva
ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che
gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:
«Giuseppe, figlio di Davide, non temere
di prendere con te Maria, tua moglie, perché quel che è generato in lei viene
dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli
infatti salverà il suo popolo dai loro peccati».
Tutto questo avvenne perché si
adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e
partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe
fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa;
e non la conobbe finché ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome
Gesù.
Gesù nacque a Betlemme di Giudea,
al tempo del re Erode.
Alcuni Magi giunsero da oriente a
Gerusalemme e domandavano:
·
«Dov'è
il re dei Giudei che è nato?
·
Abbiamo
visto sorgere la sua stella in oriente, e
·
siamo
venuti per adorarlo».
All'udire
queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti
tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in
cui doveva nascere il Messia. Gli risposero:
«A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo
del profeta:
E tu, Betlemme , terra di Giuda, non
sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che
pascerà il mio popolo, Israele.
Allora
Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il
tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli:
«Andate e
informatevi accuratamente del bambino
e,
quando l'avrete trovato,
fatemelo sapere,
perché anch'io venga ad adorarlo».
Udite
le parole del re, essi partirono.
·
Ed
ecco la stella,
·
che
avevano visto nel suo sorgere, in oriente,
·
li
precedeva,
·
finché
giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
·
Al
vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.
Entrati
nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono.
Poi
aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti
poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero
ritorno al loro paese.
Essi
erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno
a Giuseppe e gli disse:
«Alzati,
prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non
ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua
madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode,
perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall'Egitto ho
chiamato il mio figlio.
Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di
lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo
territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato
informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta
Geremia:
Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele
piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.
Morto Erode, un angelo del
Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse:
«Alzati, prendi con te il bambino
e sua madre e và nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano
la vita del bambino».
Egli,
alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele.
Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre
Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò
nelle regioni della Galilea e, appena giunto, (Giuseppe) andò ad abitare in una
città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai
profeti:
«Sarà chiamato
Nazareno».
In quei giorni
comparve Giovanni il Battista a predicare nel
deserto della Giudea, dicendo:
«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».
Egli è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse:
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Giovanni portava un vestito di
peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano
locuste e miele selvatico.
Allora accorrevano a lui da
Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano; e,
confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.
Vedendo però molti farisei e
sadducei venire al suo battesimo, disse loro:
«Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi
all'ira imminente?
Fate dunque frutti degni di conversione, e non crediate
di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre.
Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da
queste pietre.
Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni
albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.
Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui
che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di
portargli i sandali;
egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco.
Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e
raccoglierà il suo grano nel granaio,
ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile».
In quel tempo Gesù dalla Galilea
andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva
impedirglielo, dicendo:
«Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da
me?».
Ma
Gesù gli disse:
«Lascia fare per ora, poiché conviene che così
adempiamo ogni giustizia».
Allora Giovanni acconsentì.
Appena battezzato, Gesù uscì
dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio
scendere come una colomba
e venire su di lui. Ed ecco una
voce dal cielo che disse:
«Questi è il Figlio mio prediletto,
nel quale mi sono compiaciuto ».
CONDOTTO DALLO SPIRITO
Allora Gesù fu condotto dallo
Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato
quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.
Il tentatore allora gli si accostò
e gli disse:
«Se
sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane».
Ma egli rispose:
«Sta
scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca
di Dio».
Allora il diavolo lo condusse con
sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse:
«Se
sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini
a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a
urtare contro un sasso il tuo piede ».
Gesù gli rispose:
«Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».
Di nuovo il diavolo lo condusse
con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la
loro gloria e gli disse:
«Tutte
queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai».
Ma Gesù gli rispose:
«Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo
e a lui solo rendi culto ».
Allora il diavolo lo lasciò ed
ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.
ANDAVA,
INSEGNAVA,
PREDICAVA,
CURAVA
Avendo intanto saputo che
Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret,
venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di
Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali,
sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo
immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in
terra e ombra di morte una luce si è levata.
Da allora Gesù cominciò a
predicare e a dire:
«Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di
Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che
gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro:
«Seguitemi, vi farò pescatori di uomini».
Ed essi subito, lasciate le reti,
lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e
Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano
le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo
seguirono.
Gesù andava attorno per tutta la
Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona
novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel
popolo. La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti
i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e
paralitici; ed egli li guariva. E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla
Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
DISCORSO DELLE
BEATITUDINI N. 1
Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e,
messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la
parola, li ammaestrava dicendo:
1.
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
2.
Beati gli afflitti, perché
saranno consolati.
3.
Beati i miti, perché erediteranno
la terra.
4.
Beati quelli che hanno fame e
sete della giustizia, perché saranno saziati.
5.
Beati i misericordiosi, perché
troveranno misericordia.
6.
Beati i puri di cuore, perché
vedranno Dio.
7.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
8.
Beati i perseguitati per causa
della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
9.
Beati
a.
voi quando vi insulteranno,
b.
vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
c.
Voi rallegratevi ed esultate,
d.
perché grande è la vostra
ricompensa nei cieli.
e.
Prima di voi, così infatti hanno
perseguitato i profeti.
f.
Voi siete il sale della terra; ma
se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A
null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
g.
Voi siete la luce del mondo; non
può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una
lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce
a tutti quelli che sono nella casa.
h.
Così risplenda la vostra luce
davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al
vostro Padre che è nei cieli.
Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i
Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e
la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto
sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti,
anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato
minimo nel regno dei cieli.
Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini,
sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà
quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi:
Non uccidere ; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico:
chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi
dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo,
sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta
sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,
lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo
fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Mettiti presto d'accordo con il
tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni
al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità
ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo
spicciolo!
Avete inteso che fu detto: Non
commettere adulterio ; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per
desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Se il tuo occhio
destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che
perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato
nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e
gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che
tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna. Fu pure detto: Chi ripudia la
propria moglie, le dia l'atto di ripudio ; ma io vi dico: chiunque ripudia sua
moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque
sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che
fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi
giuramenti ; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo , perché è il
trono di Dio ; né per la terra , perché è lo sgabello per i suoi piedi ; né per
Gerusalemme , perché è la città del gran re.
Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.
Avete inteso che fu detto: Occhio
per occhio e dente per dente ; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi
se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti
vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dá a chi ti
domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
Avete inteso che fu detto: Amerai il
tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e
pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste,
che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra
i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale
merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto
soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così
anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro
celeste.
Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli
ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In
verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai
l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua
elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti
ricompenserà.
Quando pregate, non siate simili agli
ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle
piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la
loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la
porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti
ricompenserà.Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali
credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro,
perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele
chiediate. Voi dunque pregate così:
1.
