LA FEDELTA’ E L’AMORE DI DIO   

Questo è il patto che farò con loro dopo quei giorni, dice il Signore, io metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò nelle loro menti…E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità.

Nel nato di nuovo, in colui che crede in Gesù Cristo, nell’opera della croce per la sua salvezza, la natura cristiana è paragonabile al santuario terreno del Vecchio Patto: Il Santuario celeste è dove Cristo vive e Cristo vive in noi quando lo riconosciamo nostro Signore e Salvatore. 

 

“Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e avendo un sommo sacerdote sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, in piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi per purificarli da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinchè otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno.”. 

 

Il cristiano ha comunione diretta con Dio grazie al sacrificio del nostro Mediatore: può chiederGli aiuto ed Egli lo soccorre; ottiene misericordia e trova grazia; riceve i Suoi tesori (fede, speranza, certezza, amore) senza dover percorrere il santuario terreno ma, solo grazie alla natura di Gesù Cristo che nasce in lui.

 L’avversario ha steso la sua mano su tutti i tuoi tesori, perché ha visto le nazioni entrare nel suo santuario; quelle a cui tu avevi comandato di non entrare nella tua assemblea.(Lament. 1:10)

Il diavolo stende la sua mano per rubare i tesori che Dio dà ai Suoi figli; egli può rubarli quando questi non camminano più per lo Spirito ma per la carne (le nazioni che non potevano entrare nell’Assemblea di Dio erano quelle dei Moabiti e degli Ammoniti = esse rappresentano la natura carnale – erano nate da rapporto incestuosi e non legittimo).

 Il popolo di Dio si mescolò con gli stranieri dimenticando il suo Dio.

 

E queste furono le conseguenze:

“Come mai siede solitaria la città che era gremita di popolo? La grande fra le nazioni è divenuta come una vedova… essa piange amaramente nella notte, le sue lacrime le rigano le guance; fra tutti i suoi amanti non ha alcuno che la consoli; tutti i suoi persecutori l’hanno tradita, le sono diventati nemici. Giuda è andato in cattività, gravato da afflizione e dura schiavitùnon trova riposo; tutti i suoi persecutori l’hanno raggiunto tra le avversità”(Lament. 1)” 

“Io sono l’uomo che ha visto l’afflizione sotto la verga del suo furore. Egli mi ha guidato e mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce. …Egli ha consumato la mia carne e la mia pelle, ha frantumato le mie ossa. Ha costruito bastioni contro di me, mi ha circondato di amarezza e di affanno. Mi ha fatto abitare in luoghi tenebrosi, come i morti da lungo tempo. Mi ha costruito attorno un muro, perché non esca; ha reso pesante la mia catena. Anche quando grido e chiedo aiuto a gran voce, egli rifiuta di ascoltare la mia preghiera. Egli ha sbarrato le mie vie con pietre tagliate, ha reso i miei sentieri tortuosi. Egli è stato per me come un orso in agguato, come un leone in luoghi nascosti. Ha deviato le mie vie, mi ha dilaniato e mi ha reso desolato. Ha teso il suo arco e mi ha fatto il bersaglio delle sue frecce. Ha fatto penetrare nel mio cuore le frecce della sua faretra…mi ha saziato di amarezza, mi ha fatto bere assenzio…hai allontanato la mia anima dalla pace, ho dimenticato il benessere. Ho detto: “E’ scomparsa la mia fiducia e la mia speranza nell’Eterno!”(Lament. 3). Dio solo garantisce pace e benessere.

 

 Solitudine, tormento, angoscia, disperazione, paura assalgono coloro che scelgono le opere della carne e covano nel loro cuore sentimenti negativi. Non c’è più in loro la speranza e la fiducia nella liberazione del Signore, perché non c’è più posto per i tesori di Dio nel loro cuore, tesori che il diavolo ha rubato lasciando il vuoto, il dolore, la depressione (Poiché lo Sceol non può lodarti, la morte non può celebrarti, quelli che scendono nella fossa non possono più sperare nella tua fedeltà – Is. 38:18). 

