NUOVE SORPRENDENTI SCOPERTE
UNA DIMOSTRAZIONE
SCIENTIFICA
DELLA DIVINA ISPIRAZIONE
DELLA BIBBIA
Prefazione
L'inconsueta
esposizione presentata in questo libro è un anello di congiunzione fra la
scienza e la Bibbia, utilizzando come base le figure matematiche che fanno da
ponte tra le cose della natura e quelle dello spirito.
Il
lettore deve esaminare il libro con spirito onesto e sincero, trascurando
nozione e preconcetti che gli siano da lungo tempo cari. L'atteggiamento di
spirito necessario è mirabilmente espresso da John Brown:
"Vi
trovate davanti al cofano della conoscenza. Esso è chiuso, sprangato, ma …voi
ne avete la chiave; introducetela nella serratura con sicurezza e con
precisione. Cosa è questa chiave? E' l'amore della verità, né più né meno.
Nessun'altra chiave apre quel cofano; neppure una chiave falsa, anche se ben
riprodotta, può smuovere quel lucchetto; neppure un martello robusto può
forzarlo; però adoperando la vera chiave, anche un bambino può aprirlo come
spesso avviene".
Una
simile disposizione di spirito è il vero requisito scientifico richiesto per
una giusta valutazione dei dati matematici qui contenuti.
Però
ciò che è necessario allo scopo prepostoci, cioè l'amore della verità, è
l'amore per Gesù Cristo che testimoniò dicendo:"io sono la Via, la Verità,
la Vita", nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". Giov. 14,6.
Perciò
senza Gesù Cristo non vi è verità, e questo deve essere considerato seriamente
dal laico, dallo scienziato e dal teologo che vogliano esaminare quest'opera.
Ed
ecco una parola rassicurante per Coloro che non possiedono le nozioni
necessarie per verificare il complesso dei fenomeni numerici che sono qui
rivelati: Ivan Panin, che è considerato un’ autorità in materia, lavorò
cinquanta anni intorno alla investigazione scientifica in questo campo di
ricerche. Egli sj è veramente guadagnato il titolo di « scienziato » adempiendo
un compito così arduo che ha richiesto l’instancabilità di un Pastore, il genio
matematico di un Jacobi, la meticolosità di un Nèwcomb e la visione di un
profeta di Dio.
ALBERT NOBEL
Nobel Research
Foundation
CAPITOLO I
IL SOGGETTO
ESPOSTO
I fatti
recentemente scoperti che formano la base del soggetto esposto in questo libro
sono supremamente importanti ed altamente significativi.
Essi provano scientificamente che la Bibbia
non può essere stata scritta da semplici esseri umani, ma che essa è un libro
soprannaturale ispirato e dato da Dio.
Essi ci mettono
in grado di avere innanzi ai nostri occhi una immediata dimostrazione
scientifica della divina ispirazione letterale della Bibbia.
Essi
sono così importanti che davvero si può parlare di «meravigliose scoperte ».
Questi fatti sono stati scoperti sotto la superficie
stessa del testo originale della Bibbia. Sono stati misteriosamente ed in modo
Inconcepibile nascosti per centinaia di anni ed ora sono stati rivelati in
quantità di centinaia e migliaia e non soltanto di due o tre o qualche diecina.
Sono fatti che
confondono gli atei e gli agnostici e che nessuna persona vivente è stata
capace di screditare e confutare. Sono fatti che hanno costretto pensatori
modernisti e scettici ad accettare la Bibbia come un libro soprannaturale
ispirato da Dio.
Sono fatti che
senza dubbio costituiscono una delle più grandi scoperte di tutti i tempi.
Le precedenti
dichiarazioni relative ai fatti ora scoperti provocano le seguenti domande da
parte della maggioranza dei lettori.
Quali sono i
fatti sorprendenti che sono stati scoperti sotto la superficie stessa del testo
originale della Bibbia?
Come questi
fatti provano che la Bibbia non poté essere stata scritta da semplici esseri
umani, ma che è un libro soprannaturale, ispirato da Dio?
Chi scoperse
questi fatti?
Come e quando
furono scoperti?
Perché non
furono scoperti prima?
Come questi
fatti ci riguardano?
Queste e varie
altre domande sorgono senza dubbio nella mente di coloro che sono desiderosi di
conoscere i meravigliosi fatti scoperti. Comunque, prima di spiegare che cosa
sono questi fatti, prima di rispondere a tutte queste domande è necessario
rammentare e informare, il lettore della rivendicazione che la Bibbia fa riguardo
di se stessa.
Non vi può
essere dubbio che la Bibbia rivendica di essere un libro soprannaturale
ispirato e dato da Dio.
La Bibbia
dichiara che « tutta la Scrittura è divinamente ispirata », 2° Tim.
3.16. .L’ espressione « data da Dio è la traduzione della parola greca
«theopneustos>> che vuol dire letteralmente “ispirato da Dio”. La
grande rivendicazione della Bibbia è che tutta la Scrittura, l’intera Bibbia,
è ispirata da Dio. La Bibbia rivendica che i suoi scrittori scrissero non di
loro propria volontà, ma soltanto come essi fossero mossi e controllati dallo
Spirito Santo di Dio.
2° Pietro 1.21
dichiara che la Scrittura « non venne dalla volontà dell’ uomo, . ma i
santi uomini di Dio hanno parlato essendo sospinti dallo Spirito Santo ». Un’altra
traduzione di questo medesimo passo dichiara che nessuna Scrittura « è stata
recata dalla volontà dell’ uomo, ma uomini parlarono da parte di Dio essendo
condotti dallo Spirito Santo ».
La Bibbia
rivendica che le parole che i Profeti scrissero non furono le loro proprie
parole, ma parole di Dio stesso: la persona che parlava era Dio, non un uomo.
Dio parlava per mezzo o attraverso uomini. «Dio parlò ai padri pér mezzo dei
profeti» (Ebrei 1.1).
« Egli (Dio) parlò per bocca dei suoi santi
profeti » (Luca 1.70).
« Lo Spirito di
Dio parlò per mezzo mio e la Sua parola (non la parola dello scrittore) era
sulla mia lingua » (2 Samuele 23.2).
« Ecco, io
(Dio) ho messo le mie parole nella tua bocca » (Geremia 1.9).
« Tu dirai loro
le mie parole » (le parole d i Dio) (Ezechiele 2.7).
La pena di
morte fu pronunciata sopra il profeta che aggiungeva qualsiasi sua propria
parola alla parala di Dio. Dio dichiara « il profeta che ardirà di dire una
parola in mio nome che io non gli ho comandato di dire, anche quel profeta
morirà > (Deut. 18.20) .
Dio disse a
Mosè «Tu non aggiungèrai nulla a ciò che Io ti comando e non diminuirai nulla»
(Deut. 4.2).
Così la Bibbia
distingue chiaramente se stessa dalla parola degli uomini. Essa rivendica che
le sue parole sono le parole di Dio stesso e che gli uomini erano soltanto gli
strumenti o bocche per mezzo o attraverso i quali Dio ispirava la Sua Parola.
I profeti
raccoglievano soltanto le parole che ricevevano da Dio. Non sempre
comprendevano l’intero significato di ciò che scrivevano, poiché essi diligentemente
investigavano 1e loro proprie scritture si da poterle comprendere più
perfettamente (1 Pietro 1.10 12).
L‘apostolo
Paolo dichiara: « le cose che io scrivo a voi sono comandamenti del Signore »
non suoi (1 Cor. 14.37).
Noi parliamo,
non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito
Santo » (1 Cor. 2. 3).
« Voi udiste da noi non la parola di uomini,
ma la Parola di Dio» (1 Tes.2.13). La frase « Parola di Dio » ricorre
frequentemente ed è sempre particolarmente significativa.
Dichiarazioni come: «Così disse il Signore », «
Iddio disse» altre simili espressioni ricorrono più di 2500 volte nell’intera
Bibbia. La Scrittura deve essere ricevuta « non come la parola degli uomini, ma
come essa è veramente: la Parola di Dio».
In questo modo
la Bibbia stessa rivendica di essere un libro soprannaturale ispirato da Dio,
la vera Parola di Dio stesso.
Questo è l’ infallibile linguaggio della
Bibbia. Numerose altre dichiarazioni della Bibbia potrebbero essere citate in
appoggio di questa rivendicazione, però quelle già presentate sono sufficienti
per il presente scopo.
Non vi può
essere alcun dubbio intorno a ciò che la Bibbia rivendica a riguardo di se
stessa, però, molti hanno sollevato la domanda: « E’ questa rivendicazione
proprio vera? E’ la Bibbia realmente l’esatta Parola di Dio?
I fatti che
sono stati recentemente scoperti sotto la superficie del testo originale della
Bibbia, provano scientificamente e mostrano che la rivendicazione della Bibbia
è vera: essa è realmente un libro soprannaturale ispirato da Dio.
I FATTI
SCOPERTI
Quali sono i fatti meravigliosi ora
scoperti? E’ stato detto che questi fatti sono stati misteriosamente nascosti
sotto la superficie medesima del testo originale della Bibbia. Per comprendere
quali sono questi fatti è necessario conoscere il significato del termine «
testo originale della Bibbia ».
Molte persone sono a conoscenza che la
Bibbia è composta di due parti: il Vecchio Testamento ed il Nuovo Testamento.
Per quanto possa sembrare strano queste due parti della Bibbia furono
originariamente scritte in differenti linguaggi. Il Vecchio Testamento fu
scritto in ebraico, mentre il Nuovo Testamento fu scritto in greco.
Per mezzo del termine « testo originale
della Bibbia » si intende il testo in ebraico e il testo in greco, le parole
degli scrittori nel loro linguaggio originale, non le loro parole tradotte in
un altro linguaggio.
I fatti, dunque, sono stati scoperti
sotto la superficie del testo ebraico del Vecchio Testamento e del testo greco
del Nuovo Testamento.
Prima di far conoscere al lettore quali sono questi fatti e necessario osservare con attenzione una particolare caratteristica della lingua ebraica e greca.
Molti dei fatti scoperti hanno una
diretta relazione con la non comune caratteristica di queste lingue. Il
seguente esempio è fatto con la lingua inglese per dimostrare e far comprendere
chiaramente questa particolare caratteristica delle lingue ebraica e greca.
In inglese vi
sono nell’ alfabeto 26 lettere a, b, c, d, e, f, ecc. e in aggiunta a queste
lettere noi usiamo i numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
Queste figure sono i simboli arabi usati per
esprimere dei numeri.
Le lingue ebraica e greca non hanno un sistema come questo, queste lingue hanno soltanto le lettere dei loro alfabeti, ma non l’aggiunta dei simboli o delle figure come 1, 2, 3, ecc. che esprimono i numeri.
Invece di usare figure speciali, le lingue ebraica e greca usano le lettere dei loro alfabeti per esprimere o rappresentare i numeri.
In questo modo le lettere dei loro alfabeti servono ad un doppio scopo, esse sono usate per rappresentare i numeri come pure per scrivere le parole.
Ogni lettera degli alfabeti ebraico e greco, rappresenta un certo numero.
In altre parole ad ogni lettera è assegnato un «valore numerico ». Questa è la particolare caratteristica di queste lingue.
L’alfabeto
ebraico ha 22 lettere e l’alfabeto greco ne ha 24.
Elenchiamo le 22 lettere dell’alfabeto ebraico segnando a fianco di ciascuna lettera il suo valore numerico, cioè il numero che essa rappresenta.
א______________________1
ב______________________2
ג______________________3
ד______________________4
ה______________________5
ו_______________________6
ז______________________7
ח______________________8
ט______________________9
י______________________10
כ*________* ך___________20
ל_____________________30
ם*________* מ__________40
ן*_________*נ___________50
ס_____________________60
ע_____________________70
ף*_________*פ__________80
ץ*_________*צ__________90
ק____________________100
ר____________________200
ש____________________300
ת____________________400
(*) Quando le
lettere כ ם ן ף ץ 20, 40, 50,
80, 90, sono usate in fine di parole
sono scritte in forme leggermente diverse abbreviate: ך מ נ פ צ.
Elenchiamo le 24 lettere dell’alfabeto
greco. A fianco di ciascuna lettera vi è il suo « valore numerico », cioè il
numero che essa rappresenta.
Α α________________________1
Β β________________________2
Γ γ________________________3
Δ δ________________________4
Ε ε________________________5
Ζ ζ________________________6
Η η________________________7
Θ θ________________________8
Ι ι_________________________9
Κ κ_______________________10
Λ λ_______________________20
Μ μ_______________________30
Ν ν_______________________50
Ξ ξ________________________60
Ο ο_______________________70
Π
π_______________________80
Ρ
ρ______________________100
Σ σ
____*ς________________200
Τ
τ_______________________300
Υ
υ______________________400
Φ
φ______________________500
Χ
χ______________________600
Ψ
ψ______________________700
Ωω______________________800
(*)
Quando la lettera greca s è usata in
fine di parola è scritta in una forma differente: V .
Le
lettere ebraiche e greche, dunque, oltre ad esprimere suoni esprimono anche i
numeri 1, 2, 3, 4, 5, ecc. Ciascuna lettera rappresenta un certo numero, essa
ha un definito valore numerico. Per esempio, in greco il numero 144 è scritto r m d perché queste lettere hanno i seguenti
valori numerici:
r = IOO; m = 4O; d = 4.
Il
lettore può facilmente capire che, dato che ciascuna lettera ebraica o greca ha
un suo valore numerico, ciascuna parola ha similmente un valore numerico,
perché ogni parola è formata naturalmente da una o più lettere.
Per
esempio la parola greca ‘IhsouV significa
“Gesù” ha un valore numerico di 888
perché i valori numerici delle sei lettere greche nella parola ‘IhsouV sommati danno un totale di 888.
10 8 200 70 400 200
888
Poiché ogni parola in ebraico e greco ha un valore numerico, come è dimostrato nell’esempio suddetto, ciascuna frase similmente ha una definita somma aritmetica o valore numerico, perché ogni frase è naturalmente formata da un numero di parole, Il valore numerico di una frase è ottenuto sommando il valore numerico di ciascuna parola contenuta.
E data come esempio la seguente frase
greca:
Edaxruoev d ‘IhsouV
Se fosse tradotta parola per parola in italiano si dovrebbe leggere «pianse il Gesù ». Nella versione riveduta della Bibbia (Luzzi) è tradotta «Gesù pianse» (Giov. 11.35).
Edaxruoev d ‘IhsouV Totale
785 70 888
1743
Il totale dei
valori numerici delle tre parole è 1743, perciò il valor numerico di questa
frase è 1743.
Siccome ogni frase ha un valore numerico, così ogni paragrafo ed ogni brano hanno un valore numerico.
E’ nello stesso modo, ciascuno dei 66
libri della Bibbia ha un valore numerico.
Concludendo, la particolare
caratteristica di entrambe le lingue ebraica e greca è che le lettere, le
parole, le frasi, i paragrafi, i brani, ecc. hanno «valori numerici ».
Ora vi è un numero in particolare sul
quale è attirata l’attenzione del lettore. E’ un numero che ricorre nelle Sacre
Scritture più sovente di ogni altro. E’ il numero «sette ». Dal primo libro
della Bibbia fino all’ ultimo libro, il « sette » è il numero che si eleva di
gran lunga su tutti gli altri. Per esempio; il sabato (riposo) era il settimo
giorno. In Egitto vi furono sette anni di abbondanza e sette di carestia...
Quando la città di Gerico fu conquistata, il popolo e sette sacerdoti che
avevano sette trombe circuirono la città sette volte. Ogni sette anni la terra
degli Israeliti non doveva essere coltivata. Salomone impiegò sette anni a
costruire il tempio. Al suo compimento egli celebrò una festa di sette giorni.
Naaman Siro si lavò sette volte nel Giordano.
Nel libro
dell’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia, questo numero è in particolare
rilievo. Sette chiese, sette candelabri, sette suggelli, sette trombe, sette
coppe, sette stelle, sette spiriti, ecc. sono qui menzionati. In tutto il
numero sette ricorre più di cinquanta volte nel libro dell’ Apocalisse.
Da lungo tempo è stato riconosciuto che il numero sette ricorre nella Bibbia in questo modo particolare più frequentemente di ogni altro numero, solo recentemente però è stato scoperto che questo stesso numero ricorre anche in un modo misterioso e sorprendente sotto la superficie del testo ebraico del Vecchio Testamento e del testo greco del Nuovo Testamento.
Quando diciamo
che i « sette » ricorrono in modo particolare «sotto la superficie» del testo
originale della Bibbia, intendiamo dire che non sono notati o scoperti dalla
semplice lettura della superficie o delle parole.
I sette sono stranamente fuori della vista
del lettore comune sia esso greco o ebreo. Essi sono così misteriosamente
nascosti che migliaia di persone che hanno letto e studiato il testo originale
ebraico e greco della Bibbia sono passati oltre queste strane ricorrenze del
numero sette, senza neppure aver notato o saputo della loro presenza.
Questi «sette » sono così profondamente nascosti che per trovarli occorrono speciali ricerche ed investigazioni e speciali conteggi.
Per questo si è detto che essi ricorrono
«sotto la superficie » o « nella struttura » del testo perché essi sono al di
là dell’osservazione e vista degli ordinari lettori ebraici e greci.
E’ stato scoperto che migliaia di questi «sette» sono misteriosamente nascosti nella struttura del testo. Alcuni di questi sette sono straordinariamente nascosti nell’ insolito sistema dei numeri, nei « valori numerici » delle lettere ebraiche e greche, parole, frasi paragrafi, e brani del testo, mentre altri « sette » sono nascosti in altri notevoli modi.
Questi « sette
» nascosti sotto la superficie del testo originale ebraico e greco della Bibbia
sono i sorprendenti fatti ora scoperti.
Le meravigliose
scoperte sono delle scoperte numeriche. I fatti numerici o i « sette » ci
mettono in grado di vedere con i nostri occhi una dimostrazione scientifica
della divina letterale ispirazione della Bibbia.
Nei capitoli
finali, vengono presentati al lettore alcuni esempi di questi fatti numerici.
CAPITOLO VI
COME I FATTI
SCOPERTI PROVANO SCIENTIFICAMENTE CHE LA BIBBIA E UN LIBRO SOPRANNATURALE
ISPIRATO DA DIO
La presenza delle ammirevoli
caratteristiche numeriche o fatti sotto la superficie stessa del testo
originale della Bibbia non può essere negata da alcuno. Vi sono effettivamente
migliaia di fatti sorprendenti nella struttura stessa della Bibbia. Uno può ignorarli
e distogliere gli occhi da essi, ma i meravigliosi fatti numerici restano là.
Le nostre proprie opinioni, piaccia o non piaccia, non alterano i fatti in
minima maniera.
Accolti o non accolti, riconosciuti o
non riconosciuti, i fatti continuano a restare là. La loro presenza è una
verità che ogni persona deve accettare.
Ma poichè questi fatti sono stati effettivamente trovati nella
struttura stessa del testo biblico, sorge una logica domanda: Come si spiega la
presenza di questi fatti? Come possono esserci e riscontrarsi queste
caratteristiche nella struttura stessa del testo biblico? La loro presenza deve
essere spiegata in un modo soddisfacente.
Il lettore vorrà riconoscere che vi
sono soltanto due modi possibili in cui questi fatti ammirevoli possono essere
stati generati.
Essi possono essere stati generati per
accidente, cioè per puro caso, o per proposito. Possono essere stati generati
accidentalmente, oppure possono essere stati volontariamente designati e posti
nella meravigliosa maniera che è stata ideata e voluta.
Senza dubbio alcuni sono dell’opinione che queste caratteristiche
ricorrano accidentalmente, che ricorrano cioè in questo modo particolare per
puro caso. Ma come potrebbero ricorrere per caso 12 o più caratteristiche in un
breve brano?
Supponiamo che vi siano 12
caratteristiche numeriche nella struttura di un certo brano. Come può il caso
aver fatto sì che esse ricorrano assieme? Ciò è facilmente calcolato perché vi
è un metodo scientifico conosciuto; è la nota legge delle probabilità.
Soltanto un numero ogni sette è multiplo di sette. Gli altri sei
numeri che non sono multipli di sette hanno una buona probabilità di ricorrere
accidentalmente come quello che è multiplo di sette.
Perciò,
secondo la legge delle probabilità,
perchè sia accidentalmente multiplo di 7 vi è soltanto 1 caso su
7
secondo la legge delle probabilità
perché due numeri siano accidentalmente multipli. di 7 vi è soltanto un caso ogni 7 volte 7, cioè 1 caso su
49
secondo la legge delle probabilità
perchè tre numeri siano accidentalmente multipli di 7 vi è soltanto un caso ogni
7 volte 49, cioè soltanto 1 caso su 343
(il calcolo continua sulla stessa base)
La tabella qui sotto enumera il calcolo
delle probabilità affinché 12 caratteristiche numeriche ricorrano
accidentalmente insieme in un brano.
Al posto dell’asterisco * indicato
nella tabella leggere le seguenti parole:
« ricorrano, accidentalmente, vi è
soltanto ».
Perché 1 caratteristica *1 caso su 7
» 2 caratteristiche *1 »
» 49
Perché 3 caratteristiche *1 caso su 343
» 4 » *1 » » 2401
» 5 » *1 » » 16.807
» 6 » *1 » » 117.649
» 7 » *1 » » 823.543
» 8 » *1 » » 5.764.801
» 9 » *1 » » 40.353.607
» lo » *1 » » 282.475.249
» 11 »
*1 » »
1.977.326.743
» 12 »
*1 » »
13.841.287.201
» 14 »
*1 » » 678.223.072.849
» 15 » *1
» » 4.747.561.509.943
» 16 »
*1 » »
33.232.930.569.601
» 17 »
*1 » »
232.630.513.987.207
» 18 »
*1 » » 1.628.413.597.910.4497
» 19 » *1 » » 11.398.895.185.373.143
» 20 »
*1 » » 79.792.266.297.612.001
» 21 »
*1 » » 558.545.864.083.284.007
» 22 » *1
» » 3.909.821.048.582.988.049
» 23 »
*1 » » 27.368.747.340.080.916.343
Così secondo la legge delle probabilità
perchè 12 caratteristiche ricorrono accidentalmente in un brano vi è soltanto
1
caso su 13.841.287.201
soltanto un caso su 13 miliardi, 841
milioni, 287 mila, 201.
Quando vi è
soltanto un caso su mille che qualche cosa accada è già considerato altamente
improbabile che ciò accadrà. Quando vi è soltanto un caso su centomila, esso è
considerato praticamente impossibile. Qui vi è caso non soltanto su milioni, ma
bilioni, miliardi, perché 12 caratteristiche possano ricorrere
insieme accidentalmente in un brano.
L’argomento e la dimostrazione sono
abbastanza convincenti. Le meravigliose caratteristiche numeriche di un brano,
anche breve, per non parlare delle migliaia della intera Bibbia, non è
possibile che possano accadere accidentalmente per puro caso.
Tutta questa evidenza non può essere
spiegata semplicemente per mezzo della teoria dei casi. Se queste
caratteristiche non ricorsero accidentalmente allora vi è soltanto una
conclusione, un’ alternativa.
Esse furono di proposito disposte e
situate e la loro ricorrenza in tal modo meraviglioso e misterioso, fu ideata e
architettata. Questo punto può essere illustrato nel seguente modo.