Padre nostro
2.
che sei nei cieli,
3.
sia santificato il tuo nome;
4.
venga il tuo regno;
5.
sia fatta la tua volontà,come in
cielo così in terra.
6.
Dacci oggi il nostro pane
quotidiano, e
7.
rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e
8.
non ci indurre in tentazione, ma
9.
liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe,
il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli
uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
E quando digiunate, non
assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far
vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro
ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto,
perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e
il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri
scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né
ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov'è il
tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque
il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio
è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è
tenebra, quanto grande sarà la tenebra! Nessuno può servire a due padroni: o
odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non
potete servire a Dio e a mammona.
Perciò vi dico:
1.
Non affannatevi per la
vostra vita di quello che mangerete o
berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita
forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli
del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre
vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per
quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi
affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non
lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua
gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che
oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di
poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa
berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il
Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di
Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non
affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini.
A ciascun giorno basta la sua pena.
2.
Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui
giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete
misurati. Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non
ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo
fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio
tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai
bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.
3.
Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci,
perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
4.
Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché
chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di
voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce,
darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai
vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a
quelli che gliele domandano!
5.
Tutto quanto volete che
gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti (questa è la giustizia
del regno).
6. Entrate per la
porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla
perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è
la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che
la trovano!
7.
Guardatevi dai falsi
profeti che vengono a voi in veste di
pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si
raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono
produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero
buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti
buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel
fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.
8.
Non chiunque mi dice:
Signore, Signore, entrerà nel regno dei
cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi
diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo
nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io
però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi
operatori di iniquità.
9.
Perciò chiunque ascolta
queste mie parole e le mette in pratica,
è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la
pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella
casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta
queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha
costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi,
soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua
rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe finito questi
discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti
insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.
Quando Gesù fu sceso dal monte,
molta folla lo seguiva. Ed ecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo:
«Signore,
se vuoi, tu puoi sanarmi».
E Gesù stese la mano e lo toccò
dicendo:
«Lo voglio, sii sanato».
E subito la sua lebbra scomparve.
Gesù sceso
dal monte si reca a Cafarnao
Poi Gesù gli disse:
«Guardati dal dirlo a qualcuno, ma và a mostrarti al sacerdote
e presenta l'offerta prescritta da Mosè, e ciò serva come testimonianza per
loro».
Entrato in Cafarnao, gli venne
incontro un centurione che lo scongiurava:
«Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre
terribilmente».
Gesù gli rispose:
«Io verrò e lo curerò».
Ma il centurione riprese:
«Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì
soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch'io, che sono un
subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà questo, ed egli lo fa».
All'udire
ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano:
«In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho
trovato una fede così grande. Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente
e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre
i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e
stridore di denti».
E Gesù disse al centurione:
«Và, e sia fatto secondo la tua fede».
In quell'istante il servo guarì.
Entrato Gesù nella casa di
Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto con la febbre. Le toccò la
mano e la febbre scomparve; poi essa si alzò e si mise a servirlo.
Venuta la sera, gli portarono
molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i
malati, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Egli ha preso le nostre infermità e si è
addossato le nostre malattie.
Vedendo Gesù una gran folla
intorno a sé, ordinò di passare all'altra riva.
Allora uno scriba si
avvicinò e gli disse:
«Maestro,
io ti seguirò dovunque tu andrai».
Gli
rispose Gesù:
«Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro
nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
E
un altro dei discepoli gli disse:
«Signore,
permettimi di andar prima a seppellire mio padre».
Ma Gesù gli rispose:
«Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti».
Essendo poi salito su una barca,
i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta
così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva.
Allora, accostatisi a lui, lo
svegliarono dicendo:
«Salvaci,
Signore, siamo perduti!».
Ed egli disse loro:
«Perché avete paura, uomini di poca fede?»
Quindi
levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia.
I
presenti furono
presi da stupore e dicevano:
«Chi è mai costui al quale i venti e il
mare obbediscono?».
Giunto all'altra riva, nel paese
dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero
incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada.
Cominciarono a gridare:
«Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio?
Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?».
A
qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci a pascolare; e i
demòni presero a scongiurarlo dicendo:
«Se ci scacci, mandaci in quella mandria».
Egli disse loro:
«Andate!».
Ed essi, usciti dai corpi degli uomini,
entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo
nel mare e perì nei flutti. I mandriani allora fuggirono ed entrati in città
raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati.
Tutta la città allora uscì
incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro
territorio.
Salito su una barca, Gesù passò
all'altra riva e giunse nella sua città (Capernaum).
Ed ecco, gli portarono un paralitico
steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico:
«Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati».
Allora alcuni scribi cominciarono
a pensare:
«Costui
bestemmia».
Ma
Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse:
«Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che
cosa dunque è più facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e
cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere in terra di
rimettere i peccati: alzati, disse allora il paralitico, prendi il tuo letto e
và a casa tua».
Ed
egli si alzò e andò a casa sua.
A
quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un
tale potere agli uomini.
Andando via di là, Gesù vide un
uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse:
«Seguimi».
Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre Gesù sedeva a mensa in
casa di Matteo, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e
si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano
ai suoi discepoli:
«Perché
il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Gesù
li udì e disse:
«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i
malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e
non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Allora
gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero:
«Perché, mentre noi e i farisei
digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?».
E
Gesù disse loro:
«Possono forse gli invitati a nozze essere
in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo
sarà loro tolto e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza
su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno
strappo peggiore. Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono
gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si versa vino nuovo in
otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano».
Mentre diceva loro queste cose, giunse
uno dei capi che gli si prostrò innanzi e gli disse:
«Mia
figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa
vivrà».
Alzatosi, Gesù lo seguiva con i
suoi discepoli. Ed ecco una donna, che soffriva d'emorragia da dodici anni, gli
si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Pensava infatti:
«Se
riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita».
Gesù, voltatosi, la vide e disse:
«Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita».
E in quell'istante la donna
guarì. Arrivato poi Gesù nella casa del capo e veduti i flautisti e la gente in
agitazione, disse:
«Ritiratevi, perché la fanciulla non è morta, ma dorme».
Quelli
si misero a deriderlo. Ma dopo che fu cacciata via la gente egli entrò, le
prese la mano e la fanciulla si alzò.
E
se ne sparse la fama in tutta quella regione.
Mentre Gesù si allontanava di là,
due ciechi lo seguivano urlando:
«Figlio
di Davide, abbi pietà di noi».
Entrato
in casa, i
ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro:
«Credete voi che io possa fare questo?».
Gli
risposero:
«Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e
disse:
«Sia fatto a voi secondo la vostra fede».