 

Sentono il bisogno di aiuto, la necessità di rivolgersi a Dio, ma “non muoiono a se stessi”, non rinunciano a quella natura carnale che è come un muro alla preghiera innalzata al Signore, un cielo di rame che rimanda giù le supplicazioni e non le fa giungere a Dio..

Ed ecco allora la rabbia verso Colui che vedono lontano, che credono li abbia abbandonati mentre il dolore cresce e cresce il desiderio di annullarlo con la morte; accusano colui che li aspetta e gli ha dato in Cristo la via per raggiungerlo; non lo cercano e lo giudicano ingiustamente. Sono ormai confusi e dicono bene del male e male del bene. Eppure Dio li sta ancora chiamando ed aspettando per abbracciarli e riabbracciarli.

 Durante la notte il loro sonno non è tranquillo e ogni mattina l’angoscia è più forte di ieri per la paura di affrontare un nuovo giorno ancora tormentati, disperati, senza pace, senza gioia, senza consolazione. “Perché mai si lamenta un uomo vivente, un uomo per la punizione dei suoi peccati?

 

Esaminiamo le nostre vie, scrutiamole e ritorniamo all’Eterno. Eleviamo i nostri cuori e le nostre mani a Dio nei cieli. Noi abbiamo peccato, siamo stati ribelli…”(Lament. 3:39).

 ESAMINIAMO LE NOSTRE VIE: che ruolo aveva Dio quando abbiamo voluto il male del nostro prossimo? Quando abbiamo scelto altri al primo posto del nostro cuore, esautorando la Parola? Quando ci siamo dedicati a ciò che è abominio per l’Eterno ed abbiamo desiderato ciò che non è secondo la Sua volontà, che ruolo aveva Dio, dove lo avevamo relegato? Chi era Dio per noi quando abbiamo invidiato e odiato i figli Suoi, quelli che Lui si è scelti? Chi era Dio per noi quando ci sentivamo dio a noi stessi, capaci di tutto e superiori a tutti? Ora che la pace manca ed il benessere è venuto meno perché colpevolizzare Dio? E’ chiaro che solo una mente reproba, un cuore ingannato possono seguire la via della illogicità e della contraddizione per colpevolizzare chi li ama veramente; pertanto quale spirito li spinge a tanta doppiezza se non lo spirito di chi odia il nostro Amato Signore. In tali condizioni l’uomo deve solo umiliarsi e riconoscere di essere lui il peccatore e la causa dei suoi mali, onorando il solo che anche in quelle condizioni sa accoglierlo, comprenderlo, perdonarlo e rigenerarlo. Se il salmo 32 un giorno fu solo per Davide oggi è per tutti coloro che invocano il nome del Signore per essere salvati.

 

 Ci siamo dimenticati del nostro Salvatore, di Colui che ci ha tanto amati da dare la sua vita per la nostra salvezza, solo perché non siamo riusciti a comandarLo secondo i desideri della nostra carne; ci siamo ribellati alla Sua parola, non vedendo il bene e l’amore che c’è in essa. Adesso siamo disperati perché crediamo che Lui non ci ascolti, questa è l’ennesima menzogna dello spirito maligno visto che Gesù aspetta in ogni tempo e condizione il nostro grido, la nostra invocazione, la nostra preghiera per giungere rapido in nostro soccorso.

 Ma il nostro Dio è un Padre misericordioso e fedele, che mai ci ha abbandonato né mai lo farà.

 

Nel libro di Dio c’è come rivolgersi a Dio:

Ricordati della mia afflizione e del mio vagare, dell’assenzio e dell’amarezza. L’anima mia se ne ricorda del continuo ed è abbattuta dentro di me. Questo voglio richiamare alla mente e perciò voglio sperare. E’ una grazia dell’Eterno che non siamo stati intermente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà. <<L’Eterno è la mia parte – dice l’anima mia – perciò spererò in Lui>>. L’Eterno è buono con quelli che sperano in Lui, con l’anima che lo cerca. Buona cosa è aspettare in silenzio la salvezza dell’Eterno”(Lament. 3:19-26).

 “…nel tuo amore hai liberato la mia anima dalla fossa della corruzione, perché hai gettato dietro le tue spalle tutti i miei peccati” (Is. 38:17).