Supponiamo, per esempio, che qualcuno porti un sacco che contenga
24 arance. Supponiamo che improvvisamente il sacco si rompa e le 24 arance
cadano al suolo. Quale caso sarebbe se le arance cadessero in quattro perfette
file di 6 arance per ciascuna fila, e che ciascuna arancia sia perfettamente
dietro all’ altra? Una simile disposizione sarebbe considerata impossibile!
0000
0000
0000
0000
0000
0000
Supponiamo ora che voi entriate in una stanza e troviate al suolo le arance disposte nella maniera descritta; voi verrete all’ unica conclusione che esse furono disposte di proposito in quell’ insolita maniera. Nessuno vorrebbe rischiare di essere chiamato stolto insistendo che una simile cosa sia accaduta accidentalmente.
Similmente queste profonde
caratteristiche numeriche trovano quella struttura stessa del testo originale
della Bibbia,, non vi sono per puro caso o accidentalmente, ma di proposito.
Esse sono state collocate, secondo un piano definito, e formano migliaia di
perfetti e uniformi disegni.
In conclusione è stato dimostrato che
vi sono delle meravigliose caratteristiche numeriche nella struttura della
Bibbia la cui presenza non può essere negata; questa è una verità che ognuno
deve accettare.
E’ stato provato che è impossibile che
queste caratteristiche siano ricorse per puro caso, accidentalmente, ma che
esse furono ideate a disposte; questa è una seconda verità che ognuno deve
accettare.
Poiché, la scoperta di un disegno prova l’esistenza di un
disegnatore, sorge la conseguente logica domanda:
CHI PROGETTO’ E POSE QUESTI MERAVIGLIOSI DISEGNI NUMERICI?
Chi è stato l’artefice della loro
ricorrenza nella struttura stessa del testo biblico?
Le migliaia di perfetti modelli e
disegni vennero certamente nella Scrittura per mezzo di una intelligenza. Il
lettore vorrà riconoscere che vi sono soltanto due possibili intelligenze che
possono aver ideato e attuato questi profondi disegni.
Essi possono essere venuti nella
Scrittura per mezzo della intelligenza umana o per mezzo di quella sovrumana,
cioè dell’ intelligenza Divina.
FURONO QUESTI MERAVIGLIOSI DISEGNI, PROGETTATI DAGLI UOMINI CHE SCRISSERO I LIBRI DELLA BIBBIA?
Non è possibile che i profondi disegni
numerici scoperti nella struttura dei brani della Bibbia siano stati ideati e
disposti da semplici essere umani.
Se qualcuno potesse scrivere un brano
che abbia senso, di 300 parole, costruendolo in modo tale che gli stessi
disegni e schemi di « sette » ricorrano nella struttura del suo testo come
quelli trovati nei primi 17 versetti di Matteo, egli sarebbe davvero un essere
meraviglioso se compisse questo lavoro in sei mesi.
Se qualcuno potesse scrivere un brano
di 161 parole, che abbia senso logico, costruendolo in modo tale che gli stessi
disegni di « sette » ricorrano nella struttura stessa del suo testo come quelli
trovati nei versetti dal 18 al 25 di Matteo, compirebbe una grande meraviglia
se fosse capace di farlo in tre anni.
Se qualcuno nell’ intero tempo della
sua vita scrivesse un brano logico di circa 500 parole, contenente nella sua
struttura tanti armoniosi fatti numerici quanti sono quelli trovati nel secondo
capitolo di Matteo, sarebbe un vero miracolo.
Nessun .mortale, in
cento anni di vita, potrebbe compiere il disegno che è stato trovato in ogni
singolo libro della Bibbia, anche se dedicasse tutti i cento anni a questo
compito, perché scrivere un libro disegnato e costruito nel modo nel quale è
costruito libro di Matteo richiederebbe
dei secoli.
Si deve ricordare che ad ogni nuova
frase la difficoltà di costruzione di queste caratteristiche numeriche aumenta
non solo in progressione aritmetica, ma in progressione geometrica; ciascun paragrafo è disegnato in modo da
sviluppare costantemente una relazione
fissata col materiale che lo procede e che lo segue. Ogni lettera aggiunta,
parola o frase rende la cosa sempre più tremendamente complicata e difficoltosa.
Il lettore deve anche osservare che molti
degli scrittori dei libri della S. Scrittura erano uomini di umile condizione
di vita, uomini che avevano scarsa o nessuna istruzione.
Se Matteo, Marco, Luca, e Giovanni
avessero per esempio tentato di costruire e compiere le armoniose
caratteristiche numeriche e i disegni che si trovano nei loro libri, e avessero
tentato di produrre
separatamente gli schemi numerici e i disegni che ricorrono in ogni divisione e
in ogni sottodivisione nelle parole, nelle declinazioni, nelle lettere, quanto
tempo sarebbe loro occorso per realizzare i loro libri? Secoli dopo
secoli! Indubbiamente non è possibile
che semplici essere umani abbiano potuto ideare e compiere le meravigliose
caratteristiche numeriche che ricorrono nella struttura del testo biblico, I
limiti dell’intelletto umano .e la brevità della vita umana rendono impossibile
ad ogni uomo o gruppo di uomini di compiere una simile opera meravigliosa.
Il Dr. B. Turney dice come egli tentò
di costruire un brano che contenesse alcune caratteristiche numeriche. Egli
dichiara « Io diedi un valore numerico all’ alfabeto inglese, e mi provai a
preparare un brano che aderisse ai numeri, che avesse ogni suddivisone multipla
di sette,e presentasse tutte le altre caratteristiche aritmetiche della Bibbia,
e che lo scritto avesse un senso logico. Dopo avervi lavorato per diversi
giorni, non potei ottenere alcun esito soddisfacente. Eppure questa
caratteristica si trova in ognuno delle migliaia di paragrafi della Bibbia
senza il più piccolo visibile sforzo. »
Non è possibile che i meravigliosi
disegni numerici che si estendono sui vari libri della Bibbia siano stati
progettati e compiuti dagli scrittori stessi.
Non soltanto i disegni sono confinati
nel testo dei singoli ma parti della Bibbia, molto distanziate fra di loro,
sono legate assieme in intricati e perfetti disegni.
Parole speciali contenute in molti diversi libri della Bibbia, formano meravigliosi disegni a
catena, letteralmente ripieni di caratteristiche numeriche.
I disegni numerici, nella struttura dei
nomi degli Scrittori biblici sono stati dati come esempi di queste catene di
parole che si estendono attraverso l’intera Scrittura.
La scoperta di questi disegni richiede
accurate ricerche in ogni parte dei 66 libri della Bibbia. Il doppio disegno di
« sette »nel nome Mosè, per esempio, non potè essere stato ideato e realizzato
dagli stessi scrittori della Bibbia. Deve essere ricordato che gli scrittori
non vissero nello stesso tempo, ma in epoche separate da molti anni.
Infatti vi è un periodo di circa 1600 anni tra lo scritto del
primo libro della Bibbia e l’ultimo. Deve anche essere ricordato che queste
persone vissero in diverse regioni della terra e che erano uomini di levatura
molto diversa, molti di questi scrittori non avevano che poca o erano privi di
istruzione. Come avrebbero potuto questi uomini progettare la distribuzione del
nome di Mosè attraverso l’intera Bibbia così da formare dei meravigliosi
disegni numerici?
Come potevano ciascuno dei 33 scrittori
che vissero in svariate regioni (l’ultimo scrittore visse 1600 anni dopo il
primo) inserire il nome di Mosè tante volte giusto quante bastano per tenere il
disegno numerico in sospeso fino a che giunse a Giovanni, l’ultimo scrittore,
che lo usò nel suo libro giusto una volta per completare il disegno?
Come poteva ciascun scrittore aver
saputo che egli userebbe una particolare parola un certo numero di volte,
talchè quando tutti avrebbero finito dopo 1600 anni il totale si sarebbe diviso
perfettamente per sette e mostrerebbe un disegno numerico?
Certamente un simile disegno non
avrebbe potuto essere progettato dagli scrittori stessi. Il caso di Mosè è
soltanto un esempio di una catena di disegni che si estendono attraverso l’intera Bibbia. Centinaia di altri casi
tanto convincenti quanto questo possono essere letteralmente additati. Ogni
parola dell’intera Bibbia è legata e connessa in un meraviglioso disegno. Tutti
gli intrecci e le bellezze del più piccolo campione separato quando sono messi
assieme formano un grande disegno. Così, l’intera Bibbia è legata assieme da un
continuo disegno dalla Genesi fino all’ Apocalisse.
I disegni concatenano paragrafo con
paragrafo, libro con libro, il
Vecchio Testamento con il Nuovo Testamento. I fatti numerici del Vecchio
Testamento e quello del Nuovo Testamento formano assieme schemi armoniosi che
non, potrebbero essere formati o risolti senza entrambi i Testamenti.
Il Vecchio Testamento fu chiuso 400
anni prima che il Nuovo Testamento fosse iniziato, tuttavia quando i due
vengono presi assieme formano una rivelazione completa; si accordano entrambi
perfettamente; sono entrambi parti di un tutto omogeneo; il fatto che la Bibbia fu scritta da un
numero di persone differenti in varie regioni del mondo, in un periodo di molte
centinaia di anni, rende impossibile che gli scrittori abbiano potuto
architettare questo piano.
I disegni che
coprono 1600 anni, non potrebbero mai essere ideati e realizzati da uomini,
perchè molte parole furono scritte senza conoscere quelle che sarebbero state
scritte da altri scrittori molti anni dopo.
Anche se fosse stato possibile per i 33
scrittori di incontrarsi e di conferire assieme intorno all’uso dei loro
vocaboli; ecc, portare a compimento simili profondi schemi numerici avrebbe
richiesto centinaia di anni.
La mente del più abile uomo che sia mai
esistito non sarebbe stata capace di inventare simili elevati problemi.
Nessuna mente
umana può avere inventato tale sistema di legare assieme l’ intera Parola.
Non è possibile che gli speciali disegni numerici in ciascun libro
della Bibbia siano stati ideati e realizzati dagli scrittori senza alcun aiuto.
Il numero delle parole trovate in Matteo e
non trovate in alcun altro dei 26 libri del Nuovo Testamento, mostra un
elaborato disegno. Come faceva
Matteo a sapere che egli userebbe certe parole che non sarebbero state usate in
nessun altro dei 26 libri dei Nuovo Testamento?
Per poter fare questo, sarebbe stato
necessario che egli avesse gli altri libri davanti a se mentre scriveva il suo
libro.
Se egli avesse avuto questi altri 26
libri davanti a se mentre scriveva, ciò significherebbe che egli scrisse il suo
Evangelo per ultimo.
Accade però, che ciascuno degli altri
libri contiene un certo numero di parole che non sono trovate in nessun altro
libro del Nuovo Testamento. Queste parole mostrano sorprendenti disegni
numerici.
Come fece ciascun scrittore a sapere che, egli userebbe un certo
numero di parole le quali, non sarebbero state usate in nessun libro?
Affinchè ogni scrittore potesse far questo, sarebbe stato
necessario per ognuno, di avere tutti gli altri 26 libri davanti a se, mentre
scriveva.
Se ciascuno avesse avuto gli altri 26
libri davanti a se, ciò avrebbe significato che, ogni singolo Evangelo fosse
stato scritto per ultimo. Ma una simile cosa è di assoluta impossibilità; come
poteva ciascun scrittore avere gli altri 26 libri davanti a se mentre egli
scriveva?
Cosa assolutamente impensabile!
Questi, e molti altri problemi sorgono
dinanzi ad una persona che cerchi di figurarsi come semplici uomini possano
avere studiato e disposto queste caratteristiche numeriche nella struttura del
testo originale della Bibbia.
Indubbiamente questi sorprendenti fatti
numerici non possono essere stati concepiti ed attuati da semplici esseri
umani.
LA BIBBIA E L’UNICO LIBRO ESISTENTE COSTRUITO SU DISEGNI NUMERICI
Al primo sguardo la più ovvia obiezione
alle caratteristiche numeriche della Bibbia, è quella che, simili
caratteristiche potrebbero essere estratte da ogni altro scritto in qualsiasi
lingua, se tempo sufficiente e volontà fossero impiegate. Però, così non è. La
Bibbia è diversa da tutti gli altri libri. Nessun altro libro di qualsiasi
parte del mondo intero, per quanto si sappia, contiene caratteristiche
numeriche simili a quelle trovate nella struttura del testo
biblico.
Gli Apocrifi non mostrano alcuna
evidenza di tali disegni numerici.
Varie persone hanno dedicato molto
tempo all’ esame dei classici greci sforzandosi a trovare la stessa struttura
matematica, ma nessuno di tali fenomeni è stato ancora trovato.
E’ stato richiesto a vari professori di
greca di sottoporre le prose classiche greche a prove numeriche per accertare
se gli stessi fenomeni numerici potessero essere trovati.
Nessuno ha potuto
riportare il successo di trovare tali disegni numerici.
Nessun essere umano può aver scritto la
Bibbia nel modo come è dimostrato che è stata scritta.
Nessuna preveggenza o accorgimento
umano può aver assicurato simili risultati anticipatamente; nessun potere umano
può avere portato tali risultati ad una
simile perfezione. L’uomo non può per sua propria scienza raggiungere simili
impensabili fatti. E’ assolutamente impossibile spiegare questi disegni di
caratteristiche numeriche se è solamente ammessa alla Bibbia una origine umana.
Se la logica umana ha qualche merito noi dovremo semplicemente
concludere che le migliaia di stupendi disegni numerici non possono essere
stati posti nella struttura originale della Bibbia dagli uomini che scrissero i
libri della Bibbia, perchè essi non avrebbero mai potuto essere stati prodotti
da semplici menti umane.
E’ evidente che la Bibbia non è l’opera di
molte menti, ma l’opera di una Mente. I disegni forniscono una chiara prova che
l’intèra Bibbia non ha avuto che un Autore; Tutti i libri, sia del Vecchio che
del Nuovo Testamento, furono ideati e prodotti dalla stessa Mente.
Ogni individuo fornito di mente sincera
e logica è costretto ad ammettere che l’intelligenza che ideò e disegnò la
Bibbia deve essere stata super umana, divina. Quel disegnatore era
soprannaturale. Soltanto il Supremo, Onnisciente, Onnipotente Iddio potè avere
disposto i meravigliosi disegni numerici che ricorrono sotto la superficie del testo biblico. Soltanto Iddio
potè aver costruito la Bibbia nella meravigliosa maniera nella quale essa è
costruita.
L’Eterno,
Onnipotente Autore ideò, condusse, operò e produsse i suoi propri infiniti
piani. Non vi può essere altra conclusione di questa.
In questo modo i disegni dei fatti e
caratteristiche numeriche
ora
scoperti provano scientificamente che la grande rivendicazione della Bibbia a
riguardo di se stessa è realmente vera. La Bibbia è realmente il libro
soprannaturale ispirato e dato da Dio come essa sostiene di essere, perchè
semplici esseri umani da soli non avrebbero mai potuto scriverla e costruirla
nella meravigliosa maniera in cui essa è costruita.
Veramente « tutta
la scrittura è ispirata da Dio ». Le parole che gli scrittori della Bibbia
scrivevano non erano le loro proprie parole, ma erano le parole di Dio stesso,
essi scrissero soltanto a secondo che èssi erano « mossi » o « ispirati » dallo
Spirito di Dio.
I disegni dei fatti numerici scoperti
nella stessa struttura del testo provano matematicamente la divina verbale e
letterale ispirazione della Scrittura.
Non abbiamo bisogno di spiegare e di
discutere le numerose teorie sull’Ispirazione, perchè la divina verbale e
letterale ispirazione delle Scritture non è una mera « teoria », ma è veramente
un « fatto ». Noi abbiamo davanti ai nostri occhi una dimostrazione scièntifica
della divina verbale ispirazione della Bibbia.
In
geometria per mezzo di un freddo ragionamento matematico intorno al quale non
vi possono essere dispute, si dimostra che i due angoli alla base di un
triangolo isoscele sono uguali tra loro. Così la divina ispirazione della
Bibbia è provata con tutta la chiarezza e la possibilità della precisione
matematica.
Gli scettici non possono portare nessun
argomento contro la prova dei fatti matematici, perchè questa è di una certezza
matematica, il moderno metodo scientifico, la dura logica, e le profonde leggi
del ragionamento sono meravigliose. Non si può discutere con la matematica
perché essa è una scienza esatta, i fatti sono innegabili e indiscutibili, la
loro conclusione è, inevitabile.
Sono stupende, sopraffacenti evidenze
della divina ispirazione che frantumano tutti gli argomenti degli increduli.
Le scoperte difatti importanti come
questi sono davvero « meravigliose nuove scoperte », esse sono sorprendenti
sotto ogni aspetto. I risultati danno le vertigini.
Simili fatti sono difficilmente
concepibili a meno che non siano visibili davanti ai nostri occhi si è forzati
a dire con rispetto: questa è opera di Dio.
Dio ha posto la Sua firma nella Sua
Parola in questa maniera stupenda, perchè nessun uomo avesse da arrogarsi il
diritto di ritenerla una produzione umana.
La
stessa natura dei fatti ora scoperti è tale che, una persona intelligente,
imparziale e razionale può negare la convincente dimostrazione.
La mente della persona è così formata
che quando è portata faccia a faccia con certi fatti senza riguardo al
beneficio che ne possa ricevere, essa è assolutamente costretta ad ammettere
che i risultati sono quelli presentati.
Quando
è dimostrato che A è uguale a B e che B è uguale a C, si deve concludere che A
è anche uguale a C. Questa conclusione può anche non piacere, può essere duro,
ma si deve riconoscere il risultato.
E’ cosa stolta da parte di qualcuno
dire che i fatti numerici non esistono nel testo della Bibbia. Essi ci sono;
fare una simile affermazione è pazzia come il dire che non vi è sangue negli
esseri umani viventi.
L ‘evidenza dei fatti è tale, che
nessuna critica distruttiva può affrontarli con successo. Affrontarli,
significa un’incondizionata arresa all’ inevitabile. Essi formano un argomento
che non ammette risposta e restano saldi contro ogni sistema di possibili
prove. Nessuna persona Vivente ha ancora tentato di discutere con questa
convincente schiera di fatti.
Roberto Ingersoll, il noto scrittore
ateo, gridava continuamente perchè potesse vedere un miracolo.
Ebbene abbiamo qui centinaia di
miracoli. Riguardi ognuno a questi fatti ed osservi come essi sono disposti
nella struttura stessa del testo originale della Bibbia, se ciò non avviene in
un modo veramente miracoloso!
CAPITOLO VII.
DUE QUESTIONI ESTRAMEMENTE IMPORTANTI RISOLTE PER MEZZO DEI FATTI SCOPERTI
Gli straordinari fatti ora scoperti
risolvono per sempre le seguenti due questioni importanti sulla Bibbia.
Attraverso gli anni vi è stata sempre
una grande controversia sulla questione se la Bibbia è effettivamente un libro
soprannaturale ispirato da Dio come esso afferma di essere, o se essa è un
libro di origine puramente umana, scritto da semplici uomini senza influenza di
chicchessia.
Questa questione è ora stata definitivamente risolta al di là di
ogni speculazione perchè i profondi fatti ora scoperti sotto la stessa
superficie del testo originale della Bibbia provano scientificamente che la
Bibbia non poté essere stata scritta da semplici esseri umani soltanto, ma che
essa è un libro soprannaturale dato da Dio.
Ogni persona onesta ed intelligente,
presa conoscenza dei fatti ammetterà questo. Così i fatti scoperti sistemano
definitivamente questa prima questione.
Vi è però un’altra grande questione che
è sorta a riguardo della Bibbia.
I fatti ora scoperti in un modo
soprannaturale e meraviglioso sistemano definitivamente anche questa questione.
I manoscritti originali che i Profeti e
gli Apostoli scrissero sono stati perduti.
Per quanto si sappia, nessuno dei manoscritti originali è ora esistente.
E certo, però, che Dio avrebbe potuto fare in modo che essi fossero preservati se questa fosse stata la
Sua volontà. Sembra esservi una ragione perché questi manoscritti originali non
furono preservati. Perché Dio permise
che i manoscritti originali scomparissero? Se i manoscritti originali fossero
disponibili essi potrebbero essere adorati.
Molti esseri umani sono pronti ad
adorare qualsiasi cosa che possiede un diritto di santità. Ossa e ceneri di
santi, schegge che si dicono essere della croce sulla, quale Cristo fu
appiccato, pezzetti detti della veste di lino di Gesù o della vergine Maria o
di qualche venerato santo, chiodi delle croci sulle quali furono posti , i
martiri, abiti, mobili, tutto questo ed altro ancora è ed è stato adorato da
molti.
Nel 20_¢ libro dei Re al cap. 18 è
detto che Ezechia comandò di distruggere il serpente di rame fatto da Mosè
perché era adorato.
Se i manoscritti originali di Mosè,
Davide, Paolo, o di altro scrittore
biblico esistessero oggi, è fuor di dubbio che molti li adorerebbero e così
toglierebbero l’adorazione al Dio invisibile. Inoltre la conservazione dei
manoscritti originali non era
necessaria affatto, perchè esiste una tale abbondanza di copie manoscritte,
antiche versioni o traduzioni, paragrafi, citazioni, commentari, ecc.
Così i manoscritti del Vecchio Testamento e del Nuovo Testamento
che sono oggi disponibili sono antiche
copie degli originali. Vi sono
numerose copie ebraiche di manoscritti che contengono il Vecchio Testamento
completo.
Inoltre vi sono manoscritti
parzialmente completi e frammentari per
un totale di circa 1700.
Vi sono anche circa 350 copie dell’ antica versione o traduzione “
Dei Settanta” ed altre copie di molte altre traduzioni del Vecchio Testamento ebraico.
Vi sono più di 4000 coe manoscritte in
greco del Nuovo Testamento. In aggiunta a queste vi sono circa 800 manoscritti
della versione vulgata latina e almeno 1000 manoscritti di altre antiche
traduzioni. Così vi sono più di 13000 copie manoscritte dell’ intero o di parti
del Nuovo Testamento, Se tutte le
antiche copie manoscritte e tutte le moderne copie stampate del Nuovo
Testamento fossero distrutte, l’ intero Nuovo Testamento, ad eccezione di 11
versetti, potrebbe essere riprodotto dalle migliaia di citazioni che sono
chiaramente trovate negli scritti dei primi cristiani.
Durante i primi secoli i cristiani citavano nei loro scritti i versetti e i
passaggi così frequentemente che praticamente l’ intero testamento potrebbe
essere riprodotto semplicemente riferendosi a questi scritti. Si richiama l’
attenzione del lettore al fatto che vi sono dei versetti nel Nuovo Testamento i
quali sono stati seriamente discussi dagli studiosi.
Un esempio è il brano, degli ultimi 12
versetti del capitolo 16 dell’ evangelo di Marco. Il lettore può essere
sorpreso di apprendere che questo brano non è stato trovato in alcune antiche
copie manoscritte del Nuovo Testamento, però,
è stato trovato in molte altre
copie manoscritte.