E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo:
«Badate che nessuno lo sappia!».
Ma essi, appena usciti, ne
sparsero la fama in tutta quella regione.
Usciti costoro, gli presentarono
un muto indemoniato (Gesù era in casa).
Scacciato il demonio, quel muto
cominciò a parlare e la folla presa da stupore diceva:
«Non
si è mai vista una cosa simile in Israele!».
Ma i farisei dicevano:
«Egli scaccia i demòni per opera del principe dei
demòni».
Gesù andava attorno per tutte le
città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe,
predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità. Vedendo le
folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza
pastore. Allora disse ai suoi discepoli:
«La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate
dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i dodici discepoli,
diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta
di malattie e d'infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato
Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello,
Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e
Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, che poi lo tradì.
DISCORSO
MISSIONARIO N 2
Questi dodici Gesù li inviò dopo
averli così istruiti:
«Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei
Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele.
E strada facendo,
1.
predicate che il regno dei cieli
è vicino.
2.
Guarite gli infermi,
3.
risuscitate i morti,
4.
sanate i lebbrosi,
5.
cacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame
nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né
bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, fatevi
indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra
partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto della pace. Se quella casa
ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la
vostra pace ritorni a voi.
Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto
alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la
polvere dai vostri piedi.
In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di
Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città.
Ecco:
io
vi mando come pecore in mezzo ai lupi;
1.
siate
dunque prudenti come i serpenti e
2.
semplici
come le colombe,
3.
guardatevi
dagli uomini, perché
4.
vi
consegneranno ai loro tribunali e
5.
vi
flagelleranno nelle loro sinagoghe; e
6.
sarete
condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a
loro e ai pagani.
E
quando vi consegneranno nelle loro mani,
1.
non
preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in
quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo
Spirito del Padre vostro che parla in voi.
2.
Il
fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno
contro i genitori e li faranno morire.
3.
E
sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla
fine sarà salvato.
4.
Quando
vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete
finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo.
5.
Un
discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone; è
sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il
suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più i suoi
familiari!
6.
Non
li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere
svelato, e di segreto che non debba essere manifestato.
7.
Quello
che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate
all'orecchio predicatelo sui tetti.
8.
E
non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di
uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e
l'anima e il corpo nella Geenna.
9.
Due
passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a
terra senza che il Padre vostro lo voglia.
10.
Quanto
a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque
timore: voi valete più di molti passeri!
11.
Chi
dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al
Padre mio che è nei cieli;
12.
chi
invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al
Padre mio che è nei cieli.
13.
Non crediate che io sia venuto a
portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono
venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora
dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.
14.
Chi ama il padre o la madre più
di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di
me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.
15.
Chi avrà trovato la sua vita, la
perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
16.
Chi accoglie voi accoglie me, e
chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come
profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto,
avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua
fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non
perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di
dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e
predicare nelle loro città.
DISCORSO SU
GIOVANNI BATTISTA N. 3
Giovanni intanto, che era in
carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per
mezzo dei suoi discepoli:
«Sei
tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?».
Gesù
rispose:
«Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e
vedete: I ciechi ricuperano la vista , gli storpi camminano, i lebbrosi sono
guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è
predicata la buona novella , e beato colui che non si scandalizza di me».
Mentre questi se ne andavano,
Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle:
«Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna
sbattuta dal vento? Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in
morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E
allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di
un profeta. Egli è colui, del quale sta scritto: Ecco, io mando davanti a te il
mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te. In verità vi dico: tra i
nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il
più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il
Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne
impadroniscono. La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a
Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire. Chi ha
orecchi intenda.
Ma a chi paragonerò io questa generazione? Essa è
simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri
compagni e dicono: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo
cantato un lamento e non avete pianto. E' venuto Giovanni, che non mangia e non
beve, e hanno detto: Ha un demonio. E' venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e
beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei
peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere».
CITTA’ IMPENITENTI, BETSAIDA, CORAZIN, CAFARNAO
Allora si mise a rimproverare le città
nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano
convertite:
«Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a
Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo
a voi, già da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella
cenere. Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una
sorte meno dura della vostra. E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al
cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i
miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe! Ebbene io vi dico: Nel
giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!».
In quel tempo Gesù disse:
«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra,
perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai
rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato
dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno
conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia
rivelare. Gesù Signore dal giogo leggero Venite a me, voi tutti, che siete
affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e
imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le
vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
Gesù va in
giro al tempo delle messe
In quel tempo Gesù passò tra le
messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a
cogliere spighe e le mangiavano. Ciò vedendo, i farisei gli dissero:
«Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è
lecito fare in giorno di sabato».
Ed
egli rispose:
«Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe
fame insieme ai suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani
dell'offerta, che non era lecito mangiare né a lui né ai suoi compagni, ma solo
ai sacerdoti? O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i
sacerdoti nel tempio infrangono il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io
vi dico che qui c'è qualcosa più grande del tempio. Se aveste
compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio , non
avreste condannato individui senza colpa. Perché il Figlio dell'uomo è
signore del sabato».
Allontanatosi di là, andò nella
loro sinagoga. Ed ecco, c'era un uomo che aveva una mano inaridita, ed essi
chiesero a Gesù:
«E' permesso curare di sabato?».
Dicevano ciò per accusarlo. Ed
egli disse loro:
«Chi tra voi, avendo una pecora, se questa gli cade di
sabato in una fossa, non l'afferra e la tira fuori? Ora, quanto è più prezioso
un uomo di una pecora! Perciò è permesso fare del bene anche di sabato».
E rivolto all'uomo, gli disse:
«Stendi la mano».
Egli la stese, e quella ritornò
sana come l'altra.
I farisei però, usciti, tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo.
Ma Gesù, saputolo, si allontanò
di là. Molti lo seguirono ed egli guarì tutti, ordinando loro di non
divulgarlo, perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Isaia:
Ecco il mio servo che io ho scelto; il mio
prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Porrò il mio spirito sopra di lui e
annunzierà la giustizia alle genti. Non contenderà, né griderà, né si udrà
sulle piazze la sua voce. La canna infranta non spezzerà, non spegnerà il
lucignolo fumigante, finché abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le genti.
In quel tempo gli fu portato un
indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. E
tutta la folla era sbalordita e diceva:
«Non
è forse costui il figlio di Davide?».
Ma i farisei, udendo questo,
presero a dire:
«Costui
scaccia i demòni in nome di Beelzebùl, principe dei demòni».
Ma egli, conosciuto il loro
pensiero, disse loro:
«Ogni
regno discorde cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi.