 

 Quando con tutto il nostro cuore desideriamo la Salvezza e chiediamo perdono dei nostri peccati, delle nostre iniquità, confessandole a Dio, quando riconosciamo con tutto noi stessi che Gesù Cristo è l’unico nostro Liberatore e che niente Gli è impossibile (se noi lo vogliamo, egli è pronto a darci uno spirito nuovo ed un nuovo cuore secondo la Sua volontà), Colui che desidera perdonarci e che non hai mai tolto il Suo sguardo su di noi, ci salverà dall’angoscia che ci tormenta e ci darà la pace ed il benessere, la gioia ed il riposo che non credevamo esistessero più.

 Chiediamo con tutto il cuore la liberazione dal male che sentiamo, con la certezza che esiste una sola Via, una sola Verità, una sola Vita, e speriamo nell’amore del Signore, desiderando di seguire e ascoltare solo Lui. Senza accorgercene, avvertiremo la fede nel nostro cuore, il Dio che sentivamo lontano lo vedremo vicino a noi. Non ci scoraggiamo, il Signore sta operando in nostro favore. Fidiamoci delle Sue promesse, Egli è fedele e ci ama così come siamo.  

 Non ci abbattiamo se, anche ora che crediamo in Gesù Cristo, ci sembra che l’angoscia ed il dolore non ci abbandoneranno mai; non permettiamo al diavolo di farci cadere nuovamente nella sua macchinazione attraverso la depressione e la confusione, facendoci vedere una vita vuota, solitaria, senza senso e via d’uscita; abbiamo due certezze nella nostra vita se abbiamo scelto davvero con tutto il nostro cuore Gesù Cristo e il Suo regno e che dobbiamo dichiarare ogni volta che il diavolo si presenterà affermandoci che per noi non c’è più niente da fare, che la nostra vita sarà sempre solitudine e sofferenza e che non vedremo mai la liberazione che cerchiamo:

 “Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto” 

“In Cristo avete tutto pienamente” 

Tutto ciò che non ci fa credere a queste grandi promesse d’amore è la fiducia che abbiamo posto nei pensieri e nelle cose del mondo che non sono secondo Cristo: tutto ciò che non è Suo, che non porta la Sua testimonianza, che non è Parola di Dio, è del diavolo, perciò è solo inganno, menzogna e morte (chi non è con Me è contro di Me- Mt. 12:30)…senza ragionarci, abbiamo scelto di camminare nelle tenebre e non nella luce, abbiamo scelto di peggiorare la nostra situazione e di perdere ciò che Dio ci aveva donato.

Agiamo male, pensiamo il male, malediciamo e non benediciamo, odiamo e non amiamo, chiudiamo gli occhi per macchinare cose perverse e poi ci mordiamo le labbra quando causiamo dei danni al nostro prossimo (Prov. 16:30).  

E ci lamentiamo perché per noi non c’è mai pace o perché da quando siamo cristiani sembra che tutto ci vada storto e che tutti ci odiano; diamo la colpa a Dio e non capiamo che il male non si allontanerà da noi se rendiamo il male per il bene (Prov. 17:13).

Ragioniamo per cercare una via d’uscita che ci liberi dal nostro dolore: ci chiudiamo in noi stessi e mostriamo agli altri un ‘immagine di noi serena quando vorremmo scoppiare in lacrime e chiedere aiuto, oppure manifestiamo la nostra sofferenza e chiediamo agli altri di lasciarci in pace perché per noi non possono fare nulla; cerchiamo la via dell’indifferenza, della separazione, della solitudine perché la crediamo più praticabile ma è proprio quella che ci porta alla morte (C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma la sua fine sfocia in vie di morte – Prov. 16:25).  

 

Crediamo nel Suo amore e nel Suo desiderio di darci un gioia completa, piena, ricordandoci che non siamo stati noi a scegliere Lui, ma Lui ha scelto noi come figli Suoi…noi eravamo nei Suoi pensieri e nella Sua cura senza che ancora Lo conoscessimo!

Prestiamo attenzione alla Sua parola e troveremo bene, confidiamo in Lui e saremo beati.  