Quando preparavano le edizioni greche
del Nuovo Testamento le traduzioni, gli studiosi dovevano decidere quale tipo
di copie dovessero seguire. Dovevano seguire le copie manoscritte che includono
questo particolare brano o le copie che non le includono? Quale tipo di copie e
giusto su questo punto? Una questione
del genere, naturalmente, fu causa di grande controversia.
Alcuni insistevano che il brano dovesse
essere incluso mentre altri sostenevano l’opposto. Quelli che rigettavano il
brano asserivano che esso è semplicemente un brano che qualcuno ha scritto di
sua propria iniziativa ed ha inserito o aggiunto al manoscritto ispirato da
Dio. Essi dichiaravano naturalmente che tali brani, se sono estranei od aggiunti, dovrebbero essere segnati o
indicati in qualche modo come scritti di origine umana, o eliminati del tutto.
Tali brani sono chiamati “
interpolazioni “ estranee inserite nella parola originale dell’ Autore. Vi sono
12 simili passaggi nel Nuovo Testamento che da alcuni sono considerati
interpretazioni.
I brani si trovano in alcuni
manoscritti, ma non in altri, Quali copie si deve allora seguire nella
traduzione? Quali copie, danno il vero testo originale? Sono quei brani genuine
porzioni della Parola di Dio o sono aggiunte umane ad essa? Se le pergamene
originali sulle quali gli apostoli scrissero i loro libri fossero disponibili,
una questione di questo genere non
sarebbe sorta perchè i traduttori del Nuovo Testamento avrebbero avuto dinanzi
i testi manoscritti originali. Però, purtroppo, gli studiosi possono riferirsi
soltanto a delle copie delle pergamene originali, copie che dissentono in
merito a 12 particolari passaggi.
Essi hanno dovuto decidere quali
manoscritti dessero il vero testo originale; le copie che contengono i passi
oppure quelle che non li
contengono.
I fatti ora scoperti, in un modo meraviglioso e sorprendente,
mettono fine alla questione sui passi in discussione. Questa è la seconda
grande questione che i fatti ora scoperti
sistemano definitivamente, cioè la
questione se certi brani appartengono realmente alla Bibbia divinamente
ispirata oppure se essi sono passi di origine umana che qualcuno ha inserito
nel testo ispirato.
Un esempio è il
passaggio già menzionato, e cioè:
Evangelo di Marco, Capitolo 16, Versetti 9 20
«Gli ultimi 12
versetti di Marco »
Sono gli ultimi 12 versetti dell’
Evangelo di Marco una porzione genuina della Bibbia divinamente ispirata oppure
sono una « interpolazione »? Tale
questione è stata discussa da molti studiosi attraverso gli anni. Alcuni dèi migliori editori del Nuovo
Testamento greco considerano che questo passaggio di 12 versetti sia una
interpolazione.
Essi onestamente credono che esso sia estraneo o materia nuova
che qualcuno ha aggiunto all’ originale
Bibbia ispirata.
Forse nessun altro brano dell’ intera
Bibbia è stato tanto discusso quanto questo. Alcuni dei più famosi traduttori
del Nuovo Testamento greco hanno trattato il passaggio come segue: Weis pone
questi versetti a margine. Tregelles e Alford li tengono ma non come una
porzione genuina di Marco. Tischendorff li omette. I revisori del 1881 li separano dal resto dell’ Evangelo per
mezzo di un insolito spazio. Westcott e Hort, forse meglio forniti e più
approssimativamente corretti traduttori del Nuovo Testamento greco, segnano
questi versetti con una doppia parentesi, indicando che a loro giudizio i
versetti non appartengono al Nuovo Testamento e che sono un interpolazione.
Westcott e Hort erano bravi uomini che amavano la Bibbia, dopo ventotto anni di
coscienzioso lavoro nell’ affrontare manoscritti ed edizioni del Nuovo
Testamento greco essi vennero alla conclusione che gli ultimi 12 versetti non
erano porzioni della Parola di Dio. La ragione di ciò è che Westcott e Hort
basavano tutto il loro lavoro principalmente sui manoscritti del « Vaticano » e
del « Sinai».
Questi sono i due più vecchi
manoscritti ed essi decisero che la discussa lettura di un brano dovrebbe
generalmente essere regolata ogni volta
che questi due manoscritti si accordano.
Ora è accaduto che nessuno di questi due manoscritti contiene i 12 versetti di
Marco, ma centinaia di altre copie manoscritte li contengono. Il lettore può
ora ben capire, perchè questi versetti siano stati oggetto di dispute fra i
teologi. Son dunque gli ultimi 12
versetti dell’ Evangelo di Marco una parte genuina della Parola di Dio o sono
una interpolazione? Contiene questo brano le sorprendenti caratteristiche
numeriche sotto la superficie del suo testo? Ricorrono in questo particolare
passo gli stessi segni divini che ricorrono nei genuini passi della Bibbia? La
risposta sì. Il brano è costruito su un elaborato disegno numerico, un disegno
che non è possibile abbia origine umana. La serie dei fatti numerici che è
sotto la superficie del suo testo prova che esso è una genuina soprannaturale
porzione ispirata della Bibbia. Quelli che seguono sono alcuni pochi esempi
delle molte caratteristiche, numeriche scoperte nella stessa struttura di
questo brano.
CARATTERISTICA UNO
175 = 25 x 7
CARATTERISTICA DUE
Il numero dei vocaboli in questo brano è esattamente 98 = 14 x 7
CARATTERISTICA TRE
Il numero dei nomi nei 98 vocaboli è esattamente 21 = 3 x 7
Di queste 98 parole greche il numero di
quelle che non sono nomi è
77
= 11 x 7
CARATTERISTICA QUATTRO
Dei 21 nomi, il numero di quelli
che cominciano con consonante è
esattamente 14 = 2 x 7
Dei 21 nomi, il numero di quelli che
cominciano con vocale è 7
CARATTERISTICA CINQUE
Il numero delle lettere
greche nei 98 vocaboli è esattamente
553 = 79 x 7
CARATTERISTICA SEI
Di queste 553 lettere, il numero delle
vocali è esattamente 294 = 42 x 7
Di queste 553 lettere, il numero delle
consonanti è esattamente
259 = 37 x 7
CARATTERISTICA SETTE
Il numero delle forme è esattamente 133 = 19 x 7
CARATTERISTICA OTTO
Il valore numerico delle 133 forme è esattamente 89663 = 12809 x 7
CARATTERISTICA NOVE
Di queste 133 forme, il numero di quelle che ricorrono solo una
volta è esattamente 112 = 16 x 7
Il numero di quelle che ricorrono più
di una volta è esattamente 21 = 3 x 7
CARATTERISTICA DIECI
Dei 98 vocaboli, il numero di quelli
usati nei brani che precedono questo particolare passo dell’Ev. di Marco è
esattamente 84 = 12 x 7
Il numero dei vocaboli che non si trovano nei brani che precedono,
ma che si trovano qui la prima volta è 14 = 2 x 7
CARATTERISTICA UNDICI
Di questi 98 vocaboli, il numero di quelli usati da Gesù nell’
indirizzarsi ai suoi discepoli è esattamente 42 = 6 x 7
Il numero dei vocaboli che non fanno
parte del discorso di Gesù è 56 = 8 x 7
CARATTERISTICA DODICI
Delle 175 parole greche dell’ intero
brano, il numero di quelle usate da Gesù Cristo nel suo discorso è
esattamente 56 = 8 x 7
Di queste 175 parole, il numero di
quelle che non fanno parte del discorso di Gesù Cristo è
119 = 17 x 7
I 12 versetti
si dividono in tre divisioni naturali:
Divisione A dal
versetto 9 al 11
» B
» » 1
» 18
» C
» » 19
» 20
Le sorprendenti caratteristiche trovate
nell’ intero brano trovano anche in ciascuna delle sue tre naturali divisioni.
Divisione A
(versetti 9 - 11)
CARATTERISTICA TREDICI
Il numero delle parole greche in questa
divisione è 35 = 5 x 7
CARATTERISTICA QUATTORDICI
Il valore numerico di questa divisione
è 17213 = 2459 x 7
CARATTERISTICA QUINDICI
Il valore numerico dei versetti 9 e 11
è 11795 = 1685 x 7
Il valore numerico del versetto 10 è 5418 = 774 x 7
CARATTERISTICA SEDICI
La prima parola greca del versetto 10
ha il valore numerico di 98 = 14 x 7
CARATTERISTICA DICIASSETTE
L’ultima parola greca del versetto 10
ha il valore numerico di 791 = 113 x
7
Le rimanenti parole del versetto10
hanno il valore numerico di 4529 = 647 x 7
CARATTERISTICA DICIOTTO
Delle 35 parole greche della divisione
A, il numero di quelle che cominciano con
una vocale è 14 = 2 x 7
Il numero di quelle che cominciano con
consonante è 21 = 3 x 7
CARATTERISTICA DICIANNOVE
Delle 35 parole greche in questa
divisione, il numero di quelle che terminano con una vocale è 21
= 3 x 7
Il numero delle parole che terminano
con una consonante è 14 = 2 x 7
CARATTERISTICA VENTI
Il numero delle sillabe nelle 35
lettere greche della divisione A è esattamente
84
= 12 x 7
Questo in nessun modo esaurisce le
interessanti caratteristiche numeriche della divisione A. Queste stesse
caratteristiche e molte altre sono ripetute nelle divisioni B e C. Per non
stancare il lettore con numerose caratteristiche, diamo una sola caratteristica
per ciascuna di queste due divisioni.
Divisione B (versetti 12-18)
CARATTERISTICA VENTUNO
Il numero delle parole greche della
divisione B è 105 = 15
x 7
Divisione C (versetti 19-20)
CARATTERISTICA VENTIDUE
Il numero delle parole greche della divisione C è 35
= 5 x 7
CARATTERISTICA VENTITRE
Di speciale interesse è il fatto che questi ultimi 12 versetti di
Marco hanno una parola che non si trova altrove nel Nuovo Testamento.
E’ la parola « thanasimos » che
significa « mortale ».
Il valore numerico di questa parola è 581 =83 x 7 Questa parola possiede in sé non meno di 7 speciali
caratteristiche.
Questo brano non solo mostra un
interessante disegno nel suo insieme, ma mostra dei disegni entro il disegno, ed altri disegni dentro di quelli. I
paragrafi separati hanno anch’ essi i loro propri disegni dentro i disegni.
Le parole impiegate hanno il loro disegno e le forme hanno i loro,
cosa davvero meravigliosa.
Le sopradette 23 caratteristiche o
fatti numerici sono solo alcuni esempi di quelle che si nascondano sotto la
superficie delle 175 parole degli ultimi dodici versetti di Marco. Vi sono un
centinaio e più di caratteristiche nella struttura di questo passo. Riteniamo
inutile stancare il lettore con ulteriori enumerazioni di questi fenomeni numerici. Non solo vi è un
abbondanza di fatti e disegni numerici nascosti sotto la superficie dello stesso
brano, ma certe parole in esso sono parti di elaborati disegni che si estendono
a molti altri libri del Nuovo
Testamento.
Per esempio, la parola « baptizo »
(battesimo) che ricorre in questi ultimi dodici versetti di Marco è parte di un disegno numerico che corre
attraverso tutti i passaggi del Nuovo Testamento dove si trova questa parola.
Vi sono 20 caratteristiche o disegni
riguardanti la parola “baptizo”; un disegno è composto di ricorrenze largamente
separate in differenti libri della Bibbia. Se questo particolare brano fosse
tolto via dalla S. Scrittura vi sarebbe
una ricorrenza di meno della parola « baptizo » e l’intero disegno del Nuovo Testamento su questa
parola verrebbe totalmente distrutto.
Molte altre parole in questi ultimi dodici versetti di Marco
sono concatenati in catene di
caratteristiche, sono parti di disegni i quali includono altri libri del Nuovo
Testamento. Senza questo brano molti elaborati disegni numerici sarebbero
distrutti. La dimostrazione è abbastanza convincente. Queste caratteristiche
numeriche non ricorsero a caso in questo brano. Esse furono disposte nel modo
che si trovano, Indubbiamente i disegni e le caratteristiche sono aldilà di ciò
che il semplice uomo può costruire, essi possono essere soltanto attribuiti a Dio.
Così i fatti numerici scoperti nella struttura stessa di questo brano provano
in modo definitivo che esso non è una «interpolazione» dell’ uomo ma che è di
origine divina, e che è legittimo il suo posto nella Bibbia divinamente
ispirata.
In tal modo i fatti numerici sistemano
per sempre la questione se questo brano è interpolazione oppure no.
E’ vero che questi versetti sparirono
stranamente nei due più antichi manoscritti, come e perché essi sparirono noi
non lo sappiamo.
Alcune parole sono una forte condanna
di Satana.
Che sia stato ciò che ha ispirato
qualcuno a toglierli? Che sia stato ciò per cui egli avrebbe cercato di
bandirli permanentemente dalle
Scritture? Se questo fosse il caso, si tratta di un tentativo fallito
perché ora è definitivamente riconosciuto che questi versetti sono una genuina
porzione della Parola di Dio.
Molti studiosi hanno dichiarato che i
seguenti passi sono interpolazioni:
- Il racconto
della donna adultera (Giov. 7,53 a 8.11)
Questo brano non si trova in alcune antiche copie manoscritte del
Nuovo Testamento per cui gli studiosi nel preparare le loro edizioni in greco o
le traduzioni del N.T. debbono decidere quali
manoscritti seguire. Debbono essi seguire le copie che includono questi
versetti o le copie che non li includono? Quali delle copie manoscritte danno il vero testo originale? Westcott e Hort non avevano dubbio nelle
loro menti che questa storia non facesse parte del testo originale.
Essi e molti altri studiosi hanno creduto che quando noi leggiamo
questo passo nelle nostre Bibbie, non leggiamo la Parola di Dio, ma un brano
che qualcuno ha aggiunto ad essa.
Altri traduttori hanno rigettato questo
brano dal nuovo Testamento con maggiore sicurezza che per i dodici versetti di
Marco.
Tregelles, che fu un traduttore
strettamente ortodosso del Nuovo Testamento, e che credette fermamente nella
divina ispirazione delle Sacre Scritture confessò onestamente che il racconto
della donna adultera non era parte
della Parola di Dio. Molti altri studiosi al contrario hanno ardentemente
sostenuto che il brano è posto legittimamente nella Bibbia.
E’ dunque un brano genuino ispirato da
Dio o è un brano di origine umana che qualcuno ha aggiunto alla Bibbia
ispirata?
Contiene questo brano, divini disegni
numerici sotto la superficie del suo testo?
Sì, il brano è permeato dagli stessi
sorprendenti disegni numerici e caratteristiche che si trovano nella struttura
della genuina Parola ispirata. I profondi fenomeni numerici ivi trovati non
possono essere stati prodotti dall’ uomo. Noi riconosciamo definitivamente che questo brano è
divinamente ispirato e che non deve essere radiato o escluso dalla Bibbia e
neppure contrassegnato da parentesi. E’ vero che questi versetti sparirono
stranamente dai più antichi manoscritti, però, molti altri manoscritti li
contengono.
Come e perché essi sparirono noi non lo
sappiamo.
Il seguente brano che è molto fulgido ed importante, è
pure stato molto discusso dagli studiosi.
-
La prima preghiera di Gesù Cristo dalla Croce (Luca
23.34)
“ Padre, perdona loro, perché essi non sanno ciò che fanno “.
Alcune copie manoscritte del Nuovo Testamento contengono questo
versetto mentre altre non lo contengono. Quali copie sono corrette su questo
punto? Appartiene questa preghiera giustamente alla Bibbia ispirata da Dio, o è
una interpolazione umana?
Certo noi vorremmo sapere se Cristo ha
o non ha pronunciata questa preghiera. Questioni di questa natura sono di
vitale importanza per tutti i veri cristiani. Come può un ardente e sincero
credente, restare in pace fino a che, egli non sappia con certezza se, passi
come questi sono porzioni genuine della parola di Dio, oppure sono interpolazioni che debbono
essere tolte dalla Bibbia? Vari traduttori considerano che questa breve
preghiera sia una interpolazione, però, è stato ora scoperto che la preghiera è
permeata con gli stessi meravigliosi disegni numerici trovati nella parte
genuina della Bibbia ispirata. Così noi abbiamo la prova conclusiva che questa
preghiera è realmente parte della Bibbia ispirata e non un’ aggiunta ad essa.
Cristo pronunciò sei altre frasi o
gridi dalla croce. Quando questa preghiera è inclusa, allora sono esattamente
sette le frasi che Cristo pronunciò dalla croce.
-
L’agonia di Gesù Cristo neI Getsemani (Luca 22.44)
Questa narrazione che dice che Cristo
agonizzava nel giardino — così intensamente da sudare grosse gocce di sangue, è
stata pure molto discussa. E’ un passo
ispirato da Dio oppure è una interpolazione?
Le caratteristiche numeriche contenute
nella struttura di questo passo danno una prova sufficiente e conclusiva che il
racconto non è di origine d’uomo, ma è divinamente ispirato, perciò giustamente
appartiene alla Bibbia.
Come abbiamo detto, vi sono in tutto dodici brani così discussi nel
Nuovo Testamento e che ora sono stati definitivamente stabiliti dai fatti
numerici scoperti.
QUATTRO ALTRE QUESTIONI IMPORTANTI DEFINITIVAMENTE
RISOLTE DAI FATTI SCOPERTI
Le straordinarie caratteristiche numeriche ora scoperte definiscono altre quattro importanti questioni.
1. – La questione
concernente l’esatta lettura di certi passi.
Esistono due
ragioni particolari perché vi siano talvolta delle difficoltà per determinare
la corretta lettura di alcuni brani della Bibbia.
Una ragione è
che le parole negli antichi manoscritti ebraici e greci non hanno spazio tra
loro e vi è poca punteggiatura.
La separazione
delle parole in ebraico e in greco in alcuni casi è una cosa veramente compiuta
dall’opinione del traduttore. Così talvolta i traduttori dissentono su qual è
l’esatta lettura o interpretazione di un passo.
Per esempio
considerate le seguenti parole italiane scritte senza spazzi tra loro:
Questa frase
può essere letta in due modi
Oppure:
Se la Bibbia
fosse stata originariamente scritta in italiano e questa frase fosse inclusa
senza spazi né punteggiatura, si sarebbero potute verificare delle lunghe
discussioni su l’inserzione od, omissione dello spazio tra le parole ora e mai.
Le seguenti parole scritte senza spazi sono un altra illustrazione.
«
Godisnowhere ».
Anche queste
possono essere lette in due modi.
« God i nowhere» che significa Dio è in
nessun luogo e
« God is now
here > che significa Dio è ora qui.
Se la Bibbia
fosse stata originariamente scritta in inglese e se questa frase fosse stata
contenuta in essa, alcuni atei avrebbero stoltamente probabilmente insistito
che l’esatta lettura sarebbe stata « God is nowhere» mentre i teologi avrebbero
affermato che l’esatta lettura sarebbe stata « God is now here ».
Questi esempi
rendono evidente il fatto che l’esatta lettura di un passo è davvero una cosa
estremamente importante.
Un’altra
ragione per cui si hanno talvolta delle difficoltà per determinare l’esatta
lettura di certi passi della Bibbia è dunque la mancanza degli spazi tra le
parole negli antichi manoscritti ebraici e greci.
Un’altra più grande ragione è che le copie
manoscritte differiscono leggermente in alcuni passi.
Queste
differenze si riferiscono a diversità di ortografia, trasposizioni di lettere,
parole, ecc, per colpa degli scribi o copisti. Si deve ricordare però che la
dottrina della Bibbia e gli articoli di fede non sono affetti dalla minima
leggera variazione e che in pochi passi il senso reale dei passi viene toccato.
Perché le copie manoscritte differiscono leggermente nel compitare alcune
parole? Quando il lettore considera l’opera laboriosa delle copie manoscritte,
specialmente di manoscritti così voluminosi come il Vecchio ed il Nuovo
Testamento, egli ammetterà che sarebbe stato molto facile fare degli errori di
copiatura. Una lettera, una sillaba, o una parola poteva, facilmente essere
omessa. Ugualmente poteva facilmente essere spostata. Una parola poteva essere
presa per un’altra per esempio: « proelthon » per « proselthon ». Alcune
lettere sono così simili che potevano essere scambiate per altre. Talvolta lo
scambio di una lettera voleva significare Io scambio della parola, specialmente
in ebraico. Se i manoscritti furono dettati, le variazioni potrebbero venire
attribuite a difetto di udito dello scriba, od a povera pronuncia del lettore.
Gli sbagli potevano anche facilmente accadere se gli scribi tenevano lunghe
frasi nella mente senza verificare i manoscritti dai quali essi stavano
copiando. Supponiamo che qualcuno dovesse fare un manoscritto di circa 100
pagine. Supponiamo che 100 persone dovessero farne una copia manoscritta.
Quanti errori o variazioni vi sarebbero? Non è facile procurarsi delle copie
fatte anche oggi senza variazioni. Supponiamo che il lavoro dovesse essere
fatto in lettere greche unciali o capitali senza alcuno spazio tra le parole,
anche fatto da uno che fosse familiare di tale linguaggio. Quante variazioni vi
si troverebbero?
E’ degno di
nota il pronunziato contrasto tra il modo in cui fu copiato il Vecchio
Testamento e il modo in cui fu copiato il Nuovo Testamento.
Il Vecchio Testamento ebraico fu copiato da
scribi ufficiali professionisti che lavoravano sotto strette e stringenti
regole a riguardo della penna, l’inchiostro, la pergamena, la lunghezza della
pagina, la linea, ecc. .
I copisti
osservavano zelantemente ogni dettaglio del loro lavoro e i manoscritti erano
maneggiati con gran cura. Le divisioni, le parole, le lettere erano
accuratamente contate e ricontate. Se anche un leggero errore era scoperto nel
loro lavoro l’intera pergamena era cartata e un’ altra nuova ne veniva fatta.
Venivano elevate delle preghiere e le penne erano forbite dopo un certo numero
di parole.
Così il lavoro
di copiatura era fatto con estrema cura, religiosamente e conformato ad un alto
livello di qualità.
A causa di
questa estrema cura da parte di esperti scribi, le molte copie manoscritte del
Vecchio Testamento non differiscono grandemente nel testo di certi versetti, ed
esse sono pervenute a noi con relativamente poche varianti nel loro testo.
I libri del
Nuovo Testamento greco erano frequentemente copiati senza una simile cura. Una
persona nella primitiva Chiesa Cristiana che desiderava avere una copia dei
libri del Nuovo Testamento, poteva prendere a servizio uno scriba di
professione per fare questo lavoro se aveva i mezzi di farlo. Questo assicurava
un alto grado di accuratezza. Se non aveva i mezzi di farlo, poteva assumere un
copista più a buon mercato e meno capace, oppure poteva ,fare il lavoro da sé.
Questo voleva dire un lavoro fatto più poveramente ed una copia contenente
variazioni nel suo testo. Spesso era un povero copista che non si interessava
dei piccoli dettagli. Ad eccezione della sostanza del messaggio della salvezza
non riteneva necessarie le stesse parole e forme.