Ora, se satana scaccia satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque
reggersi il suo regno? E se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri
figli in nome di chi li scacciano? Per questo loro stessi saranno i vostri
giudici. Ma se io scaccio i demòni per virtù dello Spirito di Dio, è certo
giunto fra voi il regno di Dio. Come potrebbe uno penetrare nella casa
dell'uomo forte e rapirgli le sue cose, se prima non lo lega? Allora soltanto
gli potrà saccheggiare la casa. Chi non è con me è contro di me, e chi non
raccoglie con me, disperde. Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia
sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.
A chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la bestemmia
contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello
futuro.
DISCORSO SU
CORPO E SPIRITO N. 4
Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà
buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal
frutto infatti si conosce l'albero.
Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che
siete cattivi?
Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore. L'uomo
buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l'uomo cattivo dal suo
cattivo tesoro trae cose cattive.
Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini
renderanno nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai
giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».
Allora alcuni scribi e farisei lo
interrogarono:
«Maestro,
vorremmo che tu ci facessi vedere un segno».
Ed egli rispose:
«Una generazione perversa e adultera pretende un segno!
Ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta. Come infatti
Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce , così il Figlio
dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Quelli di Nìnive si alzeranno a giudicare questa
generazione e la condanneranno, perché essi si convertirono alla predicazione
di Giona. Ecco, ora qui c'è più di Giona! La regina del sud si
leverà a giudicare questa generazione e la condannerà, perché essa venne
dall'estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ecco,
ora qui c'è più di Salomone!
Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per
luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: Ritornerò alla
mia abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata e
adorna. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi
dimora; e la nuova condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima. Così
avverrà anche a questa generazione perversa».
Mentre egli parlava ancora alla folla,
sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse:
«Ecco
di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi lo
informava, disse:
«Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi stendendo la mano verso i
suoi discepoli disse:
«Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché
chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello,
sorella e madre».
Quel giorno Gesù uscì di casa e si
sedette in riva al mare.
Si cominciò a raccogliere attorno
a lui tanta folla che dovette salire su una barca e là porsi a sedere, mentre
tutta la folla rimaneva sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose in
parabole.
E disse:
«Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla
strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra parte cadde in luogo
sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non
era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si
seccò. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono.
Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il
sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda».
Gli
si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero:
«Perché
parli loro in parabole?».
DISCORSO DELLE PARABOLE IN RIVA AL MARE N.
5
Egli rispose:
«Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno
dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà
nell'abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Per questo
parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e
non comprendono. E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: Voi
udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di
questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli
occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non
intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani. Ma beati i vostri occhi
perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. In verità vi dico: molti
profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e
ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono!
Voi dunque intendete la parabola del seminatore: tutte
le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il
maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme
seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è
l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia, ma non ha radice in
sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a
causa della parola, egli ne resta scandalizzato. Quello seminato tra le spine è
colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della
ricchezza soffocano la parola ed essa non dá frutto. Quello seminato nella
terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dá frutto e
produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta».
Un'altra parabola espose loro
così:
«Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha
seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti
dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando
poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i
servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del
buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose
loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo
a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con
essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme
fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete
prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece
riponetelo nel mio granaio».
Un'altra parabola espose loro:
«Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino
di senapa, che un uomo prende e semina nel
suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più
grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli
del cielo e si annidano fra i suoi rami».
Un'altra parabola disse loro:
«Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di
farina perché tutta si fermenti».
Tutte queste cose Gesù disse alla
folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole, perché si adempisse
ciò che era stato detto dal profeta:
Aprirò la mia bocca in parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.
CASA DI
CAFARNAO
Poi Gesù lasciò la folla ed entrò
in casa;
i suoi discepoli gli si
accostarono per dirgli:
«Spiegaci
la parabola della zizzania nel campo».
Ed egli rispose:
«Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo.
Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i
figli del maligno, e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura
rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si
raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno
tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella
fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti
splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!
Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di
nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di
grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci.
Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i
pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del
mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno
nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete capito tutte
queste cose?».
Gli risposero:
«Sì».
Ed egli disse loro:
«Per
questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone
di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Da Cafarnao a Nazaret
Terminate queste parabole, Gesù
partì di là e venuto nella sua patria (Nazaret) insegnava nella loro sinagoga e
la gente rimaneva stupita e diceva:
«Da
dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non è egli forse il
figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli
Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da
dove gli vengono dunque tutte queste cose?».
E si scandalizzavano per causa
sua. Ma Gesù disse loro:
«Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e
in casa sua».
E non fece molti miracoli a causa
della loro incredulità.
In quel tempo il tetrarca Erode
ebbe notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani:
«Costui
è Giovanni il Battista risuscitato dai morti; per ciò la potenza dei miracoli
opera in lui».
Erode aveva arrestato Giovanni e
lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione per causa di Erodìade, moglie
di Filippo suo fratello. Giovanni infatti gli diceva:
«Non
ti è lecito tenerla!».
Benché Erode volesse farlo
morire, temeva il popolo perché lo considerava un profeta. Venuto il compleanno
di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che
egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato.
Ed essa, istigata dalla madre,
disse:
«Dammi
qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re ne fu contristato, ma a
causa del giuramento e dei commensali ordinò che le fosse data e mandò a
decapitare Giovanni nel carcere. La sua testa venne portata su un vassoio e fu
data alla fanciulla, ed ella la portò a sua madre.
I suoi discepoli andarono a
prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informarne Gesù.
Udito ciò, Gesù partì di là su
una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto.
Ma la folla, saputolo, lo seguì a
piedi dalle città.
Egli, sceso dalla barca, vide una
grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si
accostarono i discepoli e gli dissero:
«Il
luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a
comprarsi da mangiare».
Ma Gesù rispose:
«Non occorre che vadano; date loro voi stessi da
mangiare».
Gli risposero:
«Non abbiamo che cinque pani e due pesci!».
Ed egli disse:
«Portatemeli qua».
E dopo aver ordinato alla folla
di sedersi spezzò i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo,
pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli
li distribuirono alla folla.
Tutti mangiarono e furono
saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quelli che
avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i
bambini.
Subito dopo ordinò ai discepoli
di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe
congedato la folla.
Congedata la folla, salì sul
monte, solo, a pregare.
Venuta la sera, egli se ne stava
ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era
agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli
venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul
mare, furono turbati e dissero:
«E'
un fantasma»
e si misero a gridare dalla
paura. Ma subito Gesù parlò loro:
«Coraggio, sono io, non abbiate paura».
Pietro gli disse:
«Signore,
se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque».
Ed egli disse:
«Vieni!».
Pietro, scendendo dalla barca, si
mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.
Ma per la violenza del vento,
s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò:
«Signore,
salvami!».