“Io prego per loro, non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi…Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dato, affinchè siano uno come noi…Io non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi da maligno…ho fatto loro conoscere il tuo nome e lo farò conoscere ancora, affinché l’amore del quale tu mi hai amato, sia in loro ed io in loro” (Giov. 17).

 Il Suo amore è dentro di noi, Dio è amore: Gesù Cristo è dentro chiunque lo segue, lo ama e osserva la Sua parola. E’ dentro di noi come una forza che ci spinge ad amare gli altri e a fare il bene, che ci fa dimenticare le cose passate e che dissolve ogni paura, ogni dubbio, ogni male…ora sappiamo che il Suo amore è perfetto in noi e nessuno può più separarci da nostro Padre. Sentiamo la risposta alle nostre preghiere ancor prima di vedere le cose chieste e siamo certi di essere stati ascoltati da Dio perché siamo figli Suoi amati. Sentiamo la libertà di poter comunicare con Lui ogni istante della nostra vita e, anche se a volte avvertiamo la paura di sbagliare o di ricadere nella trappola diabolica dell’incertezza e della sfiducia, una cosa ci incoraggia: Egli non permetterà che alcuno ci rapisca dalle Sue mani; è la Sua promessa ed il Signore è fedele.   

Solo perché siamo tornati a Lui così come eravamo, stanchi, angosciati e delusi, solo perché ci siamo abbandonati a Lui senza più cercare altre soluzioni, altre vie, ma abbiamo capito che Egli è potente e che qualcosa avrebbe fatto ancora per noi, solo perché, nonostante l’orgoglio e la rabbia che ci agitavano continuamente (Prima della rovina viene l’orgoglio e prima della caduta lo spirito altero – Prov. 16:18), dentro al nostro cuore era rimasta accesa una piccola fiammella, una piccola speranza, sebbene debole ma presente, ciò che ci sembrava impossibile ed immutabile, sta iniziando a cambiare…quella fiammella sta diventando un fuoco ardente che non consuma e che illumina la nostra vita e la vita degli altri.  

 Riusciamo ad amare, a gioire, a consolare, a sopportare, a perdonare, a comprendere, a desiderare il bene degli altri, mentre fino a qualche giorno prima il pensiero di fare qualcosa per il prossimo ci infastidiva al punto da voler scappare lontano da tutto e da tutti. La nostra vita sta cambiando: se prima la notte sembrava non finire mai, adesso ci addormentiamo con la gioia e la pace nel cuore e senza spavento alcuno, e alzarsi la mattina non è più peso, ma il giorno che viene diventa un’occasione in più per servire il Signore e i nostri fratelli. 

Anche se in alcuni momenti sentiamo il nemico cercare in ogni modo di abbatterci e farci tornare indietro, sappiamo che il Signore è il nostro rifugio e ci ha promesso:

Poiché egli ha riposto in me il suo amore, io lo libererò e lo leverò in alto al sicuro,

 perché conosce il mio nome.

Egli mi invocherà e io gli risponderò;

 sarò con lui nell’avversità; lo libererò e lo glorificherò.

Lo sazierò di lunga vita e

gli farò vedere la mia salvezza. (Salmo 91).

 

 Stiamo iniziando un nuovo cammino, una nuova vita, come un aquilotto che inizia a volare: alcuni momenti sembra cadere ma c’è chi lo soccorre e lo solleva (perché mai ha tolto lo sguardo su di lui) e lo fa tornare a volare ancora più in alto. Solo chi ama l’aquilotto lo guarda e lo soccorre, solo chi ci ama ci guarda e ci soccorre, ora noi sappiamo che nessuno ci ama più di Gesù Cristo. Egli ci ha dato la prova del suo grande amore morendo sulla croce al posto nostro; Egli ha pagato per chiunque crede in Lui e nell’opera sua. Sul Golgota ed alla croce c’è la prova eterna del suo amore che non è fatto di promesse d’uomini ma di fatti divini ed eterni e la croce di Gesù li riassume tutti. Io credo nel suo perdono, nella sua comprensione, nella sua compassione, nella sua guida, nel suo amore che mi da pace e benessere: 

Gloria a Gesù Cristo. 

Nessuno ci può separare dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù nostro Signore.