Così le
numerose copie manoscritte del Nuovo Testamento greco, differiscono a riguardo
dell’esatto testo di certi versetti più frequentemente delle copie manoscritte
del Vecchio Testamento ebraico. In tal modo i manoscritti copiati senza
accuratezza differiscono più o meno l’uno dall’altro in alcuni passi, queste
differenze però, come si è già detto, sono per la maggior parte molto lievi e
in nessun caso interessano qualche particolare dottrina della Bibbia.
Gli editori e i
traduttori che hanno preparato le edizioni della Bibbia nelle lingue originali
o nelle traduzioni non hanno sempre seguito una particolare copia manoscritta,
ma essi hanno accuratamente paragonato ed esaminato centinaia di copie
manoscritte le cui testimonianze sono state diligentemente accertate e pesate. Il confronto di questi manoscritti
dimostrano una uniformità e prova di una comune sorgente.
L’edizione
inglese < Autorised version » o « King James » della Bibbia che è la più
popolare è la più amata, fu tradotta nell’ anno 1611. In quel tempo vi erano
disponibili, per essere paragonate, soltanto circa 2000 copie greche del Nuovo
Testamento e queste non erano antiche ma relativamente di data recente, La
traduzione del 1611 fu perciò fatta in base ai testi ebraici e greci allora
disponibili.
Dopo il 1611 gli studiosi hanno trovato mille
e più manoscritti alcuni dei quali sono migliori e di più antica data. Dopo la
scoperta di questi manoscritti, essi videro che il testo di certi passi poteva
essere leggermente cambiato. Così nel 1885 fu pubblicata la ben conosciuta «
Revised version ».
Il Nuovo Testamento fu completato e pubblicato
nel 1881, però fu nel 1885 che la versione del Vecchio Testamento fu
completata. Leggeri cambiamenti furono fatti nel testo di certi versetti, però
il significato, il senso, la dottrina della Bibbia rimaneva esattamente la
stessa.
Nel 1881 il Dr.
Westcott e il Dr. Hort, due devoti cristiani, pubblicarono un’edizione del
Nuovo Testamento greco, dopo che essi ebbero passato 28 anni ad esaminare
accuratamente ed a paragonare migliaia di copie manoscritte del Nuovo
Testamento greco, le quali come già abbiamo detto, differiscono leggermente per
ortografia, ordine di parole, trasposizione di parole, ecc.
Da tutte queste
copie manoscritte, essi raccolsero un testo, che gli studiosi considerarono uno
dei migliori testi greci stampati del
Nuovo Testamento. Però nel loro testo essi lasciarono alternative al lettore.
Ogni volta essi non erano certi quale di due letture dovevano seguire, ne
ponevano una nel testo e l’altra in margine come alternativa. La lettura, in
alternativa, poteva essere sostituita dal lettore nel testo.
Così i molti
studiosi che hanno speso anni per
comporre curate edizioni del Nuovo Testamento a volte hanno trovato difficile
determinare l’esatta lettura dei brani, dove gli antichi manoscritti
differiscono. Essi hanno dovuto decidere quale manoscritto seguire. Alcuni
hanno insistito che un versetto va letto come appare in un certo manoscritto e
altri hanno sostenuto che esso va letto come
si trova in un altro manoscritto.
Le questioni
concernenti l’esatta lettura di alcuni passi hanno causato una infinità di
controversie e dispute. I fatti ora scoperti in maniera straordinaria e
meravigliosa mettono fine definitivamente alle dispute e alle questioni
relative all’esatta lettura di ogni passo della Bibbia. Essi forniscono una
prova positiva per mezzo della quale il vero testo originale della Scrittura
può essere accertato fuori di ogni dubbio.
Libro di Isaia, Cap. 9, Vers. 3.
L‘American
Revised Version seguendo certi manoscritti dà la traduzione del versetto come
segue:
“Tu hai moltiplicato le nazioni,
La « Autorised Version » o « King James » segue altri manoscritti e traduce:
“Tu hai moltiplicato le nazioni,
e non hai accresciuto la loro gioia”.
Dunque la
Versione Riveduta Americana dice che Dio ha accresciuto la loro gioia, mentre
la Versione inglese “King James” dice che Dio non ha accresciuto la loro gioia.
Quale di esse è la giusta?
Nelle copie
manoscritte ebraiche questa differenza è soltanto di una lettera.
I fatti
scoperti risolvono definitivamente questa questione.
Il testo ebraico di questo passo usato dalla “American Revised Version” mostra un
complesso disegno di caratteristiche numeriche. Se solo una lettera di questo
versetto venisse cambiata con un’altra l’intero disegno cadrebbe.
Il testo
ebraico del passo usato nella «Autorised Version Kirig James» non mostra nessun
disegno numerico. I fatti ora scoperti nella stessa struttura del passo
stabiliscono definitivamente la questione della giusta lettura; essi provano
che la « Revised Version » dà la dizione corretta.
Alcuni possono
pensare che una questione di questo genere non faccia una gran differenza. Essi
possono pensare che non è una cosa di grande importanza. Ma supponiamo che la
questione fosse stata sulla dichiarazione: « chi crede nel Figliuolo ha vita »
o « chi crede nel Figliuolo non ha vita » questa sarebbe stata una questione di
grandissima importanza.
Il seguente è un esempio di un passo molto discusso del
Nuovo Testamento. 1.a Ep. Corinti, cap. 13, ver. 3. C
Gli straordinari disegni numerici riscontrati nella struttura stessa del testo indicano anche qui quale sia l’esatta lettura di questo passo. La Revised Version segue certe copie manoscritte greche e dà la traduzione di una parte della frase del versetto così:
« se io do il mio corpo ad essere arso »
Westcott e Hort, nel loro Nuovo Testamento greco seguono altri manoscritti e danno una frase differente, essi dicono:
« se io dò il mio corpo così che possa gloriarmi ».
In greco la differenza è soltanto di una lettera. Qual è la dizione corretta? Ebbene i fatti ora scoperti definiscono in modo meraviglioso anche questa questione.
Il testo greco del passo dato da Westcott e Hort mostra un bellissimo e complesso disegno di straordinarie caratteristiche numeriche. Se una sola lettera viene cambiata con un’altra, l’ intero schema numerico cade.
Mentre il testo greco del passo dai quale è tratta la Revised Version non mostra disegni numerici. I fatti provano dunque che Westcott e Hort danno la giusta traduzione di questo passo.
L’ ultima parola della Bibbia
_£i0 La « Autorised Version » seguendo certe copie manoscritte greche dà la parola « Amen » come l’ultima parola della Bibbia.
La « Revised Version » ugualmente conclude la Bibbia con questa parola. Però i traduttori non sempre concordano in questo ed alcuni autorevoli omettono la parola « Amen ».
Westcott e Hort nel loro Nuovo Testamento greco seguono altri manoscritti gre e concludono il Nuovo Testamento con la parola “santi”.
Tischendorff, Alford e altri editori differiscono.
Lo straordinario disegno delle caratteristiche numeri che, scoperte nella struttura del testo greco usato da Westcott e Hort sistemano definitivamente la questione relativa all’esatta dizione dell’ultimo versetto della Bibbia.
I fatti numerici provano che sono giusti quelli che terminano il Nuovo Testamento con la parola « santi »
L’esatta lettura dei passi biblici determinata
con precisione.
I lettori saranno sorpresi di leggere che, i perfetti disegni numerici che intercorrono nelle strutture del testo originale della Bibbia, rendono possibile di scoprire ogni lettera o parola che possa essere stata aggiunta od omessa o posposta per errore del copista.
Ogni questione concernente la giusta lettura di un passo, ogni parte discussa, anche la più leggera variazione del testo tra i vari manoscritti, è conclusivamente definita dagli elaborati fatti numerici.
Come un astronomo, conoscendo definiti calcoli astronomici e la posizione dei vari pianeti, può determinare dove e quando certi altri pianeti appariranno, così uno che sa i calcoli numerici della Bibbia e la posizione delle varie lettere, parole e libri, può determinare immediatamente dove certe altre lettere, parole e libri, dovrebbero ricorrere.
Valori della posizione e numeri d’ordine.
Il giusto ordine delle parole della Bibbia viene verificato per mezzo dei disegni numerici dei «valori della posizione» e dei « numeri d’ ordine » delle parole. Si deve ricordare che i valori numerici delle parole non subiscono variazioni spostando il loro ordine nel testo. Il valore numerico delle parole resta invariato anche se l’ ordine delle parole è cambiato.
Perciò l’esatto ordine delle parole non può essere determinato semplicemente dai disegni dei valori numerici. I particolari disegni numerici dei « valori della posizione » e dei « numeri d’ordine » forniscono il metodo per determinare l’ordine corretto delle parole.
Per esempio, vari manoscritti differiscono nell’ ordine del nome del nostro Signore. Alcune copie manoscritte danno in certi passi l’ordine «Gesù Cristo», mentre altre copie negli stessi passi danno l’ordine « Cristo Gesù ». Qual è giusto? Ebbene l’esatto ordine di ciascun particolare passo è definitivamente stabilito per mezzo dei disegni numerici dei valori della posizione e i numeri e delle parole. Gli straordinari disegni numerici danno sempre una definita e chiara risposta, l’ordine vero mostra disegni numerici, mentre l’ordine falso non ne mostra.
Un cambiamento nell’ ordine invariabilmente distrugge i disegni.
La giusta ortografia delle parole è determinata dai disegni dei numeri d’ordine. Per esempio in un certo passo in alcuni manoscritti le seguenti parole sono scritte: « Mariam » e « Daveid ». In altri manoscritti nello stesso passo è scritto ad esempio: « Maria» e « Davide ». Qual è l’esatta scrittura?
I disegni numerici elaborati provano conclusivamente che «Maria» e «Davide» sono l’ortografia esatta delle parole.
E’ anche possibile determinare se un certo numero di lettere debbano formare una lunga parola oppure due brevi parole.
Dato che negli antichi manoscritti non vi è punteggiatura, è talvolta difficile determinare se certe frasi sono intese in forma di comando o di domanda.
I disegni numerici dei valori della posizione definiscono anche prove di questa natura. Essi definiscono le dispute intorno alla giusta « interpretazione » di qualsiasi passo, ed anche lunghe e dibattute questioni sulla persona che scrisse certi libri della Bibbia. Per esempio, i disegni numerici provano in modo inequivocabile che l’apostolo Paolo fu lo scrittore dell’ Epistola agli Ebrei. E’anche interessante notare che un metodo « a croce », un sistema di moltiplicazione, permette di rilevare prontamente e controllare ogni errore che possa essere stato fatto a riguardo della posizione e l’ordine delle parole.
E’ davvero meraviglioso pensare ai molti sistemi di disegni che corrono attraverso ogni lettera e parola. Non solo vi è un definito schema numerico nei « valori numerici » di ciascuna lettera e parola, ma vi sono anche disegni separati nei valori della posizione, nei valori e nei numeri d’ordine di ciascuna lettera e parola. Ogni disegno serve al suo particolare fine. In aggiunta a questi separati sistemi di disegni, vi è il sorprendente metodo «a croce » e vi sono i molti altri disegni numerici che riempiono il testo biblico in maniera inconcepibile. Cosa davvero meravigliosa! Tutti questi sistemi assieme definiscono ogni questione relativa all’ esatta lezione di un passo.
Uno schema particolare o disegno numerico è convincente abbastanza per dimostrare la divina ispirazione di ogni passo, ma quando tutti questi numerosi particolari sistemi di disegni che intercorrono attraverso ciascuna lettera o parola di un passo, sono combinati assieme, danno un argomento irremovibile. Ogni lettera e parola è intrecciata in un modo così intricato da questi differenti sistemi di disegni che è assolutamente impossibile muovere una lettera o parola anche dalla destra alla sinistra senza distruggere questi perfetti disegni.
L’ esatto ordine di ogni lettera o parola è definitivamente disegnato. Ciascuna di esse ha il suo proprio particolare posto. Un tale ordine perfetto, un tale complesso sistema di disegni con la loro meravigliosa precisione e accuratezza non può essere davvero venuto accidentalmente.
Per illustrazione supponiamo che i 60 o 65 pezzi di una sveglia fossero messi in una scatola. Uno potrebbe scuotere questa scatola per anni ed anni, ma mai quei pezzi si porterebbero per caso al loro proprio posto. Il perfetto ordine e i complessi sistemi numerici della Bibbia non possono essere attribuiti al caso, od anche ad umano proposito, essi possono essere soltanto divini. La Bibbia stessa afferma che la divina ispirazione si estende non solo ad ogni frase e parola, ma anche alla più piccola lettera o più piccolo segno. In Matteo 5.17-1,8 quando Gesù disse che non uno iota o un apice della legge sarebbe passato senza essere adempiuto, egli si riferiva alla più piccola lettera e il più piccolo segno, indicando così che anche essi erano ispirati.
I fatti numerici dimostrano che le parole, le sillabe, le lettere, ed anche ogni iota ed apice sono numerati ed hanno il loro proprio particolare posto designato nel testo. Dio controllò gli scrittori e mise ogni iota ed apice giusto dove Egli volle. Egli controllò l’ortografia di ogni parola e il numero delle sue ricorrenze nei vari libri della Bibbia. E’ scientificamente provato che la Bibbia è divinamente ispirata non in senso generico, non solo « nel pensiero »ma nella parola e lettera.
Il Gran Disegnatore progettò l’esatto ordine di ogni parola e lettera, di ogni iota ed apice. La significativa dichiarazione di Cristo « la Scrittura non può essere annullata » è stata riscontrata vera. I disègni numerici sistemano definitivamente l’esatta lezione di ogni passo biblico dove le varie copie manoscritte leggermente differiscono nell’ ordine delle, parole, nell’ ortografia, ecc. .
Il testo esatto che fu originariamente scritto dai profeti e dagli apostoli è stato riprodotto e accertato con assoluta certezza; ogni parola, sillaba, lettera, e segno della Parola di Dio è stato restaurato nella sua originale perfezione e purezza. L’ esatta scrittura di ogni passo discusso è stata definitivamente sistemata per mezzo dei disegni matematici e per mezzo di essi soltanto. Iddio ha davvero protetto e preservato la Sua Parola in maniera meravigliosa. Essa è venuta a noi con straordinaria perfezione e purezza, senza odore e macchia di corruzione né dentro né fuori.
Quando uno considera la somiglianza delle varie lettere e la difficoltà di copiare a mano grandi manoscritti egli converrà che le copie manoscritte, indipendentemente dalle loro leggere differenze, sono state trasmesse a noi con meravigliosa accuratezza.
In ebraico vi sono certe lettere che si assomigliano. Per esempio, la prima lettera dell’ alfabeto ebraico significa uno, e con due piccoli puntini al disopra di essa significa mille. La ventiduesima o ultima lettera dell’ alfabeto ebraico significa 400, ma la quinta lettera che le assomiglia moltissimo significa cinque. Un leggerissimo errore del copista provocherebbe talvolta un totale cambiamento del significato.
Le seguenti lettere potrebbero essere facilmente confuse:
ת - ה 400 - 5
ח
– ה
8 - 5
ב
- נ 2 - 20
ג
- נ 3 - 50
ד
– ר
4 - 200
In Deuteronomio 6 :4, se la lettera ebraica che ha il valore di 4 fosse cambiata con quella simile che ha il valore di 200, il versetto sarebbe letto:
« il Signore Iddio nostro è un falso Signore » invece di: « il Signore Iddio nostro è unico Signore ».
Uno scambio di queste stesse lettere in Esodo 34 :14 avrebbe fatto leggere quel passo così: « tu non adorerai l’unico vero Dio». Dato che ogni lettera sta per un numero è chiaro che un cambio, anche solo di una lettera, cambia il valore numerico dell’ intero passo. L’ omissione o il cambio di un’ unica lettera, per non dir nulla di una intera parola, distrugge subito molte caratteristiche di un perfetto disegno numerico. Infatti il disegno è interarnente distrutto dall’aggiunta di una parola. In ogni caso tutto è armonia, e l’elaborato schema dei sette è subito visto. Mentre nell’altro caso tutto è confusione. Se qualche cosa di estraneo, è introdotto nel delicato sistema numerico misteriosamente posto nella Bibbia dallo Spirito Santo,è subito scoperto attraverso il sistema numerico.
Una sorprendente illustrazione della straordinaria precisione e accuratezza resa possibile per mezzo dei fatti numerici è la seguente.
Un certo libro di « Concordanze bibliche » compilato da C. F. Hudson, verificato da H. L. Hastings e controllato da Ezra Ahbot, elenca quelli che evidentemente fu creduto che fossero tutti i riferimenti della Bibbia ove ricorre la parola « Mosè ». Secondo la Concordanza il nome ricorre 846 volte. Questo numero è evidentemente fuori armonia con i vari disegni numerici che corrono attraverso la Bibbia. Secondo certi disegni numerici il nome avrebbe dovuto ricorrere un numero di volte multiplo di sette.
Ma 846 non è multiplo di 7; 847 sì, è formato di 121 x 7: Qual”è stata allora la soluzione? Era stata omessa una riferenza dal libro delle Concordanze? Ebbene sì, una riferenza su Mosè che quel libro non aveva elencata fu trovata nell’ epistola agli Ebrei.
Agli studiosi che prepararono quel libro sfuggì evidentemente quel riferimento, ma l’errore è stato denunciato dai disegni numerici.
Sei importanti questioni definitivamente
risolte dai fatti scoperti.
Tre di queste questioni sono già state discusse e definite; vengono ora presentate le altre tre.
1) I fatti numerici ora scoperti chiariscono definitivamente la questione sul giusto numero dei libri che la Bibbia deve contenere.
La Chiesa Cattolica e la Chiesa Greca includono nel Vecchio Testamento delle loro Bibbie 14 libri conosciuti come Apocrifi che gli Evangelici non includono. I libri apocrifi hanno la data dal 300 A.C. al 100 d. C. Ad eccezione di questi libri le Bibbie cattoliche e greche sono praticamente identiche alle evangeliche. Qual è il numero giusto dei libri della Bibbia?
Vi sono molti meravigliosi disegni numerici che intercorrono in tutti i 66 libri della Bibbia Evangelica formando un intero disegno che lega questi libri in una grande unità. Se un solo libro viene aggiunto o tolto, certi singolari disegni numerici o catene che legano questi libri assieme sono completamente distrutti. Inoltre non vi è più traccia di caratteristiche numeriche o disegni nel testo degli apocrifi.
Così è provato che le Bibbie della Chiesa Cattolica e Greca per quanto riguarda il numero dei libri, non sono giuste. I fatti numerici agiscono come un controllo automatico contro mescolanze sul numero dei libri divinamente stabilito.
2) I fatti ora scoperti decidono anche definitivamente la questione concernente il giusto ordine dei libri della Bibbia. I libri della Bibbia Inglese sono disposti in un ordine differente da quello in cui si trovano nel testo ebraico e nel testo greco. L’ordine dei libri come è dato nell’ originale ebraico e greco non è accidentale, ma divinamente designato. Un sorprendente disegno numerico corre attraverso i numeri d’ordine dei libri in un modo così meraviglioso che se i libri fossero tolti dal loro giusto ordine lo schema numerico cadrebbe. I fatti numerici agiscono pure da controllo automatico contro alterazioni dell’ordine divinamente designato dei 66 libri della Bibbia. Cosa veramente meravigliosa!
3) I fatti scoperti decidono anche la lunga e discussa questione riguardante la cronologia della Bibbia. Le date esatte degli eventi della Bibbia dal tempo di Adamo sono esaminate e definitivamente confermate nella loro esatta sequenza per mezzo di accurati disegni numerici tratti dalla struttura stessa del testo. I disegni forniscono i dati per un esatto sistema di controllo cronologico in cui le più notevoli date della storia biblica si dividono esattamente per sette. Questo è veramente un grande argomento. Dei volumi potrebbero essere scritti in merito alla relazione tra i fatti numerici e la cronologia della Bibbia. Il soggetto è così vasto che nessun tentativo di discussione viene fatto nella presente pubblicazione.
Lo scrittore, naturalmente, non ha tentato di dare un pieno e particolareggiato trattato sulla scienza dei « Numeri Biblici » ma si e semplicemente sforzato di presentare una sistematica narrazione della natura e dello scopo di questa scienza ora scoperta. Molti rami di essa, ad esempio, i valori della posizione, i valori, i numeri d’ordine, il numero dei libri, la cronologia e altri complessi sistemi di disegni, sono stati appena menzionati. Nondimeno il lettore potrà ora averne un’idea generale.
Gli straordinari fatti numerici e i disegni esistenti nella struttura stessa del testo originale biblico sono incancellabili. Essi sono impressi e tessuti nel testo in un modo così meraviglioso che nessun potere sulla terra può cancellarli. Sono tessuti nella Parola di Dio come la filigrana è tessuta in un biglietto da mille per garantirne la genuinità; sono impressi sulle pagine della Scrittura come il marchio è impresso a rilievo nelle carte d’identità. Essi difendono la Bibbia da ogni errore ed interpolazioni come gli intricati disegni di una banconota la guardano dalle contraffazioni.
Dio ha suggellato la Sua Parola in un modo veraménte meraviglioso!
I profondi disegni numerici contenuti nella struttura stessa del testo biblico non sono soltanto al di là degli intendimenti degli scrittori stessi della Bibbia, ma indubbiamente gli scrittori nulla sapevano della formazione e presenza nel testo di questi complicati disegni.
Indubbiamente questi uomini erano così completamente controllati dalla potenza e dalla sapienza di Dio nello scrivere le esatte parole che essi erano totalmente ignari del fatto che ogni lettera e parola era predisposta secondo un piano aritmetico definito. Senza dubbio gli scrittori erano inconsci del fatto che lo Spirito introduceva, intrecciava e misteriosamente nascondeva dei bellissimi intricati disegni nella struttura stessa dei loro scritti. Pertanto i passi della Bibbia sembrano essere totalmente privi del più lieve tentativo di disegno, essi si leggono benissimo e con naturalezza. E stato dimostrato che la vasta struttura numerica della Bibbia e opera soprannaturale, divina, essendo assolutamente impossibile ad esseri umani di costruire un libro con tali meravigliosi disegni aritmetici, mentre è soltanto la normale opera di Dio, il grande Creatore, Colui che ha posto accuratamente i numeri in tutta la natura .
Il sistema numerico di Dio è impresso su tutte le Sue opere. Tutti i regni della natura sono basati su un sistema aritmetico; grandi leggi matematiche governano le attività dell’intero universo.
Per esempio, nella sfera della luce vi sono esattamente sette colori. I sette colori uniti assieme formano la luce. Nella sfera della musica vi sono nella scala esattamente sette toni interi, mentre ogni otto note comincia una nuova ottava che è semplicemente una ripetizione della prima nota. I sette colori corrispondono alle sette note della musica, e i suoni che armonizzano corrispondono ai colori che armonizzano, mentre le discordanze nei colori corrispondono alle discordanze nella musica. Il corpo umano è completamente rinnovato ogni sette anni. Ogni parte del corpo elimina costantemente il materiale logorato e costantemente riceve l’apporto di nuovo materiale vivente. In sette anni l’intera struttura è cambiata fino nel più piccolo particolare e diventa realmente un nuovo corpo. In certe malattie, il settimo, il quattordicesimo, il ventunesimo sono giorni critici. Il polso dell’uomo batte più lento ogni sette giorni se è malato o sta bene; In malattie generate da esaurimenti fisici, il polso cambia ogni settimo giorno.
Nell’ essere umano il periodo di gestazione è di 280 giorni (7 x 40). Il sette è impresso su tutta la fisiologia. Non notevole il fatto che Iddio ordinò di esservi ogni sette giorni, un giorno di riposo? e che Egli dichiarò gli anni dell’uomo sono settanta (7 x 10)?
Negli animali, il periodo di gestazione del topo è 21 (7 x 3) giorni. La lepre 28 (7 x 4) giorni. Il gatto 56 (7 x 8) giorni. Il cane 63 (7 x9) giorni. Il leone 98 (7x14) giorni. La pecora 147 (7 x 21) giorni. Negli uccelli l’incubazione normale è di 21 (7 x 3) giorni. L’anitra 28 (7 x 4) giorni.
Le leggi matematiche divine sono in opera in tutti i rami della natura. Talvolta un certo numero è il fattore dominante e alle volte in altro è il numero base.
La legge divina nel disegno dei fiocchi di neve ha per base il numero sei. Tutti i fiocchi di neve sono diversi eppure essi sono tutti ugualmente con sei punte o sei lati.
Il numero undici come il sette è impresso nella musica. Il numero delle vibrazioni al secondo per ciascuna nota è un multiplo di undici, e la differenza nel numero delle vibrazioni tra ciascuna nota è anche un multiplo di undici. Per esempio la differenza tra il do e il re è 33, tra il fa e il sol è 44, sempre un multiplo di undici.
La scienza della botanica rivela che le diverse parti dei fiori sono disposte secondo particolari numeri e i loro multipli. Per esempio, il numero base del ranuncolo è cinque. Vi sono 5 sepali nel calice, 5 petali nella corolla, 5 carpelli nei pistilli; 15, 20, 25 o qualche altro numero che è sempre multiplo di 5 gli stami nell’androceo.
Similmente il numero base dell’asfodelo è 3, quello della reseda è 4, quello della rosa selvatica 5, ecc. Così Iddio segna la Sua creazione con un segno matematico.
Nella chimica due sostanze non possono essere unite senza osservare delle precise proporzioni matematiche. I pianeti dei cieli sono governati secondo leggi matematiche. La natura non opera a caso, ma secondo un piano.
Il sistema numerico di Dio si trova nell’intero universo molto più esteso di quanto comunemente si supponga. Si potrebbero scrivere dei volumi per mostrare i disegni nella natura. Dio è il grande matematico di tutta la creazione. Ogni settore della natura porta la Sua matematica firma.
« Iddio fece i due gran luminari, e le stelle... e
li mise nella distesa del cielo per recar la luce sopra la terra » Gen. I.
16-17
«Egli conta il numero delle stelle » Salmo 147,4
« Egli fa uscir fuori, e conta il loro esercito »
lsaia 40,26
Iddio « ha misurato le acque nel cavo della
mano, e prese le dimensioni del cielo con la spanna, e raccolto la polvere
della terra in una misura e pesato le montagne con la stadera e i colli con la
bilancia » Isaia 40,12
Se Iddio mise le stelle nel loro proprio ordine e le contò e misurò le acque e pesò le montagne, c’è da sorprendersi o è incredibile che Egli abbia posto le parole e le lettere del suo libro in esatto ordine, e le abbia annoverate e disposte in combinazioni numeriche?
Lo stesso Dio che creò l’universo ed ebbe cura di combinare disegni intricati nel più piccolo particolare della creazione, ha preso la stessa cura per la Sua Parola. Egli ha posto la stessa particolarità in entrambi.
« i capelli stessi del vostro capo sono contati »
Matteo l0,30
La parola contati in greco è “arithmeo” la stessa parola da cui è derivata la parola « aritmetica ». Se Dio conta i capelli stessi dei nostri capi, è strano che Egli abbia contato le parole e le lettere della Sua Scrittura?
CAPITOLO IX.
CHI HA
SCOPERTO I FATTI? COME E QUANDO FURONO SCOPERTI? PERCHE’ NON FURONO SCOPERTI
PRIMA?
La scoperta delle migliaia di fatti numerici sotto la superficie stessa del testo originale della Bibbia è stata l’opera dell’intera vita di un solo individuo: il Dr. Ivan Panin, famoso scienziato russo.
Tra le migliaia di persone che hanno letto il testo ebraico e greco della Bibbia, Ivan Panin fu il primo a scoprire gli straordinari fatti numerici. Oggi, dopo più di un mezzo sècolo di diligente e tedioso lavoro su queste sorprendenti scoperte numeriche, il Dr. Panin, nel suo 86° anno di età, presenta una lista difatti che meravigliano il mondo.
I manoscritti originali del suo lavoro consistono in circa 40.000 pagine; su queste pagine, molte delle quali sono ingiallite dal tempo, il Dr. Panin ha accuratamente scritto una infinità di numeri.
La complessità del suo lavoro ha richiesto un assiduo lavoro da 12 a 18 ore giornaliere durante un periodo di cinquant’anni. Nella scoperta di queste migliaia di fatti numerici il Dr. Panin ha compiuto un’opera vivendo una vita totalmente diversa da quella che ogni altro essere umano ha vissuto. Veramente egli ha un posto tra i più grandi e famosi uomini nella storia del mondo.
Un individuo la
cui opera è stata così eminente come quella del Dr. Panin merita un intero
libro alla sua biografia. Però qui in poche pagine l’autore ha tentato di
presentare alcuni dei fatti più importanti di questa distinta persona e
dell’opera sua.
Il Dr. Panin
nacque in Russia il 12 dicembre 1855. Fu da giovane un attivo nichilista e
partecipò in azioni contro lo Zar e il suo governo e ben presto venne esiliato
dalla Russia. Dopo aver passato alcuni anni in Germania, andò negli Stati
Uniti, entrò nell’Università Harward e fu amico personale del famoso Prof.
William James e del Preside dell’« Harvard » Eliot.
Fu un brillante allievo e si addottorò in
Critica Letteraria. Terminati i suoi giorni di studente divenne un assiduo
lettore e scrittore sul soggetto di critica letteraria. Tenne conferenze su
Carlyle, su Emerson, su Tolstoi e sulla letteratura russa, ecc. e riceveva 200
dollari ognuna. Esse erano tenute in collegi ed esclusivamente nei principali
circoli letterari degli Stati Uniti e del Canada. Durante, questo tempo il Dr.
Panin era un convinto agnostico così ben conosciuto che, quando lasciò il suo
agnosticismo ed accettò la fede cristiana, i giornali portarono a grossi titoli
la notizia della sua conversione. Il prof. James che era reputato di essere il
più grande metafisico del suo tempo, commentò: « che peccato che Panin si sia
dato alla religione. Un grande filosofo è stato perduto ».
Prima della sua conversione il Dr. Panin
scrisse circa tremila aforismi e molti rimarchevoli saggi che sono un ricordo
dei suoi giorni di Maestro di Critica Letteraria. Fu anche editore di due
giornali quotidiani, un apprezzato scrittore ed un brillante ed eloquente
oratore.
Come e quando il Dr. Panin scoprì il primo di questi
fatti numerici.
E’ stato nel 1890 che il Dr. Panin fece la
scoperta che una sorprendente struttura matematica era contenuta nel testo e
nelle parole del Nuovo Testamento greco. Stava casualmente leggendo il primo
versetto dell’evangelo di Giovanni in greco: « Nel principio la Parola era, la
Parola era con (il) Dio, la Parola era Dio » quando nella sua mente venne la
domanda: Perché la parola greca Dio è preceduto in un caso dall’ articolo e
nell’altro no? Allora in una colonna fece la lista di tutti i passi del Nuovo
Testamento in cui la parola « Dio » ricorre con l’articolo e in un altra
colonna fece la lista di tutti i passi dove la parola «Dio » ricorre senza
l’articolo. Nel confrontare le due somme egli fu colpito dalla relazione
numerica tra di esse. Egli allora fece lo stesso procedimento sulla Parola «
Cristo » e su altre parole e trovò sorprendenti fatti numerici. Questo fu il
principio delle sue profonde scoperte numeriche che sono ora chiamate la
scienza dei numeri biblici.
Il Dr. Panin ha usato il testo greco di
Westcott e Hort come base del suo lavoro, però non ha totalmente confinato se
stesso su quel testo. Una volta scoperta la prima caratteristica nel 1890 il
Dr. Panin ha ardentemente dedicato la sua vita intera a questo definito e
specifico proposito.
Per mezzo secolo,
egli ha lavorato fedelmente e instancabilmente con indèfessa perseveranza. Egli
dedicò se stesso così persistentemente a contare lettere e parole, figurando
valori numerici, facendo concordanze, e risolvendo problemi matematici, tanto
che diverse volte la sua salute ne risentì.
Senza riguardo al tremendo sforzo mentale e
fisico egli lavorò fedelmente e diligentemente per 50 anni consecutivi. Il Dr.
Panin non si lasciò distogliere da nulla nell’adempimento della sua opera
vitale. Una volta gli venne offerta una posizione tentatrice come preside di un
collegio, ma egli rifiutò l’offerta. Egli preferì piuttosto dedicare la sua
vita alla scoperta dei fatti numerici e disastrare la divina ispirazione della
Bibbia.
Dal 1890 il Dr. Panin confidò in Dio per il
proprio sostenta mento. Alcuni pensano
che è strano davvero che egli abbia potuto cessare le sue redditizie conferenze
serali di critica letteraria a 200 dollari, per dedicarsi al conteggio dei
numeri delle lettere e parole della Bibbia.
Questa distinta
persona fu un uomo di straordinarie risorse; possedeva una mente acuta ed una
grande abilità di analisi. Egli è eminentemente scientifico; non ammette nulla
ma basa tutto su fatti osservati, fatti positivi, irrefutabili. Egli proseguì
la sua via con calma e in modo positivo. Fu completo signore di se stesso e dei
fatti scoperti.
Il Dr. Panin fu un ardente e devoto cristiano, un
figliuolo di Dio « nato di nuovo ». La sua piacevole personalità denotava la
presenza di Cristo che abitava in lui. Egli e sua moglie vissero una quieta ed
umile vita in una piccola fattoria canadese, lontano dalla turbinosa attività
della città. Panin molto modesto e conservatore, preferiva esser chiamato
Signor Panin piuttosto che Dottor Panin, ed era riluttante alla pubblicazione di
fatti concernenti la sua vita. Egli sostenne che gli apostoli lasciarono poco e
nessuna storia di loro stessi, ma esaltarono invece Cristo.
L’estensione dell’opera deI Dr. Panin
Fu
necessario per il Dr. Panin preparare e costruire appositi « attrezzi » prima
che egli potesse cominciare il reale lavoro di scoprire le migliaia di fatti
numerici nella struttura della Bibbia. Egli dovette costruire concordanze,
vocabolari, ed altre simili analisi della Bibbia le quali richiesero la più
perfetta accuratezza anche nel più piccolo particolare.
Egli preparò specialmente un dizionario delle
concordanze delle parole del Nuovo Testamento greco che consiste di un migliaio
di pagine e contiene ognuna delle 137.903 ricorrenze delle parole del Nuovo
Testamento greco. Le parole sono
disposte in ordine alfabetico e tutte le referenze dei capitoli e versetti sono
chiaramente elencate sotto ciascuna parola.
Naturalmente certe parole ricorrono centinaia
di volte nel Nuovo Testamento; tuttavia ciascuna ricorrenza è elencata nel
dizionario. Il migliore dizionario delle concordanze stampato non era completo abbastanza nè abbastanza
accurato per l’opera di Panin; così fu necessario che egli si costruisse un
dizionario suo proprio.
Il dizionario
appositamente formato dal Panin per le declinazioni delle parole del Nuovo
Testamento è un manoscritto di oltre 200 pagine. E’ formato sul medesimo tipo
del primo e contiene circa il doppio di citazioni.
La compilazione
di questi due manoscritti, fu è inutile dirlo, una non lieve impresa. Più di
sei anni di tedioso e continuo lavoro furono necessari per compilarli. Ma ciò
non è tutto. Panin dovette preparare dei libri speciali per ciascun vocabolo
del Nuovo Testamento greco.
E’ un
dizionario strettamente scientifico. Ogni parola
del Nuovo Testamento è elencata e vi sono 16 colonne di dati numerici per
ciascuna parola. Quattro colonne contengono il numero d’ordine, il valore della
posizione, il valore numerico, il valore dinanzi a ciascuna parola. Dietro
della parola vi sono ancora dodici colonne che contengono il numero delle
ricorrenze, il numero delle forme,
delle sillabe, delle lettere, degli scrittori, dei , libri, ecc.
La complessità
di questo dizionario richiese più di due anni
di strenuo lavoro. In alcuni luoghi il Dr. Panin ha segnato certe parole
in verde, in rosso, in blu, in porpora; ogni colore ha un particolare significato.
Tutto questo
lavoro era soltanto la preparazione di alcuni « attrezzi » che erano
necessari prima che il Dr. Panin
potesse cominciare il reale lavoro di scoperta delle innumerevoli migliaia di
fatti numerici. Da quando il lavoro fu
cominciato il Dr. Panin ha accumulato 40.000 pagine di materiale sulle quali
egli ha fatto calcoli, sviluppato problemi aritmetici e catalogato fatti
numerici. Su queste pagine egli ha, pensosamente e in preghiera, scritto una
infinità di piccoli e netti fatti
caratteristici. La sua opera consta di parecchi volumi e le sue scoperte sono
senza fine.
E’ degno di
nota che il Dr. Panin non ha fatto il suo lavoro per pagamento, nè egli pagò qualcuno per assisterlo. Durante
questi anni egli non è stato aiutato da un capace segretario, né da persone che
lo assistessero in altri settori della sua impresa. Egli ha sentito che questo
tipo di lavoro non poteva essere fatto per un « salario ». Gli abbisognavano
delle persone volontarie che si volessero dedicare a questo servizio pel
Signore; delle decine di giovani vigorosi e pieni di risorse che avessero
entusiasmo per la causa, non delle persone che chiedessero un salario.
Per molti anni quando Panin cominciò il suo
lavoro, sperò e pregò anche per un piccolo numero di persone che volessero
stare con lui e assisterlo nel lavoro per il Signore, ma sembrava che molti non
avessero tempo, altri non fossero interessati, ecc, così egli dovette andare
avanti da solo. Per molti anni egli faticò, qualche volta, scoraggiato e
triste, ma il suo lavoro non fu vano.
Finalmente egli trionfò su ogni ostacolo e
difficoltà. Dopo più di mezzo secolo di continuo lavoro e inflessibile
perseveranza egli potè vedere la sua opera compiuta oggi, come un risultato
della sua fede e del suo coraggio, presenta un compendio di fatti che
stupiscono il mondo.
Il fatto che il
Dr. Panin potè compiere questa, immensa opera
da solo è davvero una testimonianza della sua intelligenza. L’autore non
conosce nella storia altro esempio di perseveranza e diligenza che eguagli o
che si possa paragonare ai cinquanta anni di continuo lavoro di questo uomo
unico. Veramente il Dr. Panin è un gigante intellettuale e un lavoratore
prodigioso.
Il compendio
delle concordanze espressamente da lui formato, i dizionari, e molte pagine
degli altri dati numerici, sono ora ingialliti dal tempo. Questo materiale è
stato temporaneamente affidato agli scienziati del « Nobel Research Foundation
» per studi ed investigazioni. Le precedenti pagine ci hanno dato un barlume
dell’esteso lavoro compiuto dal Dr.
Panin. Le parole mancano per descrivere in modo adeguato questa grande opera.
Dire che è straordinaria non basta davvero!
Due elevati risultati
del lavoro della vita del Panin sono:
Il «Nuovo
Testamento greco numerico» e
il « Nuovo
Testamento inglese numerico ».
Entrambi i
volumi sono altamente raccomandabili e sono come studio due capolavori.
Il « Nuovo Testamento greco numerico» è un Nuovo Testamento greco completo senza alcuna lettura alternativa. Il testo fu stabilito per mezzo dei disegni numerici ora scoperti che, pervadono la Scrittura. Il Dr. Panin ha definito ognuna delle letture alternative lasciate da Westcott e Hort nel loro testo greco del Nuovo Testamento. Egli presenta un puro e accertato testo greco, un indiscutibile testo che è esattamente identico a quello degli originali manoscritti che scrissero gli apostoli per ispirazione di Dio. Esso è il primo Nuovo Testamento pubblicato che ha il suo testo basato sulle nuove scoperte numeriche della struttura biblica, un capolavoro davvero! E’ un volume di 514 pagine edito dalla « Oxford University Press » e pubblicato da « The Book Society Canada » Toronto.
Il « Nuovo Testamento
inglese numerico» è la traduzione di Panin del suo Nuovo Testamento greco. Lo
scopo principale della sua traduzione
inglese, oltre a quello di fornire un testo puro, è quello di porre il lettore,
tanto quanto è possibile, sullo stesso punto d’ appoggio del greco. Esso .è
veramente una superba opera di inglese, benchè esso segua strettamente il testo
greco e sia il più letteralmente
possibile, una traduzione dell’originale.
I molti anni di studio del Dr. Panin e le sue
accurate indagini su ogni iota ed ogni apice del testo originale della Bibbia,.
nonchè la sua abilità come elevato uomo di lettere, fanno di lui un capace e
provetto traduttore. Il suo Nuovo Testamento è indiscutibilmente la più bella
ed accurata traduzione inglese. E’ una delle più recenti traduzioni pubblicate ed è l’unica che ha il suo testo
basato sulla struttura numerica ora scoperta. Gli studiosi della Bibbia non
farebbero giustizia al loro lavoro se essi non studiassero questa splendida
edizione. E’ un volume di 610 pagine di netti e chiari caratteri, stampato dalla « Oxford University Press » e
pubblicato da «Clarke, Irvin Co. Toronto».
Alcuni hanno pensosamente
tentato di verificare il lavoro del Dr. Panin contando le lettere e le parole
nella loro traduzione inglese « King James» o in altre traduzioni della Bibbia.
Non è possibile trovare nelle traduzioni le stesse caratteristiche che Panin
scoperse nel testo ebraico e greco. Questo è facilmente comprensibile.
Per esempio, la
frase greca: Edakrusen O’Iesous è una frase di tre parole, ma tradotta in
inglese diventa di soltanto due parole: Jesus wept (Gesù pianse).
Vi sono sedici lettere nella frase greca, ma
soltanto nove nella traduzione inglese. Vi sono sei lettere nella parola greca ‘IhsouV ma soltanto cinque nella sua traduzione
inglese « Jesus ». Inoltre le lettere dell’alfabeto inglese non hanno i valori
numerici come hanno le lettere ebraiche
e greche. Anche le parole non sono semplicemente tradotte in altre lingue. Un
esempio è la parola Venice in inglese, che in francese è Venise, in tedesco è
Venedig mentre in italiano è Venezia. Le caratteristiche numeriche scoperte dal
Panin non sono basate sulle lettere e parole di qualsiasi traduzione inglese o
di altre traduzioni della Bibbia. Esse sono basate interamente sulle lettere e
parole dell’ebraico e del greco in cui la Bibbia originalmente fu scritta.
Perciò si può facilmente capire che per molti lettori è difficile verificare un
gran numero delle dichiarazioni del Panin.
A beneficio dei
lettori studiosi, il Dr. Panin ha pubblicato
speciali monografie nelle quali
ha dato i testi greci di numerosi passi
della Bibbia. Nelle monografie, egli ha incluso il dizionario e molti altri
dettagli dei dati numerici che concernono i vari testi.
Le carte e le
tabelle dei calcoli furono messe a disposizione in modo che, nessuno potesse
dire di essere impossibilitato di controllare le scoperte del Dr. Panin. Gli
originali dati numerici hanno messo in grado gli studioso di verificare
facilmente ogni dichiarazione che Panin ha fatta nelle sue monografie.
Attraverso gli anni, il Panin ha mandato queste copie stampate di dati numerici
agli studiosi che si interessavano della materia.
La sua migliore abilità sta in questo: che
nessuno più ignora le sue scoperte. Una
volta, anni fa, il Dr. Panin mandò una parte del suo materiale numerico con
dizionario e dettagli a nove razionalisti che rispettosamente e pubblicamente
invitò a confutare. Egli sfidò, per
mezzo della stampa, il Dr. Charles W Eliot, preside dell’Harvard University, il
Prof. J.Henry Thayer anche dell’Harvard, il Dr. W.R. Harper, Preside
dell’Università di Chicago, il Dr. Minot
J. Savage ed altri, dicendo: « Signori, volete voi cortesemente confutare i
miei fatti? Volete voi confutare le conclusioni? ».
Il Dr. Panin
ricevette parecchie risposte. Uno disse che era molto interessato nei suoi
fatti aritmetici, due scrissero che si dispiacevano di non aver tempo per porvi
attenzione, un altro «…non per essere scortese », ma gli altri silenzio.
Alcuni anni fa, alcuni dati numerici del Dr.
Panin apparvero in una edizione
domenicale del giornale «. New York Sun » di cui riportiamo uno stralcio.
« Vi sono tre modi, e tre modi soltanto in
cui confutare i miei argomenti.
1°) Nel dimostrare che è possibile che due
libri siano stati scritti ciascuno uno
dopo l’altro; che è possibile per otto
uomini (gli otto scrittori del Nuovo Testamento) di scrivere a turno, ciascuno
dopo gli altri sette; che è possibile per 27 libri (Nuovo Testamento) di essere
stati scritti ciascuno a suo turno per ultimo; che è possibile per 537 pagine
(Nuovo Testamento greco edizione Westcott
e Hort) di essere state scritte ciascuna a suo turno per ultima.
2°) Il mio argomento può anche essere confutato
col dimostrare che i fatti che io presento non sono fatti, che la lettera greca
Alfa non corrisponde a uno, la lettera Beta a due, la lettera Gamma a tre, e
così via; che le addizioni che io ho fatte non sono addizioni, in breve che i
fatti numerici che io ho presentati ai lettori del « Sun » sono finzioni,
frodi, miserabili truffe.
3°) In ultimo, il mio argomento può anche
essere confutato col dimostrare che, sebbene i miei fatti siano veri, i miei
calcoli giusti le mie sistemazioni di numeri oneste, degli uomini possono avere
scritto ciò senza ispirazione da alto.
“Nessun uomo sano
di mente cerchi di confutarmi col primo modo. Per confutarmi col secondo modo io
rispettosamente invito qualcuna o tutte le seguenti persone a provare che i
miei fatti non sono fatti: i signori Lyman Abbott, Washington Gladden, Herbert
Newton, Minoy J. Sagave, il Preside Eiot dell’Harvard, White of Cornell, e
Harper dell’Università di Chicago, Prof. J. Henry Thayer dell’Harvard e il Dr.
Briggs e ogni altro preminente critico. Essi possono associare a se stessi, se
così preferiscono, tutti i collaboratori della nona edizione dell’Enciclopedia
Britannica che scrisséro i loro articoli su soggetti biblici, assieme ad una
dozzina di matematici del calibro del Prof. Simon Newcomb. Più, pesante è il
calibro di alcun altro erudito o matematico e più ne sarò soddisfatto.
« Essi troveranno che i miei fatti sono
fatti. E siccome essi sono fatti positivi, io sono pronto a portarli ai tre più
illustri avvocati o meglio ancora, a qualsivoglia giudice di alta o suprema
corte, e rimettere alla sua decisione se la conclusione non è che soltanto la
ispirazione può spiegare i fatti, se essi sono dei fatti.
« Tutto ciò che
io vorréi chiedere è che il giudice tratti la causa come qualsiasi altra causa
che viene dinnanzi a lui, rifiutando di ammettere argomenti di discussione
irrilevanti quando essi sono
irrilevanti e ascoltando pazientemente entrambe la parti, come egli fa in ogni
processo>>.
Nessun
tentativo fu fatto per colpire gli innegabili fatti di Panin e la sua inevitabile conclusione. Anche un
accanito critico non può far nulla
contro di essi, tutto ciò che può fare è ignorarli. Sono forse i disegni di
Panin sbagliati? Se è così, dove sono sbagliati? Se non lo sono, allora il loro
valore è indiscutibile. Non si può
discutere con la matèmatica.
Perché i fatti numerici non furono scoperti prima?
Sembra che vi sia una ragione perché i mille
fatti numerici misteriosamente nascosti siano rimasti celati così tanti secoli
prima che essi venissero finalmente rivelati. La scoperta di questi fatti fu
senza dubbio impedita fino a questo giorno od età, perché lo Spirito Santo di
Dio che pose queste caratteristiche nella struttura della Bibbia previde che i
più grandi attacchi mai lanciati contro la Bibbia sarebbero accaduti nell’età
in cui ora viviamo.
I più fieri
attacchi che mai siano stati fatti contro la Bibbia sono cominciati anni fa
quando le forze del modernismo e dell’alta critica cominciarono i loro abili
attacchi interni. Mai prima nella storia della Chiesa, la Bibbia è stata fatta
a pezzi da coloro che professano di essere ministri e maestri e di amarla.
Prima di questi ultimi giorni, solo gli atei e gli scettici arditamente
negavano e mettevano in ridicolo la Bibbia ma recentemente i modernisti che
stanno dietro ai sacri pulpiti negano e mettono in ridicolo lo stesso Libro per
cui sono pagati d’ insegnare.
Oggi degli
uomini chiamati « cristiani» attaccano la Bibbia, mentre essa dovrebbe essere
difesa da chiunque si chiama cristiano. Se gli uomini fossero così incoerenti
negli affari, essi sarebbero immediatamente dimessi dalle loro posizioni. Gli
alti critici e i così chiamati pensatori scientifici in supposti seminari
cristiani disgraziatamente tentano di ridurre la Bibbia a niente di più che una raccolta di scritti umani, pieni di
inesattezze, di contraddizioni e divagazioni d’umana immaginazione.
Questo attacco contro la Bibbia è venuto
dall’ interno della Chiesa stessa e come risultano molti semplici membri di
chiesa sono stati sviati dal sostituente modernismo. Il presente attacco alla
Bibbia è contro l’intero fondamento della fede cristiana « la divina
inspirazione delle Scritture» ed è davvero
il più abile e duro attacco nèlla storia della Chiesa.
E’ meraviglioso
sapere che la Bibbia è gloriosamente resistente a questo ultimo tentativo di
distruggerla, come ha resistito a tutti gli altri tentativi fatti da parte dei
suoi nemici nel passato. Gli
straordinari fatti scientifici scoperti nella struttura della Bibbia stessa
dovevano senza dubbio essere rivelati come una improvvisa arma di combattimento
per la crisi finale.
Lo Spirito
Santo che ha voluto che queste caratteristiche numeriche fossero così disposte
sotto la struttura della Bibbia, prevedeva evidentemente che sarebbe venuto un
giorno in cui critici distruttori e modernisti avrebbero attaccato il Suo libro
e avrebbero tentato di discreditarlo.
Egli antivedeva
indubbiamente che sarebbe venuto il giorno in cui, atei e miscredenti
organizzati, avrebbero fatto il loro massimo sforzo per rovesciare la Bibbia.
Perciò Egli pose queste serie di divine impronte nella struttura stessa del
testo per fornire un’ indiscutibile prova della sua origine divina e per
assicurare la sua purezza. Egli le nascose in un modo misterioso e le fece
rimanere nascoste fino a un tempo determinato: questo particolare tempo nella
storia della Chiesa in cui molti non hanno più rispetto per la Bibbia, e in cui
vi è un grande bisogno di una simile evidenza.
Modernisti e
alti critici cominciarono la loro opera distruttiva molti anni fa. Però è stato
soltanto durante gli ultimi sessanta anni che il loro lavoro è progredito
rapidamente ed è stato seriamente sentito. Non è strano che nello stesso tempo,
sessant’anni fa, la divina struttura numerica della Bibbia fosse scoperta? Non
è strano che la scienza dei numeri della Bibbia appaia nell’età della scienza?
Non è strano che nello stesso tempo in cui l’ateismo stava facendo i suoi piani
per controllare la Russia, Iddio stava preparando un russo alla scoperta delle
migliaia di fatti numerici, fatti che avrebbero scientificamente provato la
soprannaturale origine e il carattere della Bibbia, fatti che avrebbero frantumato
tutti gli argomenti degli Atei, dei Modernisti, e degli alti critici?
Due cose che ogni lettore deve ricordare.
1°) La straordinaria prova della ispirazione
della Bibbia del Dr. Panin non è stata fatta su semplici teorie e conveniente
fraseologia, ma su fatti positivi, fatti che sono presentati secondo la
inesorabile legge della logica. Se una persona vuole solo aprire i suoi occhi e
prendere conoscenza da sè dei fatti, se vuole ascoltare la ragione, è
inevitabilmente costretta ad ammettere che i fatti di Panin provano che la
Bibbia non è un libro umano, ma è un libro soprannaturale ispirato da Dio.
Il Dr.
Panin presenta una straordinaria prova, una reale dimostrazione secondo la
legge del disegno, così semplice che ogni semplice studente può facilmente
capirla. L’origine soprannaturale e il carattere della Bibbia sono ora
convincentemente e scientificamente dimostrati per la completa soddisfazione di
ogni persona imparziale ed intelligente.
2°) Però, il
fatto che una simile prova scientifica è dinanzi a tutti, non vuol significare
che tutti gli atei, gli increduli e gli alti critici del mondo accetteranno ora
la Bibbia come un libro dato e
inspirato da Dio. «L’iddio di questo mondo (Satana) ha accecato
le menti di coloro che non credono affinché la luce del glorioso evangelo di
Cristo, il quale è l’immagine di Dio, non risplenda a loro>>. (2 Cor. 4,4).
«L’uomo
naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio: perché gli sono pazzia, e non
le può conoscere, perché esse si giudicano spiritualmente ». (1 Cor. 2.14).
«Questa è la
condanna, che la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre
più che la luce, perchè le loro opere erano malvagie». (Giov. 3.19).
I lettori non siano indebitamente allarmati o
sorpresi quando trovano qualcuno che
rifiuta questa dimostrazione scientifica. La Bibbia non insegna che tutti
accetteranno le Scritture e che tutti saranno salvati.
L’attuale
dimostrazione convincerà ogni persona sincera e di mente aperta, ogni persona
che vuol « vedere » e credere. Però vi sono sempre coloro che deliberatamente
rifiutano di vedere e credere senza riguardo alcuno dell’evidenza della prova
presentata.
La dimostrazione scientifica potrà mai
convincere quelli che deliberatamente
chiudono i loro occhi alla verità e semplicemente rifiutano di guardare. Il
fatto che alcuni non sentono il bisogno di essere convinti non è argomento
contro questa straordinaria prova, perchè gli indiscutibili fatti restano
inalterati nella struttura della Scrittura senza riguardo dell’opinione od
attitudine degli increduli. Coloro che accettano questa dimostrazione sono essi
pure totalmente impotenti quando si trovano di fronte a coloro che non vogliono
ascoltare. Le persone che
deliberatamente ignorano i fatti, sono in uno stato pietoso. La ragione e la
logica per essi non significano nulla: essi commettono un « suicidio
intellettuale ,
I lettori non debbono neppure essere sorpresi
ed allarmati nel trovare che questa straordinaria dimostrazione scientifica è
fatta oggetto di critiche e di attacchi. Gli increduli di questa prova di
divina ispirazione, non possono essere soddisfatti soltanto del loro rifiuto,
ma essi vogliono andare oltre, tentando di influenzare gli altri contro di
essa. La prova, è supremamente importante, ardita e positiva; essa ha una
influenza ed effetto vitale su ogni essere umano. Naturalmente ad una simile
prova si deve aspettare una aperta opposizione. Si deve ricordare che è opera
di Satana alimentare dubbi ed incredulità. Egli agì in modo che, il genere
umano discutesse la parola di Dio sin dal principio col dire: « Iddio ha
veramente detto....? » (Gen. 3:1).
Satana ha sempre combattuto e contrastato ogni verità, ogni piano ed ogni
azione di Dio. Noi dobbiamo essere preparati a
riconoscere l’opera del maligno quando essa appare e poi dire « amen » alla
vera Parola di Dio.
« Tutta la Scrittura è divinamente ispirata »
(2 Tim, 3.16),
« Sia Dio
riconosciuto verace, ma ogni uomo bugiardo » (Rom. 3.4).
Se la
Bibbia stessa è odiata, citata erroneamente, svisata, falsamente accusata,
criticata, attaccata, c’è da stupirsi se ogni prova della Bibbia non debba
scampare da false accuse e da critiche? Se attraverso i secoli la Bibbia è
stata svisata ed accusata falsamente, questo non ha minimamente alterato il
carattere della Bibbia stessa. La Scrittura resta pura, senza macchia, come
sempre. Nessuno ha scoperto una singola contraddizione in essa, nè ha stabilito
un punto contro di essa; Però le false accuse hanno tratto alcuni in inganno ed
hanno indotto altri a rigettare la Bibbia.
Ogni prova
della Bibbia è soggetta alle stesse distorsioni e false accuse. La prova stessa
rimane intoccata, la sua verità rimane inalterata, però le false accuse possono
ingannare alcuni, e possono indurre
altri a rigettare la prova. Coloro che non credono a questa dimostrazione
possono apertamente chiamarla una frode, una menzogna, o una slealtà.
Si deve
ricordare, però, che queste parole non hanno mai determinato un solo fatto.
Tali parole non sono menzionate in libri di logici e convincenti metodi di
dimostrazione e prove. Maestri del pensiero hanno considerato attraverso le età
simili termini come non essenziali in argomenti logici. Chiamando semplicemente qualche cosa « una frode o un inganno »
non prova niente. Similmente, le mere opinioni o teorie degli uomini anche se
espresse in un’apparentemente convincente fraseologia, non provano niente. Le
opinioni sono opinioni e i fatti sono fatti. Se i cosiddetti fatti non sono
fatti essi possono essere confutati senza difficoltà. Se invece essi sono fatti
noi dobbiamo rispondere a Dio per averli ignorati o rigettati.
Alcuni critici possono esporre e fare
affidamento su irrilevanti risposte, risposte che, sembra abbiano un vitale
apporto sul soggetto, ma che in realtà sono soltanto marginali. Come un «
non-sequitur » non è sufficiente dare una prova.
Delle persone possono presentare delle
irrilevanti risposte benché non abbiano nè compreso, nè abbiano familiarità col
soggetto. Uno può facilmente sbagliare nel basare i suoi argomenti su false
premesse. Se uno avesse trovato poche caratteristiche di « sette » risultare
qui e là nel testo di alcuni scritti fuori della Bibbia, ciò non sarebbe
sufficiente per confutare la dimostrazione scientifica della Bibbia. Una
caratteristica può capitare accidentalmente qui e là in alcuni scritti, ma il
fenomeno delle centinaia di caratteristiche in un solo brano biblico, e il
fenomeno delle infinite catene di intricate caratteristiche che, corrono
attraverso tutti i 66 libri della Bibbia (come quello della parola « Mosè » ad
esempio) non potrebbe mai essere riprodotto in qualsiasi scritto umano.
Il fenomeno dei
numeri d’ordine delle parole, il fenomeno del controllo a croce sui vocaboli e
i cento altri sistemi di caratteristiche che intessono tutti i 66 libri non
potrebbero mai essere riprodotti in qualsiasi scritto umano. Chiunque si sentisse inclinato a criticare, o
a condannare i risultati di Panin dovrebbe realizzare che, la stessa opera non
fu fatta affrettatamente o leggermente nel periodo di pochi mesi, ma fu compiuta in un periodo che si stende su 50 anni. Egli è un esperto
ed è un pioniere nel suo particolare campo di lavoro. Egli è conosciuto per i
voluminosi fatti delle sue scoperte come nessun’altra persona lo è. Quindi una persona vorrà pensarci due volte e
vorrà accuratamente considerare la
cosa prima di criticare aspramente o di
esprimere subito un giudizio sul risultato di 50 anni di diligente ed instancabile lavoro di un esperto.
Quale uomo dopo aver speso semplicemente
alcuni giorni o settimane o mesi in
investigazioni, è in grado di criticare il lavoro di 50 anni di Panin?
Se grandi scienziati non hanno tentato di
confutare l’accuratezza di Panin, potrebbe qualcuno senza preparazione sentirsi
giustificato nel tentare di condannare le scoperte della sua vita ?
Riconoscenza al Dr. Ivan Panin
L’autore
riconosce il suo gran debito verso il Dr. Panin che gli ha reso possibile questo libro dandogli il permesso di usare
il suo materiale numerico. Il Dr. Panin ha esteso la sua cortesia, ed ha
graziosamente dato l’accesso a tutti i suoi preziosi manoscritti e dati
numerici.
Questo permesso è stato davvero profondamente
apprezzato. Per due anni e mezzo,
l’autore ha fatto uno studio generale dell’opera di Panin ed ha personalmente
esaminato e studiato molte delle 40.000 pagine dei dati numerici. Però, egli ha
solamente graffiato la superficie
degli straordinari fatti numerici che il Dr. Panin ha dissotterrati. L’autore considera un gran privilegio l’aver
potuto conferire personalmente col Dr.
Panin.
La conoscenza
personale di questo uomo di Dio, è stata una benedizione che l’autore non potrà
mai dimenticare o pienamente esprimere
in parole.
Il Dr. Panin non ha nascosto le sue
scoperte, ma ha permesso che esse venissero liberamente usate da tutti i
cristiani ovunque, purchè esse fossero usate alla gloria di Dio.
La sua
opera è stata per l’intera chiesa di
Gesù Cristo, per il popolo di Dio in ogni sua parte. Inoltre il Dr. Panin è stato strettamente indenominazionale e non
settario. Egli fu, incontrovertibilmente un cristiano ortodosso; tuttavia non
ha mai permesso che egli stesso o il lavoro fossero associati ad una delle
molte denominazioni ortodosse. Egli ha tenuto conferenze liberamente in molte
di queste principali organizzazioni religiose, ma ha conservato se stesso e il
suo lavoro libero da tutte le barriere denominazionali e da tutte le divisioni della cristianità.
In accordo con la condotta e i desideri del
Dr. Panin, questo libro che contiene le sue scoperte numeriche, viene
presentato al pubblico senza alcun
carattere denominazionale.
Altre evidenze della divina ispirazione
La Bibbia differisce da tutti gli altri libri
religiosi in quanto essa e sostenuta da prove ben fondate. Alcuni lettori
possono non essere a conoscenza del fatto che, in aggiunta alla prova
scientifica ora scoperta discussa in questo libro, vi sono numerose altre
evidenze e prove che la Bibbia è
veramente un libro ispirato e dato da Dio.
Attraverso gli anni si è accumulata un abbondanza
di splendide evidenze. Alcune di queste prove sono:
L’adempimento delle profezie, la correttezza scientifica della Bibbia, la correttezza storica come è stata rivelata dall’ archeologia, la meravigliosa unità della Bibbia, le sue inesauribili profondità, la sua indistruttibilità, il suo superiore insegnamento, la sua impareggiabile influenza, l’assenza di contraddizioni, la testimonianza di Cristo, il carattere di Cristo, la testimonianza di esperienze personali, ecc.
Una comprensiva
e particolare presentazione di ognuno di
questi soggetti richiederebbe una grande quantità di spazio, infatti dei
volumi sono dedicati ad alcune di queste interessanti e convincenti prove. Esse
sono state menzionate qui solamente perchè alcuni lettori possono averne ignorato
prima d’ora la loro esistenza, e possono essere interessati allo studio di
questi scritti.
Uomini cattivi o maligni non avrebbero scritto la Bibbia
perché essa condanna essi e le loro opere.
Uomini buoni o angeli non poterono averla scritta perché
nel dire che essa era di Dio quando essa era loro propria invenzione, essi
sarebbero stati colpevoli di falsità e non potevano essere stati buoni.
L’unico essere che poté averla scritta è Dio
Flavel
CAPITOLO
X
PERCHE I FATTI
SCOPERTI CI INTERESSANO?
Noi
abbiamo veduto, dai fatti esaminati, una dimostrazione scientifica della ispirazione letterale
della Bibbia, una dimostrazione costituita
da fatti numerici scoperti sotto la superficie stessa del testo originale della Bibbia. Noi abbiamo imparato che questi
straordinari fatti dimostrano che,
anche ogni « iota » ed« apice » (la più piccola lettera e il più piccolo segno) della Bibbia è ispirato da
Dio.
Caro
lettore, queste nuove scoperte hanno una vitale relazione con ogni essere umano. Esse interessano
ognuno e ciascuno di noi in un modo ben
definito. Perchè? Perché nel provare la grande
verità della divina inspirazione della Bibbia, esse pongono su ciascuno
di noi una certa responsabilità, una responsabilità che non può essere evitata.
Se noi veniamo a conoscere che la Bibbia è un libro soprannaturale ispirato da Dio, la vera parola di Dio, accade una cosa strana: La conoscenza di questa verità non ci lascia dove essa ci trova, noi non restiamo come eravamo prima; tale conoscenza conferisce un privilegio, essa apre una opportunità, crea la responsabilità di esaminare ed osservare le istruzioni che Dio ha date nella Sua Parola.
Una volta che
noi sappiamo che la Bibbia è Parola di Dio, l’esito non può mai limitarsi a
questo punto. La semplice conoscenza che la Bibbia è opera divina non è
sufficiente. Se noi siamo coerenti e onesti verso noi stessi, dobbiamo fare un passo più avanti, dobbiamo conoscere ed accettare ciò che Dio
ha detto a nostro riguardo nella Sua Parola. Se la Bibbia fosse mera produzione
umana noi non avremmo alcun obbligo di porvi una speciale attenzione. Però
poiché essa è divina, non possiamo giustamente sprezzare il suo contenuto e non
possiamo lasciarla lì da una parte dicendo che essa non ha speciali relazioni
con noi. E’ nostro dovere conoscere, credere ed obbedire alle istruzioni che
Dio ha date nella Sua Parola.
La Bibbia è il
messaggio di Dio per tutta l’umanità.
Essa ci dice lo scopo per il quale le Scritture furono scritte. Essa ci dice
perchè alcuni non possono capire la Bibbia. Essa dice perché alcuni non pensano
come la Bibbia insegna. Essa dice perché alcuni non amano la Bibbia e
condannano i suoi insegnamenti.
Più importante
di tutto è il fatto che essa dà un perfetto ritratto e descrizione di noi
stessi: essa ci rende capaci di vedere noi stessi quali realmente siamo e di
conoscere il nostro futuro. Quando la Bibbia fa una dichiarazione, ogni parola
di quella dichiarazione può essere
presa con fiducia assoluta come vera.
Essendo di origine divina, essa parla con
sovrana autorità. Essa parla senza apologia. Gli insegnamenti della Bibbia non
sono complicati e difficili da capire
perchè l' Autore del libro, lo Spirito Santo di Dio, promette che tutti coloro che umilmente leggono le sue
pagine saranno guidati e illuminati nel
capire i suoi insegnamenti. Vi sono
varie dichiarazioni della Bibbia che concernono in modo vitale il nostro benessere
eterno.
Esaminiamo
brevemente queste dichiarazioni in uno spirito di onestà e di verità.
Molti hanno posto la domanda: « Perchè è
stata scritta la Bibbia? » Dio
dichiara chiaramente il Suo proposito di dare la Bibbia al genere umano:
« Sono state scritte affinchè voi
crediate che Gesù è il Cristo, il
Figliuolo di Dio ,e che credendo abbiate
vita per il Suo Nome». (Giov. 20.31)
Da questo
versetto della Scrittura noi impariamo che
la vita è ottenuta credendo in Gesù Cristo, « e che credendo (in Gesù
Cristo) voi abbiate vita nel Suo Nome ».
Dobbiamo
ricordare che la parola «vita » menzionata in questo passo non è «la vita
fisica», ma «la vita spirituale». Il fatto che noi abbiamo vita fisica non
significa necessariamente che noi abbiamo anche vita spirituale perchè le
Scritture insegnano la strana verità che individui possono essere vivi
fisicamente e tuttavia essere « morti » spiritualmente.
« morti nei vostri peccati » (Col. 2.13).
« morti nei
falli e nei peccati » (Efe. 2.1).
« morti nei peccati » (Efe. 2.1)
« morta benché
viva » (I Tim. 5.6.)
Per natura noi
siamo spiritualmente morti
« Percio’
siccome per un uomo, il peccato è entrato nel mondo e per il peccato la
morte, così la morte è passata su tutti gli uomini » (Rom. 5.12).
Per natura noi
siamo « peccatori »
« tutti hanno peccato » (Rom. 5.12)
« tutti sono sotto peccato » (Rom. 3.9)
« tutti hanno peccato e sono privi della
gloria di Dio » (Rom. 3.23)
« la Scrittura li ha rinchiusi tutti sotto
peccato » (Gal. 3.22).
« non vi è uomo che non abbia peccato » (I Re
8.46).
« non vi è nessun uomo giusto sulla terra,
che fa il bene e non pecchi » (Eccl.
7.20).
« non vi è alcun giusto, neppure uno » (Rom.
3.10).
« se noi diciamo che non abbiamo peccato
inganniamo noi stessi » (1 Giov.1.8).
« se noi diciamo di non aver peccato, noi Lo
(Cristo) facciamo bugiardo »
(1 Giov. 1.10).
Il peccato è
una triste e terribile realtà. Questo fatto è provato non solo dall’
insegnamento delle Scritture ma anche dalla testimonianza di tutto il genere
umano. Tutti sono stati richiamati dai rimorso della coscienza per i loro
falli.
Per natura noi
siamo « perduti »
« Noi siamo colpevoli davanti a Dio » (Rom.
3.19).
« Noi siamo già condannati » (Giòv. 3.18).
Come peccatori siamo « ingiusti » agli occhi
di Dio (1 Piet. 3.18).
« Non vi è alcun giusto sulla terra » (Eccl.
7.20).
« Non vi è nessun giusto neppure uno » (Rom.
3.10).
I nostri cuori « non sono retti dinanzi a
Dio » (Att. 8.21 SaL 78... 37).
I nostri cuori « sono ingannevoli... e
malvagi.» (Matt. 15.19).
Per natura noi « siamo schiavi del
peccato » (Rom. 7.14 Is. 52.3).
Noi
siamo « servi del peccato » (Rom. 6.17 Giov. 8.34).
Noi
siamo « ritenuti dalle funi del peccato» (Prov. 5.22).
Come
peccatori dimoriamo nelle « tenebre » (1 Pietro 2.9).
I
peccati ci hanno separati da Dio. Non abbiamo più comunione con Lui
(Isa. 59.2).
Per
natura noi siamo « lontani » da Dio (Ef. 2.1 3) e siamo « perduti »
(Lu. 19.10)
Noi siamo « senza Cristo e senza speranza »
Noi
siamo «senza Dio nel mondo » (Efe. 2.12).
Per natura
siamo peccatori perduti. Siamo spiritualmente morti, colpevoli e ingiusti
dinanzi a Dio. Noi siamo separati da Dio e non abbiamo comunione con Lui. Siamo
perduti « senza speranza ». E’ un’importante verità da conoscere e che mostra il
nostro stato e la nostra condizione per natura.
Dio ci ama
« Dio mostra il
suo amore per noi mentre siamo ancora peccatori » (Rom.5.8).
« in questo è
l’amore, non che noi abbiamo amato Dio, ma che Egli ha amato noi » (1 Gio.
4.10).
« in questo s’ è manifestato l’amore di Dio
per noi; che Iddio ha mandato il Suo
unigenito Figliuolo nel mondo affinché noi avessimo vita per mezzo di lui» (1
Gio. 4.9).
«
perchè Iddio ha tanto amato il mondo che Egli ha dato il Suo unigenito
Figliuolo affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna >> (Gio. 3.16).
« Ecco di quale
amore ci ha amati il Padre: che noi siamo chiamati figliuoli di Dio » (I Gio. 3.1).
Per quale scopo
il Figlio di Dio venne sulla terra?
Cristo venne per adempiere un opera
definita. Egli venne per portare la salvezza ai peccatori.
« Gesù Cristo venne nel mondo per salvare i
peccatori » (1 Tim. 1.15).
« Cristo è venuto per cercare e per salvare
ciò che era perduto »
(Lu. 19.10 Mat. 11.18).
« Dio ha mandato il suo Figliuolo nel mondo
affinchè il mondo sia salvato per mezzo di Lui » (Gio. 3.17),
« Il
Padre ha mandato il Figliuolo per essere il Salvatore del mondo »
(1
Gio. 4.14).
Cristo venne « per fare la riconciliazione
per i peccati del popolo »
(Ebr. 2.17).
« Dio ha mandato il suo Figliuolo per essere
la propiziazione per i nostri peccati » (1. Gio. 4,I0).
«
Egli è stato manifestato per togliere i nostri peccati » (1 Gio. 3.5).
« Io sono venuto affinchè abbiano vita »
(Gio. 10.10).
« Dio ha mandato il suo Figliuolo .nel mondo
affinchè avessimo vita per mezzo di lui
» (1 Gio. 4,9).
Come rese possibile Cristo, venendo sopra
questa terra; la salvezza per i
peccatori? Come compì l’opera che gli era stata data a fare?
Il Figliuolo di
Dio non compì quèsta grande opera nél venire
su questa terra per essere un « buon esempio » o « un grande maestro di
religione ». Neppure Egli compì questa opera nel dare al mondo dei « nobili
principi filosofici ». Vi è un più profondo significato.
Cristo,l’immacolato
Figliuolo di Dio, come «agnello senza difetto, nè macchia» diede se stesso
sulla croce come sacrificio per il
peccato. Egli, l’innocente, divenne il portatore del peccato per i rei.
Per la sua
morte sulla croce Cristo divenne il nostro « sostituto »
« Egli, che ha portato egli stesso i nostri
peccati nel suo corpo sul legno»
(i Pie. 2.24).
« Egli (Dio) ha
fatto esser Lui (Cristo) peccato per noi » (2 Cori 5.21).
« Il Signore
(Dio) ha posto su Lui (Cristo) l’iniquità di tutti noi > (Isa. 53.6).
« Cristo è
morto per gli empi» (Rom. 5.6).
« Mentre
eravamo ancor peccatori Cristo è morto per noi » (Rom; 58).
« Cristo ha
sofferto una volta per i peccati, il giusto (Cristo) per gli ingiusti (i
peccatori) (1 Pie. 3.18)
Per la sua
morte sulla croce, Cristo sparse i! suo sangue per noi
a) Per il sangue
sparso di Cristo noi siamo « redenti »
« Tu (Cristo )
fosti ucciso e col tuo sangue ci hai redenti a Dio »(Apo. 5.9).
« Noi abbiamo
la redenzione per il suo sangue » (Col. 1.14 Ef. 1.7).
« Non con cose corruttibili argento od oro
siete stati riscattati (ò redenti) ma col prezioso sangue di Cristo come
dell’agnello senza difetto, nè macchia
» (1 Pie. 1.18).
« Voi siete
stati venduti senza prezzo e altresì sarete riscattati senza danari» (Isa.
52.3);
«Pér il suo
sangue Egli ha ottenuta l’eterna redenzione per noi » (Ebr. 9.12).
Osservate la
seguente importante verità a riguardo della redenzione.
« Voi non
appartenete a voi stessi , perchè voi siete stati comperati a prezzo» (1 Cor.
6.19.20).
« La Chiesa di Dio che Cristo ha acquistato
con il suo proprio sangue »
(Atti 20.28).
« Cristo ha
dato la sua vita come prezzo di riscatto »(Mat. 20.28).
« Egli diede se
stesso per prezzo di riscatto » (1 Tim. 2,6). l
I passi citati
dove troviamo le parole redenti, riscattati, comperati sono altamente
significativi. Redenti significa comprati. I peccatori sono venduti al peccato
(Rom. 6.17 Isa. 52.3), ma sono redenti dal sangue di Cristo. I peccatori
possono essere redenti o acquistati dalla loro condizione colpevole, perduta e
condannata, soltanto da qualche persona che ne paghi il prezzo. Cristo ha
pagato il prezzo per il riscatto dei peccatori; Il prezzo che è stato pagato
non fu argento od oro (Piet. 1.18) o danaro (Isa. 52.3) ma fu il suo proprio
sangue, la sua propria vita.
b) Per il sangue
versato di Cristo noi abbiamo il « perdono » o la «remissione>> dei nostri peccati.
« Il mio
sangue, il sangue del nuovo patto, il quale è sparso per molti in remissione
dei peccati (Matt. 26.28).
« In Lui noi
abbiamo la redenzione per il suo sangue (Cristo) il perdono dei peccati»
(Efe.1.7 Col.l.14).
c) 6nowidctlparPer il sangue versato di Cristo noi
siamo lavati dal peccato
« Gesù Cristo ci ha amati e lavati dai nostri
peccati col suo proprio sangue.» (Apo. 1.5)
«Il sangue di
Gesù Cristo, Suo Figliuolo, ti purifica da ogni peccato >>
(Gio. 1.7).
d) Per il
sangue versato di Cristo noi siamo giustificati (resi giusti) dinanzi a Dio e riconciliati con Lui.
« Essendo or
giustificati per il Suo sangue » (Rom. 5.9).
« Mentre
eravamo ancora nemici , noi siamo sti riconciliati con Dio mediante la morte
del suo Figliuolo (Rom. 5.9).
e) Per il
sangue versato di Cristo noi siamo stati approssimati a Dio.
« Ma ora in
Cristo Gesù voi che eravate lontani siete stati approssimati per il sangue di
Cristo >>.(Efe. 2.13).
f) Per il
sangue versato di Cristo noi abbiamo fatto la pace con Dio.
« Avendo fatto la pace per il sangue della
sua croce »., (Col 1 20).
Noi abbiamo visto ciò che Cristo ha fatto per
la nostra salvezza, ora:
Cosa dobbiamo fare per essere salvati?
La Bibbia insegna che questa salvezza
non può essere guadagnata o meritata per le buone opere o meriti.
«Non per opere
che noi abbiamo fatte, ma secondo la Sua grazia Egli ci ha salvati » (Tito
3.5). ,
« Salvati...
non per opere, affinché niuno si glori » (Efe. 2.8);
« Che ci ha
salvati.. non per opere » (2 Tim, 1.8
« Le nostre buone opere e le nostre giustizie
non ci danno la salvezza, perchè le nostre giustizie sono panni lordati »
(Isaia 64.6).
La salvezza è un « dono di Dio » perciò non
può essere guadagnata o meritata. Se
noi potessimo guadagnare la nostra propria salvezza non sarebbe stato
necessario che Cristo morisse.
Ahimè quanti si basano sulla loro propria
giustizia per la salvezza. Molti si appoggiano sui membri della loro chiesa.
Altri si appoggiano sulla loro buona
vita, sono degli onesti cittadini, pensano al mantenimento delle loro famiglie,
contribuiscono per i poveri ed aiutano
la chiesa.
Ma una via di
salvezza che non sia quella del Signore per
quanto buona in se stessa, non porterà mai un’ anima a Dio.
La via dell’uomo della salvezza per « opere »
non è la via di Dio.
«Vi è una via che pare diritta all’uomo ma
il cui fine è perdizione »
(Prov. 14.12).
« I miei pensieri non sono i vostri
pensieri, nè le mie vie sono le vostre
vie, dice, il Signore. Quanto i cieli sono più alti sulla terra, così le mie
vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri
»(Isaia 55.8-9).
Noi siamo
salvati per fede credendo nell’opera completa di redenzione di Cristo e nel
riceverlo come nostro personale Salvatore.
a) noi dobbiamo
credere nelI’opera di Cristo.
«Credi nel
Signore Gesù e sarai salvato » (Fatt. 16.31)
« Per il Suo Nome chiunque crede in Lui riceve
la remissione dei peccati » (Atti 10.40) .
«E per lui
tutti coloro che credono sono giustificati da ogni fallo »
(Atti 13.38
39).
« Senza la fede è impossibile piacere a Dio » (Ebr. 11.6)
La vera fede
nell’opera di Cristo sarà accompagnata dal pentimento.
« Dio fa
annunziare perchè gli uomini per ogni dove abbiano a ravvedersi » (Atti 17.30)
« La tristezza secondo Iddio produce un
ravvedimento che mena alla salvezza »
(2 Cor. 7.9 10)
« Se noi confessiamo i nostri peccati Egli è
fedele e giusto per perdonarci i nostri falli e nettarci da ogni iniquità » (1
Giov. 1.9)
« Ravvedetevi... a remissione dei peccati »
(Atti 2.38)
« Ravvedetevi
... onde i vostri peccati siano cancellati » (Atti 3.19)
« Se voi non vi ravvedete voi tutti perirete
simigliantemente » (Luc. ,13.3)
b) Noi dobbiamo
ricevere Cristo come nostro personale SaIvatore
Per natura noi siamo spiritualmente morti.
Per diventare viventi noi dobbiamo essere nati da Dio. Noi dobbiamo essere «
nati di nuovo ».
Come noi
possiamo entrate in questo mondo solo per mezzo d’ una nascita naturale, così
noi possiamo entrare nel Regno di Dio soltanto per mezzo di una nascita
spirituale. La vita spirituale è data
soltanto da una nascita spirituale.
« Ciò che è
nato dalla carne è carne e ciò che è nato da Spirito è Spirito » (Giov. 3.6)
Per essere salvati per essere figliuoli di
Dio noi dobbiamo essere «nati da Dio » (Giov. 1.13)
Cristo disse «
in verità; in verità, io vi dico che se alcuno non è nato di nuovo non può
vedere il regno di Dio » (Giov. 3.3) .
La
rigenerazione o la « nuova nascita » non è il battesimo o la confermazione, né è una riforma. La rigenerazione non è la vecchia natura
cambiata, riformata o rinvigorita. Non è un procedimento di riforma da
parte dell’uomo, non è un naturale
passo avanti nello sviluppo dell’uomo. La rigenerazione è una nuova nascita
dall’ alto, è un soprannaturale atto creativo da parte di Dio, Il peccatore
riceve una nuova natura, la natura divina, ed è una nuova creatura. E Dio pone
sul nuovo uomo che Egli crea la santità e la giustizia.
« Io vi darò un nuovo cuore e metterò in voi
un nuovo Spirito >>
( Ezech.
36.26)
« Se alcuno è
in Cristo, egli è una nuova creatura, le cose vecchie sono passate , ecco tutte
le cose sono fatte nuove » (2 Cor. 5.17)
Per la
rigenerazione, o nuova nascita noi siamo ammessi nel Regno di Dio. Non vi è
nessun’altra via per diventare cristiano se non quella della nascita da alto.
Troppo spesso noi troviamo altre cose,
come le buone opere, la riforma o il battesimo sostituite dall’uomo alla via
indicata da Dio per diventare un Suo figliuolo.
Per essere dei figliuoli di Dio si deve
essere nati dallo Spirito di Dio.
«Gesù disse: Se
alcuno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio».(Giov. 33)
Nessuna età,
sesso, posizione, condizione esclude qualcuno
da questa necessità. Non essere nato di nuovo significa essere perduto;
Non vi è sostituto per la nuova nascita. Paolo dice : « Nè la circoncisione
vale qualcosa, né la incirconcisione, ma la nuova, creatura». Questa è la cosa
importante, essere una nuova creatura in Cristo.
Cristo non
disse che sarebbe cosa buona per voi di essere nati di nuovo, ma Egli disse «
voi dovete essere nati di nuovo » (Giov. 3.7)
Noi possiamo
fare l’esperienza di questa nuova nascita nel ricevere Cristo come nostro
personale Salvatore.
In Giov. 1 .12 è detto : « A tutti coloro che
lo ricevono è dato questo diritto di essere fatti figliuoli di Dio, a coloro
che hanno creduto nel Suo Nome ».
Noi non possiamo ricevere la vita eterna
senza ricevére Cristo: « Dio ci ha data la vita eterna, e quésta vita è nel suo
Figliuolo. Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non
ha la vita » (I Giov. 5.11 12).
«In verità, in
verità, io vi dico che chi crede in me ha vita eterna »
(Giov. 6.47).
Noi faremo l’esperienza di questa nuova
nascita se riceviamo Cristo come nostro
Salvatore. Noi saremo nuove creature in Cristo Gesù e « le cose vecchie sono
passate, ecco tutte le cose sono fatte nuove »
(2 Cor.5.17). «
Cristo dimora in noi » (Gal. 2.20) e noi « non verremo in giudizio, ma siamo
passati dalla morte alla vita » (Giov.
5.24).
Una delle cose meravigliose a riguardo della salvezza e che éssa è per chiunque. « Dio non ha
riguardo alla qualità delle persone » (Atti 10.34) «Chiunque invocherà il nome del signore sarà salvato » (Atti
2.21).
Cristo invita
incoraggiando: « Venite a Me voi tutti che siete travagliati ed aggravati ed io
vi darò riposo » (Matt. 11. 28) « Colui che. viene a Me io non lo caccerò fuori
» (Giovi. 6 37)
Non possiamo
sapere che siamo salvati e possiamo conoscere Cristo come nostro personale
Salvatore. « Chi crede nel Figliuolo di Dio ha questa testimonianza in sè » (1
Giov 5.10) « Lo Spirito stesso. rende testimonianza al nostro spirito che noi
siamo figliuoli di Dio (Rorn. 8 1 6).
Caro lettore non vi è una via di mezzo, o
tu sei salvato o tu non sei salvato. La Bibbia dice: « Néssun servitore può
servire a due padroni... voi non potete servire a Dio e a mammona » (Lu S ca.
16.13).
Cristo disse: «Chi non è con me è contro di
me » (Luca 11.23).
« Non sapete
voi, che se vi date a uno come servi per ubbidirgli siete servi di colui a cui
ubbidite, o del peccato che mena alla
morte o dell’obbedienza che mena alla giustizia » (Rom. 6.16).
La Bibbia dice
anche:
« Scegliete
oggi a chi volete servire » (Giosuè 24.1 5)
«Oggi è il tempo accettevole, oggi è il
giorno della salvezza, oggi se udite la sua voce non indurate i vostri cuori »
(Ebr. 3.7).
Non rimandate
di accettare Cristo.
« Cercate il Signore mèntre Lo si può trovare
invocatelo mentre Egli è vicino (Isaia 5 5.6) .
« Voi non
sapete ciò che sarà il vostro domani > (Giac. 4.14)
« Che giova
all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua? Che darà l’uomo in
cambio dell’anima sua? » (Marc. 8.36)
« Venite ora e discutiamo insieme, dice il
Signore benchè i vostri peccati fossero
come lo scarlatto saranno imbiancati come la neve; quando fossero rossi come la
grana, diverranno come la lana (Isaia 1.18).
«Certa è questa
parola e degna di essere accettata per ogni maniera che Cristo è venuto nel
mondo per salvare i peccatori di cui io
sono il primo »
(1 Tini. 1.15).
ESEMPI DEI
FATTI SCOPERTI
Presentiamo
alcuni esempi dei fatti scoperti o dei « sette » che ricorrono in modo
particolare sotto la superficie del testo ebraico del 1° versetto del Vecchio
Testamento, cioè del primo versetto della Bibbia.
Genesi 1.1.
« Nel principio
Iddio creò i cieli e la terra ».
I primi « sette » emergono in un modo strano nei valori numerici delle varie parole e lettere del versetto, poiché come è stato detto ciascuna parola ebraica e greca possiede un « valore numerico ».
Sono date qui sotto le parole ebraiche
di questo versetto ponendole in colonna così che il valore numerico di ciascuna
parola può essere facilmente mostrato.
הישארב 913 Nel
principio
ארב 203 creò
םיהלא 86 Dio
חא 401 (articolo indefinito non traducibile)
הימשה 395 i
cieli
חאך 407 e
עראה 296 la terra
(L’ebraico si legge da destra a sinistra invece che da
sinistra verso destra come noi siamo abituati a leggere. In questo modo la
prima lettera di ogni parola ebraica è sulla destra e non sulla sinistra).
Vi sono tre importanti vocaboli in questo primo versetto:
Dio,
cielo, terra. I valori numerici di questi tre vocaboli sono rispettivamente 86,
395, 296. Quando questi tre valori numerici vengono sommati, il totale forma un
numero divisibile perfettamente per sette, quindi un numero che è multiplo di
sette. Il valore numerico totale di queste tre parole è esattamente 777 cioè
111 x 7. Non è strano che il valore numerico di queste parole è un numero che
si divide esattamente per sette?
Il numero « sette » ricorre qui in una strana maniera
sotto la superficie, fuori della vista di coloro che leggono semplicemente le
parole alla superficie. Esso è nascosto misteriosamente nel valore numerico
delle tre parole e passa inosservato a meno che non venga scoperto da speciali
investigazioni e conteggi. Ogni « fatto numerico » o « sette » scoperto nella
struttura del testo è chiamato una « caratteristica numerica ».
Questa « caratteristica uno » viene, dunque, ripetuta qui
sotto per metterla in lista con altre caratteristiche numeriche che sono state
scoperte sotto la superficie di questo versetto.
CARATTERISTICA
UNO
Il valore numerico totale dei tre vocaboli
ebraici: Dio, cielo, terra, è esattamente 777 = 111 x 7
CARATTERISTICA
DUE
E’ strano notare che il valore numerico
del verbo nel primo versetto della Genesi è anche un numero che si divide
esattamente per 7.
Il valore numerico del verbo ebraico «
creò » è esattamente 203 =29 x 7
Il valore numerico della prima, delle due centrali, e dell’ultima lettera di questo versetto è anch’ esso un numero esattamente divisibile per 7,.
CARATTERISTICA
QUATTRO
Il valore
numerico della prima e dell’ultima lettera di tutte le 7 parole di questo
versetto è anche esso un numero che si divide perfettamente per 7.
CARATTERISTICA
CINQUE
Il numero 1393 il quale è il valore numerico della prima e dell’ ultima lettera di tutte le 7 parole, si divide nella seguente maniera.
Il valore numerico della prima e dell’ultima lettera della prima parola e dell’ultima parola è un numero che si divide per 7.
Il loro valore numerico è esattamente Il valore numerico della prima e dell’ ultima lettera delle parole rimaste tra la prima e l’ultima parola si divide perfettamente per 7 anch’ esso.
Il loro valore numerico è 896 = 128 X 7
(497 più 896 =1393)
CARATTERISTICA SEI
La particella
ebraica «ETH » che non è traducibile in italiano ricorre due
volte nella frase in oggetto. Anche l’articolo ricorre due volte. Il valore
numerico di queste due parole che ricorrono due volte è anche divisibile per 7.
Il loro valore numerico è esattamente 406
= 58 X 7
CARATTERISTICA SETTE
L’ultima lettera della prima e
dell’ultima parola hanno un valore numerico esattamente 490 = 70 X 7
Le
“caratteristiche” sopra elencate sono state scoperte nei valori numerici delle
lettere e parole ebraiche, però il numero “sette” è anche occultato in vari
altri modi nella scrittura di questo primo versetto della
Bibbia.
Eccone alcuni esempi.
CARATTERISTICA OTTO
E’ davvero strano notare che il numero
delle parole ebraiche in questo primo versetto non è nè 6 nè 8 ma esattamente 7
CARATTERISTICA NOVE
Il numero totale delle lettere ebraiche
in queste 7 parole si divide anch’esso perfettamente per 7, esso è un multiplo
di 7. Il numero delle lettere è esattamente 28 = 4 x 7
CARATTERISTICA DIECI
Le
prime tre di queste sette parole ebraiche contengono il soggetto e il predicato
della frase, esse sono tradotte « Nel principio Iddio creò ».
Il
numero delle lettere di queste tre parole ebraiche è esattamente
14
= 2 x
Le
altre quattro di queste sette parole contengono l’ oggetto della frase, esse
sono tradotte « i cieli e la terra ». Il numero delle lettere di queste quattro
parole ebraiche è esattamente 14 = 2
x 7
CARATTERISTICA UNDICI
Queste ultime
quattro parole contengono due oggetti. Il primo è « i cieli » e il secondo è «
e la terra ».
Il numero delle lettere del primo
oggetto è esattamente 7
Il numero delle lettere del secondo
oggetto è 7
CARATTERISTICA
DODICI
Le tre parole principali in questo versetto di sette parole sono « Iddio »(soggetto) e « cieli » e « terra » (oggetti).
Il numero delle lettere di queste tre
parole ebraiche è esattamente 14 = 2 x 7
Il
numero delle lettere delle altre quattro parole
di questo versetto è 14
= 2 x 7
CARATTERISTICA TREDICI
La più breve parola è al centro. Il
numero delle lettere in questa parola e della parola alla sua sinistra è
esattamente 7
CARATTERISTICA QUATTORDICI
Il numero delle lettere della parola
centrale e della parola alla sua destra è esattamente 7
Questi « sette », queste «
caratteristiche » o « fatti numerici » sono davvero nascosti in modo strano.
Essi sono realmente fuori della vista dei lettori ordinari del testo ebraico, e
sono scoperti soltanto per mezzo di speciali ricerche e conteggi.
Quelli sopracitati sono soltanto pochi
esempi dei molti sorprendenti fatti numerici scoperti, perchè decine di altre
straordinarie caratteristiche sono stranamente occultate nella struttura di
questo versetto di sole sette parole..
Vengono ora presentati altri esempi di
fatti scoperti, tratti da altri passi della Bibbia, affinchè il lettore si
renda conto come essi provino scientificamente che la Bibbia non poté essere
stata scritta da semplici esseri umani ma che essa è un libro soprannaturale
ispirato da Dio.
Esempi difatti scoperti sotto la
superficie del testo greco dei primi versetti del Nuovo Testamento.
Matteo 1.1 -17. Il racconto della
genealogia di Gesù Cristo.
I primi 17 versetti nel libro di Matteo formano una logica e naturale sezione per se stessi, poiché trattano un particolare argomento chiamato. «la genealogia di Cristo ». In questi primi 17 versetti, vi sono 72 parole del vocabolario greco. Il primo fatto o «sette » che emerge è stranamente nascosto nel totale «valore numerico » di queste 72 parole.
Si deve ricordare che il numero dei vocaboli esistenti in un brano è comunemente diverso dal numero totale delle parole del brano. I vocaboli sono le differenti parole usate. Per esempio: la parola « e » è una parola, ma può essere ripetuta molte volte nel brano stesso. Un uomo può avere un vocabolario di soltanto 500 parole ma con queste 500 differenti parole egli può scrivere un testo di 4000 parole.
Alcune parole, per esempio, «e », « per
», «per mezzo », ecc. possono essere usate numerose volte. Il numero dei
vocaboli od il numero delle differenti parole usate in un brano, dunque non è
uguale al numero totale delle parole impiegate.
E’ già stato detto che in questi primi 17 versetti di Matteo cap. 1, vi sono 72 vocaboli greci e che il primo fatto o « sette » è nascosto nel valore numerico di queste 72 parole.
E’ straordinario constatare che il valore numerico totale di
queste 72 parole è un numero che si divide perfettamente per 7, cioè un numero
multiplo di 7.
Il valore numerico di queste parole è
esattamente 42364 =
6052 x 7
Notare che il numero non è 42363, né 42365 ma esattamente 42364. Nessuno di questi due primi numeri è divisibile per 7. Se soltanto una lettera greca fosse tolta o cambiata con un altra lettera il valore numerico sarebbe cambiato.
CARATTERISTICA DUE
I 72 vocaboli
greci dei 17 versetti di Matteo ricorrono in 90 forme le parole greche sono
scritte in varie forme per dare significati leggermente differenti.. Per
esempio:
la parola ‘IhsouV Gesù è qualche volta scritta ‘Ihsou che significa « di Gesù ». Questa allora è
una forma differente della parola Gesù.
Le 72 parole menzionate ricorrono in 90
forme. E’ meraviglioso notare che il valore numerico delle 90 forme è pure un
numero che è un multiplo di sette. Il valore numerico di queste forme è
esattamente 54075= 7725 x 7
Queste
particolari caratteristiche di 7 sono nascoste nei «valori numerici ». Il
numero «sette » si trova pure racchiuso nel testo in molti altri vari modi.
CARATTERISTICA
TRE
Delle 72 parole greche il numero di
parole che sono nomi è esattamente
56
= 8 X 7
La parola greca « il » corrispondente
all’articolo (il, i, la, le, ecc.) ricorre frequentemente in questo passo. Il
numero di volte è che ricorre è esattamente 56
= 8 X 7
CARATTERISTICA CINQUE
Il numero delle diverse forme nelle quali l’articolo ricorre, è esattamente
7
Questi 17 versetti si suddividono in
due principali sezioni.
Versetti da 1 a11. Versetti da 12 a 17.
Ciascuna sezione contiene meravigliose caratteristiche numeriche.
Diamo alcuni
esempi dei fatti o « sette »scoperti sotto la superficie della prima sezione
versetti 1 a 11.
CARATTERISTICA
SEI
Il numero dei vocaboli greci usati nei
primi undici versetti è esattamente
49
= 7 X 7
CARATTERISTICA
SETTE
Di queste 49 parole il numero di quelle
che cominciano con una vocale è esattamente 28
= 4 x 7
Il numero di parole che cominciano con
una consonante è esattamente
21 = 3 x 7
CARATTERISTICA OTTO
Il numero di lettere di queste 49
parole è esattamente 266 = 38 x 7
CARATTERISTICA NOVE
Di queste 266 lettere il numero delle
vocali è esattamente 140 = 20 x 7
Il numero delle consonanti è
esattamente 126 = 18 X 7
CARATTERISTICA DIECI
Di queste 49 parole il numero delle
parole che ricorrono più di una volta è esattamente Il numero di parole che ricorrono soltanto una volta è
esattamente 14 = 2 X 7
CARATTERISTICA UNDICI
Di queste 49 parole il numero di quelle
che compariscono soltanto in una forma è esattamente 42 = 6 X 7
Il numero di quelle che si incontrano
in più di una forma è esattamente 7
CARATTERISTICA DODICI
Di queste 49 parole il numero di quelle
che sono nomi e esattamente
42
= 6 x 7
Il numero di quelle che non sono nomi è esattamente 7
CARATTERISTICA TREDICI
Di questi 42 nomi il numero di quelli che sono nomi propri è esattamente 35 = 5 x 7
Il numero di quelli che sono nomi
comuni è esattamente 7
Il numero delle lettere di questi 7
nomi comuni è esattamente 49 = 7 x 7
E’ straordinario notare che solo in
questi 7 nomi comuni vi sono più di 20 caratteri numeriche.
CARATTERISTICA OUINDICI
Il numero di volte che i 35 nomi propri
ricorrono è esattamente 63 = 9 x 7
CARATTERISTICA SEDICI
Di questi 35 nomi propri il numero dei
no mi maschili è esattamente 28 = 4 x
7
Il numero dei nomi non maschili è
esattamente 7
CARATTERISTICA DICIASSETTE
Il numero di volte che i 28 nomi
ricorrono è esattamente 56 = 8 X 7
CARATTERISTICA DICIOTTO
In questi primi 11 versetti sono
menzionate 3 donne: Tamar, Rahab e Rut.
Il numero delle lettere greche in
questi tre nomi è esattamente 14 = 2 x 7
CARATTERISTICA DICIANNOVE
Soltanto una città è nominata in questo
brano, Babilonia.
Il numero delle lettere greche di
questa parola è esattamente 7
Come abbiamo
detto i primi 17 versetti del primo capitolo di Matteo consistono di due parti
principali. La prima dal vers. 1 a 11, la seconda dal vers. 12 al 17. Abbiamo
dato alcuni esempi delle meravigliose caratteristiche numeriche che sono state
scoperte sotto la superficie della prima parte degli undici versetti. La
struttura di quel brano è letteralmente satura delle straordinarie ricorrenze
del numero < sette ».
La seconda
parte, versetti 12-17, contiene ugualmente profonde caratteristiche numeriche
sue proprie. Però non riteniamo necessario enumerare altri esempi sul brano in
oggetto.
Prima di
dimostrare come questi fatti o « sette » provino scientificamente la divina
ispirazione della Bibbia vengono dati ulteriori esempi tratti da altri passi
del testo greco del Nuovo Testamento e precisamente nella parte che segue i primi 17 versetti di Matteo, quella che va
dal versetto 18 aI 25 e che parla della nascita di Gesù Cristo.
CARATTERISTICA UNO
Il numero delle parole greche di questo brano è esattamente 161 =
23 x 7
CARATTERISTICA DUE
Il valore numerico di queste 161 parole
è esattamente 93394 = 13342 X 7
CARATTERISTICA TRE
Il numero dei vocaboli greci di questo
brano è esattamente 77 = 11 X 7
CARATTERISTICA
QUATTRO
Il valore numerico di questi 77
vocaboli è esattamente 51247 = 7321
X 7
CARATTERISTICA
CINQUE
Le 6 parole greche trovate in questo brano e che non si trovano in
nessuna altra parte del libro di Matteo, hanno un valore numerico di 5005 = 715 X 7
CARATTERISTICA SEI
Il numero delle lettere di queste 6
parole greche è esattamente 56 = 8 X 7
CARATTERISTICA SETTE
L’ unica parola trovata qui, ma che non
si trova in nessun’altra parte del Nuovo Testamento è la parola greca «
Emanuele »;
il suo valore numerico è esattamente 644
= 92 X 7
CARATTERISTICA OTTO
105=15X7
Il valore numerico di queste 105 forme
è esattamente 65429 = 9347 X 7
CARATTERISTICA DIECI
Di queste 105 forme il numero dei verbi
è
35 = 5 X 777
CARATTERISTICA UNDICI
Di queste 105 forme il numero dei nomi propri è 7
CARATTERISTICA DODICI
Il numero delle lettere greche in
questi 7 nomi propri è esattamente 42 = 6 x 7
CARATTERISTICA TREDICI
Il numero delle forme trovate in questo
brano, ma che non si trovano in nessuna altra parte dell’evangelo di Matteo è 14 = 2 x 7
CARATTERISTICA QUATTORDICI
Il valore numerico di queste 14 forme è
esattamente 8715 = 1245 x 7
CARATTERISTICA
QUINDICI
Dei 77 vocaboli greci il numero di quelli usati dall’angelo nel parlare a Giuseppe è 28 = 4 x 7
CARATTERISTICA SEDICI
Il valore numerico di tutte le parole
usate dall’ angelo è esattamente
21042
= 3006 x 7
CARATTERISTICA DICIASSETTE
Il numero delle forme usate dall’angelo
è 35 = 5 x 7
CARATTERISTICA DICIOTTO
Il numero delle lettere greche in
queste 35 forme usate dall’angelo è esattamente 168 = 24 X 7
CARATTERISTICA
DICIANNOVE
il valore
numerico delle 35 forme usate dall’angelo è esattamente
19397 = 2771 x 7
Anche
il breve discorso dell’angelo ha sorprendenti caratteristiche numeriche sue
proprie. Esse sono interamente separate dal resto del brano, esse formano
tuttavia una parte delle caratteristiche numeriche dell’intero brano. Esse sono
collegate in un triodo tale che l’intero brano contiene notevoli ricorrenze del
numero sette. Le 19 caratteristiche sopra elencate sono semplicemente alcuni
esempi dei numerosi fenomeni numerici che sono stati scoperti sotto la
superficie di questo solo brano.
Il numero « sette» è stranamente
contenuto nella stessa struttura del testo in un modo inconcepibile. Le lettere
e le parole greche sono letteralmente permeate delle sorprendenti ricorrenze di
questo numero.
Vengono ora
presentati alcuni esempi dei fatti numerici nascosti nel 20 capitolo di Matteo,
che parla dell’infanzia di Gesù Cristo.
CARATTERISTICA
UNO
Il numero dei
vocaboli greci del 2 cap. di Matteo è esattamente 161 = 23 x 7
CARATTERISTICA
DUE
Il numero delle
lettere greche di questi 161
vocaboli è esattamente 896 = 128 x 7
CARATTERISTICA
TRE
Il valore
numerico di questi 161 vocaboli è esattamente
123529 = 17647 x 7
CARATTERISTICA
QUATTRO
Il numero delle
forme in questo brano è esattamente
238 = 34 x 7
CARATTERISTICA
CINQUE
Il valore numerico
di queste 238 forme è esattamente
166985 = 23855 x
7
Vi sono molti
paragrafi in questo capitolo e ciascun paragrafo ha sorprendenti
caratteristiche sue proprie, essi sono separati dal resto del brano, tuttavia
in un particolare modo intricato fanno parte delle straordinarie caratteristiche
dell’ intero capitolo. Essi sono legati in un modo così strano che l’intero
capitolo è una grande unità matematica di meravigliosi fatti numerici.
Ad esempio: il
numero dei vocaboli dei primi sei versetti si divide esattamente per 7; esso è 56 = 8 x 7
Vi sono tre
discorsi in questo capitolo. Il discorso di Erode, il discorso dei magi e il
discorso dell’angelo. Ciascun discorso mostra caratteristiche numeriche in se
stesso, seppure ciascuno è solo parte del capitolo il quale per intero ha
fenomeni caratteristici suoi propri. Ciascuna parte mostra le stesse
caratteristiche che si trovano nell’ intero capitolo.
Le
caratteristiche numeriche sopra esposte del secondo capitolo di Matteo non sono
che pochi esempi delle interessanti caratteristiche che si annidano nella
struttura di questo brano.
Riteniamo
di aver dato al lettore, nelle precedenti pagine di questo libro, una piccola
idea delle migliaia di fatti numerici che sono stati trovati nella struttura
del testo biblico
L’ estensione
di queste caratteristiche numeriche
E’ stato
scoperto che questi sorprendenti fatti numerici ricorrono sotto la superficie
del testo originale della Bibbia dal primo versetto della Genesi fino all’
ultimo versetto dell’ Apocalisse.
Straordinarie
caratteristiche numeriche simili agli esempi già presentati esistono e
pervadono il testo di ognuno dei 66 libri della Bibbia. Esse ricorrono nella
struttura di ogni paragrafo dell’intera Bibbia, e non nei paragrafi soltanto,
ma anche nelle molte suddivisioni dei paragrafi. Spesso singoli versetti sono
letteralmente ripieni e saturi di questi sorprendenti fatti numerici. Essi si
estendono a tutte le parti del testo, vocaboli, forme grammaticali, parti del
discorso, ecc. Spesso molte centinaia di caratteristiche numeriche sono nascoste
in brani di non più di 175 parole. Migliaia di fatti numerici sono stati
scoperti, essi sono così abbondanti che più di 40.000 pagine sono state
necessarie per contenere i calcoli fatti per scoprire ed enunciare le
caratteristiche del solo Nuovo Testamento.
Gli
esempi presentati nelle pagine precedenti tratti dal primo versetto della
Genesi e da alcuni capitoli del Nuovo Testamento, hanno mostrato come i fatti
numerici o « sette » si trovano nella struttura di ogni singolo brano della
Bibbia. Però questo è soltanto uno dei modi in cui i « sette » ricorrono,
essendo stato scoperto che essi ricorrono in diecine di altri modi sotto la
superficie del testo.
Nel prossimo
capitolo sono presentati, alcuni esempi abbreviati dello stesso tipo di
scoperte numeriche presentate in questo capitolo; sono fatti numerici scoperti
nella struttura di brani del libro di Marco, essi sono veramente interessanti e
possono essere d’aiuto al lettore prima di leggere il successivo capitolo che
espone un altro modo in cui i fatti numerici si riscontrano nel testo originale
della Bibbia.
CAPITOLO IV
ESEMPI DI FATTI
SCOPERTI NEL LIBRO DI MARCO
I seguenti esempi difatti numerici sono
dello stesso tipo di quelli presentati nel capitolo terzo, essi sono stati
scoperti nella struttura stessa dei singoli brani del libro di Marco.
Marco, Cap. 1, Vers. 1-8.
CARATTERISTICA UNO
Il numero totale delle parole del
vocabolario greco in questi primi otto versetti è esattamente 126 = 18 x 7
CARATTERISTICA DUE
Il numero delle lettere greche in
queste 126 parole è esattamente
427
= 61 x 7
CARATTERISTICA TRE
Il numero delle vocali in queste 427
lettere è 224 = 32 x 7
Il numero
delle consonanti è 203
= 29 x 7
CARATTERISTICA QUATTRO
Il numero delle sillabe nelle 126
paioli greche è esattamente 294 = 42 x 7
CARATTERISTICA CINQUE
Delle 126 parole di questo brano, il
numero di quelle che cominciano per vocale è esattamente 42 = 6 x 7
Il numero di quelle che cominciano per
consonante è 84 = 12 x 7
CARATTERISTICA SEI
Il numero ordinale dei vocaboli in
questo brano è 77
= 11 x 7
CARATTERISTICA SETTE
Di questi 77 vocaboli il numero di
quelli usati da Giovanni nel suo discorso è esattamente 21 = 3 x 7
CARATTERISTICA OTTO
Di questi 77 vocaboli trovati nei primi
8 versetti, il numero trovato nei versetti 1-5 è esattamente 49
= 7 X 7
Il numero di vocaboli nei versetti 6 -
8 è 28
= 4 X 7
CARATTERISTICA NOVE
Di questi 77 vocaboli il numero di
quelli che cominciano per vocale è esattamente 42 = 6 X 7
Il numero dei vocaboli che cominciano
per consonante è 35 = 5 X 7
CARATTERISTICA DIECI
Il numero delle lettere greche nella
parola più lunga (Gerusalemme) in questo brano è 14= 2
x 7
E’ inutile stancare il lettore con
ulteriori enumerazioni di caratteristiche numeriche che ricorrono in questi
primi otto versetti di Marco.
Il paragrafo successivo comprende i
versetti 9.10 e 11. Diamo ora alcuni esempi tratti da questo paragrafo.
Marco, cap. 1, vers. 9.10 e 11, (il battesimo di Gesù)
CARATTERISTICA UNO
Il numero dei vocaboli in questo brano
è 35 = 5 x 7
CARATTERISTICA DUE
Il valore numerico di questo brano è
esattamente 27783 = 3969 x 7
CARATTERISTICA TRE
II valore numerico delle forme in cui
questi 35 vocaboli sono trovati è esattamente 26887
= 3841 x 7
Marco, cap. 2, vers. 13 17.
Ecco alcuni esempi di fatti che
ricorrono in questi cinque versetti.
CARATTERISTICA UNO
Il numero dei vocaboli in questi cinque
versetti è esattamente
49 = 7 x 7
CARATTERISTICA DUE
Di questi 49 vocaboli il numero di
quelli usati da Gesù è esattamente
14 = 2 x 7
CARATTERISTICA TRE
Il numero di quelli usati dagli scribi
è esattamente 7
Marco, cap. 3, vers. 13 19.
Questo brano dà il racconto dell’
incontro di Gesù con i dodici apostoli. I loro nomi sono Simone, Giacomo,
Giovanni, Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Toma, Giacomo, Taddeo, Simone e
Giuda.
E’ meraviglioso notare che:
il valore numerico di questi dodici
nomi greci e un numero che si divide perfettamente per 7; esso è esattamente 9639 = 1377 x 7
Questa è soltanto una delle molte
caratteristiche che sono state scoperte in questi dodici nomi.
Diamo solo un esempio per ciascuno dei
seguenti brani.
Marco, cap. 4, Vers. 3 20.
In questi versetti Gesù narra la
parabola del seminatore.
Il numero dei vocaboli in questa
parabola è esattamente 49 = 7 x 7
Marco, cap. 13, vers. 5 37.
Questi discorsi contengono il discorso
di Gesù.
Il numero dei vocaboli in questo brano
è esattamente 203 = 29 x 7
CAPITOLO
UN ALTRO MODO
IN CUI RICORRONO
I FATTI
SCOPERTI
Gli esempi dati nei capitoli precedenti
sono fatti numerici che ricorrono sotto la superficie del singolo brano. Gli
esempi seguenti presentano caratteristiche che ricorrono in una differente
maniera, esse non sono confinate nel singolo brano ma ricorrono nella struttura
di speciali parole le quali, sono separate da grandi distanze ed appaiono in
molti libri della Bibbia.
Esempi di caratteristiche numeriche nei
nomi degli scrittori della Bibbia.
I nomi degli scrittori della Bibbia
sono largamente citati attraverso le Scritture. E’ interessante notare che il
numero « sette » è trovato anche nelle varie ricorrenze di questi nomi.
Nella Bibbia sono nominati 26
scrittori; ve ne furono altri che scrissero libri della Bibbia, però soltanto
26 di questi scrittori sono realmente
nominati nella Bibbia.
Naturalmente ciascuno di questi 26
nomi, come tutte le altre parole ebraiche e greche, ha un valore numerico.
Diamo nella seguente lista il valore numerico di ciascun nome.
Geremia 271 Malachia 101
Osea 381 Salomone 375
Gioele 47 Daniele 95
Amos 176 Esdra 278
Abdia 91 Neemia 113
Giona 71 Giacomo 833
Michea 75 Pietro 755
Nahum 104 Giuda 685
Abacuc 216 Paolo 781
Sofonia 235 Giovanni 1069
Totale
7931
Diamo ora alcuni esempi delle molte
sorprendenti caratteristiche numeriche che ricorrono sotto la superficie di
questi 26 nomi.
CARATTERISTICA UNO
Il valore numerico totale dei nomi di
questi 26 scrittori è esattamente
7931 = 1133 x 7
CARATTERISTICA DUE
Il valore numerico del nome ebraico
Mosè, scrittore del libro (Genesi) e il valore numerico del nome greco
Giovanni, scrittore dell’ultimo libro (Apocalisse) è rispettivamente 345 e
1069, i quali formano un totale
di 1414
= 202 x 7
Gli altri nomi hanno un valore numerico
di 6517 = 931 x 7
CARATTERISTICA TRE
Di questi 26 scrittori nominati della
Bibbia, il numero degli scrittori nominati nel Vecchio Testamento è 21
= 3 x 7
CARATTERISTICA QUATTRO
Il valore numerico dei nomi ebraici dei 21scrittori nominati nel
Vecchio Testamento è 3808 = 544 x
7
Il valore numerico dei nomi greci dei 5
scrittori nominati nei Nuovo Testamento è 4123 = 589 x
7
CARATTERISTICA CINQUE
Il valore numerico dei 21 scrittori del
Vecchio Testamento 3808 è così suddiviso: gli scrittori della Legge e i Profeti
(da Mosè a Malachia, vedere la lista sopra) hanno un valore numerico di 2933
= 419 x 7
Gli altri scrittori del Vecchio
Testamento da Davide a Neemia hanno un valore numerico di 875 = 125
x 7
CARATTERISTICA SEI
Dei 21 scrittori del Vecchio Testamento
quelli nominati nel Nuovo Testamento sono: Mosè, Davide, Isaia, Geremia,
Daniele, Osea, Gioele, in tutto esattamente 7
CARATTERISTICA SETTE
Il valore numerico di questi 7 nomi, è
esattamente 1554 = 222 x 7
CARATTERISTICA OTTO
Il numero di volte che questi 7 nomi
ricorrono nel Vecchio Testamento è
2310 = 330 x 7
CARATTERISTICA NOVE
Di queste 2310 ricorrenze dei 7 nomi
nel Vecchio Testamento, il nome che appare
in più gran numero di volte è Davide. Il numero di volte in cui il suo
nome è trovato è 1134= 162 x 7
CARATTERISTICA DIECI
Il numero di volte del nome Mosè
scrittore del 1° libro è esattamente
847
= 121 x 7
In questo nome Mosè vi sono altre 38
più profonde caratteristiche numeriche.
Tutto questo sembra così straordinario
e così inesauribile, eppure non sono che pochi esempi dei molti meravigliosi
fatti numerici che ricorrono nella struttura di questi nomi di scrittori della
Bibbia.
Gli esempi citati, non sono confinati
ad un singolo brano, ma ricorrono nella struttura di speciali parole che
separate da grande distanza di tempo appaiono in molte differenti parti ed in
molti differenti libri della Bibbia.
Diamo ora alcuni esempi di
caratteristiche numeriche che ricorrono nello stesso modo sotto la superficie
di speciali parole.
CARATTERISTICA UNO
La parola greca <aionios>
(eterno) ha un valore numerico di 1141
= 163 x 7
CARATTERISTICA DUE
Ouesta parola è formata dall’unione
della desinenza «ios» al vocabolo «aion».
Il vocabolo « aion» ha il valore numerico di 861
= 123 x 7
La desinenza «ios» ha il valore
numerico di 280=
40 x 7
CARATTERISTICA TRE
Il numero delle volte che questa parola
ricorre nel Nuovo Testamento è di 70 = 10 x 7