E subito Gesù stese la mano, lo
afferrò e gli disse:
«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il
vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti,
esclamando:
«Tu
sei veramente il Figlio di Dio!».
Con la barca va a Genesaret
Compiuta la traversata, approdarono
a Genèsaret.
E la gente del luogo,
riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti
i malati, e lo pregavano di poter toccare almeno l'orlo del suo mantello.
E quanti lo toccavano guarivano.
Discussioni sulle tradizioni
farisaiche In quel tempo vennero a Gesù da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni
scribi e gli dissero:
«Perché
i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si
lavano le mani quando prendono cibo!».
Ed egli rispose loro:
«Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome
della vostra tradizione? Dio ha detto: Onora il padre e la madre e inoltre: Chi
maledice il padre e la madre sia messo a morte. Invece voi asserite: Chiunque
dice al padre o alla madre: Ciò con cui ti dovrei aiutare è offerto a Dio, non
è più tenuto a onorare suo padre o sua madre. Così avete annullato la parola di
Dio in nome della vostra tradizione. Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia,
dicendo: Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me.
Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che
sono precetti di uomini ».
Poi riunita la folla disse:
«Ascoltate e intendete! Non quello che entra nella
bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!».
Allora i discepoli gli si
accostarono per dirgli:
«Sai
che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?».
Ed egli rispose:
«Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste
sarà sradicata. Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco
guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
Pietro allora gli disse:
«Spiegaci
questa parabola».
Ed egli rispose:
«Anche voi siete ancora senza intelletto? Non capite
che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e va a finire nella
fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo
l'uomo. Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli
adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.
Queste sono le cose che rendono immondo l'uomo, ma il mangiare senza lavarsi le
mani non rende immondo l'uomo».
Da Genezaret
va a piedi nelle località di Tiro e Sidone
Partito di là, Gesù si diresse
verso le parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da
quelle regioni, si mise a gridare:
«Pietà
di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un
demonio».
Ma egli non le rivolse neppure
una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando:
«Esaudiscila,
vedi come ci grida dietro».
Ma egli rispose:
«Non
sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele».
Ma quella venne e si prostrò
dinanzi a lui dicendo:
«Signore,
aiutami!».
Ed egli rispose:
«Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai
cagnolini».
«E'
vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole
che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò:
«Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come
desideri».
E da quell'istante sua figlia fu
guarita.
Da Tiro va al mar di
Galilea e sale sul monte
Allontanatosi
di là, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, si fermò là. Attorno
a lui si radunò molta folla recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti
altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì.
E
la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi
raddrizzati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E glorificava
il Dio di Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i
discepoli e disse:
«Sento compassione di questa folla: ormai da tre giorni
mi vengono dietro e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni,
perché non svengano lungo la strada».
E i discepoli gli dissero:
«Dove
potremo noi trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così
grande?».
Ma Gesù domandò:
«Quanti pani avete?».
Risposero:
«Sette,
e pochi pesciolini».
Sceso dal monte va a
Magadan
Dopo aver ordinato alla folla di
sedersi per terra, Gesù prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò,
li dava ai discepoli, e i discepoli li distribuivano alla folla. Tutti
mangiarono e furono saziati. Dei pezzi avanzati portarono via sette sporte
piene. Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le
donne e i bambini. Congedata la folla, Gesù salì sulla barca e andò nella
regione di Magadàn.
I farisei e i sadducei si
avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno
dal cielo. Ma egli rispose:
«Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il
cielo rosseggia; e al mattino: Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo.
Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni
dei tempi? Una generazione perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno
le sarà dato se non il segno di Giona».
E lasciatili, se ne andò.
Nel passare però all'altra riva,
i discepoli avevano dimenticato di prendere il pane. Gesù disse loro:
«Fate bene attenzione e guardatevi dal lievito dei
farisei e dei sadducei».
Ma essi parlavano tra loro e
dicevano:
«Non
abbiamo preso il pane!».
Accortosene, Gesù chiese:
«Perché, uomini di poca fede, andate dicendo che non
avete il pane? Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila
e quante ceste avete portato via? E neppure i sette pani per i quattromila e
quante sporte avete raccolto? Come mai non capite ancora che non alludevo al
pane quando vi ho detto: Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei?».
Allora essi compresero che egli
non aveva detto che si guardassero dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei
farisei e dei sadducei.
Sull’altra riva giunge
nella località chiamata Cesarea di Filippo
Essendo giunto Gesù nella regione
di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli:
«La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».
Risposero:
«Alcuni
Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
Disse loro:
«Voi chi dite che io sia?»
Rispose Simon Pietro:
«Tu
sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù:
«Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né
il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico:
Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli
inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli,
e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che
scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non
dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a dire
apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto
da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e
risuscitare il terzo giorno.
Ma Pietro lo trasse in disparte e
cominciò a protestare dicendo:
«Dio
te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai».
Ma egli, voltandosi, disse a
Pietro:
«Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non
pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi
discepoli:
«Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso,
prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la
perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual
vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la
propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?
Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli,
e renderà a ciascuno secondo le sue azioni. In verità vi dico: vi sono alcuni
tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire
nel suo regno».
Gesù sale sul monte
(Tabor) o (Hermon)
Sei giorni dopo, Gesù prese con
sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un
alto monte.
Ed ecco apparvero loro Mosè ed
Elia, che conversavano con lui.
Pietro prese allora la parola e
disse a Gesù:
«Signore,
è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per
Mosè e una per Elia».
Egli stava ancora parlando quando
una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva:
«Questi è il
Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli
caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si
avvicinò e, toccatili, disse:
«Alzatevi e non temete».
Sollevando gli occhi non videro
più nessuno, se non Gesù solo.
E mentre discendevano dal monte,
Gesù ordinò loro:
«Non parlate a nessuno di questa visione, finché il
Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
Allora i discepoli gli
domandarono:
«Perché
dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?».
Ed egli rispose:
«Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico:
Elia è non l'hanno riconosciuto; anzi, l'hanno trattato come hanno voluto. Così
anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che
egli parlava di Giovanni il Battista.
Appena
ritornati presso la folla, si avvicinò a Gesù un uomo che, gettatosi in
ginocchio, gli disse:
«Signore, abbi pietà di mio figlio. Egli è epilettico e
soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell'acqua; l'ho già portato
dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo».
E Gesù rispose:
«O generazione incredula e perversa! Fino a quando
starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui».
E Gesù gli parlò minacciosamente,
e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli, accostatisi a
Gesù in disparte, gli chiesero:
«Perché
noi non abbiamo potuto scacciarlo?».
Ed egli rispose:
«Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno]».
Dal Monte A Cafarnao
Mentre si trovavano insieme in
Galilea, Gesù disse loro:
«Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle
mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà».
Ed essi furono molto rattristati.
Venuti a Cafarnao, si
avvicinarono a Pietro gli esattori della tassa per il tempio e gli dissero:
«Il
vostro maestro non paga la tassa per il tempio?».
Rispose:
«Sì».
Mentre entrava in casa, Gesù lo
prevenne dicendo:
«Che cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da chi
riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?».
Rispose:
«Dagli
estranei».
E Gesù:
«Quindi i figli sono esenti. Ma perché non si
scandalizzino, và al mare, getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo,
aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala a
loro per me e per te».
DISCORSO SUI PICCOLI FANCIULLI – NASCERE DI NUOVO N.
6
In quel momento i discepoli si
avvicinarono a Gesù dicendo:
«Chi
dunque è il più grande nel regno dei cieli?».
Allora Gesù chiamò a sé un
bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
«In verità vi dico: se non vi convertirete e non
diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino,
sarà il più grande nel regno dei cieli.
E' inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo
per colpa del quale avviene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è
occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare
nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel
fuoco eterno.
E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e
gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che
avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.
Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli,
perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre
mio che è nei cieli.
E' venuto infatti il Figlio dell'uomo a salvare ciò che
era perduto.
Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non
lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?
Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che
per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non
vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli.
Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui
solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà,
prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di
due o tre testimoni . Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo
all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un
pagano e un pubblicano.
In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà
legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà
sciolto anche in cielo.
In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si
accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la
concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a
loro».
Allora Pietro gli si avvicinò e
gli disse:
«Signore,
quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a
sette volte?».
IL
PERDONO CON PARABOLA dei 10.000
talenti
E Gesù gli rispose:
«Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte
sette.
A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che
volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato
uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro
da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva,
e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava:
Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del
servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel
servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo,
lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra,
lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli
non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse
pagato il debito.
Visto quel che accadeva, gli altri servi furono
addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.
Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse:
Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non
dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà
di te? E, sdegnato, il padrone lo
diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi,
se non perdonerete di cuore al vostro fratello».
Da Cafarnao della Galilea in Giudea, al di là del
Giordano
Terminati questi discorsi, Gesù
partì dalla Galilea e andò nel territorio della Giudea, al di là del Giordano.
E lo seguì molta folla e colà
egli guarì i malati.
Allora gli si avvicinarono alcuni
farisei per metterlo alla prova e gli chiesero:
«E'
lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Ed egli rispose:
«Non
avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per
questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due
saranno una carne sola ? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello
dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi».
Gli obiettarono:
«Perché
allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via ?».
Rispose loro Gesù:
«Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di
ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico:
Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa
un'altra commette adulterio».
Gli dissero i discepoli:
«Se
questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro:
«Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è
stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della
madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono
altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire,
capisca».
Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le
mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. Gesù però disse loro:
«Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi
è il regno dei cieli».
E dopo avere imposto loro le
mani, se ne partì.
Ed ecco un tale gli si avvicinò e
gli disse:
«Maestro,
che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?».
Egli rispose:
«Perché
mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita,
osserva i comandamenti».
Ed egli chiese:
«Quali?».
Gesù rispose:
« Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare,
non testimoniare il falso, onora il
padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso ».
Il giovane gli disse:
«Ho
sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?».
Gli disse Gesù:
«Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che
possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi».
Udito questo, il giovane se ne
andò triste; poiché aveva molte ricchezze.
DISCORSO
SULLA NUOVA CREAZIONE N. 7
Gesù allora disse ai suoi
discepoli:
«In
verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo
ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco
entri nel regno dei cieli».
A queste parole i discepoli
rimasero costernati e chiesero:
«Chi
si potrà dunque salvare?».
E Gesù, fissando su di loro lo
sguardo, disse:
«Questo è impossibile agli uomini ma a Dio tutto è
possibile».
Allora Pietro prendendo la parola
disse:
«Ecco,
noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne
otterremo?».
La
nuova creazione Con Parabola dei servi nella piazza
E Gesù disse loro:
«In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella
nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni
a giudicare le dodici tribù di Israele.
Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o
padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e
avrà in eredità la vita eterna.
Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi».
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che
uscì all'alba (ORE 6) per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide
altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella
mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo
verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che
se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro:
Andate anche voi nella mia vigna. Quando termina la giornata Chiama gli operai
e dá loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio,
ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma
anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano
contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li
hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il
caldo.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico,
io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il
tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te. Non posso
fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono
buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».
Mentre saliva a Gerusalemme, Gesù
prese in disparte i dodici e lungo la via disse loro:
«Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme e il Figlio
dell'uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi, che lo
condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito e
flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà».
Allora gli si avvicinò la madre
dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa.
Egli le disse:
«Che
cosa vuoi?».
Gli rispose:
«Dì
che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel
tuo regno».
Rispose Gesù:
«Voi non
sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?».
Gli dicono:
«Lo
possiamo».
Ed egli soggiunse:
«Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere
che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali
è stato preparato dal Padre mio».
Gli altri dieci, udito questo, si
sdegnarono con i due fratelli; ma Gesù, chiamatili a sé, disse:
«I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di
esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi;
ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che
vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio
dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua
vita in riscatto per molti».
Mentre uscivano da Gerico, una
gran folla seguiva Gesù. Ed ecco che due ciechi, seduti lungo la strada, sentendo
che passava, si misero a gridare:
«Signore,
abbi pietà di noi, figlio di Davide!».
La folla li sgridava perché tacessero; ma essi gridavano ancora
più forte:
«Signore,
figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Gesù, fermatosi, li chiamò e
disse:
«Che volete che io vi faccia?».
Gli risposero:
«Signore,
che i nostri occhi si aprano!».
Gesù si commosse, toccò loro gli
occhi e subito ricuperarono la vista e lo seguirono.
Quando furono vicini a
Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò
due dei suoi discepoli dicendo loro:
«Andate
nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa
un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se
qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma
li rimanderà subito».
Ora questo avvenne perché si
adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta:
Dite alla figlia di Sion: Ecco, il
tuo re viene a te mite, seduto su un'asina, con un puledro figlio di bestia da
soma.
I discepoli andarono e fecero
quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l'asina e il puledro, misero su
di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere.
La folla numerosissima stese i
suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano
sulla via. La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava:
Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!
Entrato Gesù in Gerusalemme,
tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva:
«Chi
è costui?».
E la folla rispondeva:
«Questi
è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea».
Gesù entrò poi nel tempio e
scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei
cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro:
«La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di
preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri ».
Gli si avvicinarono ciechi e
storpi nel tempio ed egli li guarì.
Ma i sommi sacerdoti e gli
scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli che acclamavano nel
tempio:
«Osanna
al figlio di Davide»,
si sdegnarono e gli dissero:
«Non
senti quello che dicono?».
Gesù rispose loro:
«Sì, non avete mai letto: Dalla bocca dei bambini e dei
lattanti ti sei procurata una lode? ».
E, lasciatili, uscì fuori dalla
città, verso Betània, e là trascorse la notte.
La mattina dopo, mentre rientrava
in città, ebbe fame. Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi
trovò altro che foglie, e gli disse:
«Non
nasca mai più frutto da te».
E subito quel fico si seccò.
Vedendo ciò i discepoli rimasero stupiti e dissero:
«Come
mai il fico si è seccato immediatamente?».
Rispose Gesù:
«In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete,
non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a
questo monte: Levati di lì e gettati
nel mare, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera,
lo otterrete».
Entrato nel tempio, mentre
insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli
dissero:
«Con
quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?».
Gesù rispose:
«Vi farò anch'io una domanda e se voi mi rispondete, vi
dirò anche con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove
veniva? Dal cielo o dagli uomini?»
Ed essi riflettevano tra sé
dicendo:
«Se
diciamo: "dal Cielo', ci risponderà: "perché dunque non gli avete
creduto?''; se diciamo "dagli uomini', abbiamo timore della folla, perché
tutti considerano Giovanni un profeta».
Rispondendo perciò a Gesù,
dissero:
«Non
lo sappiamo».
Allora anch'egli disse loro:
«Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste
cose».
«Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli;
rivoltosi al primo disse: Figlio, và oggi a lavorare nella vigna. Ed egli
rispose: Sì, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso.
Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi
dei due ha compiuto la volontà del padre?».
Dicono:
«L'ultimo».
Salvezza per grazia Con
Parabola della vigna e frantoio
E
Gesù disse loro:
«In verità vi dico: I pubblicani e le
prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. E' venuto a voi Giovanni nella
via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute
invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non
vi siete nemmeno pentiti per credergli.
Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che
piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì
una torre , poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei
frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto.
Ma quei
vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo
lapidarono.
Di nuovo mandò
altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso
modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno
rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede;
venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità.
E, presolo, lo
cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. Quando dunque verrà il padrone della
vigna che farà a quei vignaioli?».
Gli rispondono:
«Farà
morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli
consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro:
«Non avete mai letto nelle Scritture:
La pietra che i costruttori hanno scartata è
diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli
occhi nostri? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un
popolo che lo farà fruttificare. Chi cadrà sopra questa pietra sarà
sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà».
Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei
capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della
folla che lo considerava un profeta.
Parabola degli invitati
alle nozze
Gesù riprese a parlar loro in
parabole e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re che fece un
banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli
invitati alle nozze, ma questi non vollero venire.
Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il
mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto
è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al
proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li
insultarono e li uccisero.
Allora il re si
indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme
la loro città. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli
invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti
quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi
raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di
commensali.
Il re entrò per
vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, gli
disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì.
Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle
tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma
pochi eletti».
Allora i farisei, ritiratisi,
tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono
dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiamo, a dirgli:
«Maestro,
sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai
soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il
tuo parere: E' lecito o no pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro
malizia, rispose:
«Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del
tributo».
Ed essi gli presentarono un
denaro. Egli domandò loro:
«Di chi
è questa immagine e l'iscrizione?».
Gli risposero:
«Di
Cesare».
Allora disse loro:
«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio
quello che è di Dio».
A queste parole rimasero sorpresi
e, lasciatolo, se ne andarono.
In quello stesso giorno vennero a lui dei
sadducei, i quali affermano che non c'è risurrezione Mosè ha detto:
Se qualcuno muore senza figli, il fratello ne sposerà
la vedova e così susciterà una discendenza al suo fratello. Ora, c'erano tra
noi sette fratelli; il primo appena sposato morì e, non avendo discendenza,
lasciò la moglie a suo fratello. Così anche il secondo, e il terzo, fino al
settimo. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, di
quale dei sette essa sarà moglie? Poiché tutti l'hanno avuta».
E Gesù rispose loro:
«Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture né la
potenza di Dio. Alla risurrezione
infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo.
Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato
detto da Dio: Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe?
Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi».
Udendo ciò, la folla era sbalordita per la
sua dottrina.
Allora i farisei, udito che egli
aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un
dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova:
«Maestro,
qual è il più grande comandamento della legge?».
Gli rispose:
«Amerai il Signore Dio
tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo
è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo:
Amerai il prossimo tuo come te stesso .
Da questi due
comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
Trovandosi i farisei riuniti insieme,
Gesù chiese loro:
«Che ne pensate del Messia? Di chi è figlio?».
Gli risposero:
«Di
Davide».
Ed egli a loro:
«Come mai allora Davide, sotto ispirazione, lo chiama
Signore, dicendo: Ha detto il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra,
finché io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi? Se dunque Davide lo
chiama Signore, come può essere suo figlio?».
Nessuno era in grado di
rispondergli nulla; e nessuno, da quel giorno in poi, osò interrogarlo.
DISCORSO
SUI FALSI PROFETI N. 8
Allora Gesù si rivolse alla folla
e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i
farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro
opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li
impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con
un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini:
allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d'onore nei
conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche
sentirsi chiamare "rabbì' dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare "rabbì'', perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno "padre sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare "maestri , perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.
1.
Guai a voi, scribi e farisei
ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi
non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci.
2.
Guai a voi, scribi e farisei
ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e,
ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.
3.
Guai a voi, guide cieche, che
dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio
si è obbligati. Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l'oro o il tempio che
rende sacro l'oro? E dite ancora: Se si giura per l'altare non vale, ma se si
giura per l'offerta che vi sta sopra, si resta obbligati. Ciechi! Che cosa è
più grande, l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? Ebbene, chi giura
per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il
tempio, giura per il tempio e per Colui che l'abita. E chi giura per il cielo,
giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.
4.
Guai a voi, scribi e farisei
ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del comìno, e
trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la
misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere
quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
5.
Guai a voi, scribi e farisei
ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno
sono pieni di rapina e d'intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l'interno
del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto!
6.
Guai a voi, scribi e farisei
ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a
vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche
voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni
d'ipocrisia e d'iniquità.
7.
Guai a voi, scribi e farisei
ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, e
dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a
loro per versare il sangue dei profeti; e così testimoniate, contro voi stessi,
di essere figli degli uccisori dei profeti. Ebbene, colmate la misura dei
vostri padri!
Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla
condanna della Geenna? Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di
questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle
vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; perché ricada su di voi
tutto il sangue innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele
fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachìa, che avete ucciso tra il
santuario e l'altare. In verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa
generazione.
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi
quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli,
come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!
Ecco: la vostra casa vi sarà lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi
vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
».
DISCORSO ESCATOLOGICO N. 9
Mentre Gesù, uscito dal tempio,
se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le
costruzioni del tempio. Gesù disse loro:
«Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non
resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata».
Sedutosi poi sul monte degli
Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero:
«Dicci
quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della
fine del mondo».
Gesù rispose:
«Guardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel
mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sentirete
poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi;
è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine.
Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno;
vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi;
ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori.
Allora
1.
vi consegneranno ai supplizi e
2.
vi uccideranno, e
3.
sarete odiati da tutti i popoli a
causa del mio nome.
4.
Molti ne resteranno
scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda.
5.
Sorgeranno molti falsi profeti e
inganneranno molti;
6.
per il dilagare dell'iniquità,
l'amore di molti si raffredderà.
7.
Ma chi persevererà sino alla
fine, sarà salvato.
8.
Frattanto questo vangelo del
regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a
tutte le genti;
9.
e allora verrà la fine.
Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione , di
cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -,
allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, chi si trova sulla terrazza
non scenda a prendere la roba di casa, e chi si trova nel campo non torni
indietro a prendersi il mantello.
Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in
quei giorni. Pregate perché la vostra fuga non accada d'inverno o di Sabato.
Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio
del mondo fino a ora , né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero
abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni
saranno abbreviati.
Allora
se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: E' là,
non ci credete Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi
portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti.
Ecco, io ve l'ho predetto.
Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci
andate; o: E' in casa, non ci credete. Come la folgore viene da oriente e
brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Dovunque
sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.
Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si
oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le
potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora comparirà nel cielo il segno del
Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra , e
vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza
e gloria. Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti
i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.
Ritorno e
parabola del fico
Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo
ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. Così
anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle
porte. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo
accada. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto
a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo
e neppure il Figlio, ma solo il Padre.
Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa, così nell’ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà.
Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! In verità vi dico: gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni. Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, arriverà il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora che non sa, lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.
Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese
le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e
cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le
sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi.
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò
un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si
destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci
del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero:
No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e
compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo
e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu
chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire:
Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.
Avverrà come di
un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i
suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a
ciascuno secondo la sua capacità, e partì. Colui che aveva ricevuto cinque
talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello
che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva
ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro
del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle
regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò
altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho
guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone,
sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia
del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse:
Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene,
servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti
darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Venuto infine
colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo
duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura
andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. Il padrone gli
rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e
raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri
e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque
il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e
sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il
servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di
denti.
Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi
angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui
tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le
pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite,
benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin
dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da
mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete
ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e
siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai
ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo
dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo
e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo
venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che
avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete
fatto a me.
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti,
nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto
fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da
bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito,
malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno:
Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o
malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete
fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto
a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita
eterna».
Terminati tutti questi discorsi,
Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi sapete che
fra due giorni è Pasqua e che il Figlio dell'uomo sarà consegnato per essere
crocifisso».
Allora i sommi sacerdoti e gli
anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si
chiamava Caifa, e tennero consiglio per arrestare con un inganno Gesù e farlo
morire. Ma dicevano:
«Non
durante la festa, perché non avvengano tumulti fra il popolo».
Mentre Gesù si trovava a Betània,
in casa di Simone il lebbroso, gli si avvicinò una donna con un vaso di
alabastro di olio profumato molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre
stava a mensa. I discepoli vedendo ciò si sdegnarono e dissero:
«Perché
questo spreco? Lo si poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!».
Ma Gesù, accortosene, disse loro:
«Perché
infastidite questa donna? Essa ha compiuto un'azione buona verso di me. I
poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete.
Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura.
In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero,
sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in ricordo di lei».
Allora uno dei Dodici, chiamato
Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse:
«Quanto
mi volete dare perché io ve lo consegni?».
E quelli gli fissarono trenta
monete d'argento . Da quel momento cercava l'occasione propizia per
consegnarlo.
Il primo giorno degli Azzimi, i
discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero:
«Dove
vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?».
Ed egli rispose:
«Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti
manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei
discepoli».
I discepoli fecero come aveva
loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a mensa
con i Dodici. Mentre mangiavano disse:
«In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà».
Ed essi, addolorati
profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli:
«Sono
forse io, Signore?».
Ed egli rispose:
«Colui
che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio
dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio
dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!».
Giuda, il traditore, disse:
«Rabbì,
sono forse io?».
Gli rispose:
«Tu l'hai detto».
Ora, mentre essi mangiavano, Gesù
prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli
dicendo:
«Prendete
e mangiate; questo è il mio corpo».
Poi prese il calice e, dopo aver
reso grazie, lo diede loro, dicendo:
«Bevetene
tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in
remissione dei peccati. Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto
della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre
mio».
E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro:
«Voi
tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti:
Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge, ma dopo la mia
risurrezione, vi precederò in Galilea».
E Pietro gli disse:
«Anche
se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai».
Gli disse Gesù:
«In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il
gallo canti, mi rinnegherai tre volte».
E Pietro gli rispose:
«Anche
se dovessi morire con te, non ti rinnegherò».
Lo stesso dissero tutti gli altri
discepoli.
Allora Gesù andò con loro in un
podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli:
«Sedetevi
qui, mentre io vado là a pregare»
E presi con sé Pietro e i due
figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro:
«La mia
anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me».
E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava
dicendo:
«Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice!
Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».
Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a
Pietro:
«Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola
con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto,
ma la carne è debole».
E di nuovo, allontanatosi,
pregava dicendo:
«Padre
mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la
tua volontà».
E tornato di nuovo trovò i suoi che
dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. E lasciatili, si
allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi
si avvicinò ai discepoli e disse loro:
«Dormite
ormai e riposate! Ecco, è giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sarà
consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce
si avvicina».
Mentre parlava ancora, ecco
arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni,
mandata dai sommi sacerdoti e dagli a segnale dicendo:
«Quello
che bacerò, è lui; arrestatelo!».
E subito si avvicinò a Gesù e
disse:
«Salve, Rabbì!».
E lo baciò. E Gesù gli disse:
«Amico,
per questo sei qui!».
Allora si fecero avanti e misero
le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con
Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote
staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse:
«Rimetti
la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno
di spada. Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe
subito più di dodici legioni di angeli? Ma come allora si adempirebbero le
Scritture, secondo le quali così deve avvenire?».
In quello stesso momento Gesù
disse alla folla:
«Siete
usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni
giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto
questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti».