NUOVE SORPRENDENTI SCOPERTE

UNA DIMOSTRAZIONE SCIENTIFICA

DELLA DIVINA ISPIRAZIONE DELLA BIBBIA

 

 

Prefazione

L'inconsueta esposizione presentata in questo libro è un anello di congiunzione fra la scienza e la Bibbia, utilizzando come base le figure matematiche che fanno da ponte tra le cose della natura e quelle dello spirito.

Il lettore deve esaminare il libro con spirito onesto e sincero, trascurando nozione e preconcetti che gli siano da lungo tempo cari. L'atteggiamento di spirito necessario è mirabilmente espresso da John Brown:

"Vi trovate davanti al cofano della conoscenza. Esso è chiuso, sprangato, ma …voi ne avete la chiave; introducetela nella serratura con sicurezza e con precisione. Cosa è questa chiave? E' l'amore della verità, né più né meno. Nessun'altra chiave apre quel cofano; neppure una chiave falsa, anche se ben riprodotta, può smuovere quel lucchetto; neppure un martello robusto può forzarlo; però adoperando la vera chiave, anche un bambino può aprirlo come spesso avviene".

Una simile disposizione di spirito è il vero requisito scientifico richiesto per una giusta valutazione dei dati matematici qui contenuti.

Però ciò che è necessario allo scopo prepostoci, cioè l'amore della verità, è l'amore per Gesù Cristo che testimoniò dicendo:"io sono la Via, la Verità, la Vita", nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". Giov. 14,6.

Perciò senza Gesù Cristo non vi è verità, e questo deve essere considerato seriamente dal laico, dallo scienziato e dal teologo che vogliano esaminare quest'opera.

Ed ecco una parola rassicurante per Coloro che non possiedono le nozioni necessarie per verificare il complesso dei fenomeni numerici che sono qui rivelati: Ivan Panin, che è considerato un’ autorità in materia, lavorò cinquanta anni intorno alla investigazione scientifica in questo campo di ricerche. Egli sj è veramente guadagnato il titolo di « scienziato » adempiendo un compito così arduo che ha richiesto l’instancabilità di un Pastore, il genio matematico di un Jacobi, la meticolosità di un Nèwcomb e la visione di un profeta di Dio.

 

 

ALBERT NOBEL

Nobel Research Foundation


CAPITOLO I

IL SOGGETTO ESPOSTO

 

I fatti recentemente scoperti che formano la base del soggetto esposto in questo libro sono supremamente importanti ed altamente significativi.

 Essi provano scientificamente che la Bibbia non può essere stata scritta da semplici esseri umani, ma che essa è un libro soprannaturale ispirato e dato da Dio.

Essi ci mettono in grado di avere innanzi ai nostri occhi una immediata dimostrazione scientifica della divina ispirazione letterale della Bibbia.

   Essi sono così importanti che davvero si può parlare di «meravigliose scoperte ».

Questi fatti sono stati scoperti sotto la superficie stessa del testo originale della Bibbia. Sono stati misteriosamente ed in modo Inconcepibile nascosti per centinaia di anni ed ora sono stati rivelati in quantità di centinaia e migliaia e non soltanto di due o tre o qualche diecina.

Sono fatti che confondono gli atei e gli agnostici e che nessuna persona vivente è stata capace di screditare e confutare. Sono fatti che hanno costretto pensatori modernisti e scettici ad accettare la Bibbia come un libro soprannaturale ispirato da Dio.

Sono fatti che senza dubbio costituiscono una delle più grandi scoperte di tutti i tempi.

Le precedenti dichiarazioni relative ai fatti ora scoperti provocano le seguenti domande da parte della maggioranza dei lettori.

Quali sono i fatti sorprendenti che sono stati scoperti sotto la superficie stessa del testo originale della Bibbia?

Come questi fatti provano che la Bibbia non poté essere stata scritta da semplici esseri umani, ma che è un libro soprannaturale, ispirato da Dio?

Chi scoperse questi fatti?

Come e quando furono scoperti?

Perché non furono scoperti prima?

Come questi fatti ci riguardano?

Queste e varie altre domande sorgono senza dubbio nella mente di coloro che sono desiderosi di conoscere i meravigliosi fatti scoperti. Comunque, prima di spiegare che cosa sono questi fatti, prima di rispondere a tutte queste domande è necessario rammentare e informare, il lettore della rivendicazione che la Bibbia fa ri­guardo di se stessa.

Non vi può essere dubbio che la Bibbia rivendica di essere un libro soprannaturale ispirato e dato da Dio.

 

La Bibbia dichiara che « tutta la Scrittura è divinamente ispirata », 2° Tim. 3.16. .L’ espressione « data da Dio è la traduzione della parola greca «theopneustos>> che vuol dire letteralmente “ispirato da Dio”. La grande rivendicazione della Bib­bia è che tutta la Scrittura, l’intera Bibbia, è ispirata da Dio. La Bibbia rivendica che i suoi scrittori scrissero non di loro propria volontà, ma soltanto come essi fossero mossi e controllati dallo Spi­rito Santo di Dio.

2° Pietro 1.21 dichiara che la Scrittura « non venne dalla volontà dell’ uomo, . ma i santi uomini di Dio hanno parlato essendo sospinti dallo Spirito Santo ». Un’altra traduzione di questo me­desimo passo dichiara che nessuna Scrittura « è stata recata dalla volontà dell’ uomo, ma uomini parlarono da parte di Dio essendo condotti dallo Spirito Santo ».

La Bibbia rivendica che le parole che i Profeti scrissero non furono le loro proprie parole, ma parole di Dio stesso: la persona che parlava era Dio, non un uomo. Dio parlava per mezzo o attraverso uomini. «Dio parlò ai padri pér mezzo dei profeti» (Ebrei 1.1).

 « Egli (Dio) parlò per bocca dei suoi santi profeti » (Luca                    1.70).

« Lo Spirito di Dio parlò per mezzo mio e la Sua parola (non la parola dello scrittore) era sulla mia lingua » (2 Samuele 23.2).

« Ecco, io (Dio) ho messo le mie parole nella tua bocca » (Geremia 1.9).

« Tu dirai loro le mie parole » (le parole d i Dio)­ (Ezechiele 2.7).

 

La pena di morte fu pronunciata sopra il profeta che ag­giungeva qualsiasi sua propria parola alla parala di Dio. Dio dichiara « il profeta che ardirà di dire una parola in mio nome che io non gli ho comandato di dire, anche quel profeta morirà > (Deut. 18.20) .

Dio disse a Mosè «Tu non aggiungèrai nulla a ciò che Io ti comando e non diminuirai nulla» (Deut. 4.2).

 Così la Bibbia distingue chiaramente se stessa dalla parola degli uomini. Essa rivendica che le sue parole sono le parole di Dio stesso e che gli uomini erano soltanto gli strumenti o bocche per mezzo o attraverso i quali Dio ispirava la Sua Parola.

I profeti raccoglievano soltanto le parole che ricevevano da Dio. Non sempre comprendevano l’intero significato di ciò che scrivevano, poiché essi diligentemente investigavano 1e loro proprie scritture si da poterle comprendere più perfettamente (1 Pietro 1.10 12).

L‘apostolo Paolo dichiara: « le cose che io scrivo a voi sono comandamenti del Signore » non suoi (1 Cor. 14.37).

Noi parliamo, non con parole insegnate dalla sapienza uma­na, ma insegnate dallo Spirito Santo » (1 Cor. 2. 3).

 « Voi udiste da noi non la parola di uomini, ma la Parola di Dio» (1 Tes.2.13). La frase « Parola di Dio » ricorre frequentemente ed è sempre particolarmente significativa.

Dichiarazioni come: «Così disse il Signore », « Iddio disse» altre simili espressioni ricorrono più di 2500 volte nell’intera Bibbia. La Scrittura deve essere ricevuta « non come la parola degli uomini, ma come essa è veramente: la Parola di Dio».

 

In questo modo la Bibbia stessa rivendica di essere un libro soprannaturale ispirato da Dio, la vera Parola di Dio stesso.

  Questo è l’ infallibile linguaggio della Bibbia. Numerose altre dichiarazioni della Bibbia potrebbero essere citate in appoggio di questa rivendicazione, però quelle già presentate sono sufficienti per il presente scopo.

Non vi può essere alcun dubbio intorno a ciò che la Bibbia rivendica a riguardo di se stessa, però, molti hanno sollevato la domanda: « E’ questa rivendicazione proprio vera? E’ la Bibbia realmente l’esatta Parola di Dio?

I fatti che sono stati recentemente scoperti sotto la superficie del testo originale della Bibbia, provano scientificamente e mostrano che la rivendicazione della Bibbia è vera: essa è realmente un libro soprannaturale ispirato da Dio.


CAPITOLO Il

I FATTI SCOPERTI

 

 

Quali sono i fatti meravigliosi ora scoperti? E’ stato detto che questi fatti sono stati misteriosamente nascosti sotto la superficie medesima del testo originale della Bibbia. Per comprendere quali sono questi fatti è necessario conoscere il significato del termine « testo originale della Bibbia ».

 

Molte persone sono a conoscenza che la Bibbia è composta di due parti: il Vecchio Testamento ed il Nuovo Testamento. Per quanto possa sembrare strano queste due parti della Bibbia furono originariamente scritte in differenti linguaggi. Il Vecchio Testamento fu scritto in ebraico, mentre il Nuovo Testamento fu scritto in greco.

Per mezzo del termine « testo originale della Bibbia » si intende il testo in ebraico e il testo in greco, le parole degli scrittori nel loro linguaggio originale, non le loro parole tradotte in un altro linguaggio.

I fatti, dunque, sono stati scoperti sotto la superficie del testo ebraico del Vecchio Testamento e del testo greco del Nuovo Testamento.

Prima di far conoscere al lettore quali sono questi fatti e necessario osservare con attenzione una particolare caratteristica della lingua ebraica e greca.

Molti dei fatti scoperti hanno una diretta relazione con la non comune caratteristica di queste lingue. Il seguente esempio è fatto con la lingua inglese per dimostrare e far comprendere chiaramente questa particolare caratteristica delle lingue ebraica e greca.

 

In inglese vi sono nell’ alfabeto 26 lettere a, b, c, d, e, f, ecc. e in aggiunta a queste lettere noi usiamo i numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.

 Queste figure sono i simboli arabi usati per esprimere dei numeri.

Le lingue ebraica e greca non hanno un sistema come questo, queste lingue hanno soltanto le lettere dei loro alfabeti, ma non l’aggiunta dei simboli o delle figure come 1, 2, 3, ecc. che esprimono i numeri.

Invece di usare figure speciali, le lingue ebraica e greca usano le lettere dei loro alfabeti per esprimere o rappresentare i numeri.

In questo modo le lettere dei loro alfabeti servono ad un doppio scopo, esse sono usate per rappresentare i numeri come pure per scrivere le parole.

Ogni lettera degli alfabeti ebraico e greco, rappresenta un certo numero.

 In altre parole ad ogni lettera è assegnato un «valore numerico ». Questa è la particolare caratteristica di queste lingue.

 

L’alfabeto ebraico ha 22 lettere e l’alfabeto greco ne ha 24.

 

Elenchiamo le 22 lettere dell’alfabeto ebraico segnando a fianco di ciascuna lettera il suo valore numerico, cioè il numero che essa rappresenta.


א______________________1

ב______________________2

ג______________________3

ד______________________4

ה______________________5

ו_______________________6

ז______________________7

ח______________________8

ט______________________9

י______________________10

כ*________* ך___________20

ל_____________________30

ם*________* מ__________40

ן*_________*נ___________50

ס_____________________60

ע_____________________70

ף*_________*פ__________80

ץ*_________*צ__________90

ק____________________100

ר____________________200

ש____________________300

ת____________________400


 

(*) Quando le lettere כ ם ן ף ץ 20, 40, 50, 80, 90,  sono usate in fine di parole sono scritte in forme leggermente diverse abbreviate: ך מ נ פ צ.

 

Elenchiamo le 24 lettere dell’alfabeto greco. A fianco di ciascuna lettera vi è il suo « valore numerico », cioè il numero che essa rappresenta.               


Α  α________________________1

Β β________________________2

Γ γ________________________3

Δ δ________________________4

Ε ε________________________5

Ζ ζ________________________6

Η η________________________7

Θ θ________________________8

Ι ι_________________________9

Κ κ_______________________10

Λ λ_______________________20

Μ μ_______________________30

Ν ν_______________________50

Ξ ξ________________________60

Ο ο_______________________70

Π π_______________________80

Ρ ρ______________________100

Σ σ ____*ς________________200

Τ τ_______________________300

Υ υ______________________400

Φ φ______________________500

Χ χ______________________600

Ψ ψ______________________700

Ωω______________________800


 

(*) Quando la lettera greca s è usata in fine di parola è scritta in una forma differente: V .

 

Le lettere ebraiche e greche, dunque, oltre ad esprimere suoni esprimono anche i numeri 1, 2, 3, 4, 5, ecc. Ciascuna lettera rappresenta un certo numero, essa ha un definito valore numerico. Per esempio, in greco il numero 144 è scritto r m d  perché queste lettere hanno i seguenti valori numerici:

  r = IOO; m = 4O; d =       4.

 

Il lettore può facilmente capire che, dato che ciascuna lettera ebraica o greca ha un suo valore numerico, ciascuna parola ha similmente un valore numerico, perché ogni parola è formata naturalmente da una o più lettere.

Per esempio la parola greca ‘IhsouV significa “Gesù”  ha un valore numerico di 888 perché i valori numerici delle sei lettere greche nella parola ‘IhsouV  sommati danno un totale di 888.

 

  ‘I        h       s         o       
         
V    Totale

10     8          200          70          400          200   888

 

Poiché ogni parola in ebraico e greco ha un valore numerico, come è dimostrato nell’esempio suddetto, ciascuna frase similmente ha una definita somma aritmetica o valore numerico, perché ogni frase è naturalmente formata da un numero di parole, Il valore numerico di una frase è ottenuto sommando il valore numerico di ciascuna parola contenuta.

 

E data come esempio la seguente frase greca:

Edaxruoev d ‘IhsouV

Se fosse tradotta parola per parola in italiano si dovrebbe leggere «pianse il Gesù ». Nella versione riveduta della Bibbia (Luzzi) è tradotta «Gesù pianse» (Giov. 11.35).

          Edaxruoev   d    ‘IhsouV          Totale

              785          70      888            1743

 

Il totale dei valori numerici delle tre parole è 1743, perciò il valor numerico di questa frase è 1743.

Siccome ogni frase ha un valore numerico, così ogni paragrafo ed ogni brano hanno un valore numerico.

E’ nello stesso modo, ciascuno dei 66 libri della Bibbia ha un valore numerico.

Concludendo, la particolare caratteristica di entrambe le lingue ebraica e greca è che le lettere, le parole, le frasi, i paragrafi, i brani, ecc. hanno «valori numerici ».

 

Ora vi è un numero in particolare sul quale è attirata l’attenzione del lettore. E’ un numero che ricorre nelle Sacre Scritture più sovente di ogni altro. E’ il numero «sette ». Dal primo libro della Bibbia fino all’ ultimo libro, il « sette » è il numero che si eleva di gran lunga su tutti gli altri. Per esempio; il sabato (riposo) era il settimo giorno. In Egitto vi furono sette anni di abbondanza e sette di carestia... Quando la città di Gerico fu conquistata, il popolo e sette sacerdoti che avevano sette trombe circuirono la città sette volte. Ogni sette anni la terra degli Israeliti non doveva essere coltivata. Salomone impiegò sette anni a costruire il tempio. Al suo compimento egli celebrò una festa di sette giorni.

Naaman Siro si lavò sette volte nel Giordano.

Nel libro dell’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia, questo numero è in particolare rilievo. Sette chiese, sette candelabri, sette suggelli, sette trombe, sette coppe, sette stelle, sette spiriti, ecc. sono qui menzionati. In tutto il numero sette ricorre più di cinquanta volte nel libro dell’ Apocalisse.

          Da lungo tempo è stato riconosciuto che il numero sette ricorre nella Bibbia in questo modo particolare più frequentemente di ogni altro numero, solo recentemente però è stato scoperto che questo stesso numero ricorre anche in un modo misterioso e sorprendente sotto la superficie del testo ebraico del Vecchio Testamento e del testo greco del Nuovo Testamento.

Quando diciamo che i « sette » ricorrono in modo particolare «sotto la superficie» del testo originale della Bibbia, intendiamo dire che non sono notati o scoperti dalla semplice lettura della superficie o delle parole.

 I sette sono stranamente fuori della vista del lettore comune sia esso greco o ebreo. Essi sono così misteriosamente nascosti che migliaia di persone che hanno letto e studiato il testo originale ebraico e greco della Bibbia sono passati oltre queste strane ricorrenze del numero sette, senza neppure aver notato o saputo della loro presenza.

Questi «sette » sono così profondamente nascosti che per trovarli occorrono speciali ricerche ed investigazioni e speciali conteggi.

 Per questo si è detto che essi ricorrono «sotto la superficie » o « nella struttura » del testo perché essi sono al di là dell’osservazione e vista degli ordinari lettori ebraici e greci.

E’ stato scoperto che migliaia di questi «sette» sono misteriosamente nascosti nella struttura del testo. Alcuni di questi sette sono straordinariamente nascosti nell’ insolito sistema dei numeri, nei « valori numerici » delle lettere ebraiche e greche, parole, frasi paragrafi, e brani del testo, mentre altri « sette » sono nascosti in altri notevoli modi.

Questi « sette » nascosti sotto la superficie del testo originale ebraico e greco della Bibbia sono i sorprendenti fatti ora scoperti.

Le meravigliose scoperte sono delle scoperte numeriche. I fatti numerici o i « sette » ci mettono in grado di vedere con i nostri occhi una dimostrazione scientifica della divina letterale ispirazione della Bibbia.

 

Nei capitoli finali, vengono presentati al lettore alcuni esempi di questi fatti numerici.


CAPITOLO VI

COME I FATTI SCOPERTI PROVANO SCIENTIFICAMENTE CHE LA BIBBIA E UN LIBRO SOPRANNATURALE ISPIRATO DA DIO

 

La presenza delle ammirevoli caratteristiche numeriche o fatti sotto la superficie stessa del testo originale della Bibbia non può essere negata da alcuno. Vi sono effettivamente migliaia di fatti sorprendenti nella struttura stessa della Bibbia. Uno può ignorarli e distogliere gli occhi da essi, ma i meravigliosi fatti numerici restano là. Le nostre proprie opinioni, piaccia o non piaccia, non alterano i fatti in minima maniera.

Accolti o non accolti, riconosciuti o non riconosciuti, i fatti continuano a restare là. La loro presenza è una verità che ogni persona deve accettare.

 Ma poichè questi fatti sono stati effettivamente trovati nella struttura stessa del testo biblico, sorge una logica domanda: Come si spiega la presenza di questi fatti? Come possono esserci e riscontrarsi queste caratteristiche nella struttura stessa del testo biblico? La loro presenza deve essere spiegata in un modo soddisfacente.

Il lettore vorrà riconoscere che vi sono soltanto due modi possibili in cui questi fatti ammirevoli possono essere stati generati.

Essi possono essere stati generati per accidente, cioè per puro caso, o per proposito. Possono essere stati generati accidentalmente, oppure possono essere stati volontariamente designati e posti nella meravigliosa maniera che è stata ideata e voluta.

 Senza dubbio alcuni sono dell’opinione che queste caratteristiche ricorrano accidentalmente, che ricorrano cioè in questo modo particolare per puro caso. Ma come potrebbero ricorrere per caso 12 o più caratteristiche in un breve brano?

Supponiamo che vi siano 12 caratteristiche numeriche nella struttura di un certo brano. Come può il caso aver fatto sì che esse ricorrano assieme? Ciò è facilmente calcolato perché vi è un metodo scientifico conosciuto; è la nota legge delle probabilità.

 Soltanto un numero ogni sette è multiplo di sette. Gli altri sei numeri che non sono multipli di sette hanno una buona probabilità di ricorrere accidentalmente come quello che è multiplo di sette.

Perciò,

secondo la legge delle probabilità, perchè sia accidentalmente multiplo di 7 vi è soltanto 1 caso su                                                                                  7

 

secondo la legge delle probabilità perché due numeri siano accidentalmente multipli. di          7 vi è soltanto un caso ogni 7 volte 7, cioè 1 caso su                49

 

secondo la legge delle probabilità perchè tre numeri siano accidentalmente multipli di 7          vi è soltanto un caso ogni  7 volte 49, cioè soltanto 1 caso su                                                                                                                         343

(il calcolo continua sulla stessa base)

 

La tabella qui sotto enumera il calcolo delle probabilità affinché 12 caratteristiche numeriche ricorrano accidentalmente insieme in un brano.

Al posto dell’asterisco * indicato nella tabella leggere le seguenti parole:

« ricorrano, accidentalmente, vi è soltanto ».


 

 Perché 1 caratteristica *1 caso su                7

          »  2 caratteristiche *1  »    »                    49

 Perché 3 caratteristiche *1 caso su                                                       343

     »     4         »               *1  »      »                                                   2401

     »      5       »               *1  »      »                                                          16.807

     »      6        »               *1  »      »                                              117.649

    »       7        »               *1  »      »                                              823.543

    »       8       »               *1  »      »                                                    5.764.801

    »       9        »               *1  »      »                                          40.353.607

     »    lo        »               *1  »      »                                                   282.475.249

     »   11       »               *1  »      »                                              1.977.326.743

    »   12        »               *1  »      »                                            13.841.287.201

     »   14        »               *1  »      »                                          678.223.072.849

    »   15       »               *1  »      »                                          4.747.561.509.943

    »   16        »               *1  »      »                                       33.232.930.569.601

    »   17        »               *1  »      »                                    232.630.513.987.207

    »   18        »               *1  »      »                                1.628.413.597.910.4497

    »   19        »               *1  »      »                             11.398.895.185.373.143

    »   20        »               *1  »      »                             79.792.266.297.612.001

    »   21       »               *1  »      »                            558.545.864.083.284.007

    »   22        »               *1  »      »                          3.909.821.048.582.988.049

    »   23       »               *1  »      »                       27.368.747.340.080.916.343

 

Così secondo la legge delle probabilità perchè 12 caratteristiche ricorrono accidentalmente in un brano vi è soltanto

                                        1 caso su 13.841.287.201

 

soltanto un caso su 13 miliardi, 841 milioni, 287 mila, 201.

 

           Quando vi è soltanto un caso su mille che qualche cosa accada è già considerato altamente improbabile che ciò accadrà. Quando vi è soltanto un caso su centomila, esso è considerato praticamente impossibile. Qui vi è caso non soltanto su milioni, ma bilioni, miliardi, perché 12 caratteristiche possano ricorrere insieme accidentalmente in un brano.

 

L’argomento e la dimostrazione sono abbastanza convincenti. Le meravigliose caratteristiche numeriche di un brano, anche breve, per non parlare delle migliaia della intera Bibbia, non è possibile che possano accadere accidentalmente per puro caso.

Tutta questa evidenza non può essere spiegata semplicemente per mezzo della teoria dei casi. Se queste caratteristiche non ricorsero accidentalmente allora vi è soltanto una conclusione, un’ alternativa.

Esse furono di proposito disposte e situate e la loro ricorrenza in tal modo meraviglioso e misterioso, fu ideata e architettata. Questo punto può essere illustrato nel seguente modo.

 Supponiamo, per esempio, che qualcuno porti un sacco che contenga 24 arance. Supponiamo che improvvisamente il sacco si rompa e le 24 arance cadano al suolo. Quale caso sarebbe se le arance cadessero in quattro perfette file di 6 arance per ciascuna fila, e che ciascuna arancia sia perfettamente dietro all’ altra? Una simile disposizione sarebbe considerata impossibile!

 

0000

0000

0000

0000

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Supponiamo ora che voi entriate in una stanza e troviate al suolo le arance disposte nella maniera descritta; voi verrete all’ unica conclusione che esse furono disposte di proposito in quell’ insolita maniera. Nessuno vorrebbe rischiare di essere chiamato stolto insistendo che una simile cosa sia accaduta accidentalmente.

Similmente queste profonde caratteristiche numeriche trovano quella struttura stessa del testo originale della Bibbia,, non vi sono per puro caso o accidentalmente, ma di proposito. Esse sono state collocate, secondo un piano definito, e formano migliaia di perfetti e uniformi disegni.

In conclusione è stato dimostrato che vi sono delle meravigliose caratteristiche numeriche nella struttura della Bibbia la cui presenza non può essere negata; questa è una verità che ognuno deve accettare.

E’ stato provato che è impossibile che queste caratteristiche siano ricorse per puro caso, accidentalmente, ma che esse furono ideate a disposte; questa è una seconda verità che ognuno deve accettare.

 Poiché, la scoperta di un disegno prova l’esistenza di un disegnatore, sorge la conseguente logica domanda:

 

CHI PROGETTO’ E POSE QUESTI MERAVIGLIOSI DISEGNI NUMERICI?

Chi è stato l’artefice della loro ricorrenza nella struttura stessa del testo biblico?

Le migliaia di perfetti modelli e disegni vennero certamente nella Scrittura per mezzo di una intelligenza. Il lettore vorrà riconoscere che vi sono soltanto due possibili intelligenze che possono aver ideato e attuato questi profondi disegni.

Essi possono essere venuti nella Scrittura per mezzo della intelligenza umana o per mezzo di quella sovrumana, cioè dell’ intelligenza Divina.

 

 FURONO QUESTI MERAVIGLIOSI DISEGNI, PROGETTATI DAGLI UOMINI CHE SCRISSERO I LIBRI DELLA BIBBIA?

Non è possibile che i profondi disegni numerici scoperti nella struttura dei brani della Bibbia siano stati ideati e disposti da semplici essere umani.

Se qualcuno potesse scrivere un brano che abbia senso, di 300 parole, costruendolo in modo tale che gli stessi disegni e schemi di « sette » ricorrano nella struttura del suo testo come quelli trovati nei primi 17 versetti di Matteo, egli sarebbe davvero un essere meraviglioso se compisse questo lavoro in sei mesi.

Se qualcuno potesse scrivere un brano di 161 parole, che abbia senso logico, costruendolo in modo tale che gli stessi disegni di « sette » ricorrano nella struttura stessa del suo testo come quelli trovati nei versetti dal 18 al 25 di Matteo, compirebbe una grande meraviglia se fosse capace di farlo in tre anni.

Se qualcuno nell’ intero tempo della sua vita scrivesse un brano logico di circa 500 parole, contenente nella sua struttura tanti armoniosi fatti numerici quanti sono quelli trovati nel secondo capitolo di Matteo, sarebbe un vero miracolo.

           Nessun .mortale, in cento anni di vita, potrebbe compiere il disegno che è stato trovato in ogni singolo libro della Bibbia, anche se dedicasse tutti i cento anni a questo compito, perché scrivere un libro disegnato e costruito nel modo nel quale è costruito  libro di Matteo richiederebbe dei secoli.

Si deve ricordare che ad ogni nuova frase la difficoltà di costruzione di queste caratteristiche numeriche aumenta non solo in progressione aritmetica, ma in progressione geometrica; ciascun           paragrafo è disegnato in modo da sviluppare costantemente una  relazione fissata col materiale che lo procede e che lo segue. Ogni lettera aggiunta, parola o frase rende la cosa sempre più tremendamente complicata e difficoltosa.

Il lettore deve anche osservare che molti degli scrittori dei libri della S. Scrittura erano uomini di umile condizione di vita, uomini che avevano scarsa o nessuna istruzione.

Se Matteo, Marco, Luca, e Giovanni avessero per esempio tentato di costruire e compiere le armoniose caratteristiche numeriche e i disegni che si trovano nei loro libri, e avessero tentato           di produrre separatamente gli schemi numerici e i disegni che ricorrono in ogni divisione e in ogni sottodivisione nelle parole, nelle declinazioni, nelle lettere, quanto tempo sarebbe loro occorso per realizzare i loro libri? Secoli dopo secoli!  Indubbiamente non è possibile che semplici essere umani abbiano potuto ideare e compiere le meravigliose caratteristiche numeriche che ricorrono nella struttura del testo biblico, I limiti dell’intelletto umano .e la brevità della vita umana rendono impossibile ad ogni uomo o gruppo di uomini di compiere una simile opera meravigliosa.

Il Dr. B. Turney dice come egli tentò di costruire un brano che contenesse alcune caratteristiche numeriche. Egli dichiara « Io diedi un valore numerico all’ alfabeto inglese, e mi provai a preparare un brano che aderisse ai numeri, che avesse ogni suddivisone multipla di sette,e presentasse tutte le altre caratteristiche aritmetiche della Bibbia, e che lo scritto avesse un senso logico. Dopo avervi lavorato per diversi giorni, non potei ottenere alcun esito soddisfacente. Eppure questa caratteristica si trova in ognuno delle migliaia di paragrafi della Bibbia senza il più piccolo visibile sforzo. »

Non è possibile che i meravigliosi disegni numerici che si estendono sui vari libri della Bibbia siano stati progettati e compiuti dagli scrittori stessi.

Non soltanto i disegni sono confinati nel testo dei singoli ma parti della Bibbia, molto distanziate fra di loro, sono legate assieme in intricati e perfetti disegni.

  Parole speciali contenute in molti diversi libri della  Bibbia, formano meravigliosi disegni a catena, letteralmente ripieni di caratteristiche numeriche.

I disegni numerici, nella struttura dei nomi degli Scrittori biblici sono stati dati come esempi di queste catene di parole che si estendono attraverso l’intera Scrittura.

La scoperta di questi disegni richiede accurate ricerche in ogni parte dei 66 libri della Bibbia. Il doppio disegno di « sette »nel nome Mosè, per esempio, non potè essere stato ideato e realizzato dagli stessi scrittori della Bibbia. Deve essere ricordato che gli scrittori non vissero nello stesso tempo, ma in epoche separate da molti anni.

 Infatti vi è un periodo di circa 1600 anni tra lo scritto del primo libro della Bibbia e l’ultimo. Deve anche essere ricordato che queste persone vissero in diverse regioni della terra e che erano uomini di levatura molto diversa, molti di questi scrittori non avevano che poca o erano privi di istruzione. Come avrebbero potuto questi uomini progettare la distribuzione del nome di Mosè attraverso l’intera Bibbia così da formare dei meravigliosi disegni numerici?

Come potevano ciascuno dei 33 scrittori che vissero in svariate regioni (l’ultimo scrittore visse 1600 anni dopo il primo) inserire il nome di Mosè tante volte giusto quante bastano per tenere il disegno numerico in sospeso fino a che giunse a Giovanni, l’ultimo scrittore, che lo usò nel suo libro giusto una volta per completare il disegno?

Come poteva ciascun scrittore aver saputo che egli userebbe una particolare parola un certo numero di volte, talchè quando tutti avrebbero finito dopo 1600 anni il totale si sarebbe diviso perfettamente per sette e mostrerebbe un disegno numerico?

Certamente un simile disegno non avrebbe potuto essere progettato dagli scrittori stessi. Il caso di Mosè è soltanto un esempio di una catena di disegni che si estendono attraverso  l’intera Bibbia. Centinaia di altri casi tanto convincenti quanto questo possono essere letteralmente additati. Ogni parola dell’intera Bibbia è legata e connessa in un meraviglioso disegno. Tutti gli intrecci e le bellezze del più piccolo campione separato quando sono messi assieme formano un grande disegno. Così, l’intera Bibbia è legata assieme da un continuo disegno dalla Genesi fino all’ Apocalisse.

I disegni concatenano paragrafo con paragrafo, libro con libro, il        Vecchio Testamento con il Nuovo Testamento. I fatti numerici del Vecchio Testamento e quello del Nuovo Testamento formano assieme schemi armoniosi che non, potrebbero essere formati o risolti senza entrambi i Testamenti.

Il Vecchio Testamento fu chiuso 400 anni prima che il Nuovo Testamento fosse iniziato, tuttavia quando i due vengono presi assieme formano una rivelazione completa; si accordano entrambi perfettamente; sono entrambi parti di un tutto omogeneo; il      fatto che la Bibbia fu scritta da un numero di persone differenti in varie regioni del mondo, in un periodo di molte centinaia di anni, rende impossibile che gli scrittori abbiano potuto architettare questo piano.

          I disegni che coprono 1600 anni, non potrebbero mai essere ideati e realizzati da uomini, perchè molte parole furono scritte senza conoscere quelle che sarebbero state scritte da altri scrittori molti anni dopo.

Anche se fosse stato possibile per i 33 scrittori di incontrarsi e di conferire assieme intorno all’uso dei loro vocaboli; ecc, portare a compimento simili profondi schemi numerici avrebbe richiesto centinaia di anni.

La mente del più abile uomo che sia mai esistito non sarebbe stata capace di inventare simili elevati problemi.

Nessuna mente umana può avere inventato tale sistema di legare assieme l’ intera Parola.

 Non è possibile che gli speciali disegni numerici in ciascun libro della Bibbia siano stati ideati e realizzati dagli scrittori senza alcun aiuto.

           Il numero delle parole trovate in Matteo e non trovate in alcun altro dei 26 libri del Nuovo Testamento, mostra un elaborato           disegno. Come faceva Matteo a sapere che egli userebbe certe parole che non sarebbero state usate in nessun altro dei 26 libri dei Nuovo Testamento?

Per poter fare questo, sarebbe stato necessario che egli avesse gli altri libri davanti a se mentre scriveva il suo libro.

Se egli avesse avuto questi altri 26 libri davanti a se mentre scriveva, ciò significherebbe che egli scrisse il suo Evangelo per ultimo.

Accade però, che ciascuno degli altri libri contiene un certo numero di parole che non sono trovate in nessun altro libro del Nuovo Testamento. Queste parole mostrano sorprendenti disegni numerici.

 Come fece ciascun scrittore a sapere che, egli userebbe un certo numero di parole le quali, non sarebbero state usate in nessun  libro? 

 Affinchè ogni scrittore potesse far questo, sarebbe stato necessario per ognuno, di avere tutti gli altri 26 libri davanti a se, mentre scriveva.

Se ciascuno avesse avuto gli altri 26 libri davanti a se, ciò avrebbe significato che, ogni singolo Evangelo fosse stato scritto per ultimo. Ma una simile cosa è di assoluta impossibilità; come poteva ciascun scrittore avere gli altri 26 libri davanti a se mentre egli scriveva?

Cosa assolutamente impensabile!

           Questi, e molti altri problemi sorgono dinanzi ad una persona che cerchi di figurarsi come semplici uomini possano avere studiato e disposto queste caratteristiche numeriche nella struttura del testo originale della Bibbia.

Indubbiamente questi sorprendenti fatti numerici non possono essere stati concepiti ed attuati da semplici esseri umani.


 LA BIBBIA E L’UNICO LIBRO ESISTENTE COSTRUITO SU DISEGNI NUMERICI

 

Al primo sguardo la più ovvia obiezione alle caratteristiche numeriche della Bibbia, è quella che, simili caratteristiche potrebbero essere estratte da ogni altro scritto in qualsiasi lingua, se tempo sufficiente e volontà fossero impiegate. Però, così non è. La Bibbia è diversa da tutti gli altri libri. Nessun altro libro di qualsiasi parte del mondo intero, per quanto si sappia, contiene caratteristiche numeriche simili a quelle trovate nella struttura del testo

biblico.

Gli Apocrifi non mostrano alcuna evidenza di tali disegni numerici.

Varie persone hanno dedicato molto tempo all’ esame dei classici greci sforzandosi a trovare la stessa struttura matematica, ma nessuno di tali fenomeni è stato ancora trovato.

E’ stato richiesto a vari professori di greca di sottoporre le prose classiche greche a prove numeriche per accertare se gli stessi fenomeni numerici potessero essere trovati.         

           Nessuno ha potuto riportare il successo di trovare tali disegni numerici.

Nessun essere umano può aver scritto la Bibbia nel modo come è dimostrato che è stata scritta.

Nessuna preveggenza o accorgimento umano può aver assicurato simili risultati anticipatamente; nessun potere umano può avere portato tali risultati ad una simile perfezione. L’uomo non può per sua propria scienza raggiungere simili impensabili fatti. E’ assolutamente impossibile spiegare questi disegni di caratteristiche numeriche se è solamente ammessa alla Bibbia una origine umana.

  Se la logica umana ha qualche merito noi dovremo semplicemente concludere che le migliaia di stupendi disegni numerici non possono essere stati posti nella struttura originale della Bibbia dagli uomini che scrissero i libri della Bibbia, perchè essi non avrebbero mai potuto essere stati prodotti da semplici menti umane.

           E’ evidente che la Bibbia non è l’opera di molte menti, ma l’opera di una Mente. I disegni forniscono una chiara prova che l’intèra Bibbia non ha avuto che un Autore; Tutti i libri, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, furono ideati e prodotti dalla  stessa Mente.

Ogni individuo fornito di mente sincera e logica è costretto ad ammettere che l’intelligenza che ideò e disegnò la Bibbia deve essere stata super umana, divina. Quel disegnatore era soprannaturale. Soltanto il Supremo, Onnisciente, Onnipotente Iddio potè avere disposto i meravigliosi disegni numerici che ricorrono sotto la superficie del testo biblico. Soltanto Iddio potè aver costruito la Bibbia nella meravigliosa maniera nella quale essa è costruita.

           L’Eterno, Onnipotente Autore ideò, condusse, operò e produsse i suoi propri infiniti piani. Non vi può essere altra conclusione di questa.

In questo modo i disegni dei fatti e caratteristiche numeriche

          ora scoperti provano scientificamente che la grande rivendicazione della Bibbia a riguardo di se stessa è realmente vera. La Bibbia è realmente il libro soprannaturale ispirato e dato da Dio come essa sostiene di essere, perchè semplici esseri umani da soli non avrebbero mai potuto scriverla e costruirla nella meravigliosa maniera in cui essa è costruita.

           Veramente « tutta la scrittura è ispirata da Dio ». Le parole che gli scrittori della Bibbia scrivevano non erano le loro proprie parole, ma erano le parole di Dio stesso, essi scrissero soltanto a secondo che èssi erano « mossi » o « ispirati » dallo Spirito di Dio.

I disegni dei fatti numerici scoperti nella stessa struttura del testo provano matematicamente la divina verbale e letterale ispirazione della Scrittura.

Non abbiamo bisogno di spiegare e di discutere le numerose teorie sull’Ispirazione, perchè la divina verbale e letterale ispirazione delle Scritture non è una mera « teoria », ma è veramente un « fatto ». Noi abbiamo davanti ai nostri occhi una dimostrazione scièntifica della divina verbale ispirazione della Bibbia.

          In geometria per mezzo di un freddo ragionamento matematico intorno al quale non vi possono essere dispute, si dimostra che i due angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali tra loro. Così la divina ispirazione della Bibbia è provata con tutta la chiarezza e la possibilità della precisione matematica.

Gli scettici non possono portare nessun argomento contro la prova dei fatti matematici, perchè questa è di una certezza matematica, il moderno metodo scientifico, la dura logica, e le profonde leggi del ragionamento sono meravigliose. Non si può discutere con la matematica perché essa è una scienza esatta, i fatti sono innegabili e indiscutibili, la loro conclusione è, inevitabile.

Sono stupende, sopraffacenti evidenze della divina ispirazione che frantumano tutti gli argomenti degli increduli.

Le scoperte difatti importanti come questi sono davvero « meravigliose nuove scoperte », esse sono sorprendenti sotto ogni aspetto. I risultati danno le vertigini.

Simili fatti sono difficilmente concepibili a meno che non siano visibili davanti ai nostri occhi si è forzati a dire con rispetto: questa è opera di Dio.

Dio ha posto la Sua firma nella Sua Parola in questa maniera stupenda, perchè nessun uomo avesse da arrogarsi il diritto di ritenerla una produzione umana.

          La stessa natura dei fatti ora scoperti è tale che, una persona intelligente, imparziale e razionale può negare la convincente dimostrazione.

La mente della persona è così formata che quando è portata faccia a faccia con certi fatti senza riguardo al beneficio che ne possa ricevere, essa è assolutamente costretta ad ammettere che i risultati sono quelli presentati. 

          Quando è dimostrato che A è uguale a B e che B è uguale a C, si deve concludere che A è anche uguale a C. Questa conclusione può anche non piacere, può essere duro, ma si deve riconoscere il risultato.

E’ cosa stolta da parte di qualcuno dire che i fatti numerici non esistono nel testo della Bibbia. Essi ci sono; fare una simile affermazione è pazzia come il dire che non vi è sangue negli esseri umani viventi.

L ‘evidenza dei fatti è tale, che nessuna critica distruttiva può affrontarli con successo. Affrontarli, significa un’incondizionata arresa all’ inevitabile. Essi formano un argomento che non ammette risposta e restano saldi contro ogni sistema di possibili prove. Nessuna persona Vivente ha ancora tentato di discutere con questa convincente schiera di fatti.

Roberto Ingersoll, il noto scrittore ateo, gridava continuamente perchè potesse vedere un miracolo.

Ebbene abbiamo qui centinaia di miracoli. Riguardi ognuno a questi fatti ed osservi come essi sono disposti nella struttura stessa del testo originale della Bibbia, se ciò non avviene in un modo veramente miracoloso!


CAPITOLO VII.

DUE QUESTIONI ESTRAMEMENTE IMPORTANTI RISOLTE PER MEZZO DEI FATTI SCOPERTI

Gli straordinari fatti ora scoperti risolvono per sempre le seguenti due questioni importanti sulla Bibbia.

Attraverso gli anni vi è stata sempre una grande controversia sulla questione se la Bibbia è effettivamente un libro soprannaturale ispirato da Dio come esso afferma di essere, o se essa è un libro di origine puramente umana, scritto da semplici uomini senza influenza di chicchessia.

 Questa questione è ora stata definitivamente risolta al di là di ogni speculazione perchè i profondi fatti ora scoperti sotto la stessa superficie del testo originale della Bibbia provano scientificamente che la Bibbia non poté essere stata scritta da semplici esseri umani soltanto, ma che essa è un libro soprannaturale dato da Dio.

Ogni persona onesta ed intelligente, presa conoscenza dei fatti ammetterà questo. Così i fatti scoperti sistemano definitivamente questa prima questione.

Vi è però un’altra grande questione che è sorta a riguardo della Bibbia.

I fatti ora scoperti in un modo soprannaturale e meraviglioso sistemano definitivamente anche questa questione.

I manoscritti originali che i Profeti e gli Apostoli scrissero sono stati perduti.  Per quanto si sappia, nessuno dei manoscritti originali è ora esistente. E certo, però, che Dio avrebbe potuto fare in modo che essi  fossero preservati se questa fosse stata la Sua volontà. Sembra esservi una ragione perché questi manoscritti originali non furono preservati. Perché  Dio permise che i manoscritti originali scomparissero? Se i manoscritti originali fossero disponibili essi potrebbero essere adorati.

Molti esseri umani sono pronti ad adorare qualsiasi cosa che possiede un diritto di santità. Ossa e ceneri di santi, schegge che si dicono essere della croce sulla, quale Cristo fu appiccato, pezzetti detti della veste di lino di Gesù o della vergine Maria o di qualche venerato santo, chiodi delle croci sulle quali furono posti , i martiri, abiti, mobili, tutto questo ed altro ancora è ed è stato adorato da molti. 

Nel 20_¢ libro dei Re al cap. 18 è detto che Ezechia comandò di distruggere il serpente di rame fatto da Mosè perché era adorato.

Se i manoscritti originali di Mosè, Davide,  Paolo, o di altro scrittore biblico esistessero oggi, è fuor di dubbio che molti li adorerebbero e così toglierebbero l’adorazione al Dio invisibile. Inoltre la conservazione dei manoscritti originali non  era necessaria affatto, perchè esiste una tale abbondanza di copie manoscritte, antiche versioni o traduzioni, paragrafi, citazioni, commentari, ecc.

 Così i manoscritti del Vecchio Testamento e del Nuovo Testamento che sono oggi disponibili sono antiche  copie degli originali.  Vi sono numerose copie ebraiche di manoscritti che contengono il Vecchio Testamento completo.

Inoltre vi sono manoscritti parzialmente completi e  frammentari per un totale di circa 1700.

 Vi sono anche circa 350 copie dell’ antica versione o traduzione “ Dei Settanta” ed altre copie di molte altre traduzioni del Vecchio  Testamento ebraico.

Vi sono più di 4000 coe manoscritte in greco del Nuovo Testamento. In aggiunta a queste vi sono circa 800 manoscritti della versione vulgata latina e almeno 1000 manoscritti di altre antiche traduzioni. Così vi sono più di 13000 copie manoscritte dell’ intero o di parti del Nuovo Testamento,  Se tutte le antiche copie manoscritte e tutte le moderne copie stampate del Nuovo Testamento fossero distrutte, l’ intero Nuovo Testamento, ad eccezione di 11 versetti, potrebbe essere riprodotto dalle migliaia di citazioni che sono chiaramente trovate negli scritti dei primi cristiani. 

Durante i primi secoli i cristiani  citavano nei loro scritti i versetti e i passaggi così frequentemente che praticamente l’ intero testamento potrebbe essere riprodotto semplicemente riferendosi a questi scritti. Si richiama l’ attenzione del lettore al fatto che vi sono dei versetti nel Nuovo Testamento i quali sono stati seriamente discussi dagli studiosi.

Un esempio è il brano, degli ultimi 12 versetti del capitolo 16 dell’ evangelo di Marco. Il lettore può essere sorpreso di apprendere che questo brano non è stato trovato in alcune antiche copie manoscritte del Nuovo Testamento, però,  è  stato trovato in molte altre copie manoscritte.

Quando preparavano le edizioni greche del Nuovo Testamento le traduzioni, gli studiosi dovevano decidere quale tipo di copie dovessero seguire. Dovevano seguire le copie manoscritte che includono questo particolare brano o le copie che non le includono? Quale tipo di copie e giusto su questo punto?   Una questione del genere, naturalmente, fu causa di grande controversia.

Alcuni insistevano che il brano dovesse essere incluso mentre altri sostenevano l’opposto. Quelli che rigettavano il brano asserivano che esso è semplicemente un brano che qualcuno ha scritto di sua propria iniziativa ed ha inserito o aggiunto al manoscritto ispirato da Dio. Essi dichiaravano naturalmente che tali brani, se sono estranei  od aggiunti, dovrebbero essere segnati o indicati in qualche modo come scritti di origine umana, o eliminati del tutto. Tali  brani sono chiamati “ interpolazioni “ estranee inserite nella parola originale dell’ Autore. Vi sono 12 simili passaggi nel Nuovo Testamento che da alcuni sono considerati interpretazioni.

I brani si trovano in alcuni manoscritti, ma non in altri, Quali copie si deve allora seguire nella traduzione? Quali copie, danno il vero testo originale? Sono quei brani genuine porzioni della Parola di Dio o sono aggiunte umane ad essa? Se le pergamene originali sulle quali gli apostoli scrissero i loro libri fossero disponibili, una  questione di questo genere non sarebbe sorta perchè i traduttori del Nuovo Testamento avrebbero avuto dinanzi i testi manoscritti originali. Però, purtroppo, gli studiosi possono riferirsi soltanto a delle copie delle pergamene originali, copie che dissentono in merito a 12 particolari passaggi. 

Essi hanno dovuto decidere quali manoscritti dessero il vero testo originale; le copie che contengono i passi oppure quelle che  non li contengono. 

 I fatti ora scoperti, in un modo meraviglioso e sorprendente, mettono fine alla questione sui passi in discussione. Questa è la seconda grande questione che i  fatti ora scoperti sistemano definitivamente, cioè la  questione se certi brani appartengono realmente alla Bibbia divinamente ispirata oppure se essi sono passi di origine umana che qualcuno ha inserito nel testo ispirato.

Un esempio è il passaggio già menzionato, e cioè:

Evangelo  di Marco, Capitolo 16, Versetti 9 20

«Gli ultimi 12 versetti di Marco »

Sono gli ultimi 12 versetti dell’ Evangelo di Marco una porzione genuina della Bibbia divinamente ispirata oppure sono una « interpolazione »?   Tale questione è stata discussa da molti studiosi attraverso gli  anni. Alcuni dèi migliori editori del Nuovo Testamento greco considerano che questo passaggio di 12 versetti sia una interpolazione.

 Essi onestamente credono che esso sia estraneo o materia nuova che  qualcuno ha aggiunto all’ originale Bibbia ispirata.

Forse nessun altro brano dell’ intera Bibbia è stato tanto discusso quanto questo. Alcuni dei più famosi traduttori del Nuovo Testamento greco hanno trattato il passaggio come segue: Weis pone questi versetti a margine. Tregelles e Alford li tengono ma non come una porzione genuina di Marco. Tischendorff li omette. I revisori del 1881  li separano dal resto dell’ Evangelo per mezzo di un insolito spazio. Westcott e Hort, forse meglio forniti e più approssimativamente corretti traduttori del Nuovo Testamento greco, segnano questi versetti con una doppia parentesi, indicando che a loro giudizio i versetti non appartengono al Nuovo Testamento e che sono un interpolazione. Westcott e Hort erano bravi uomini che amavano la Bibbia, dopo ventotto anni di coscienzioso lavoro nell’ affrontare manoscritti ed edizioni del Nuovo Testamento greco essi vennero alla conclusione che gli ultimi 12 versetti non erano porzioni della Parola di Dio. La ragione di ciò è che Westcott e Hort basavano tutto il loro lavoro principalmente sui manoscritti del « Vaticano » e del « Sinai».

Questi sono i due più vecchi manoscritti ed essi decisero che la discussa lettura di un brano dovrebbe generalmente essere  regolata ogni volta che  questi due manoscritti si accordano. Ora è accaduto che nessuno di questi due manoscritti contiene i 12 versetti di Marco, ma centinaia di altre copie manoscritte li contengono. Il lettore può ora ben capire, perchè questi versetti siano stati oggetto di dispute fra i teologi.  Son dunque gli ultimi 12 versetti dell’ Evangelo di Marco una parte genuina della Parola di Dio o sono una interpolazione? Contiene questo brano le sorprendenti caratteristiche numeriche sotto la superficie del suo testo? Ricorrono in questo particolare passo gli stessi segni divini che ricorrono nei genuini passi della Bibbia? La risposta sì. Il brano è costruito su un elaborato disegno numerico, un disegno che non è possibile abbia origine umana. La serie dei fatti numerici che è sotto la superficie del suo testo prova che esso è una genuina soprannaturale porzione ispirata della Bibbia. Quelli che seguono sono alcuni pochi esempi delle molte caratteristiche, numeriche scoperte nella stessa struttura di questo brano.

 

CARATTERISTICA UNO

Il numero delle parole greche negli ultimi 12 versetti di Marco è esattamente

 175 = 25 x 7

 

CARATTERISTICA DUE

 Il numero dei vocaboli in questo brano è esattamente 98 = 14 x 7

 

CARATTERISTICA TRE

  Il numero dei nomi nei 98 vocaboli è esattamente          21 = 3 x 7

Di queste 98 parole greche il numero di quelle che non sono nomi è

                                                                                                77 = 11 x 7

 CARATTERISTICA QUATTRO

  Dei 21 nomi,  il numero di quelli che cominciano con consonante è  esattamente                                                                           14 = 2 x 7

Dei 21 nomi, il numero di quelli che cominciano con vocale è   7

 

CARATTERISTICA CINQUE

 Il numero  delle lettere greche nei 98 vocaboli è esattamente

553 = 79 x 7

 

CARATTERISTICA SEI

Di queste 553 lettere, il numero delle vocali è esattamente 294 = 42 x 7

Di queste 553 lettere, il numero delle consonanti è esattamente

 259 = 37 x 7

 

CARATTERISTICA SETTE

 Il numero delle forme è esattamente                                     133 = 19 x 7

 

CARATTERISTICA OTTO

 Il valore numerico delle 133 forme è esattamente                 89663 = 12809 x 7

 

CARATTERISTICA NOVE

 Di queste 133 forme, il numero di quelle che ricorrono solo una volta è esattamente                                                                                    112 = 16 x 7

Il numero di quelle che ricorrono più di una volta è esattamente           21 = 3 x 7

 

CARATTERISTICA DIECI

Dei 98 vocaboli, il numero di quelli usati nei brani che precedono questo particolare passo dell’Ev. di Marco è esattamente                           84 = 12 x 7

 Il numero dei vocaboli che non si trovano nei brani che precedono, ma che si trovano qui la prima volta è                                                                  14 = 2 x 7

CARATTERISTICA UNDICI

 Di questi 98 vocaboli, il numero di quelli usati da Gesù nell’ indirizzarsi ai suoi discepoli è esattamente                                                                     42 = 6 x 7

Il numero dei vocaboli che non fanno parte del discorso di Gesù è 56 = 8 x 7

 

CARATTERISTICA DODICI

Delle 175 parole greche dell’ intero brano, il numero di quelle usate da Gesù Cristo nel suo discorso è esattamente                                                 56 = 8 x 7

Di queste 175 parole, il numero di quelle che non fanno parte del discorso di Gesù Cristo è                                                                                  119 = 17 x 7

I 12 versetti si dividono in tre divisioni naturali:

Divisione A dal versetto 9 al 11

»    B   »        »      1  » 18

»    C   »        »    19  » 20

Le sorprendenti caratteristiche trovate nell’ intero brano trovano anche in ciascuna delle sue tre naturali divisioni.

 

Divisione A (versetti 9 - 11)

CARATTERISTICA TREDICI

Il numero delle parole greche in questa divisione è                     35 = 5 x 7

 

 CARATTERISTICA QUATTORDICI

Il valore numerico di questa divisione è                                      17213 = 2459 x 7

 

CARATTERISTICA QUINDICI

Il valore numerico dei versetti 9 e 11 è                                  11795 = 1685 x 7

Il valore numerico del versetto 10 è                                       5418 = 774 x 7

 

 

 

CARATTERISTICA SEDICI

La prima parola greca del versetto 10 ha il valore numerico di     98 = 14 x 7

 

CARATTERISTICA DICIASSETTE

L’ultima parola greca del versetto 10 ha il valore numerico di     791 = 113 x 7

Le rimanenti parole del versetto10 hanno il valore numerico di 4529 = 647 x 7

 

CARATTERISTICA DICIOTTO

Delle 35 parole greche della divisione A, il numero di quelle che cominciano con  una vocale è                                                                        14 = 2 x 7

Il numero di quelle che cominciano con consonante è              21 = 3 x 7

 

CARATTERISTICA DICIANNOVE

Delle 35 parole greche in questa divisione, il numero di quelle che terminano con una vocale è                                                                        21 = 3 x 7

Il numero delle parole che terminano con una consonante è      14 = 2 x 7

 

CARATTERISTICA VENTI

Il numero delle sillabe nelle 35 lettere greche della divisione A è esattamente

84 = 12 x 7

Questo in nessun modo esaurisce le interessanti caratteristiche numeriche della divisione A. Queste stesse caratteristiche e molte altre sono ripetute nelle divisioni B e C. Per non stancare il lettore con numerose caratteristiche, diamo una sola caratteristica per ciascuna di queste due divisioni.

 

Divisione B (versetti 12-18)

CARATTERISTICA VENTUNO

Il numero delle parole greche della divisione B è                  105 = 15 x 7

 

 

Divisione C (versetti 19-20)

CARATTERISTICA VENTIDUE

 Il numero delle parole greche della divisione C è                 35 = 5 x 7

 

CARATTERISTICA VENTITRE

 Di speciale interesse è il fatto che questi ultimi 12 versetti di Marco hanno una parola che non si trova altrove nel Nuovo Testamento.

E’ la parola « thanasimos » che significa « mortale ».

Il valore numerico di questa parola è                                   581 =83 x 7  Questa parola possiede in sé non meno di 7 speciali caratteristiche.

 

Questo brano non solo mostra un interessante disegno nel suo insieme, ma mostra dei  disegni entro il disegno, ed altri disegni dentro di quelli. I paragrafi separati hanno anch’ essi i loro propri disegni dentro i disegni.

 Le parole impiegate hanno il loro disegno e le forme hanno i loro, cosa davvero meravigliosa.

Le sopradette 23 caratteristiche o fatti numerici sono solo alcuni esempi di quelle che si nascondano sotto la superficie delle 175 parole degli ultimi dodici versetti di Marco. Vi sono un centinaio e più di caratteristiche nella struttura di questo passo. Riteniamo inutile stancare il lettore con ulteriori enumerazioni di  questi fenomeni numerici. Non solo vi è un abbondanza di fatti e disegni numerici nascosti sotto la superficie dello stesso brano, ma certe parole in esso sono parti di elaborati disegni che si estendono a molti altri libri  del Nuovo Testamento.

Per esempio, la parola « baptizo » (battesimo) che ricorre in questi ultimi dodici versetti di Marco è  parte di un disegno numerico che corre attraverso tutti i passaggi del Nuovo Testamento dove si trova questa parola.

Vi sono 20 caratteristiche o disegni riguardanti la parola “baptizo”; un disegno è composto di ricorrenze largamente separate in differenti libri della Bibbia. Se questo particolare brano fosse tolto via dalla S.  Scrittura vi sarebbe una ricorrenza di meno della parola « baptizo » e l’intero  disegno del Nuovo Testamento su questa parola verrebbe totalmente distrutto.

Molte altre parole  in questi ultimi dodici versetti di Marco sono concatenati in  catene di caratteristiche, sono parti di disegni i quali includono altri libri del Nuovo Testamento. Senza questo brano molti elaborati disegni numerici sarebbero distrutti. La dimostrazione è abbastanza convincente. Queste caratteristiche numeriche non ricorsero a caso in questo brano. Esse furono disposte nel modo che si trovano, Indubbiamente i disegni e le caratteristiche sono aldilà di ciò che il semplice uomo può costruire, essi possono essere soltanto attribuiti a Dio. Così i fatti numerici scoperti nella struttura stessa di questo brano provano in modo definitivo che esso non è una «interpolazione» dell’ uomo ma che è di origine divina, e che è legittimo il suo posto nella Bibbia divinamente ispirata.

In tal modo i fatti numerici sistemano per sempre la questione se questo brano è interpolazione oppure no.

 

E’ vero che questi versetti sparirono stranamente nei due più antichi manoscritti, come e perché essi sparirono noi non lo sappiamo.

Alcune parole sono una forte condanna di Satana.

Che sia stato ciò che ha ispirato qualcuno a toglierli? Che sia stato ciò per cui egli avrebbe cercato di bandirli permanentemente dalle  Scritture? Se questo fosse il caso, si tratta di un tentativo fallito perché ora è definitivamente riconosciuto che questi versetti sono una genuina porzione della Parola di Dio.

 

Molti studiosi hanno dichiarato che i seguenti passi sono interpolazioni:

 

- Il racconto della donna adultera (Giov. 7,53 a 8.11)

 Questo brano non si trova in alcune antiche copie manoscritte del Nuovo Testamento per cui gli studiosi nel preparare le loro edizioni in greco o le traduzioni del N.T. debbono decidere quali  manoscritti seguire. Debbono essi seguire le copie che includono questi versetti o le copie che non li includono? Quali delle copie manoscritte  danno il vero testo originale?  Westcott e Hort non avevano dubbio nelle loro menti che questa storia non facesse parte del testo originale.

 Essi e molti altri studiosi hanno creduto che quando noi leggiamo questo passo nelle nostre Bibbie, non leggiamo la Parola di Dio, ma un brano che qualcuno ha aggiunto ad essa.

Altri traduttori hanno rigettato questo brano dal nuovo Testamento con maggiore sicurezza che per i dodici versetti di Marco.

Tregelles, che fu un traduttore strettamente ortodosso del Nuovo Testamento, e che credette fermamente nella divina ispirazione delle Sacre Scritture confessò onestamente che il racconto della  donna adultera non era parte della Parola di Dio. Molti altri studiosi al contrario hanno ardentemente sostenuto che il brano è posto legittimamente nella Bibbia.

E’ dunque un brano genuino ispirato da Dio o è un brano di origine umana che qualcuno ha aggiunto alla Bibbia ispirata?

Contiene questo brano, divini disegni numerici sotto la superficie del suo testo?

Sì, il brano è permeato dagli stessi sorprendenti disegni numerici e caratteristiche che si trovano nella struttura della genuina Parola ispirata. I profondi fenomeni numerici ivi trovati non possono essere stati prodotti dall’ uomo. Noi riconosciamo  definitivamente che questo brano è divinamente ispirato e che non deve essere radiato o escluso dalla Bibbia e neppure contrassegnato da parentesi. E’ vero che questi versetti sparirono stranamente dai più antichi manoscritti, però, molti altri manoscritti li contengono.

Come e perché essi sparirono noi non lo sappiamo.

 

 

 Il seguente brano che è molto fulgido ed importante,  è  pure stato molto discusso dagli studiosi.

 

-         La prima preghiera di Gesù Cristo dalla Croce (Luca 23.34)

 “ Padre, perdona loro, perché essi non sanno ciò che fanno “.

 Alcune copie manoscritte del Nuovo Testamento contengono questo versetto mentre altre non lo contengono. Quali copie sono corrette su questo punto? Appartiene questa preghiera giustamente alla Bibbia ispirata da Dio, o è una interpolazione umana?

Certo noi vorremmo sapere se Cristo ha o non ha pronunciata questa preghiera. Questioni di questa natura sono di vitale importanza per tutti i veri cristiani. Come può un ardente e sincero credente, restare in pace fino a che, egli non sappia con certezza se, passi come questi sono porzioni genuine della parola di Dio,   oppure sono interpolazioni che debbono essere tolte dalla Bibbia? Vari traduttori considerano che questa breve preghiera sia una interpolazione, però, è stato ora scoperto che la preghiera è permeata con gli stessi meravigliosi disegni numerici trovati nella parte genuina della Bibbia ispirata. Così noi abbiamo la prova conclusiva che questa preghiera è realmente parte della Bibbia ispirata e non un’ aggiunta ad essa.

Cristo pronunciò sei altre frasi o gridi dalla croce. Quando questa preghiera è inclusa, allora sono esattamente sette le frasi che Cristo pronunciò dalla croce.

 

-         L’agonia di Gesù Cristo neI Getsemani (Luca 22.44)

Questa narrazione che dice che Cristo agonizzava nel giardino — così intensamente da sudare grosse gocce di sangue, è stata pure molto discussa. E’ un  passo ispirato da Dio oppure è una interpolazione?

Le caratteristiche numeriche contenute nella struttura di questo passo danno una prova sufficiente e conclusiva che il racconto non è di origine d’uomo, ma è divinamente ispirato, perciò giustamente appartiene alla Bibbia.

  Come abbiamo detto, vi sono in tutto dodici brani così discussi nel Nuovo Testamento e che ora sono stati definitivamente stabiliti dai fatti numerici scoperti. 


CAPITOLO VIII

QUATTRO ALTRE QUESTIONI IMPORTANTI DEFINITIVAMENTE RISOLTE DAI FATTI SCOPERTI

 

 Le straordinarie caratteristiche numeriche ora scoperte definiscono altre quattro importanti questioni.

 

1.    – La questione concernente l’esatta lettura di certi passi.

Esistono due ragioni particolari perché vi siano talvolta delle difficoltà per determinare la corretta lettura di alcuni brani della Bibbia.

Una ragione è che le parole negli antichi manoscritti ebraici e greci non hanno spazio tra loro e vi è poca punteggiatura.

La separazione delle parole in ebraico e in greco in alcuni casi è una cosa veramente compiuta dall’opinione del traduttore. Così talvolta i traduttori dissentono su qual è l’esatta lettura o interpretazione di un passo.

Per esempio considerate le seguenti parole italiane scritte senza spazzi tra loro:

L’uomosaviooramailofarà

Questa frase può essere letta in due modi

L’uomo savio ora, mai lo farà

Oppure:

L’uomo savio oramai, lo farà

 

Se la Bibbia fosse stata originariamente scritta in italiano e questa frase fosse inclusa senza spazi né punteggiatura, si sarebbero potute verificare delle lunghe discussioni su l’inserzione od, omissione dello spazio tra le parole ora e mai. Le seguenti parole scritte senza spazi sono un altra illustrazione.

     « Godisnowhere ».

Anche queste possono essere lette in due modi.

 « God i nowhere» che significa Dio è in nessun luogo e

« God is now here > che significa Dio è ora qui.

Se la Bibbia fosse stata originariamente scritta in inglese e se questa frase fosse stata contenuta in essa, alcuni atei avrebbero stoltamente probabilmente insistito che l’esatta lettura sarebbe stata « God is nowhere» mentre i teologi avrebbero affermato che l’esatta lettura sarebbe stata « God is now here ».

Questi esempi rendono evidente il fatto che l’esatta lettura di un passo è davvero una cosa estremamente importante.

Un’altra ragione per cui si hanno talvolta delle difficoltà per determinare l’esatta lettura di certi passi della Bibbia è dunque la mancanza degli spazi tra le parole negli antichi manoscritti ebraici e greci.

 Un’altra più grande ragione è che le copie manoscritte differiscono leggermente in alcuni passi.

Queste differenze si riferiscono a diversità di ortografia, trasposizioni di lettere, parole, ecc, per colpa degli scribi o copisti. Si deve ricordare però che la dottrina della Bibbia e gli articoli di fede non sono affetti dalla minima leggera variazione e che in pochi passi il senso reale dei passi viene toccato. Perché le copie manoscritte differiscono leggermente nel compitare alcune parole? Quando il lettore considera l’opera laboriosa delle copie manoscritte, specialmente di manoscritti così voluminosi come il Vecchio ed il Nuovo Testamento, egli ammetterà che sarebbe stato molto facile fare degli errori di copiatura. Una lettera, una sillaba, o una parola poteva, facilmente essere omessa. Ugualmente poteva facilmente essere spostata. Una parola poteva essere presa per un’altra per esempio: « proelthon » per « proselthon ». Alcune lettere sono così simili che potevano essere scambiate per altre. Talvolta lo scambio di una lettera voleva significare Io scambio della parola, specialmente in ebraico. Se i manoscritti furono dettati, le variazioni potrebbero venire attribuite a difetto di udito dello scriba, od a povera pronuncia del lettore. Gli sbagli potevano anche facilmente accadere se gli scribi tenevano lunghe frasi nella mente senza verificare i manoscritti dai quali essi stavano copiando. Supponiamo che qualcuno dovesse fare un manoscritto di circa 100 pagine. Supponiamo che 100 persone dovessero farne una copia manoscritta. Quanti errori o variazioni vi sarebbero? Non è facile procurarsi delle copie fatte anche oggi senza variazioni. Supponiamo che il lavoro dovesse essere fatto in lettere greche unciali o capitali senza alcuno spazio tra le parole, anche fatto da uno che fosse familiare di tale linguaggio. Quante variazioni vi si troverebbero?

E’ degno di nota il pronunziato contrasto tra il modo in cui fu copiato il Vecchio Testamento e il modo in cui fu copiato il Nuovo Testamento.

Il  Vecchio Testamento ebraico fu copiato da scribi ufficiali professionisti che lavoravano sotto strette e stringenti regole a riguardo della penna, l’inchiostro, la pergamena, la lunghezza della pagina, la linea, ecc. .

I copisti osservavano zelantemente ogni dettaglio del loro lavoro e i manoscritti erano maneggiati con gran cura. Le divisioni, le parole, le lettere erano accuratamente contate e ricontate. Se anche un leggero errore era scoperto nel loro lavoro l’intera pergamena era cartata e un’ altra nuova ne veniva fatta. Venivano elevate delle preghiere e le penne erano forbite dopo un certo numero di parole.

Così il lavoro di copiatura era fatto con estrema cura, religiosamente e conformato ad un alto livello di qualità.  

A causa di questa estrema cura da parte di esperti scribi, le molte copie manoscritte del Vecchio Testamento non differiscono grandemente nel testo di certi versetti, ed esse sono pervenute a noi con relativamente poche varianti nel loro testo.

I libri del Nuovo Testamento greco erano frequentemente copiati senza una simile cura. Una persona nella primitiva Chiesa Cristiana che desiderava avere una copia dei libri del Nuovo Testamento, poteva prendere a servizio uno scriba di professione per fare questo lavoro se aveva i mezzi di farlo. Questo assicurava un alto grado di accuratezza. Se non aveva i mezzi di farlo, poteva assumere un copista più a buon mercato e meno capace, oppure poteva ,fare il lavoro da sé. Questo voleva dire un lavoro fatto più poveramente ed una copia contenente variazioni nel suo testo. Spesso era un povero copista che non si interessava dei piccoli dettagli. Ad eccezione della sostanza del messaggio della salvezza non riteneva necessarie le stesse parole e forme.

Così le numerose copie manoscritte del Nuovo Testamento greco, differiscono a riguardo dell’esatto testo di certi versetti più frequentemente delle copie manoscritte del Vecchio Testamento ebraico. In tal modo i manoscritti copiati senza accuratezza differiscono più o meno l’uno dall’altro in alcuni passi, queste differenze però, come si è già detto, sono per la maggior parte molto lievi e in nessun caso interessano qualche particolare dottrina della Bibbia.

Gli editori e i traduttori che hanno preparato le edizioni della Bibbia nelle lingue originali o nelle traduzioni non hanno sempre seguito una particolare copia manoscritta, ma essi hanno accuratamente paragonato ed esaminato centinaia di copie manoscritte le cui testimonianze sono state diligentemente accertate e  pesate. Il confronto di questi manoscritti dimostrano una uniformità e prova di una comune sorgente.

L’edizione inglese < Autorised version » o « King James » della Bibbia che è la più popolare è la più amata, fu tradotta nell’ anno 1611. In quel tempo vi erano disponibili, per essere paragonate, soltanto circa 2000 copie greche del Nuovo Testamento e queste non erano antiche ma relativamente di data recente, La traduzione del 1611 fu perciò fatta in base ai testi ebraici e greci allora disponibili.

 Dopo il 1611 gli studiosi hanno trovato mille e più manoscritti alcuni dei quali sono migliori e di più antica data. Dopo la scoperta di questi manoscritti, essi videro che il testo di certi passi poteva essere leggermente cambiato. Così nel 1885 fu pubblicata la ben conosciuta « Revised version ».

Il  Nuovo Testamento fu completato e pubblicato nel 1881, però fu nel 1885 che la versione del Vecchio Testamento fu completata. Leggeri cambiamenti furono fatti nel testo di certi versetti, però il significato, il senso, la dottrina della Bibbia rimaneva esattamente la stessa.

Nel 1881 il Dr. Westcott e il Dr. Hort, due devoti cristiani, pubblicarono un’edizione del Nuovo Testamento greco, dopo che essi ebbero passato 28 anni ad esaminare accuratamente ed a paragonare migliaia di copie manoscritte del Nuovo Testamento greco, le quali come già abbiamo detto, differiscono leggermente per ortografia, ordine di parole, trasposizione di parole, ecc.

Da tutte queste copie manoscritte, essi raccolsero un testo, che gli studiosi considerarono uno dei migliori  testi greci stampati del Nuovo Testamento. Però nel loro testo essi lasciarono alternative al lettore. Ogni volta essi non erano certi quale di due letture dovevano seguire, ne ponevano una nel testo e l’altra in margine come alternativa. La lettura, in alternativa, poteva essere sostituita dal lettore nel testo.

Così i molti studiosi che hanno  speso anni per comporre curate edizioni del Nuovo Testamento a volte hanno trovato difficile determinare l’esatta lettura dei brani, dove gli antichi manoscritti differiscono. Essi hanno dovuto decidere quale manoscritto seguire. Alcuni hanno insistito che un versetto va letto come appare in un certo manoscritto e altri hanno sostenuto che esso va letto come  si trova in un altro manoscritto.

Le questioni concernenti l’esatta lettura di alcuni passi hanno causato una infinità di controversie e dispute. I fatti ora scoperti in maniera straordinaria e meravigliosa mettono fine definitivamente alle dispute e alle questioni relative all’esatta lettura di ogni passo della Bibbia. Essi forniscono una prova positiva per mezzo della quale il vero testo originale della Scrittura può essere accertato fuori di ogni dubbio.


Presentiamo un esempio di una discussa lettura del Vecchio Testamento

 

Libro di Isaia, Cap. 9, Vers. 3.

L‘American Revised Version seguendo certi manoscritti dà la traduzione del versetto come segue:

“Tu hai moltiplicato le nazioni,

    Tu hai accresciuto la loro gioia”

 

 La « Autorised Version » o « King James » segue altri manoscritti e traduce:

“Tu hai moltiplicato le nazioni,

 e non  hai accresciuto la loro gioia”.

 

Dunque la Versione Riveduta Americana dice che Dio ha accresciuto la loro gioia, mentre la Versione inglese “King James” dice che Dio non ha accresciuto la loro gioia. Quale di esse è la giusta?

Nelle copie manoscritte ebraiche questa differenza è soltanto di una lettera.

I fatti scoperti risolvono definitivamente questa questione.

Il  testo ebraico di questo passo usato  dalla “American Revised Version” mostra un complesso disegno di caratteristiche numeriche. Se solo una lettera di questo versetto venisse cambiata con un’altra l’intero disegno cadrebbe.

Il testo ebraico del passo usato nella «Autorised Version Kirig James» non mostra nessun disegno numerico. I fatti ora scoperti nella stessa struttura del passo stabiliscono definitivamente la questione della giusta lettura; essi provano che la « Revised Version » dà la dizione corretta.

Alcuni possono pensare che una questione di questo genere non faccia una gran differenza. Essi possono pensare che non è una cosa di grande importanza. Ma supponiamo che la questione fosse stata sulla dichiarazione: « chi crede nel Figliuolo ha vita » o « chi crede nel Figliuolo non ha vita » questa sarebbe stata una questione di grandissima importanza.

Il seguente è un esempio di un passo molto discusso del Nuovo Testamento. 1.a Ep. Corinti, cap. 13, ver. 3. C

Gli straordinari disegni numerici riscontrati nella struttura stessa del testo indicano anche qui quale sia l’esatta lettura di questo passo. La Revised Version segue certe copie manoscritte greche e dà la traduzione di una parte della frase del versetto così:

« se io do il mio corpo ad essere arso »

Westcott e Hort, nel loro Nuovo Testamento greco seguono altri manoscritti e danno una frase differente, essi dicono:

« se io dò il mio corpo così che possa gloriarmi ».

In greco la differenza è soltanto di una lettera. Qual è la dizione corretta? Ebbene i fatti ora scoperti definiscono in modo meraviglioso anche questa questione.

Il testo greco del passo dato da Westcott e Hort mostra un bellissimo e complesso disegno di straordinarie caratteristiche numeriche. Se una sola lettera viene cambiata con un’altra, l’ intero schema numerico cade.

Mentre il testo greco del passo dai quale è tratta la Revised Version non mostra disegni numerici. I fatti provano dunque che Westcott e Hort danno la giusta traduzione di questo passo.

 

L’ ultima parola della Bibbia

_£i0 La « Autorised Version » seguendo certe copie manoscritte greche dà la parola « Amen » come l’ultima parola della Bibbia.

La « Revised Version » ugualmente conclude la Bibbia con questa parola. Però i traduttori non sempre concordano in questo ed alcuni autorevoli omettono la parola « Amen ».

 Westcott e Hort nel loro Nuovo Testamento greco seguono altri manoscritti gre e concludono il Nuovo Testamento con la parola “santi”.

Tischendorff, Alford e altri editori differiscono.

Lo straordinario disegno delle caratteristiche numeri che, scoperte nella struttura del testo greco usato da Westcott e Hort sistemano definitivamente la questione relativa all’esatta dizione dell’ultimo versetto della Bibbia.

I fatti numerici provano che sono giusti quelli che terminano il Nuovo Testamento con la parola « santi »

 

L’esatta lettura dei passi biblici determinata con precisione.

I lettori saranno sorpresi di leggere che, i perfetti disegni numerici che intercorrono nelle strutture del testo originale della Bibbia, rendono possibile di scoprire ogni lettera o parola che possa essere stata aggiunta od omessa o posposta per errore del copista.

Ogni questione concernente la giusta lettura di un passo, ogni parte discussa, anche la più leggera variazione del testo tra i vari manoscritti, è conclusivamente definita dagli elaborati fatti numerici.

Come un astronomo, conoscendo definiti calcoli astronomici e la posizione dei vari pianeti, può determinare dove e quando certi altri pianeti appariranno, così uno che sa i calcoli numerici della  Bibbia e la posizione delle varie lettere, parole e libri, può determinare immediatamente dove certe altre lettere, parole e libri, dovrebbero ricorrere.

 

Valori della posizione e numeri d’ordine.

Il giusto ordine delle parole della Bibbia viene verificato per mezzo dei disegni numerici dei «valori della posizione» e dei « numeri d’ ordine » delle parole. Si deve ricordare che i valori numerici delle parole non subiscono variazioni spostando il loro    ordine nel testo. Il valore numerico delle parole resta invariato anche se l’ ordine delle parole è cambiato.

Perciò l’esatto ordine delle parole non può essere determinato semplicemente dai disegni dei valori numerici. I particolari disegni numerici dei « valori della posizione » e dei « numeri d’ordine » forniscono il metodo per determinare l’ordine corretto delle parole.

 Per esempio, vari manoscritti differiscono nell’ ordine del nome del nostro Signore. Alcune copie manoscritte danno in certi passi l’ordine «Gesù Cristo», mentre altre copie negli stessi passi danno l’ordine « Cristo Gesù ». Qual è giusto? Ebbene l’esatto ordine di ciascun particolare passo è definitivamente stabilito per mezzo dei disegni numerici dei valori della posizione e i numeri e delle parole. Gli straordinari disegni numerici danno sempre una definita e chiara risposta, l’ordine vero mostra disegni numerici, mentre l’ordine falso non ne mostra.

Un cambiamento nell’ ordine invariabilmente distrugge i disegni.

La giusta ortografia delle parole è determinata dai disegni dei numeri d’ordine. Per esempio in un certo passo in alcuni manoscritti le seguenti parole sono scritte: « Mariam » e « Daveid ». In altri manoscritti nello stesso passo è scritto ad esempio: « Maria» e « Davide ». Qual è l’esatta scrittura?

I disegni numerici elaborati provano conclusivamente che «Maria» e «Davide» sono l’ortografia esatta delle parole.

E’ anche possibile determinare se un certo numero di lettere debbano formare una lunga parola oppure due brevi parole.

Dato che negli antichi manoscritti non vi è punteggiatura, è talvolta difficile determinare se certe frasi sono intese in forma di comando o di domanda.

I disegni numerici dei valori della posizione definiscono anche prove di questa natura. Essi definiscono le dispute intorno alla giusta « interpretazione » di qualsiasi passo, ed anche lunghe e dibattute questioni sulla persona che scrisse certi libri della Bibbia. Per esempio, i disegni numerici provano in modo inequivocabile che l’apostolo Paolo fu lo scrittore dell’ Epistola agli Ebrei. E’anche interessante notare che un metodo « a croce », un sistema di moltiplicazione, permette di rilevare prontamente e controllare ogni errore che possa essere stato fatto a riguardo della posizione e l’ordine delle parole.

E’ davvero meraviglioso pensare ai molti sistemi di disegni che corrono attraverso ogni lettera e parola. Non solo vi è un definito schema numerico nei « valori numerici » di ciascuna lettera e parola, ma vi sono anche disegni separati nei valori della posizione, nei valori e nei numeri d’ordine di ciascuna lettera e parola. Ogni disegno serve al suo particolare fine. In aggiunta a questi separati sistemi di disegni, vi è il sorprendente metodo «a croce » e vi sono i molti altri disegni numerici che riempiono il testo biblico in maniera inconcepibile. Cosa davvero meravigliosa! Tutti questi sistemi assieme definiscono ogni questione relativa  all’ esatta lezione di un passo.

Uno schema particolare o disegno numerico è convincente abbastanza per dimostrare la divina ispirazione di ogni passo, ma quando tutti questi numerosi particolari sistemi di disegni che intercorrono attraverso ciascuna lettera o parola di un passo, sono combinati assieme, danno un argomento irremovibile. Ogni lettera e parola è intrecciata in un modo così intricato     da questi differenti sistemi di disegni che è assolutamente impossibile muovere una lettera o parola anche dalla destra alla sinistra senza distruggere questi perfetti disegni.

 L’ esatto ordine di ogni lettera o parola è definitivamente disegnato. Ciascuna di esse ha il suo proprio particolare posto. Un tale ordine perfetto, un tale complesso sistema di disegni con la loro meravigliosa precisione e accuratezza non può essere davvero venuto accidentalmente.

Per illustrazione supponiamo che i 60 o 65 pezzi di una sveglia fossero messi in una scatola. Uno potrebbe scuotere questa  scatola per anni ed anni, ma mai quei pezzi si porterebbero per caso al loro proprio posto. Il perfetto ordine e i complessi sistemi numerici della Bibbia non possono essere attribuiti al caso, od anche ad umano proposito, essi possono essere soltanto divini. La Bibbia stessa afferma che la divina ispirazione si estende non solo ad ogni frase e parola, ma anche alla più piccola lettera o più piccolo segno. In Matteo 5.17-1,8 quando Gesù disse che non uno iota o un apice della legge sarebbe passato senza essere adempiuto, egli si riferiva alla più piccola lettera e il più piccolo segno, indicando così che anche essi erano ispirati.

I fatti numerici dimostrano che le parole, le sillabe, le lettere, ed anche ogni iota ed apice sono numerati ed hanno il loro proprio particolare posto designato nel testo. Dio controllò gli scrittori e mise ogni iota ed apice giusto dove Egli volle. Egli controllò l’ortografia di ogni parola e il numero delle sue ricorrenze nei vari libri della Bibbia. E’ scientificamente provato che la Bibbia è divinamente ispirata non in senso generico, non solo « nel pensiero »ma nella parola e lettera.

 Il Gran Disegnatore progettò l’esatto ordine di ogni parola e lettera, di ogni iota ed apice. La significativa dichiarazione di Cristo « la Scrittura non può essere annullata » è stata riscontrata vera. I disègni numerici sistemano definitivamente l’esatta lezione di ogni passo biblico dove le varie copie manoscritte leggermente differiscono nell’ ordine delle, parole, nell’ ortografia, ecc. .

 Il testo esatto che fu originariamente scritto dai profeti e dagli apostoli è stato riprodotto e accertato con assoluta certezza; ogni parola, sillaba, lettera, e segno della Parola di Dio è stato restaurato nella sua originale perfezione e purezza.    L’ esatta scrittura di ogni passo discusso è stata definitivamente sistemata per mezzo dei disegni matematici e per mezzo di essi soltanto. Iddio ha davvero protetto e preservato la Sua Parola in maniera meravigliosa. Essa è venuta a noi con straordinaria perfezione e purezza, senza odore e macchia di corruzione né dentro né fuori.

Quando uno considera la somiglianza delle varie lettere e la difficoltà di copiare a mano grandi manoscritti egli converrà che le copie manoscritte, indipendentemente dalle loro leggere differenze, sono state trasmesse a noi con meravigliosa accuratezza.

In ebraico vi sono certe lettere che si assomigliano.  Per esempio, la prima lettera dell’ alfabeto ebraico significa uno, e con due piccoli puntini al disopra di essa significa mille.     La ventiduesima o ultima lettera dell’ alfabeto ebraico significa 400, ma la quinta lettera che le assomiglia moltissimo significa cinque. Un leggerissimo errore del copista provocherebbe talvolta un totale cambiamento del significato.

 

 

Le seguenti lettere potrebbero essere facilmente confuse:

ת  - ה     400 - 5

ח ה          8 - 5

ב -  נ             2 - 20

ג -  נ                3 - 50

ד ר               4 - 200

 

 

    In Deuteronomio 6 :4, se la lettera ebraica che ha il valore di 4 fosse cambiata con quella simile che ha il valore di 200, il versetto sarebbe letto:

 « il Signore Iddio nostro è un falso Signore » invece di: « il Signore Iddio nostro è unico Signore ».

Uno scambio di queste stesse lettere in Esodo 34 :14 avrebbe fatto leggere quel passo così: « tu non adorerai l’unico vero Dio». Dato che ogni lettera sta per un numero è chiaro che un cambio, anche solo di una lettera, cambia il valore numerico dell’ intero passo. L’ omissione o il cambio di un’ unica lettera, per non dir nulla di una intera parola, distrugge subito molte caratteristiche di un perfetto disegno numerico. Infatti il disegno è interarnente distrutto dall’aggiunta di una parola. In ogni caso tutto è armonia, e l’elaborato schema dei sette è subito visto. Mentre nell’altro caso tutto è confusione. Se qualche cosa di estraneo, è introdotto nel delicato sistema numerico misteriosamente posto nella Bibbia dallo Spirito Santo,è subito scoperto attraverso il sistema numerico.

 Una sorprendente illustrazione della straordinaria precisione e accuratezza resa possibile per mezzo dei fatti numerici è la seguente.

Un certo libro di « Concordanze bibliche » compilato da C. F. Hudson, verificato da H. L. Hastings e controllato da Ezra Ahbot, elenca quelli che evidentemente fu creduto che fossero tutti  i riferimenti della Bibbia ove ricorre la parola « Mosè ». Secondo la Concordanza il nome ricorre 846 volte. Questo numero è evidentemente fuori armonia con i vari disegni numerici che corrono attraverso la Bibbia. Secondo certi disegni numerici il nome avrebbe dovuto ricorrere un numero di volte multiplo di sette.

Ma 846 non è multiplo di 7; 847 sì, è formato di 121 x 7: Qual”è stata allora      la soluzione? Era stata omessa una riferenza dal libro delle Concordanze? Ebbene sì, una riferenza su Mosè che quel libro non aveva elencata fu trovata nell’ epistola agli Ebrei.

Agli studiosi che prepararono quel libro sfuggì evidentemente quel riferimento, ma l’errore è stato denunciato dai disegni numerici.

 

 Sei importanti questioni definitivamente risolte dai fatti scoperti.

Tre di queste questioni sono già state discusse e definite; vengono ora presentate le altre tre.

1)              I fatti numerici ora scoperti chiariscono definitivamente  la questione sul giusto numero dei libri che la Bibbia deve contenere.

La Chiesa Cattolica e la Chiesa Greca includono nel Vecchio Testamento delle loro Bibbie 14 libri conosciuti come Apocrifi che gli Evangelici non includono. I libri apocrifi hanno la data dal 300 A.C. al 100 d. C. Ad eccezione di questi libri le Bibbie cattoliche e greche sono praticamente identiche alle evangeliche. Qual è il numero giusto dei libri della Bibbia?

Vi sono molti meravigliosi disegni numerici che intercorrono in tutti i 66 libri della Bibbia Evangelica formando un intero disegno che lega questi libri in una grande unità. Se un solo libro viene aggiunto o tolto, certi singolari disegni numerici o catene che legano questi libri assieme sono completamente distrutti. Inoltre non vi è più traccia di caratteristiche numeriche o disegni nel testo degli apocrifi.

Così è provato che le Bibbie della Chiesa Cattolica e Greca per quanto riguarda il numero dei libri, non sono giuste. I fatti numerici agiscono come un controllo automatico contro mescolanze sul numero dei libri divinamente stabilito.

 

 2)    I fatti ora scoperti decidono anche definitivamente la questione concernente il giusto ordine dei libri della Bibbia. I libri della Bibbia Inglese sono disposti in un ordine differente da quello in cui si trovano nel testo ebraico e nel testo greco. L’ordine dei    libri come è dato nell’ originale ebraico e greco non è accidentale, ma divinamente designato. Un sorprendente disegno numerico corre attraverso i numeri   d’ordine dei libri in un modo così meraviglioso che se i libri fossero tolti dal loro giusto ordine lo schema numerico cadrebbe. I fatti numerici agiscono pure da controllo automatico contro alterazioni dell’ordine divinamente designato dei 66 libri della Bibbia. Cosa veramente meravigliosa!

 

3)    I fatti scoperti decidono anche la lunga e discussa questione riguardante la cronologia della Bibbia. Le date esatte degli eventi della Bibbia dal tempo di Adamo sono esaminate e definitivamente confermate nella loro esatta sequenza per mezzo di accurati disegni numerici tratti dalla struttura stessa del testo. I disegni forniscono i dati per un esatto sistema di controllo cronologico in cui le più notevoli date della storia biblica si dividono esattamente per sette. Questo è veramente un grande argomento. Dei volumi potrebbero essere scritti in merito alla relazione tra i fatti numerici e la cronologia della Bibbia. Il soggetto è così vasto che nessun tentativo di discussione viene fatto nella presente pubblicazione.

 

 Lo scrittore, naturalmente, non ha tentato di dare un pieno  e particolareggiato trattato sulla scienza dei « Numeri Biblici » ma si e semplicemente sforzato di presentare una sistematica narrazione della natura e dello scopo di questa scienza ora scoperta. Molti  rami di essa, ad esempio, i valori della posizione, i valori, i numeri d’ordine, il numero dei libri, la cronologia e altri complessi sistemi di disegni, sono stati appena menzionati. Nondimeno il lettore potrà ora averne un’idea generale.

Gli straordinari fatti numerici e i disegni esistenti nella struttura stessa del testo originale biblico sono incancellabili. Essi sono impressi e tessuti nel testo in un modo così meraviglioso che nessun potere sulla terra può cancellarli. Sono tessuti nella Parola di Dio come la filigrana è tessuta in un biglietto da mille per garantirne la genuinità; sono impressi sulle pagine della Scrittura come il marchio è impresso a rilievo nelle carte d’identità. Essi difendono la Bibbia da ogni errore ed interpolazioni come gli intricati disegni di una banconota la guardano dalle contraffazioni.

 Dio ha suggellato la Sua Parola in un modo veraménte meraviglioso!

 

I profondi disegni numerici contenuti nella struttura stessa del testo biblico non sono soltanto al di là degli intendimenti degli scrittori stessi della Bibbia, ma indubbiamente gli scrittori nulla sapevano della formazione e presenza nel testo di questi complicati disegni.

Indubbiamente questi uomini erano così completamente controllati dalla potenza e dalla sapienza di Dio nello scrivere le esatte parole che essi erano totalmente ignari del fatto che ogni lettera e parola era predisposta secondo un piano aritmetico definito. Senza dubbio gli scrittori erano inconsci del fatto che lo Spirito introduceva, intrecciava e misteriosamente nascondeva dei bellissimi intricati disegni nella struttura stessa dei loro scritti. Pertanto i passi della Bibbia sembrano essere totalmente privi del più lieve tentativo di disegno, essi si leggono benissimo e con naturalezza. E stato dimostrato che la vasta struttura numerica della Bibbia e opera soprannaturale, divina, essendo assolutamente impossibile ad esseri umani di costruire un libro con tali meravigliosi disegni aritmetici, mentre è soltanto la normale opera di Dio, il grande  Creatore, Colui che ha posto accuratamente i numeri in tutta la natura .

 Il sistema numerico di Dio è impresso su tutte le Sue opere. Tutti i regni della natura sono basati su un sistema aritmetico; grandi leggi matematiche governano le attività dell’intero universo.

Per esempio, nella sfera della luce vi sono esattamente sette colori. I sette colori uniti assieme formano la luce. Nella sfera della musica vi sono nella scala esattamente sette toni interi, mentre ogni otto note comincia una nuova ottava che è semplicemente una ripetizione della prima nota. I sette colori corrispondono alle sette note della musica, e i suoni che armonizzano corrispondono ai colori che armonizzano, mentre le discordanze nei colori corrispondono alle discordanze nella musica. Il corpo umano è completamente rinnovato ogni sette anni. Ogni parte del corpo elimina costantemente il materiale logorato e costantemente riceve l’apporto di nuovo materiale vivente. In sette anni l’intera struttura è cambiata fino nel più piccolo particolare e diventa realmente un nuovo corpo. In certe malattie, il settimo, il    quattordicesimo, il ventunesimo sono giorni critici. Il polso dell’uomo batte più lento ogni sette giorni se è malato o sta bene; In malattie generate da esaurimenti fisici, il polso cambia ogni settimo giorno.

Nell’ essere umano il periodo di gestazione è di 280 giorni (7 x 40). Il sette è impresso su tutta la fisiologia. Non notevole il    fatto che Iddio ordinò di esservi ogni sette giorni, un giorno di riposo? e che Egli dichiarò gli anni dell’uomo sono settanta (7 x 10)?

 Negli animali, il periodo di gestazione del topo è 21 (7 x 3) giorni. La lepre 28 (7 x 4) giorni. Il gatto 56 (7 x 8) giorni. Il cane 63 (7 x9) giorni. Il leone 98 (7x14) giorni. La pecora 147 (7 x 21) giorni. Negli uccelli l’incubazione normale è di 21 (7 x 3) giorni. L’anitra 28 (7 x 4) giorni.

Le leggi matematiche divine sono in opera in tutti i rami della natura. Talvolta un certo numero è il fattore dominante e alle volte in altro è il numero base.

 

La legge divina nel disegno dei fiocchi di neve ha per base il numero sei. Tutti i fiocchi di neve sono diversi eppure essi sono tutti ugualmente con sei punte o sei lati.

 Il numero undici come il sette è impresso nella musica. Il numero delle vibrazioni al secondo per ciascuna nota è un multiplo di  undici, e la differenza nel numero delle vibrazioni tra ciascuna nota è anche un multiplo di undici. Per esempio la differenza tra      il do e il re è 33, tra il fa e il sol è 44, sempre un multiplo di undici.

La scienza della botanica rivela che le diverse parti dei fiori sono disposte secondo particolari numeri e i loro multipli. Per esempio, il numero base del ranuncolo è cinque. Vi sono 5 sepali nel calice, 5 petali nella corolla, 5 carpelli nei pistilli; 15, 20, 25 o qualche altro numero che è sempre multiplo di 5 gli stami nell’androceo.

 Similmente il numero base dell’asfodelo è 3, quello della reseda è 4, quello della rosa selvatica 5, ecc. Così Iddio segna la Sua creazione con un segno matematico.

Nella chimica due sostanze non possono essere unite senza osservare delle precise proporzioni matematiche. I pianeti dei cieli sono governati secondo leggi matematiche. La natura non opera a caso, ma secondo un piano.

 Il sistema numerico di Dio si trova nell’intero universo molto più esteso di quanto comunemente si supponga. Si potrebbero scrivere dei volumi per mostrare i disegni nella natura. Dio è il grande matematico di tutta la creazione. Ogni settore della natura porta la Sua matematica firma.

 

« Iddio fece i due gran luminari, e le stelle... e li mise nella distesa del cielo per recar la luce sopra la terra » Gen. I. 16-17

«Egli conta il numero delle stelle » Salmo 147,4

« Egli fa uscir fuori, e conta il loro esercito » lsaia 40,26

 Iddio « ha misurato le acque nel cavo della mano, e prese le dimensioni del cielo con la spanna, e raccolto la polvere della terra in una misura e pesato le montagne con la stadera e i colli con la bilancia » Isaia 40,12

 

Se Iddio mise le stelle nel loro proprio ordine e le contò e misurò le acque e pesò le montagne, c’è da sorprendersi o è incredibile che Egli abbia posto le parole e le lettere del suo libro in esatto ordine, e le abbia annoverate e disposte in combinazioni numeriche?

Lo stesso Dio che creò l’universo ed ebbe cura di combinare disegni intricati nel più piccolo particolare della creazione, ha preso la stessa cura per la Sua Parola. Egli ha posto la stessa particolarità in entrambi.

 

« i capelli stessi del vostro capo sono contati » Matteo l0,30

 

 La parola contati in greco è “arithmeo” la stessa parola da cui è derivata la parola « aritmetica ». Se Dio conta i capelli stessi dei nostri capi, è strano che Egli abbia contato le parole e le lettere della Sua Scrittura?


CAPITOLO IX.

 CHI HA SCOPERTO I FATTI? COME E QUANDO FURONO SCOPERTI? PERCHE’ NON FURONO SCOPERTI PRIMA?

 

  La scoperta delle migliaia di fatti numerici sotto la superficie stessa del testo originale della Bibbia è stata l’opera dell’intera vita di un solo individuo: il Dr. Ivan Panin, famoso scienziato russo.

Tra le migliaia di persone che hanno letto il testo ebraico e greco della Bibbia, Ivan Panin fu il primo a scoprire gli straordinari fatti numerici.  Oggi, dopo più di un mezzo sècolo di diligente e tedioso lavoro su queste sorprendenti scoperte numeriche, il Dr. Panin, nel suo 86° anno di età, presenta una lista difatti che meravigliano il mondo.

 I manoscritti originali del suo lavoro consistono in circa 40.000 pagine; su queste pagine, molte delle quali sono ingiallite dal tempo, il Dr. Panin ha accuratamente scritto una infinità di numeri.

La complessità del suo lavoro ha richiesto un assiduo lavoro da 12 a 18 ore giornaliere durante un periodo di cinquant’anni. Nella scoperta di queste migliaia di fatti numerici il Dr. Panin ha compiuto un’opera vivendo una vita totalmente diversa da quella che ogni altro essere umano ha vissuto. Veramente egli ha un posto tra i più grandi e famosi uomini nella storia del mondo.

Un individuo la cui opera è stata così eminente come quella del Dr. Panin merita un intero libro alla sua biografia. Però qui in poche pagine l’autore ha tentato di presentare alcuni dei fatti più importanti di questa distinta persona e dell’opera sua.

Il Dr. Panin nacque in Russia il 12 dicembre 1855. Fu da giovane un attivo nichilista e partecipò in azioni contro lo Zar e il suo governo e ben presto venne esiliato dalla Russia. Dopo aver passato alcuni anni in Germania, andò negli Stati Uniti, entrò nell’Università Harward e fu amico personale del famoso Prof. William James e del Preside dell’« Harvard » Eliot.

 Fu un brillante allievo e si addottorò in Critica Letteraria. Terminati i suoi giorni di studente divenne un assiduo lettore e scrittore sul soggetto di critica letteraria. Tenne conferenze su Carlyle, su Emerson, su Tolstoi e sulla letteratura russa, ecc. e riceveva 200 dollari ognuna. Esse erano tenute in collegi ed esclusivamente nei principali circoli letterari degli Stati Uniti e del Canada. Durante, questo tempo il Dr. Panin era un convinto agnostico così ben conosciuto che, quando lasciò il suo agnosticismo ed accettò la fede cristiana, i giornali portarono a grossi titoli la notizia della sua conversione. Il prof. James che era reputato di essere il più grande metafisico del suo tempo, commentò: « che peccato che Panin si sia dato alla religione. Un grande filosofo è stato perduto ».

 Prima della sua conversione il Dr. Panin scrisse circa tremila aforismi e molti rimarchevoli saggi che sono un ricordo dei suoi giorni di Maestro di Critica Letteraria. Fu anche editore di due giornali quotidiani, un apprezzato scrittore ed un brillante ed eloquente oratore.

 

Come e quando il Dr. Panin scoprì il primo di questi fatti numerici.

   E’ stato nel 1890 che il Dr. Panin fece la scoperta che una sorprendente struttura matematica era contenuta nel testo e nelle parole del Nuovo Testamento greco. Stava casualmente leggendo il primo versetto dell’evangelo di Giovanni in greco: « Nel principio la Parola era, la Parola era con (il) Dio, la Parola era Dio » quando nella sua mente venne la domanda: Perché la parola greca Dio è preceduto in un caso dall’ articolo e nell’altro no? Allora in una colonna fece la lista di tutti i passi del Nuovo Testamento in cui la parola « Dio » ricorre con l’articolo e in un altra colonna fece la lista di tutti i passi dove la parola «Dio » ricorre senza l’articolo. Nel confrontare le due somme egli fu colpito dalla relazione numerica tra di esse. Egli allora fece lo stesso procedimento sulla Parola « Cristo » e su altre parole e trovò sorprendenti fatti numerici. Questo fu il principio delle sue profonde scoperte numeriche che sono ora chiamate la scienza dei numeri biblici.

 Il Dr. Panin ha usato il testo greco di Westcott e Hort come base del suo lavoro, però non ha totalmente confinato se stesso su quel testo. Una volta scoperta la prima caratteristica nel 1890 il Dr. Panin ha ardentemente dedicato la sua vita intera a questo definito e specifico proposito.

Per mezzo secolo, egli ha lavorato fedelmente e instancabilmente con indèfessa perseveranza. Egli dedicò se stesso così persistentemente a contare lettere e parole, figurando valori numerici, facendo concordanze, e risolvendo problemi matematici, tanto che diverse volte la sua salute ne risentì.

 Senza riguardo al tremendo sforzo mentale e fisico egli lavorò fedelmente e diligentemente per 50 anni consecutivi. Il Dr. Panin non si lasciò distogliere da nulla nell’adempimento della sua opera vitale. Una volta gli venne offerta una posizione tentatrice come preside di un collegio, ma egli rifiutò l’offerta. Egli preferì piuttosto dedicare la sua vita alla scoperta dei fatti numerici e disastrare la divina ispirazione della Bibbia.

 Dal 1890 il Dr. Panin confidò in Dio per il proprio sostenta   mento. Alcuni pensano che è strano davvero che egli abbia potuto cessare le sue redditizie conferenze serali di critica letteraria a 200 dollari, per dedicarsi al conteggio dei numeri delle lettere e parole della Bibbia.

Questa distinta persona fu un uomo di straordinarie risorse; possedeva una mente acuta ed una grande abilità di analisi. Egli è eminentemente scientifico; non ammette nulla ma basa tutto su fatti osservati, fatti positivi, irrefutabili. Egli proseguì la sua via con calma e in modo positivo. Fu completo signore di se stesso e dei fatti scoperti.

Il Dr. Panin fu un ardente e devoto cristiano, un figliuolo di Dio « nato di nuovo ». La sua piacevole personalità denotava la presenza di Cristo che abitava in lui. Egli e sua moglie vissero una quieta ed umile vita in una piccola fattoria canadese, lontano dalla turbinosa attività della città. Panin molto modesto e conservatore, preferiva esser chiamato Signor Panin piuttosto che Dottor Panin, ed era riluttante alla pubblicazione di fatti concernenti la sua vita. Egli sostenne che gli apostoli lasciarono poco e nessuna storia di loro stessi, ma esaltarono invece Cristo.

 

L’estensione dell’opera deI Dr. Panin

   Fu necessario per il Dr. Panin preparare e costruire appositi « attrezzi » prima che egli potesse cominciare il reale lavoro di scoprire le migliaia di fatti numerici nella struttura della Bibbia. Egli dovette costruire concordanze, vocabolari, ed altre simili analisi della Bibbia le quali richiesero la più perfetta accuratezza anche nel più piccolo particolare.

   Egli preparò specialmente un dizionario delle concordanze delle parole del Nuovo Testamento greco che consiste di un migliaio di pagine e contiene ognuna delle 137.903 ricorrenze delle parole del Nuovo Testamento greco.    Le parole sono disposte in ordine alfabetico e tutte le referenze dei capitoli e versetti sono chiaramente elencate sotto ciascuna parola.

 Naturalmente certe parole ricorrono centinaia di volte nel Nuovo Testamento; tuttavia ciascuna ricorrenza è elencata nel dizionario. Il migliore dizionario delle concordanze stampato   non era completo abbastanza nè abbastanza accurato per l’opera di Panin; così fu necessario che egli si costruisse un dizionario suo proprio.

 Il   dizionario appositamente formato dal Panin per le declinazioni delle parole del Nuovo Testamento è un manoscritto di oltre 200 pagine. E’ formato sul medesimo tipo del primo e contiene circa il doppio di citazioni.

La compilazione di questi due manoscritti, fu è inutile dirlo, una non lieve impresa. Più di sei anni di tedioso e continuo lavoro furono necessari per compilarli. Ma ciò non è tutto. Panin dovette preparare dei libri speciali per ciascun vocabolo del Nuovo    Testamento greco.

E’ un dizionario strettamente scientifico. Ogni    parola del Nuovo Testamento è elencata e vi sono 16 colonne di dati numerici per ciascuna parola. Quattro colonne contengono il numero d’ordine, il valore della posizione, il valore numerico, il valore dinanzi a ciascuna parola. Dietro della parola vi sono ancora dodici colonne che contengono il numero delle ricorrenze, il  numero delle forme, delle sillabe, delle lettere, degli scrittori, dei , libri, ecc.

La complessità di questo dizionario richiese più di due anni  di strenuo lavoro. In alcuni luoghi il Dr. Panin ha segnato certe parole in verde, in rosso, in blu, in porpora; ogni colore ha un particolare    significato.     

Tutto questo lavoro era soltanto la preparazione di alcuni « attrezzi » che erano necessari  prima che il Dr. Panin potesse cominciare il reale lavoro di scoperta delle innumerevoli migliaia di fatti numerici.  Da quando il lavoro fu cominciato il Dr. Panin ha accumulato 40.000 pagine di materiale sulle quali egli ha fatto calcoli, sviluppato problemi aritmetici e catalogato fatti numerici. Su queste pagine egli ha, pensosamente e in preghiera, scritto una infinità    di piccoli e netti fatti caratteristici. La sua opera consta di parecchi volumi e le sue scoperte sono senza fine.

E’ degno di nota che il Dr. Panin non ha fatto il suo lavoro   per pagamento, nè egli pagò qualcuno per assisterlo. Durante questi anni egli non è stato aiutato da un capace segretario, né da persone che lo assistessero in altri settori della sua impresa. Egli ha sentito che questo tipo di lavoro non poteva essere fatto per un « salario ». Gli abbisognavano delle persone volontarie che si volessero dedicare a questo servizio pel Signore; delle decine di giovani vigorosi e pieni di risorse che avessero entusiasmo per la causa, non delle persone che chiedessero un salario.

   Per molti anni quando Panin cominciò il suo lavoro, sperò e pregò anche per un piccolo numero di persone che volessero stare con lui e assisterlo nel lavoro per il Signore, ma sembrava che molti non avessero tempo, altri non fossero interessati, ecc, così egli dovette andare avanti da solo. Per molti anni egli faticò, qualche volta, scoraggiato e triste, ma il suo lavoro non fu vano.

 Finalmente egli trionfò su ogni ostacolo e difficoltà. Dopo più di mezzo secolo di continuo lavoro e inflessibile perseveranza egli potè vedere la sua opera compiuta oggi, come un risultato della sua fede e del suo coraggio, presenta un compendio di fatti che stupiscono il mondo.

Il fatto che il Dr. Panin potè compiere questa, immensa opera  da solo è davvero una testimonianza della sua intelligenza. L’autore non conosce nella storia altro esempio di perseveranza e diligenza che eguagli o che si possa paragonare ai cinquanta anni di continuo lavoro di questo uomo unico. Veramente il Dr. Panin è un gigante intellettuale e un lavoratore prodigioso.  

Il compendio delle concordanze espressamente da lui formato, i dizionari, e molte pagine degli altri dati numerici, sono ora ingialliti dal tempo. Questo materiale è stato temporaneamente affidato agli scienziati del « Nobel Research Foundation » per studi ed investigazioni. Le precedenti pagine ci hanno dato un barlume dell’esteso  lavoro compiuto dal Dr. Panin. Le parole mancano per descrivere in modo adeguato questa grande opera. Dire che è straordinaria non basta davvero!

Due elevati risultati del lavoro della vita del Panin sono:

Il «Nuovo Testamento greco numerico»    e

il « Nuovo Testamento inglese numerico ».

Entrambi i volumi sono altamente raccomandabili e sono come studio due capolavori.   

 Il « Nuovo Testamento greco numerico» è un Nuovo Testamento greco completo senza alcuna lettura alternativa. Il testo fu stabilito per mezzo dei disegni numerici ora scoperti che, pervadono la Scrittura. Il Dr. Panin ha definito ognuna delle letture alternative lasciate da Westcott e Hort nel loro testo greco del Nuovo Testamento. Egli presenta un puro e accertato testo greco, un indiscutibile testo che è esattamente identico a quello degli originali manoscritti che scrissero gli apostoli per ispirazione di Dio. Esso è il primo Nuovo Testamento pubblicato che ha il suo    testo basato sulle nuove scoperte numeriche della struttura biblica, un capolavoro davvero! E’ un volume di 514 pagine edito dalla « Oxford University Press » e pubblicato da « The Book Society Canada » Toronto.

 

Il « Nuovo Testamento inglese numerico» è la traduzione di Panin del suo Nuovo Testamento greco. Lo scopo principale della sua traduzione inglese, oltre a quello di fornire un testo puro, è quello di porre il lettore, tanto quanto è possibile, sullo stesso punto d’ appoggio del greco. Esso .è veramente una superba opera di inglese, benchè esso segua strettamente il testo greco e sia il più    letteralmente possibile, una traduzione dell’originale.

 I molti anni di studio del Dr. Panin e le sue accurate indagini su ogni iota ed ogni apice del testo originale della Bibbia,. nonchè la sua abilità come elevato uomo di lettere, fanno di lui un capace e provetto traduttore. Il suo Nuovo Testamento è indiscutibilmente la più bella ed accurata traduzione inglese. E’ una delle più recenti traduzioni  pubblicate ed è l’unica che ha il suo testo basato sulla struttura numerica ora scoperta. Gli studiosi della Bibbia non farebbero giustizia al loro lavoro se essi non studiassero questa splendida edizione. E’ un volume di 610 pagine di netti e chiari caratteri,    stampato dalla « Oxford University Press » e pubblicato da «Clarke, Irvin Co. Toronto».     Alcuni hanno pensosamente tentato di verificare il lavoro del Dr. Panin contando le lettere e le parole nella loro traduzione inglese « King James» o in altre traduzioni della Bibbia. Non è possibile trovare nelle traduzioni le stesse caratteristiche che Panin scoperse nel testo ebraico e greco. Questo è facilmente comprensibile.

Per esempio, la frase greca: Edakrusen O’Iesous è una frase di tre parole, ma tradotta in inglese diventa di soltanto due parole: Jesus wept (Gesù pianse).

Vi sono sedici lettere nella frase greca, ma soltanto nove nella traduzione inglese. Vi sono sei lettere nella parola greca ‘IhsouV  ma soltanto cinque nella sua traduzione inglese « Jesus ». Inoltre le lettere dell’alfabeto inglese non hanno i valori numerici come    hanno le lettere ebraiche e greche. Anche le parole non sono semplicemente tradotte in altre lingue. Un esempio è la parola Venice in inglese, che in francese è Venise, in tedesco è Venedig mentre in italiano è Venezia. Le caratteristiche numeriche scoperte dal Panin non sono basate sulle lettere e parole di qualsiasi traduzione inglese o di altre traduzioni della Bibbia. Esse sono basate interamente sulle lettere e parole dell’ebraico e del greco in cui la Bibbia originalmente fu scritta. Perciò si può facilmente capire che per molti lettori è difficile verificare un gran numero delle dichiarazioni del Panin.

A beneficio dei lettori studiosi, il Dr. Panin ha pubblicato     speciali monografie nelle quali ha dato i testi greci di numerosi  passi della Bibbia. Nelle monografie, egli ha incluso il dizionario e molti altri dettagli dei dati numerici che concernono i vari testi.

Le carte e le tabelle dei calcoli furono messe a disposizione in modo che, nessuno potesse dire di essere impossibilitato di controllare le scoperte del Dr. Panin. Gli originali dati numerici hanno messo in grado gli studioso di verificare facilmente ogni dichiarazione che Panin ha fatta nelle sue monografie. Attraverso gli anni, il Panin ha mandato queste copie stampate di dati numerici agli studiosi che si interessavano della materia.

 La sua migliore abilità sta in questo: che nessuno più ignora le sue scoperte.    Una volta, anni fa, il Dr. Panin mandò una parte del suo materiale numerico con dizionario e dettagli a nove razionalisti che rispettosamente e pubblicamente invitò a confutare.    Egli sfidò, per mezzo della stampa, il Dr. Charles W Eliot, preside dell’Harvard University, il Prof. J.Henry Thayer anche dell’Harvard, il Dr. W.R. Harper, Preside dell’Università  di Chicago, il Dr. Minot J. Savage ed altri, dicendo: « Signori, volete voi cortesemente confutare i miei fatti? Volete voi confutare le conclusioni? ».

Il Dr. Panin ricevette parecchie risposte. Uno disse che era molto interessato nei suoi fatti aritmetici, due scrissero che si dispiacevano di non aver tempo per porvi attenzione, un altro «…non per essere scortese », ma gli altri silenzio.

 Alcuni anni fa, alcuni dati numerici del Dr. Panin apparvero in  una edizione domenicale del giornale «. New York Sun » di cui  riportiamo uno stralcio.

 « Vi sono tre modi, e tre modi soltanto in cui confutare i miei argomenti.

1°)     Nel dimostrare che è possibile che due libri siano stati  scritti ciascuno uno dopo  l’altro; che è possibile per otto uomini (gli otto scrittori del Nuovo Testamento) di scrivere a turno, ciascuno dopo gli altri sette; che è possibile per 27 libri (Nuovo Testamento) di essere stati scritti ciascuno a suo turno per ultimo; che è possibile per 537 pagine (Nuovo Testamento greco edizione    Westcott e Hort) di essere state scritte ciascuna a suo turno per ultima.

2°)     Il mio argomento può anche essere confutato col dimostrare che i fatti che io presento non sono fatti, che la lettera greca Alfa non corrisponde a uno, la lettera Beta a due, la lettera Gamma a tre, e così via; che le addizioni che io ho fatte non sono addizioni, in breve che i fatti numerici che io ho presentati ai lettori del « Sun » sono finzioni, frodi, miserabili truffe.

3°)     In ultimo, il mio argomento può anche essere confutato col dimostrare che, sebbene i miei fatti siano veri, i miei calcoli giusti le mie sistemazioni di numeri oneste, degli uomini possono avere scritto ciò senza ispirazione da alto. 

“Nessun uomo sano di mente cerchi di confutarmi col primo modo. Per confutarmi col secondo modo io rispettosamente invito qualcuna o tutte le seguenti persone a provare che i miei fatti non sono fatti: i signori Lyman Abbott, Washington Gladden, Herbert Newton, Minoy J. Sagave, il Preside Eiot dell’Harvard, White of Cornell, e Harper dell’Università di Chicago, Prof. J. Henry Thayer dell’Harvard e il Dr. Briggs e ogni altro preminente critico. Essi possono associare a se stessi, se così preferiscono, tutti i collaboratori della nona edizione dell’Enciclopedia Britannica che scrisséro i loro articoli su soggetti biblici, assieme ad una dozzina di matematici del calibro del Prof. Simon Newcomb. Più, pesante è il calibro di alcun altro erudito o matematico e più ne sarò soddisfatto.

   « Essi troveranno che i miei fatti sono fatti. E siccome essi sono fatti positivi, io sono pronto a portarli ai tre più illustri avvocati o meglio ancora, a qualsivoglia giudice di alta o suprema corte, e rimettere alla sua decisione se la conclusione non è che soltanto la ispirazione può spiegare i fatti, se essi sono dei fatti. 

« Tutto ciò che io vorréi chiedere è che il giudice tratti la causa come qualsiasi altra causa che viene dinnanzi a lui, rifiutando di ammettere argomenti di discussione irrilevanti quando  essi sono irrilevanti e ascoltando pazientemente entrambe la parti, come egli fa in ogni processo>>.                 

 

Nessun tentativo fu fatto per colpire gli innegabili fatti di Panin  e la sua inevitabile conclusione. Anche un accanito critico  non può far nulla contro di essi, tutto ciò che può fare è ignorarli. Sono forse i disegni di Panin sbagliati? Se è così, dove sono sbagliati? Se non lo sono, allora il loro valore è indiscutibile. Non  si può discutere con la matèmatica.

 

Perché i fatti numerici non furono scoperti prima?

 Sembra che vi sia una ragione perché i mille fatti numerici misteriosamente nascosti siano rimasti celati così tanti secoli prima che essi venissero finalmente rivelati. La scoperta di questi fatti fu senza dubbio impedita fino a questo giorno od età, perché lo Spirito Santo di Dio che pose queste caratteristiche nella struttura della Bibbia previde che i più grandi attacchi mai lanciati contro la Bibbia sarebbero accaduti nell’età in cui ora viviamo.

I più fieri attacchi che mai siano stati fatti contro la Bibbia sono cominciati anni fa quando le forze del modernismo e dell’alta critica cominciarono i loro abili attacchi interni. Mai prima nella storia della Chiesa, la Bibbia è stata fatta a pezzi da coloro che professano di essere ministri e maestri e di amarla. Prima di questi ultimi giorni, solo gli atei e gli scettici arditamente negavano e mettevano in ridicolo la Bibbia ma recentemente i modernisti che stanno dietro ai sacri pulpiti negano e mettono in ridicolo lo stesso Libro per cui sono pagati d’ insegnare.

Oggi degli uomini chiamati « cristiani» attaccano la Bibbia, mentre essa dovrebbe essere difesa da chiunque si chiama cristiano. Se gli uomini fossero così incoerenti negli affari, essi sarebbero immediatamente dimessi dalle loro posizioni. Gli alti critici e i così chiamati pensatori scientifici in supposti seminari cristiani disgraziatamente tentano di ridurre la Bibbia a niente di più che una   raccolta di scritti umani, pieni di inesattezze, di contraddizioni e divagazioni d’umana immaginazione.

    Questo attacco contro la Bibbia è venuto dall’ interno della Chiesa stessa e come risultano molti semplici membri di chiesa sono stati sviati dal sostituente modernismo. Il presente attacco alla Bibbia è contro l’intero fondamento della fede cristiana « la divina inspirazione delle Scritture» ed è    davvero il più abile e duro attacco nèlla storia della Chiesa.

E’ meraviglioso sapere che la Bibbia è gloriosamente resistente a questo ultimo tentativo di distruggerla, come ha resistito a tutti gli altri tentativi fatti da parte dei suoi nemici nel passato.    Gli straordinari fatti scientifici scoperti nella struttura della Bibbia stessa dovevano senza dubbio essere rivelati come una improvvisa arma di combattimento per la crisi finale.

Lo Spirito Santo che ha voluto che queste caratteristiche numeriche fossero così disposte sotto la struttura della Bibbia, prevedeva evidentemente che sarebbe venuto un giorno in cui critici distruttori e modernisti avrebbero attaccato il Suo libro e avrebbero tentato di discreditarlo.

Egli antivedeva indubbiamente che sarebbe venuto il giorno in cui, atei e miscredenti organizzati, avrebbero fatto il loro massimo sforzo per rovesciare la Bibbia. Perciò Egli pose queste serie di divine impronte nella struttura stessa del testo per fornire un’ indiscutibile prova della sua origine divina e per assicurare la sua purezza. Egli le nascose in un modo misterioso e le fece rimanere nascoste fino a un tempo determinato: questo particolare tempo nella storia della Chiesa in cui molti non hanno più rispetto per la Bibbia, e in cui vi è un grande bisogno di una simile evidenza.

Modernisti e alti critici cominciarono la loro opera distruttiva molti anni fa. Però è stato soltanto durante gli ultimi sessanta anni che il loro lavoro è progredito rapidamente ed è stato seriamente sentito. Non è strano che nello stesso tempo, sessant’anni fa, la divina struttura numerica della Bibbia fosse scoperta? Non è strano che la scienza dei numeri della Bibbia appaia nell’età della scienza? Non è strano che nello stesso tempo in cui l’ateismo stava facendo i suoi piani per controllare la Russia, Iddio stava preparando un russo alla scoperta delle migliaia di fatti numerici, fatti che avrebbero scientificamente provato la soprannaturale origine e il carattere della Bibbia, fatti che avrebbero frantumato tutti gli argomenti degli Atei, dei Modernisti, e degli alti critici?

 

Due cose che ogni lettore deve ricordare.

 1°) La straordinaria prova della ispirazione della Bibbia del Dr. Panin non è stata fatta su semplici teorie e conveniente fraseologia, ma su fatti positivi, fatti che sono presentati secondo la inesorabile legge della logica. Se una persona vuole solo aprire i suoi occhi e prendere conoscenza da sè dei fatti, se vuole ascoltare la ragione, è inevitabilmente costretta ad ammettere che i fatti di Panin provano che la Bibbia non è un libro umano, ma è un libro soprannaturale ispirato da Dio.

 Il Dr. Panin presenta una straordinaria prova, una reale dimostrazione secondo la legge del disegno, così semplice che ogni semplice studente può facilmente capirla. L’origine soprannaturale e il carattere della Bibbia sono ora convincentemente e scientificamente dimostrati per la completa soddisfazione di ogni persona imparziale ed intelligente.

 

2°) Però, il fatto che una simile prova scientifica è dinanzi a tutti, non vuol significare che tutti gli atei, gli increduli e gli alti critici del mondo accetteranno ora la Bibbia come un libro  dato e inspirato da Dio.        «L’iddio di questo mondo (Satana) ha accecato le menti di coloro che non credono affinché la luce del glorioso evangelo di Cristo, il quale è l’immagine di Dio, non risplenda a loro>>.   (2 Cor. 4,4).

«L’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio: perché gli sono pazzia, e non le può conoscere, perché esse si giudicano spiritualmente ». (1 Cor. 2.14).

«Questa è la condanna, che la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perchè le loro opere erano malvagie». (Giov. 3.19).

 I lettori non siano indebitamente allarmati o sorpresi quando  trovano qualcuno che rifiuta questa dimostrazione scientifica. La Bibbia non insegna che tutti accetteranno le Scritture e che tutti saranno salvati.

L’attuale dimostrazione convincerà ogni persona sincera e di mente aperta, ogni persona che vuol « vedere » e credere. Però vi sono sempre coloro che deliberatamente rifiutano di vedere e credere senza riguardo alcuno dell’evidenza della prova presentata.

 La dimostrazione scientifica potrà mai convincere quelli  che deliberatamente chiudono i loro occhi alla verità e semplicemente rifiutano di guardare. Il fatto che alcuni non sentono il bisogno di essere convinti non è argomento contro questa straordinaria prova, perchè gli indiscutibili fatti restano inalterati nella struttura della Scrittura senza riguardo dell’opinione od attitudine degli increduli. Coloro che accettano questa dimostrazione sono essi pure totalmente impotenti quando si trovano di fronte a coloro che non vogliono ascoltare.    Le persone che deliberatamente ignorano i fatti, sono in uno stato pietoso. La ragione e la logica per essi non significano nulla: essi commettono un « suicidio intellettuale ,

 I lettori non debbono neppure essere sorpresi ed allarmati nel trovare che questa straordinaria dimostrazione scientifica è fatta oggetto di critiche e di attacchi. Gli increduli di questa prova di divina ispirazione, non possono essere soddisfatti soltanto del loro rifiuto, ma essi vogliono andare oltre, tentando di influenzare gli altri contro di essa. La prova, è supremamente importante, ardita e positiva; essa ha una influenza ed effetto vitale su ogni essere umano. Naturalmente ad una simile prova si deve aspettare una aperta opposizione. Si deve ricordare che è opera di Satana alimentare dubbi ed incredulità. Egli agì in modo che, il genere umano discutesse la parola di Dio sin dal principio col dire: « Iddio ha veramente detto....? »    (Gen. 3:1). Satana ha sempre combattuto e contrastato ogni verità, ogni piano ed ogni azione di Dio. Noi dobbiamo essere preparati    a riconoscere l’opera del maligno quando essa appare e poi dire « amen » alla vera Parola di Dio.

 

 « Tutta la Scrittura è divinamente ispirata » (2 Tim, 3.16),

« Sia Dio riconosciuto verace, ma ogni uomo bugiardo » (Rom. 3.4).

 

  Se la Bibbia stessa è odiata, citata erroneamente, svisata, falsamente accusata, criticata, attaccata, c’è da stupirsi se ogni prova della Bibbia non debba scampare da false accuse e da critiche? Se attraverso i secoli la Bibbia è stata svisata ed accusata falsamente, questo non ha minimamente alterato il carattere della Bibbia stessa. La Scrittura resta pura, senza macchia, come sempre. Nessuno ha scoperto una singola contraddizione in essa, nè ha stabilito un punto contro di essa; Però le false accuse hanno tratto alcuni in inganno ed hanno indotto altri a rigettare la Bibbia.

Ogni prova della Bibbia è soggetta alle stesse distorsioni e false accuse. La prova stessa rimane intoccata, la sua verità rimane inalterata, però le false accuse possono ingannare alcuni, e possono    indurre altri a rigettare la prova. Coloro che non credono a questa dimostrazione possono apertamente chiamarla una frode, una menzogna, o una slealtà.      

Si deve ricordare, però, che queste parole non hanno mai determinato un solo fatto. Tali parole non sono menzionate in libri di logici e convincenti metodi di dimostrazione e prove. Maestri del pensiero hanno considerato attraverso le età simili termini come non essenziali in argomenti logici.    Chiamando semplicemente qualche cosa « una frode o un inganno » non prova niente. Similmente, le mere opinioni o teorie degli uomini anche se espresse in un’apparentemente convincente fraseologia, non provano niente. Le opinioni sono opinioni e i fatti sono fatti. Se i cosiddetti fatti non sono fatti essi possono essere confutati senza difficoltà. Se invece essi sono fatti noi dobbiamo rispondere a Dio per averli ignorati o rigettati.

 Alcuni critici possono esporre e fare affidamento su irrilevanti risposte, risposte che, sembra abbiano un vitale apporto sul soggetto, ma che in realtà sono soltanto marginali. Come un « non-sequitur » non è sufficiente dare una prova.

 Delle persone possono presentare delle irrilevanti risposte benché non abbiano nè compreso, nè abbiano familiarità col soggetto. Uno può facilmente sbagliare nel basare i suoi argomenti su false premesse. Se uno avesse trovato poche caratteristiche di « sette » risultare qui e là nel testo di alcuni scritti fuori della Bibbia, ciò non sarebbe sufficiente per confutare la dimostrazione scientifica della Bibbia. Una caratteristica può capitare accidentalmente qui e là in alcuni scritti, ma il fenomeno delle centinaia di caratteristiche in un solo brano biblico, e il fenomeno delle infinite catene di intricate caratteristiche che, corrono attraverso tutti i 66 libri della Bibbia (come quello della parola « Mosè » ad esempio) non potrebbe mai essere riprodotto in qualsiasi scritto umano.

Il fenomeno dei numeri d’ordine delle parole, il fenomeno del controllo a croce sui vocaboli e i cento altri sistemi di caratteristiche che intessono tutti i 66 libri non potrebbero mai essere riprodotti in qualsiasi scritto umano.    Chiunque si sentisse inclinato a criticare, o a condannare i risultati di Panin dovrebbe realizzare che, la stessa opera non fu fatta affrettatamente o leggermente nel periodo di pochi mesi, ma fu       compiuta in un periodo che si stende su 50 anni. Egli è un esperto ed è un pioniere nel suo particolare campo di lavoro. Egli è conosciuto per i voluminosi fatti delle sue scoperte come nessun’altra   persona lo è. Quindi una persona vorrà pensarci due volte e vorrà   accuratamente considerare la cosa prima di criticare aspramente o  di esprimere subito un giudizio sul risultato di 50 anni di diligente   ed instancabile lavoro di un esperto.

 Quale uomo dopo aver speso semplicemente alcuni giorni o   settimane o mesi in investigazioni, è in grado di criticare il lavoro di 50 anni di Panin? 

 Se grandi scienziati non hanno tentato di confutare l’accuratezza di Panin, potrebbe qualcuno senza preparazione sentirsi giustificato nel tentare di condannare le scoperte della sua vita ?

 

Riconoscenza al Dr. Ivan Panin

L’autore riconosce il suo gran debito verso il Dr. Panin che  gli ha reso possibile questo libro dandogli il permesso di usare il suo materiale numerico. Il Dr. Panin ha esteso la sua cortesia, ed ha graziosamente dato l’accesso a tutti i suoi preziosi manoscritti e dati numerici.

 Questo permesso è stato davvero profondamente apprezzato.   Per due anni e mezzo, l’autore ha fatto uno studio generale dell’opera di Panin ed ha personalmente esaminato e studiato molte delle 40.000 pagine dei dati numerici. Però, egli ha solamente   graffiato la superficie degli straordinari fatti numerici che il Dr. Panin ha dissotterrati.  L’autore considera un gran privilegio l’aver potuto conferire  personalmente col Dr. Panin.

La conoscenza personale di questo uomo di Dio, è stata una benedizione che l’autore non potrà mai   dimenticare o pienamente esprimere in parole.

  Il Dr. Panin non ha nascosto le sue scoperte, ma ha permesso che esse venissero liberamente usate da tutti i cristiani ovunque, purchè esse fossero usate alla gloria di Dio.

La sua opera   è stata per l’intera chiesa di Gesù Cristo, per il popolo di Dio in ogni sua parte.  Inoltre il Dr. Panin è stato strettamente indenominazionale e non settario. Egli fu, incontrovertibilmente un cristiano ortodosso; tuttavia non ha mai permesso che egli stesso o il lavoro fossero associati ad una delle molte denominazioni ortodosse. Egli ha tenuto conferenze liberamente in molte di queste principali organizzazioni religiose, ma ha conservato se stesso e il suo lavoro libero da tutte le barriere denominazionali e da tutte le   divisioni della cristianità.

 In accordo con la condotta e i desideri del Dr. Panin, questo libro che contiene le sue scoperte numeriche, viene presentato al  pubblico senza alcun carattere denominazionale.

 

Altre evidenze della divina ispirazione

 La Bibbia differisce da tutti gli altri libri religiosi in quanto essa e sostenuta da prove ben fondate. Alcuni lettori possono non essere a conoscenza del fatto che, in aggiunta alla prova scientifica ora scoperta discussa in questo libro, vi sono numerose altre evidenze e prove che la Bibbia  è veramente un libro ispirato e dato da Dio.

  Attraverso gli anni si è accumulata un abbondanza di splendide evidenze. Alcune di queste prove sono:

L’adempimento delle profezie, la correttezza scientifica della Bibbia, la correttezza storica come è stata rivelata dall’ archeologia, la meravigliosa unità della Bibbia, le sue inesauribili profondità, la sua indistruttibilità,   il suo superiore insegnamento, la sua impareggiabile influenza, l’assenza di contraddizioni, la testimonianza di Cristo, il carattere di Cristo, la testimonianza di esperienze personali, ecc.

Una comprensiva e particolare presentazione di ognuno di  questi soggetti richiederebbe una grande quantità di spazio, infatti dei volumi sono dedicati ad alcune di queste interessanti e convincenti prove. Esse sono state menzionate qui solamente perchè alcuni lettori possono averne ignorato prima d’ora la loro esistenza, e possono essere interessati allo studio di questi scritti.


 

LA BIBBIA

 

Uomini cattivi o maligni non avrebbero scritto la Bibbia perché essa condanna essi e le loro opere.

 

Uomini buoni o angeli non poterono averla scritta perché nel dire che essa era di Dio quando essa era loro propria invenzione, essi sarebbero stati colpevoli di falsità e non potevano essere stati buoni.

 

L’unico essere che poté averla scritta è Dio

 

 

                                                                   Flavel


CAPITOLO X

PERCHE I FATTI SCOPERTI CI INTERESSANO?

 

  Noi abbiamo veduto, dai fatti esaminati, una dimostrazione   scientifica della ispirazione letterale della Bibbia, una dimostrazione  costituita da fatti numerici scoperti sotto la superficie stessa del  testo originale della Bibbia.   Noi abbiamo imparato che questi straordinari fatti dimostrano che,  anche ogni « iota » ed« apice » (la più piccola lettera e il più  piccolo segno) della Bibbia è ispirato da Dio.

  Caro lettore, queste nuove scoperte hanno una vitale relazione  con ogni essere umano. Esse interessano ognuno e ciascuno di noi  in un modo ben definito. Perchè? Perché nel provare la grande  verità della divina inspirazione della Bibbia, esse pongono su ciascuno di noi una certa responsabilità, una responsabilità che non può essere evitata.

Se noi veniamo a conoscere che la Bibbia è un libro soprannaturale ispirato da Dio, la vera parola di Dio, accade una cosa strana: La conoscenza di questa verità non ci lascia dove essa ci trova, noi non restiamo come eravamo prima; tale conoscenza conferisce un privilegio, essa apre una opportunità, crea la responsabilità di esaminare ed osservare le istruzioni che Dio ha date nella Sua Parola.

Una volta che noi sappiamo che la Bibbia è Parola di Dio, l’esito non può mai limitarsi a questo punto. La semplice conoscenza che la Bibbia è opera divina non è sufficiente. Se noi siamo coerenti e onesti verso noi stessi,  dobbiamo fare un passo più avanti,  dobbiamo conoscere ed accettare ciò che Dio ha detto a nostro riguardo nella Sua Parola. Se la Bibbia fosse mera produzione umana noi non avremmo alcun obbligo di porvi una speciale attenzione. Però poiché essa è divina, non possiamo giustamente sprezzare il suo contenuto e non possiamo lasciarla lì da una parte dicendo che essa non ha speciali relazioni con noi. E’ nostro dovere conoscere, credere ed obbedire alle istruzioni che Dio ha date nella Sua Parola.

La Bibbia è il messaggio di Dio  per tutta l’umanità. Essa ci dice lo scopo per il quale le Scritture furono scritte. Essa ci dice perchè alcuni non possono capire la Bibbia. Essa dice perché alcuni non pensano come la Bibbia insegna. Essa dice perché alcuni non amano la Bibbia e condannano i suoi insegnamenti.

Più importante di tutto è il fatto che essa dà un perfetto ritratto e descrizione di noi stessi: essa ci rende capaci di vedere noi stessi quali realmente siamo e di conoscere il nostro futuro. Quando la Bibbia fa una dichiarazione, ogni parola di quella  dichiarazione può essere presa con fiducia assoluta come vera.

 Essendo di origine divina, essa parla con sovrana autorità. Essa parla senza apologia. Gli insegnamenti della Bibbia non sono complicati e   difficili da capire perchè l' Autore del libro, lo Spirito Santo di Dio,  promette che tutti coloro che umilmente leggono le sue pagine  saranno guidati e illuminati nel capire i suoi insegnamenti.  Vi sono varie dichiarazioni della Bibbia che concernono in modo vitale il nostro benessere eterno.

Esaminiamo brevemente queste dichiarazioni in uno spirito di onestà e di verità.

 Molti hanno posto la domanda: « Perchè è stata scritta la   Bibbia? » Dio dichiara chiaramente il Suo proposito di dare la  Bibbia al genere umano:

 « Sono state scritte affinchè voi crediate  che Gesù è il Cristo, il Figliuolo di Dio ,e che credendo abbiate  vita per il Suo Nome». (Giov. 20.31)

Da questo versetto della Scrittura noi impariamo che  la vita è ottenuta credendo in Gesù Cristo, « e che credendo (in Gesù Cristo) voi abbiate vita nel Suo Nome ». 

Dobbiamo ricordare che la parola «vita » menzionata in questo passo non è «la vita fisica», ma «la vita spirituale». Il fatto che noi abbiamo vita fisica non significa necessariamente che noi abbiamo anche vita spirituale perchè le Scritture insegnano la strana verità che individui possono essere vivi fisicamente e tuttavia essere « morti » spiritualmente.

 « morti nei vostri peccati » (Col. 2.13).

« morti nei falli e nei peccati » (Efe. 2.1).

 « morti nei peccati » (Efe. 2.1)

« morta benché viva » (I Tim. 5.6.)

 

Per natura noi siamo spiritualmente morti

 

 « Percio’  siccome per un uomo, il peccato è entrato nel mondo e per il peccato la morte, così la morte è passata su tutti gli uomini » (Rom. 5.12).    

 

Per natura noi siamo « peccatori »

 « tutti hanno peccato » (Rom. 5.12)

 « tutti sono sotto peccato » (Rom. 3.9)

 « tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio » (Rom. 3.23)

 « la Scrittura li ha rinchiusi tutti sotto peccato » (Gal. 3.22).

 « non vi è uomo che non abbia peccato » (I Re 8.46).

 « non vi è nessun uomo giusto sulla terra, che fa il bene e non  pecchi » (Eccl. 7.20).

 « non vi è alcun giusto, neppure uno » (Rom. 3.10).

 « se noi diciamo che non abbiamo peccato inganniamo noi stessi » (1 Giov.1.8).

 « se noi diciamo di non aver peccato, noi Lo (Cristo) facciamo  bugiardo »

(1 Giov. 1.10).

 

Il peccato è una triste e terribile realtà. Questo fatto è provato non solo dall’ insegnamento delle Scritture ma anche dalla testimonianza di tutto il genere umano. Tutti sono stati richiamati dai rimorso della coscienza per i loro falli. 

 

Per natura noi siamo « perduti »

 « Noi siamo colpevoli davanti a Dio » (Rom. 3.19).

 « Noi siamo già condannati » (Giòv. 3.18).

    Come peccatori siamo « ingiusti » agli occhi di Dio (1 Piet. 3.18).

 « Non vi è alcun giusto sulla terra » (Eccl. 7.20).

 « Non vi è nessun giusto neppure uno » (Rom. 3.10).

    I nostri cuori « non sono retti dinanzi a Dio » (Att. 8.21 SaL 78... 37).

    I nostri cuori « sono ingannevoli... e malvagi.» (Matt. 15.19).

     Per natura noi « siamo schiavi del peccato » (Rom. 7.14 Is. 52.3).

     Noi siamo « servi del peccato » (Rom. 6.17 Giov. 8.34).

     Noi siamo « ritenuti dalle funi del peccato» (Prov. 5.22).

     Come peccatori dimoriamo nelle « tenebre » (1 Pietro 2.9).

      I peccati ci hanno separati da Dio. Non abbiamo più comunione con Lui

     (Isa. 59.2).

     Per natura noi siamo « lontani » da Dio (Ef. 2.1 3) e siamo « perduti »

    (Lu. 19.10)

    Noi siamo « senza Cristo e senza speranza »

     Noi siamo «senza Dio nel mondo » (Efe. 2.12).

 

Per natura siamo peccatori perduti. Siamo spiritualmente morti, colpevoli e ingiusti dinanzi a Dio. Noi siamo separati da Dio e non abbiamo comunione con Lui. Siamo perduti « senza speranza ». E’ un’importante verità da conoscere e che mostra il nostro stato e la nostra condizione per natura. 

 

Dio ci ama

« Dio mostra il suo amore per noi mentre siamo ancora peccatori » (Rom.5.8).   

« in questo è l’amore, non che noi abbiamo amato Dio, ma che Egli ha amato noi » (1 Gio. 4.10). 

 « in questo s’ è manifestato l’amore di Dio per noi; che Iddio ha  mandato il Suo unigenito Figliuolo nel mondo affinché noi avessimo vita per mezzo di lui» (1 Gio. 4.9). 

  «  perchè Iddio ha tanto amato il mondo che Egli ha dato il Suo unigenito Figliuolo affinché chiunque crede in lui non perisca  ma abbia vita eterna >> (Gio. 3.16). 

« Ecco di quale amore ci ha amati il Padre: che noi siamo chiamati   figliuoli di Dio » (I Gio. 3.1).

 

Per quale scopo il Figlio di Dio venne sulla terra?

    Cristo venne per adempiere un opera definita. Egli venne per portare la salvezza ai peccatori.

  « Gesù Cristo venne nel mondo per salvare i peccatori » (1 Tim. 1.15).

  « Cristo è venuto per cercare e per salvare ciò che era perduto »

    (Lu. 19.10 Mat. 11.18).

  « Dio ha mandato il suo Figliuolo nel mondo affinchè il mondo sia salvato per mezzo di Lui » (Gio. 3.17),

 «  Il Padre ha mandato il Figliuolo per essere il Salvatore del mondo »

     (1 Gio. 4.14).

    Cristo venne « per fare la riconciliazione per i peccati del popolo »

    (Ebr. 2.17).

 « Dio ha mandato il suo Figliuolo per essere la propiziazione per i nostri peccati » (1. Gio. 4,I0). 

 «  Egli è stato manifestato per togliere i nostri peccati » (1 Gio. 3.5).

 « Io sono venuto affinchè abbiano vita » (Gio. 10.10).

 « Dio ha mandato il suo Figliuolo .nel mondo affinchè avessimo  vita per mezzo di lui » (1 Gio. 4,9). 

 Come rese possibile Cristo, venendo sopra questa terra; la salvezza  per i peccatori? Come compì l’opera che gli era stata data a fare?

Il Figliuolo di Dio non compì quèsta grande opera nél venire  su questa terra per essere un « buon esempio » o « un grande maestro di religione ». Neppure Egli compì questa opera nel dare al mondo dei « nobili principi filosofici ». Vi è un più profondo significato.

Cristo,l’immacolato Figliuolo di Dio, come «agnello senza difetto, nè macchia» diede se stesso sulla croce come sacrificio per il  peccato. Egli, l’innocente, divenne il portatore del peccato per i rei.

 

Per la sua morte sulla croce Cristo divenne il nostro « sostituto »

  « Egli, che ha portato egli stesso i nostri peccati nel suo corpo sul legno»

(i Pie. 2.24).

« Egli (Dio) ha fatto esser Lui (Cristo) peccato per noi » (2 Cori  5.21).

« Il Signore (Dio) ha posto su Lui (Cristo) l’iniquità di tutti noi >   (Isa. 53.6). 

« Cristo è morto per gli empi» (Rom. 5.6).  

« Mentre eravamo ancor peccatori Cristo è morto per noi » (Rom; 58).

« Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto (Cristo) per gli ingiusti (i peccatori) (1 Pie. 3.18)

 

Per la sua morte sulla croce, Cristo sparse i! suo sangue per noi 

a)    Per il sangue sparso di Cristo noi siamo « redenti »

« Tu (Cristo ) fosti ucciso e col tuo sangue ci hai redenti a Dio »(Apo. 5.9). 

« Noi abbiamo la redenzione per il suo sangue » (Col. 1.14 Ef. 1.7).

 « Non con cose corruttibili argento od oro siete stati riscattati (ò redenti) ma col prezioso sangue di Cristo come dell’agnello senza  difetto, nè macchia » (1 Pie. 1.18). 

« Voi siete stati venduti senza prezzo e altresì sarete riscattati senza danari» (Isa. 52.3);

«Pér il suo sangue Egli ha ottenuta l’eterna redenzione per noi » (Ebr. 9.12). 

Osservate la seguente importante verità a riguardo della redenzione.

« Voi non appartenete a voi stessi , perchè voi siete stati comperati a prezzo» (1 Cor. 6.19.20).

«  La Chiesa di Dio che Cristo ha acquistato con il suo proprio sangue »

(Atti 20.28).

« Cristo ha dato la sua vita come prezzo di riscatto »(Mat. 20.28).

« Egli diede se stesso per prezzo di riscatto » (1 Tim. 2,6). l

I passi citati dove troviamo le parole redenti, riscattati, comperati sono altamente significativi. Redenti significa comprati. I peccatori sono venduti al peccato (Rom. 6.17 Isa. 52.3), ma sono redenti dal sangue di Cristo. I peccatori possono essere redenti o acquistati dalla loro condizione colpevole, perduta e condannata, soltanto da qualche persona che ne paghi il prezzo. Cristo ha pagato il prezzo per il riscatto dei peccatori; Il prezzo che è stato pagato non fu argento od oro (Piet. 1.18) o danaro (Isa. 52.3) ma fu il suo proprio sangue, la sua propria vita.

 

b)    Per il sangue versato di Cristo noi abbiamo il « perdono » o la «remissione>>  dei nostri peccati.

« Il mio sangue, il sangue del nuovo patto, il quale è sparso per molti in remissione dei peccati (Matt. 26.28).

« In Lui noi abbiamo la redenzione per il suo sangue (Cristo) il perdono dei peccati» (Efe.1.7 Col.l.14).

 

c)    6nowidctlparPer il sangue versato di Cristo noi siamo lavati dal peccato 

 « Gesù Cristo ci ha amati e lavati dai nostri peccati col suo proprio sangue.» (Apo. 1.5)

«Il sangue di Gesù Cristo, Suo Figliuolo, ti purifica da ogni peccato >>

 (Gio. 1.7). 

 

d) Per il sangue versato di Cristo noi siamo giustificati (resi   giusti) dinanzi a Dio e riconciliati con Lui. 

« Essendo or giustificati per il Suo sangue » (Rom. 5.9).

« Mentre eravamo ancora nemici , noi siamo sti riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figliuolo (Rom. 5.9).

 

e) Per il sangue versato di Cristo noi siamo stati approssimati a Dio.

« Ma ora in Cristo Gesù voi che eravate lontani siete stati approssimati per il sangue di Cristo >>.(Efe. 2.13).

 

f) Per il sangue versato di Cristo noi abbiamo fatto la pace con Dio.

 « Avendo fatto la pace per il sangue della sua croce »., (Col 1 20).

 

 Noi abbiamo visto ciò che Cristo ha fatto per la nostra salvezza, ora:

Cosa dobbiamo fare per essere salvati?

      La Bibbia insegna che questa salvezza non può essere guadagnata o meritata per le buone opere o meriti.

«Non per opere che noi abbiamo fatte, ma secondo la Sua grazia Egli ci ha salvati » (Tito 3.5). ,

« Salvati... non per opere, affinché niuno si glori » (Efe. 2.8);

« Che ci ha salvati.. non per opere » (2 Tim, 1.8

 « Le nostre buone opere e le nostre giustizie non ci danno la salvezza, perchè le nostre giustizie sono panni lordati » (Isaia  64.6). 

   La salvezza è un « dono di Dio » perciò non può essere   guadagnata o meritata. Se noi potessimo guadagnare la nostra propria salvezza non sarebbe stato necessario che Cristo morisse.

   Ahimè quanti si basano sulla loro propria giustizia per la salvezza. Molti si appoggiano sui membri della loro chiesa. Altri  si appoggiano sulla loro buona vita, sono degli onesti cittadini, pensano al mantenimento delle loro famiglie, contribuiscono per   i poveri ed aiutano la chiesa.

Ma una via di salvezza che non sia quella del Signore per  quanto buona in se stessa, non porterà mai un’ anima a Dio.

 La via dell’uomo della salvezza per « opere » non è la via di Dio.

  «Vi è una via che pare diritta all’uomo ma il cui fine è perdizione »

(Prov. 14.12).

  « I miei pensieri non sono i vostri pensieri, nè le mie vie sono le  vostre vie, dice, il Signore. Quanto i cieli sono più alti sulla terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri »(Isaia 55.8-9). 

 

Noi siamo salvati per fede credendo nell’opera completa di redenzione di Cristo e nel riceverlo come nostro personale Salvatore.

a)   noi dobbiamo credere nelI’opera di Cristo.

«Credi nel Signore Gesù e sarai salvato » (Fatt. 16.31)

«  Per il Suo Nome chiunque crede in Lui riceve la remissione dei peccati » (Atti 10.40) .

«E per lui tutti coloro che credono sono giustificati da ogni fallo »

(Atti 13.38 39).

 « Senza la fede è impossibile  piacere a Dio » (Ebr. 11.6)

 

La vera fede nell’opera di Cristo sarà accompagnata dal pentimento.

« Dio fa annunziare perchè gli uomini per ogni dove abbiano a  ravvedersi » (Atti 17.30)

 « La tristezza secondo Iddio produce un ravvedimento che mena  alla salvezza » (2 Cor. 7.9 10)

  « Se noi confessiamo i nostri peccati Egli è fedele e giusto per perdonarci i nostri falli e nettarci da ogni iniquità » (1 Giov. 1.9)

 « Ravvedetevi... a remissione dei peccati » (Atti 2.38) 

« Ravvedetevi ... onde i vostri peccati siano cancellati » (Atti 3.19)

 « Se voi non vi ravvedete voi tutti perirete simigliantemente » (Luc. ,13.3)

 

 

b)   Noi dobbiamo ricevere Cristo come nostro personale SaIvatore

 Per natura noi siamo spiritualmente morti. Per diventare viventi noi dobbiamo essere nati da Dio. Noi dobbiamo essere « nati di nuovo ».

Come noi possiamo entrate in questo mondo solo per mezzo d’ una nascita naturale, così noi possiamo entrare nel Regno di Dio soltanto per mezzo di una nascita spirituale. La vita  spirituale è data soltanto da una nascita spirituale.

« Ciò che è nato dalla carne è carne e ciò che è nato da Spirito è Spirito » (Giov. 3.6)

 Per essere salvati per essere figliuoli di Dio noi dobbiamo essere «nati da Dio » (Giov. 1.13)

Cristo disse « in verità; in verità, io vi dico che se alcuno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio » (Giov. 3.3) .

 

La rigenerazione o la « nuova nascita » non è il battesimo   o la confermazione, né è una riforma.  La rigenerazione non è la vecchia natura cambiata, riformata o rinvigorita. Non è un procedimento di riforma da parte   dell’uomo, non è un naturale passo avanti nello sviluppo dell’uomo. La rigenerazione è una nuova nascita dall’ alto, è un soprannaturale atto creativo da parte di Dio, Il peccatore riceve una nuova natura, la natura divina, ed è una nuova creatura. E Dio pone sul nuovo uomo che Egli crea la santità e la giustizia.

 « Io vi darò un nuovo cuore e metterò in voi un nuovo Spirito >>

( Ezech. 36.26)   

« Se alcuno è in Cristo, egli è una nuova creatura, le cose vecchie sono passate , ecco tutte le cose sono fatte nuove » (2 Cor. 5.17)

 

Per la rigenerazione, o nuova nascita noi siamo ammessi nel Regno di Dio. Non vi è nessun’altra via per diventare cristiano se non quella della nascita da alto. Troppo spesso noi troviamo  altre cose, come le buone opere, la riforma o il battesimo sostituite dall’uomo alla via indicata da Dio per diventare un Suo figliuolo.

 Per essere dei figliuoli di Dio si deve essere nati dallo Spirito di Dio.

«Gesù disse: Se alcuno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio».(Giov. 33)

Nessuna età, sesso, posizione, condizione esclude qualcuno  da questa necessità. Non essere nato di nuovo significa essere perduto; Non vi è sostituto per la nuova nascita. Paolo dice : « Nè la circoncisione vale qualcosa, né la incirconcisione, ma la nuova, creatura». Questa è la cosa importante, essere una nuova creatura in Cristo.

Cristo non disse che sarebbe cosa buona per voi di essere nati di nuovo, ma Egli disse « voi dovete essere nati di nuovo » (Giov. 3.7) 

Noi possiamo fare l’esperienza di questa nuova nascita nel ricevere Cristo come nostro personale Salvatore.

 In Giov. 1 .12 è detto : « A tutti coloro che lo ricevono è dato questo diritto di essere fatti figliuoli di Dio, a coloro che hanno creduto nel Suo Nome ».

   Noi non possiamo ricevere la vita eterna senza ricevére Cristo: « Dio ci ha data la vita eterna, e quésta vita è nel suo Figliuolo. Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non ha la vita » (I Giov. 5.11 12).

«In verità, in verità, io vi dico che chi crede in me ha vita eterna »

(Giov. 6.47).

 Noi faremo l’esperienza di questa nuova nascita se  riceviamo Cristo come nostro Salvatore. Noi saremo nuove creature in Cristo Gesù e « le cose vecchie sono passate, ecco tutte le cose sono fatte nuove »

(2 Cor.5.17). « Cristo dimora in noi » (Gal. 2.20) e noi « non verremo in giudizio, ma siamo passati dalla  morte alla vita » (Giov. 5.24).

 Una delle cose  meravigliose a riguardo della salvezza e  che éssa è per chiunque. « Dio non ha riguardo alla qualità delle persone » (Atti 10.34)  «Chiunque invocherà il nome del signore sarà salvato » (Atti 2.21). 

Cristo invita incoraggiando: « Venite a Me voi tutti che siete travagliati ed aggravati ed io vi darò riposo » (Matt. 11. 28) « Colui che. viene a Me io non lo caccerò fuori » (Giovi. 6 37)

Non possiamo sapere che siamo salvati e possiamo conoscere Cristo come nostro personale Salvatore. « Chi crede nel Figliuolo di Dio ha questa testimonianza in sè » (1 Giov 5.10) « Lo Spirito stesso. rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figliuoli di Dio (Rorn. 8 1 6).

 

    Caro lettore non vi è una via di mezzo, o tu sei salvato o tu non sei salvato. La Bibbia dice: « Néssun servitore può servire a due padroni... voi non potete servire a Dio e a mammona » (Lu S ca. 16.13).

 Cristo disse: «Chi non è con me è contro di me » (Luca 11.23).

« Non sapete voi, che se vi date a uno come servi per ubbidirgli siete servi di colui a cui ubbidite, o del peccato che mena alla  morte o dell’obbedienza che mena alla giustizia » (Rom. 6.16).

La Bibbia dice anche:  

« Scegliete oggi a chi volete servire » (Giosuè 24.1 5)

 «Oggi è il tempo accettevole, oggi è il giorno della salvezza, oggi se udite la sua voce non indurate i vostri cuori » (Ebr. 3.7).

Non rimandate di accettare Cristo.

 « Cercate il Signore mèntre Lo si può trovare invocatelo mentre Egli è vicino (Isaia 5 5.6) .

« Voi non sapete ciò che sarà il vostro domani > (Giac. 4.14)

« Che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua? Che darà l’uomo in cambio dell’anima sua? » (Marc. 8.36)

 « Venite ora e discutiamo insieme, dice il Signore benchè i vostri  peccati fossero come lo scarlatto saranno imbiancati come la neve; quando fossero rossi come la grana, diverranno come la lana (Isaia 1.18).

«Certa è questa parola e degna di essere accettata per ogni maniera che Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori di  cui io sono il primo »

 (1 Tini. 1.15).


CAPITOLO III

ESEMPI DEI FATTI SCOPERTI

 

Presentiamo alcuni esempi dei fatti scoperti o dei « sette » che ricorrono in modo particolare sotto la superficie del testo ebraico del 1° versetto del Vecchio Testamento, cioè del primo versetto della Bibbia.

 

Genesi 1.1.

 

« Nel principio Iddio creò i cieli e la terra ».

 

I primi « sette » emergono in un modo strano nei valori numerici delle varie parole e lettere del versetto, poiché come è stato detto ciascuna parola ebraica e greca possiede un « valore numerico ».

Sono date qui sotto le parole ebraiche di questo versetto ponendole in colonna così che il valore numerico di ciascuna parola può essere facilmente mostrato.

הישארב          913          Nel principio

ארב             203          creò

םיהלא          86          Dio

חא               401          (articolo indefinito non traducibile)

הימשה          395          i cieli

חאך             407          e

עראה           296          la terra

(L’ebraico si legge da destra a sinistra invece che da sinistra verso destra come noi siamo abituati a leggere. In questo modo la prima lettera di ogni parola ebraica è sulla destra e non sulla sinistra).

 

Vi sono tre importanti vocaboli in questo primo versetto:

Dio, cielo, terra. I valori numerici di questi tre vocaboli sono rispettivamente 86, 395, 296. Quando questi tre valori numerici vengono sommati, il totale forma un numero divisibile perfettamente per sette, quindi un numero che è multiplo di sette. Il valore numerico totale di queste tre parole è esattamente 777 cioè 111 x 7. Non è strano che il valore numerico di queste parole è un numero che si divide esattamente per sette?

Il numero « sette » ricorre qui in una strana maniera sotto la superficie, fuori della vista di coloro che leggono semplicemente le parole alla superficie. Esso è nascosto misteriosamente nel valore numerico delle tre parole e passa inosservato a meno che non venga scoperto da speciali investigazioni e conteggi. Ogni « fatto numerico » o « sette » scoperto nella struttura del testo è chiamato una « caratteristica numerica ».

 

Questa « caratteristica uno » viene, dunque, ripetuta qui sotto per metterla in lista con altre caratteristiche numeriche che sono state scoperte sotto la superficie di questo versetto.

 

CARATTERISTICA UNO

Il    valore numerico totale dei tre vocaboli ebraici: Dio, cielo, terra, è esattamente                                                       777 = 111 x 7

 

CARATTERISTICA DUE

E’ strano notare che il valore numerico del verbo nel primo versetto della Genesi è anche un numero che si divide esattamente per 7. 

Il valore numerico del verbo ebraico « creò » è esattamente  203 =29 x 7

 

CARATTERISTICA TRE

Il valore numerico della  prima, delle due centrali, e dell’ultima lettera di questo versetto è anch’ esso un numero esattamente divisibile per 7,.

Il valore numerico di queste quattro lettere è esattamente            133 = 19 x 7

 

CARATTERISTICA QUATTRO

Il valore numerico della prima e dell’ultima lettera di tutte le 7 parole di questo versetto è anche esso un numero che si divide perfettamente per 7.

 Il loro valore numerico è esattamente                                     1393 = 199 x 7

 

CARATTERISTICA CINQUE

Il numero 1393 il quale è il valore numerico della prima e dell’ ultima lettera di tutte le 7 parole, si divide nella seguente maniera.

 Il valore numerico della prima e dell’ultima lettera della prima parola e dell’ultima parola è un numero che si divide per 7.

Il loro valore numerico è esattamente Il valore numerico della prima e dell’ ultima lettera delle parole rimaste tra la prima e l’ultima parola si divide perfettamente per 7 anch’ esso.

Il loro valore numerico è                                        896 = 128 X 7

(497 più 896 =1393)

 

CARATTERISTICA SEI

La particella ebraica «ETH  » che non è          traducibile in italiano ricorre due volte nella frase in oggetto. Anche l’articolo ricorre due volte. Il valore numerico di queste due parole che ricorrono due volte è anche divisibile per 7. Il loro valore numerico è           esattamente                 406 = 58 X 7

 

CARATTERISTICA SETTE

 

L’ultima lettera della prima e dell’ultima parola hanno un valore numerico esattamente                                                                 490 = 70 X 7

 

Le “caratteristiche” sopra elencate sono state scoperte nei valori numerici delle lettere e parole ebraiche, però il numero “sette” è anche occultato in vari altri modi  nella  scrittura di questo primo versetto della Bibbia.

Eccone alcuni esempi.

 

CARATTERISTICA OTTO

E’ davvero strano notare che il numero delle parole ebraiche in questo primo versetto non è nè 6 nè 8 ma esattamente       7

 

CARATTERISTICA NOVE

Il numero totale delle lettere ebraiche in queste 7 parole si divide anch’esso perfettamente per 7, esso è un multiplo di 7. Il numero delle lettere è esattamente                                                        28 =          4 x 7

CARATTERISTICA DIECI

Le prime tre di queste sette parole ebraiche contengono il soggetto e il predicato della frase, esse sono tradotte « Nel principio Iddio creò ».

Il numero delle lettere di queste tre parole ebraiche è esattamente

                                                                           14 = 2 x

Le altre quattro di queste sette parole contengono l’ oggetto della frase, esse sono tradotte « i cieli e la terra ». Il numero delle lettere di queste quattro parole ebraiche è esattamente                         14 =         2 x 7

         

CARATTERISTICA UNDICI

Queste ultime quattro parole contengono due oggetti. Il primo è « i cieli » e il secondo è « e la terra ».

Il numero delle lettere del primo oggetto è esattamente  7

Il numero delle lettere del secondo oggetto è                  7

 

CARATTERISTICA DODICI

 Le tre parole principali in questo versetto di sette parole sono « Iddio »(soggetto) e « cieli » e « terra » (oggetti).

Il numero delle lettere di queste tre parole ebraiche è esattamente                                                                                                                 14 =          2 x 7

Il numero delle lettere delle altre quattro    parole di questo versetto è                                                                             14 =    2 x 7

 

CARATTERISTICA TREDICI

 

La più breve parola è al centro. Il numero delle lettere in questa parola e della parola alla sua sinistra è esattamente                                      7

 

CARATTERISTICA QUATTORDICI

 

Il numero delle lettere della parola centrale e della parola alla sua destra è esattamente                                                                           7

 

Questi « sette », queste « caratteristiche » o « fatti numerici » sono davvero nascosti in modo strano. Essi sono realmente fuori della vista dei lettori ordinari del testo ebraico, e sono scoperti soltanto per mezzo di speciali ricerche e conteggi.

Quelli sopracitati sono soltanto pochi esempi dei molti sorprendenti fatti numerici scoperti, perchè decine di altre straordinarie caratteristiche sono stranamente occultate nella struttura di questo versetto di sole sette parole..

Vengono ora presentati altri esempi di fatti scoperti, tratti da altri passi della Bibbia, affinchè il lettore si renda conto come essi provino scientificamente che la Bibbia non poté essere stata scritta da semplici esseri umani ma che essa è un libro soprannaturale ispirato da Dio.


Esempi difatti scoperti sotto la superficie del testo greco dei primi versetti del Nuovo Testamento.

 

Matteo 1.1 -17. Il racconto della genealogia di Gesù Cristo.

I primi 17 versetti nel libro di Matteo formano una logica e naturale sezione per se stessi, poiché trattano un particolare argomento chiamato. «la genealogia di Cristo ». In questi primi 17 versetti, vi sono 72 parole del vocabolario greco. Il primo fatto o «sette » che emerge è stranamente nascosto nel totale «valore numerico » di queste 72 parole.

Si deve ricordare che il numero dei vocaboli esistenti in un brano è comunemente diverso dal numero totale delle parole del brano. I vocaboli sono le differenti parole usate. Per esempio: la parola « e » è una parola, ma può essere ripetuta molte volte nel brano stesso. Un uomo può avere un vocabolario di soltanto 500 parole ma con queste 500 differenti parole egli può scrivere un testo di 4000 parole.

Alcune parole, per esempio, «e », « per », «per mezzo », ecc. possono essere usate numerose volte. Il numero dei vocaboli od il numero delle differenti parole usate in un brano, dunque non è uguale al numero totale delle parole impiegate.

E’ già stato detto che in questi primi 17 versetti di Matteo cap. 1, vi sono 72 vocaboli greci e che il primo fatto o « sette » è nascosto nel valore numerico di queste 72 parole.

 

CARATTERISTICA UNO

 E’ straordinario constatare che il valore numerico totale di queste 72 parole è un numero che si divide perfettamente per 7, cioè un numero multiplo di 7.

Il valore numerico di queste parole è esattamente             42364 =  6052 x 7

Notare che il numero non è 42363, né 42365 ma esattamente 42364. Nessuno di questi due primi numeri è divisibile per 7. Se soltanto una lettera greca fosse tolta o cambiata con un altra lettera il valore numerico sarebbe cambiato.

 

CARATTERISTICA DUE

 

I 72 vocaboli greci dei 17 versetti di Matteo ricorrono in 90 forme le parole greche sono scritte in varie forme per dare significati leggermente differenti.. Per esempio:

la parola  ‘IhsouV  Gesù è qualche volta scritta ‘Ihsou  che significa « di Gesù ». Questa allora è una forma differente della parola Gesù.

Le 72 parole menzionate ricorrono in 90 forme. E’ meraviglioso notare che il valore numerico delle 90 forme è pure un numero che è un multiplo di sette. Il valore numerico di queste forme è esattamente    54075= 7725 x 7

Queste particolari caratteristiche di 7 sono nascoste nei «valori numerici ». Il numero «sette » si trova pure racchiuso nel testo in molti altri vari modi.

 

CARATTERISTICA TRE

Delle 72 parole greche il numero di parole che sono nomi è esattamente

56 = 8 X 7

CARATTERISTICA QUATTRO

La parola greca « il » corrispondente all’articolo (il, i, la, le, ecc.) ricorre frequentemente in questo passo. Il numero di volte è che ricorre è esattamente                                                                 56 = 8 X 7

 

CARATTERISTICA CINQUE

 Il numero delle diverse forme nelle quali  l’articolo ricorre, è esattamente

                                                                                      7

Questi 17 versetti si suddividono in due principali sezioni.

Versetti da 1 a11. Versetti da 12 a 17. Ciascuna sezione contiene meravigliose caratteristiche numeriche.

Diamo alcuni esempi dei fatti o « sette »scoperti sotto la superficie della prima sezione versetti 1 a 11.

 

CARATTERISTICA SEI

Il numero dei vocaboli greci usati nei primi undici versetti è esattamente 

49 = 7 X 7

 

CARATTERISTICA SETTE

Di queste 49 parole il numero di quelle che cominciano con una vocale è esattamente                                                                 28 = 4 x 7

Il numero di parole che cominciano con una consonante è esattamente

                                                                                      21 = 3 x 7

 

CARATTERISTICA OTTO

Il numero di lettere di queste 49 parole è esattamente 266 = 38 x 7

 

CARATTERISTICA NOVE

Di queste 266 lettere il numero delle vocali è esattamente 140 = 20 x 7

Il numero delle consonanti è esattamente                           126 = 18 X 7

 

CARATTERISTICA DIECI

Di queste 49 parole il numero delle parole che ricorrono più di una volta è esattamente Il numero di  parole che ricorrono soltanto una volta è esattamente                                                                           14 = 2 X 7

 

 CARATTERISTICA UNDICI

Di queste 49 parole il numero di quelle che compariscono soltanto in una forma è esattamente                                                                 42 = 6 X 7

Il numero di quelle che si incontrano in più di una forma è esattamente  7

 

 

CARATTERISTICA DODICI

Di queste 49 parole il numero di quelle che sono nomi e esattamente

42 = 6 x 7

Il numero di quelle che non sono nomi è          esattamente          7

 

CARATTERISTICA TREDICI

Di questi 42 nomi il numero di quelli che sono nomi propri è esattamente                                                                                                       35 = 5 x 7

Il numero di quelli che sono nomi comuni è  esattamente       7

 

CARATTERISTICA QUATTORDICI

Il numero delle lettere di questi 7 nomi comuni è esattamente 49 = 7 x 7

E’ straordinario notare che solo in questi 7 nomi comuni vi sono più di 20 caratteri numeriche.

 

CARATTERISTICA OUINDICI

Il numero di volte che i 35 nomi propri ricorrono è esattamente       63 =          9 x 7

 

CARATTERISTICA SEDICI

Di questi 35 nomi propri il numero dei no     mi maschili è esattamente 28 = 4 x 7

Il numero dei nomi non maschili è esattamente                                     7

 

CARATTERISTICA DICIASSETTE 

Il numero di volte che i 28 nomi ricorrono è esattamente         56 = 8 X 7

 

CARATTERISTICA DICIOTTO

 

In questi primi 11 versetti sono menzionate 3 donne: Tamar, Rahab e Rut.

Il numero delle lettere greche in questi tre nomi è esattamente       14 =          2 x 7

 

CARATTERISTICA DICIANNOVE

Soltanto una città è nominata in questo brano, Babilonia.

Il numero delle lettere greche di questa parola è esattamente        7

 

Come abbiamo detto i primi 17 versetti del primo capitolo di Matteo consistono di due parti principali. La prima dal vers. 1 a 11, la seconda dal vers. 12 al 17. Abbiamo dato alcuni esempi delle meravigliose caratteristiche numeriche che sono state scoperte sotto la superficie della prima parte degli undici versetti. La struttura di quel brano è letteralmente satura delle straordinarie ricorrenze del numero < sette ».

La seconda parte, versetti 12-17, contiene ugualmente profonde caratteristiche numeriche sue proprie. Però non riteniamo necessario enumerare altri esempi sul brano in oggetto.

 

Prima di dimostrare come questi fatti o « sette » provino scientificamente la divina ispirazione della Bibbia vengono dati ulteriori esempi tratti da altri passi del testo greco del Nuovo Testamento e precisamente nella parte che segue  i primi 17 versetti di Matteo, quella che va dal versetto 18 aI 25 e che parla della nascita di Gesù Cristo.

 

CARATTERISTICA UNO

Il numero delle parole greche di questo          brano è esattamente       161 =       23 x 7

 

CARATTERISTICA DUE

Il valore numerico di queste 161 parole è esattamente     93394 = 13342 X 7

CARATTERISTICA TRE

Il numero dei vocaboli greci di questo brano è esattamente     77 = 11 X 7

 

CARATTERISTICA QUATTRO

Il valore numerico di questi 77 vocaboli è esattamente      51247 = 7321 X 7

 

CARATTERISTICA CINQUE

 Le 6 parole greche trovate in questo brano e che non si trovano in nessuna altra parte del libro di Matteo, hanno un valore numerico di     5005 = 715 X 7

 

CARATTERISTICA SEI

Il numero delle lettere di queste 6 parole greche è esattamente 56 = 8 X 7

 

CARATTERISTICA SETTE

L’ unica parola trovata qui, ma che non si trova in nessun’altra parte del Nuovo Testamento è la parola greca « Emanuele »;

il suo valore numerico è esattamente                                              644 = 92 X 7

 

CARATTERISTICA OTTO

Il numero delle forme in cui queste 161 parole del brano ricorrono è

 105=15X7

 

CARATTERISTICA NOVE

Il valore numerico di queste 105 forme è esattamente              65429 = 9347 X 7

 

CARATTERISTICA DIECI

Di queste 105 forme il numero dei verbi è                     35 = 5 X 777

 

CARATTERISTICA UNDICI

Di queste 105 forme il numero dei nomi          propri è                         7

 

CARATTERISTICA DODICI

Il numero delle lettere greche in questi 7 nomi propri è esattamente                                                                                                                 42 = 6 x 7

 

CARATTERISTICA TREDICI

Il numero delle forme trovate in questo brano, ma che non si trovano in nessuna altra parte dell’evangelo di Matteo è                         14 = 2 x 7

 

CARATTERISTICA QUATTORDICI

Il valore numerico di queste 14 forme è esattamente       8715          = 1245 x 7

 

CARATTERISTICA QUINDICI

Dei 77 vocaboli greci il numero di quelli usati dall’angelo nel parlare a Giuseppe è                                                                           28 = 4 x 7

 

CARATTERISTICA SEDICI

Il valore numerico di tutte le parole usate  dall’ angelo è esattamente

                                                                                                21042 = 3006 x 7

CARATTERISTICA DICIASSETTE

Il numero delle forme usate dall’angelo è                                     35 = 5 x 7

 

CARATTERISTICA DICIOTTO

Il numero delle lettere greche in queste 35 forme usate dall’angelo è esattamente                                                                           168 = 24 X 7

 

CARATTERISTICA DICIANNOVE

il valore numerico delle 35 forme usate dall’angelo è esattamente

19397 = 2771 x 7

 

Anche il breve discorso dell’angelo ha sorprendenti caratteristiche numeriche sue proprie. Esse sono interamente separate dal resto del brano, esse formano tuttavia una parte delle caratteristiche numeriche dell’intero brano. Esse sono collegate in un triodo tale che l’intero brano contiene notevoli ricorrenze del numero sette. Le 19 caratteristiche sopra elencate sono semplicemente alcuni esempi dei numerosi fenomeni numerici che sono stati scoperti sotto la superficie di questo solo brano.

Il          numero « sette» è stranamente contenuto nella stessa struttura del testo in un modo inconcepibile. Le lettere e le parole greche sono letteralmente permeate delle sorprendenti ricorrenze di questo numero.

 

Vengono ora presentati alcuni esempi dei fatti numerici nascosti nel 20 capitolo di Matteo, che parla dell’infanzia di Gesù Cristo.

 

CARATTERISTICA UNO

Il numero dei vocaboli greci del 2 cap. di Matteo è esattamente       161 = 23 x 7

 

CARATTERISTICA DUE

Il numero delle lettere greche di questi 161

vocaboli è esattamente                                                                 896 = 128 x 7

CARATTERISTICA TRE

Il valore numerico di questi 161 vocaboli è esattamente  123529 = 17647 x 7

 

CARATTERISTICA QUATTRO

Il numero delle forme in questo brano è esattamente   238 = 34 x 7

 

CARATTERISTICA CINQUE

Il valore numerico di queste 238 forme è esattamente

 166985 = 23855 x 7

Vi sono molti paragrafi in questo capitolo e ciascun paragrafo ha sorprendenti caratteristiche sue proprie, essi sono separati dal resto del brano, tuttavia in un particolare modo intricato fanno parte delle straordinarie caratteristiche dell’ intero capitolo. Essi sono legati in un modo così strano che l’intero capitolo è una grande unità matematica di meravigliosi fatti numerici.

 

Ad esempio: il numero dei vocaboli dei primi sei versetti si divide esattamente per 7; esso è                                                        56 =          8 x 7

 

Vi sono tre discorsi in questo capitolo. Il discorso di Erode, il discorso dei magi e il discorso dell’angelo. Ciascun discorso mostra caratteristiche numeriche in se stesso, seppure ciascuno è solo parte del capitolo il quale per intero ha fenomeni caratteristici suoi propri. Ciascuna parte mostra le stesse caratteristiche che si trovano nell’ intero capitolo.

Le caratteristiche numeriche sopra esposte del secondo capitolo di Matteo non sono che pochi esempi delle interessanti caratteristiche che si annidano nella struttura di questo brano.

 

Riteniamo di aver dato al lettore, nelle precedenti pagine di questo libro, una piccola idea delle migliaia di fatti numerici che sono stati trovati nella struttura del testo biblico

 

L’ estensione di queste caratteristiche numeriche

 

E’ stato scoperto che questi sorprendenti fatti numerici ricorrono sotto la superficie del testo originale della Bibbia dal primo versetto della Genesi fino all’ ultimo versetto dell’ Apocalisse.

Straordinarie caratteristiche numeriche simili agli esempi già presentati esistono e pervadono il testo di ognuno dei 66 libri della Bibbia. Esse ricorrono nella struttura di ogni paragrafo dell’intera Bibbia, e non nei paragrafi soltanto, ma anche nelle molte suddivisioni dei paragrafi. Spesso singoli versetti sono letteralmente ripieni e saturi di questi sorprendenti fatti numerici. Essi si estendono a tutte le parti del testo, vocaboli, forme grammaticali, parti del discorso, ecc. Spesso molte centinaia di caratteristiche numeriche sono nascoste in brani di non più di 175 parole. Migliaia di fatti numerici sono stati scoperti, essi sono così abbondanti che più di 40.000 pagine sono state necessarie per contenere i calcoli fatti per scoprire ed enunciare le caratteristiche del solo Nuovo Testamento.

Gli esempi presentati nelle pagine precedenti tratti dal primo versetto della Genesi e da alcuni capitoli del Nuovo Testamento, hanno mostrato come i fatti numerici o « sette » si trovano nella struttura di ogni singolo brano della Bibbia. Però questo è soltanto uno dei modi in cui i « sette » ricorrono, essendo stato scoperto che essi ricorrono in diecine di altri modi sotto la superficie del testo.

 

Nel prossimo capitolo sono presentati, alcuni esempi abbreviati dello stesso tipo di scoperte numeriche presentate in questo capitolo; sono fatti numerici scoperti nella struttura di brani del libro di Marco, essi sono veramente interessanti e possono essere d’aiuto al lettore prima di leggere il successivo capitolo che espone un altro modo in cui i fatti numerici si riscontrano nel testo originale della Bibbia.


 

CAPITOLO IV

ESEMPI DI FATTI SCOPERTI NEL LIBRO DI MARCO

 

 

I seguenti esempi difatti numerici sono dello stesso tipo di quelli presentati nel capitolo terzo, essi sono stati scoperti nella struttura stessa dei singoli brani del libro di Marco.

 

 

Marco, Cap. 1, Vers. 1-8.

 

 CARATTERISTICA UNO

Il numero totale delle parole del vocabolario greco in questi primi otto versetti è esattamente                                                        126 = 18 x 7

 

CARATTERISTICA DUE

Il numero delle lettere greche in queste 126 parole è esattamente

427 = 61 x 7  

 

CARATTERISTICA TRE

Il numero delle vocali in queste 427 lettere è       224 = 32 x 7

Il          numero delle consonanti è                           203 = 29 x 7

 

CARATTERISTICA QUATTRO

 

Il numero delle sillabe nelle 126 paioli greche è esattamente 294 = 42 x 7

 

 CARATTERISTICA CINQUE

Delle 126 parole di questo brano, il numero di quelle che cominciano per vocale è esattamente                                                        42 = 6 x 7

Il numero di quelle che cominciano per consonante è        84 = 12 x 7

 

CARATTERISTICA SEI

Il numero ordinale dei vocaboli in questo brano è               77 = 11 x 7

 

CARATTERISTICA SETTE

Di questi 77 vocaboli il numero di quelli usati da Giovanni nel suo discorso è esattamente                                                                           21 = 3 x 7

 

CARATTERISTICA OTTO

Di questi 77 vocaboli trovati nei primi 8 versetti, il numero trovato nei versetti 1-5 è esattamente                                                                 49 = 7 X 7

Il numero di vocaboli nei versetti 6 - 8 è                                     28 = 4 X 7

 

CARATTERISTICA NOVE

Di questi 77 vocaboli il numero di quelli che cominciano per vocale è esattamente                                                                           42 = 6 X 7

Il numero dei vocaboli che cominciano per consonante è   35 = 5 X 7

 

 

CARATTERISTICA DIECI

Il numero delle lettere greche nella parola più lunga (Gerusalemme) in questo brano è                                                                                   14=          2 x 7

 

E’ inutile stancare il lettore con ulteriori enumerazioni di caratteristiche numeriche che ricorrono in questi primi otto versetti di Marco.


Il paragrafo successivo comprende i versetti 9.10 e 11. Diamo ora alcuni esempi tratti da questo paragrafo.

 

 Marco, cap. 1, vers. 9.10 e 11, (il battesimo di Gesù)

 

CARATTERISTICA UNO

Il numero dei vocaboli in questo brano è                          35 = 5 x 7

 

CARATTERISTICA DUE

Il valore numerico di questo brano è esattamente               27783 = 3969 x 7

 

CARATTERISTICA TRE

II valore numerico delle forme in cui questi 35 vocaboli sono trovati è esattamente                                                                 26887 = 3841 x 7

 

Marco, cap. 2, vers. 13 17.

 

Ecco alcuni esempi di fatti che ricorrono in questi cinque versetti.

 

 CARATTERISTICA UNO

Il numero dei vocaboli in questi cinque versetti è esattamente

                                                                                          49 = 7 x 7

CARATTERISTICA DUE

Di questi 49 vocaboli il numero di quelli usati da Gesù è esattamente 

                                                                                         14 = 2 x 7

CARATTERISTICA TRE

Il numero di quelli usati dagli scribi è esattamente                 7

 

 

 

Marco, cap. 3, vers. 13 19.

 

Questo brano dà il racconto dell’ incontro di Gesù con i dodici apostoli. I loro nomi sono Simone, Giacomo, Giovanni, Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Toma, Giacomo, Taddeo, Simone e Giuda.

 

E’ meraviglioso notare che:

 

il valore numerico di questi dodici nomi greci e un numero che si divide perfettamente per 7; esso è esattamente       9639 = 1377 x 7

 

Questa è soltanto una delle molte caratteristiche che sono state scoperte in questi dodici nomi.

 

Diamo solo un esempio per ciascuno dei seguenti brani.

 

Marco, cap. 4, Vers. 3 20.

In questi versetti Gesù narra la parabola del seminatore.

Il numero dei vocaboli in questa parabola è esattamente       49 =          7 x 7

 

Marco, cap. 13, vers. 5 37.

Questi discorsi contengono il discorso di Gesù.

Il numero dei vocaboli in questo brano è esattamente     203 = 29 x 7


CAPITOLO

UN ALTRO MODO IN CUI RICORRONO

I FATTI SCOPERTI

 

Gli esempi dati nei capitoli precedenti sono fatti numerici che ricorrono sotto la superficie del singolo brano. Gli esempi seguenti presentano caratteristiche che ricorrono in una differente maniera, esse non sono confinate nel singolo brano ma ricorrono nella struttura di speciali parole le quali, sono separate da grandi distanze ed appaiono in molti libri della Bibbia.

 

Esempi di caratteristiche numeriche nei nomi degli scrittori della Bibbia.

 

I nomi degli scrittori della Bibbia sono largamente citati attraverso le Scritture. E’ interessante notare che il numero « sette » è trovato anche nelle varie ricorrenze di questi nomi.

Nella Bibbia sono nominati 26 scrittori; ve ne furono altri che scrissero libri della Bibbia, però soltanto 26 di questi scrittori  sono realmente nominati nella Bibbia.

Naturalmente ciascuno di questi 26 nomi, come tutte le altre parole ebraiche e greche, ha un valore numerico. Diamo nella seguente lista il valore numerico di ciascun nome.

Mosè                       345                       Aggeo                    21
Isaia                         401                       Zaccaria               242

Geremia                   271                               Malachia                   101

Ezechiele                   156                   Davide         14

Osea                   381                   Salomone                   375

Gioele                   47                   Daniele        95

 Amos                   176                   Esdra                   278

Abdia         91                   Neemia                   113

Giona                   71                   Giacomo                   833

Michea                   75                   Pietro                   755

Nahum                   104                   Giuda                   685

Abacuc                   216                   Paolo                   781

Sofonia                   235                   Giovanni                   1069

                                                                     Totale                     7931

 

Diamo ora alcuni esempi delle molte sorprendenti caratteristiche numeriche che ricorrono sotto la superficie di questi 26 nomi.

 

CARATTERISTICA UNO

Il valore numerico totale dei nomi di questi 26 scrittori è esattamente

          7931 = 1133 x 7

 

CARATTERISTICA DUE

Il valore numerico del nome ebraico Mosè, scrittore del libro (Genesi) e il valore numerico del nome greco Giovanni, scrittore dell’ultimo libro (Apocalisse) è rispettivamente 345 e 1069, i quali formano un           totale di                                                                                                      1414 = 202 x 7

Gli altri nomi hanno un valore numerico di                          6517 = 931 x 7

 

CARATTERISTICA TRE

Di questi 26 scrittori nominati della Bibbia, il numero degli scrittori nominati nel Vecchio Testamento è                                                     21 =          3 x 7


CARATTERISTICA QUATTRO

 Il valore numerico dei nomi ebraici dei 21scrittori nominati nel Vecchio Testamento è                                                     3808 = 544 x 7

Il valore numerico dei nomi greci dei 5 scrittori nominati nei Nuovo Testamento è                                                     4123 = 589 x 7

 

CARATTERISTICA CINQUE

Il valore numerico dei 21 scrittori del Vecchio Testamento 3808 è così suddiviso: gli scrittori della Legge e i Profeti (da Mosè a Malachia, vedere la lista sopra) hanno un valore numerico di                 2933 = 419 x 7

Gli altri scrittori del Vecchio Testamento da Davide a Neemia hanno un valore numerico di                                                        875 = 125 x 7

 

CARATTERISTICA SEI

Dei 21 scrittori del Vecchio Testamento quelli nominati nel Nuovo Testamento sono: Mosè, Davide, Isaia, Geremia, Daniele, Osea, Gioele, in tutto esattamente                                                        7

 

CARATTERISTICA SETTE

Il valore numerico di questi 7 nomi, è esattamente     1554 = 222 x 7

           

CARATTERISTICA OTTO

Il numero di volte che questi 7 nomi ricorrono nel Vecchio Testamento è     

                                                                                      2310 = 330 x 7

CARATTERISTICA NOVE

Di queste 2310 ricorrenze dei 7 nomi nel Vecchio Testamento, il nome che appare  in più gran numero di volte è Davide. Il numero di volte in cui il suo nome è trovato è                                                               1134= 162 x 7

 

 

CARATTERISTICA DIECI

Il numero di volte del nome Mosè scrittore del 1° libro è esattamente

847 = 121 x 7

In questo nome Mosè vi sono altre 38 più profonde caratteristiche numeriche.

 

Tutto questo sembra così straordinario e così inesauribile, eppure non sono che pochi esempi dei molti meravigliosi fatti numerici che ricorrono nella struttura di questi nomi di scrittori della Bibbia.

Gli esempi citati, non sono confinati ad un singolo brano, ma ricorrono nella struttura di speciali parole che separate da grande distanza di tempo appaiono in molte differenti parti ed in molti differenti libri della Bibbia.

 

Diamo ora alcuni esempi di caratteristiche numeriche che ricorrono nello stesso modo sotto la superficie di speciali parole.

 

CARATTERISTICA UNO

La parola greca <aionios> (eterno) ha un valore numerico di  1141 = 163 x 7

 

CARATTERISTICA DUE

 

Ouesta parola è formata dall’unione della desinenza «ios» al vocabolo «aion».

 Il vocabolo « aion» ha il valore numerico di                          861 =       123 x 7

La desinenza «ios» ha il valore numerico di                          280= 40 x 7

 

CARATTERISTICA TRE

Il numero delle volte che questa parola ricorre nel Nuovo Testamento è di                                                                                                          70 =          10 x 7


 CARATTERISTICA QUATTRO

Il valore numerico delle 70 ricorrenze di          questa parola è          76783 = 10969 x 7

 

CARATTERISTICA CINQUE

Le forme singolari hanno un valore numerico totale di          67893 = 9699 x 7

Le forme al plurale hanno un valore numerico totale di          8890 = 1270 x 7

 

Le caratteristiche sopra enumerate non sono la lista completa delle caratteristiche numeriche nascoste nelle ricorrenze di questa parola. Caratteristiche simili si riscontrano nelle ricorrenze di mille parole, per esempio: la parola « anno » è distribuita attraverso il libro della Genesi in un modo talmente meraviglioso da riscontrare più di 20 caratteristiche numeriche.

 

Altre caratteristiche si riscontrano nelle

Parole che incominciano e terminano i libri del Nuovo Testamento

 

Vi sono 27 libri nel Nuovo Testamento, perciò vi sono 27 parole che cominciano questi libri e 27 parole che li terminano. Un totale di 54 parole.

 

Il valore numerico totale di queste 54 parole greche è esattamente di

          46949 = 6707 x 7

 

Da quanto esposto il lettore ha potuto avere una rapida visione dei due distinti modi in cui il numero « sette » è stato scoperto nella struttura originale del testo biblico. Caratteristiche numeriche ricorrono sotto la superficie di singoli brani ed anche sotto la superficie di particolari parole le quali appaiono a grandi distanze attraverso la Bibbia. Caratteristiche numeriche sono pure nascoste nella struttura del testo originale biblico in diecine di altre interessanti e sorprendente maniere.

Un altro modo in cui il numero « sette » ricorre viene ora brevemente esposto, e sarà poi spiegato come questi straordinari fatti ora scoperti provino che la Bibbia è un libro soprannaturale ispirato e dato da Dio.

E’ interessante notare che anche la Bibbia come unità si divide perfettamente ed esattamente in 7 grandi parti.

1.          La Legge                            4.          I Vangeli      

2.          I Profeti                            5.          I Fatti          

3.          Gli Scritti                              6.          Le Epistole

                                                 7.      L’ Apocalisse

 

Le due grandi divisioni: I Profeti e le Epistole sono ciascuna composta di un numero di libri che si divide esattamente per sette.

Il numero dei libri di ciascuna di queste due divisioni è esattamente

21 = 3 x 7.

Vi sono diecine di altre caratteristiche numeriche nascoste sotto la superficie di queste sette divisioni della Bibbia.


 

INDICE

Prefazione                                       Pag. 5

CAP. I: Il soggetto esposto                            7

 »     Il. I fatti scoperti  »                       11

 »    III. Esempi dei fatti scoperti . . »                        17

 »   IV. Esempi di fatti scoperti nel libro di Marco             33

        V. Un altro modo in cui ricorrono i fatti    scoperti.                37
 »    VI.  Come i fatti scoperti provano scientifica   
    mente che la Bibbia è un libro soprannaturale ispirato da Dio . 43
 »   VII.  Due questioni estremamente importanti
    definitivamente risolte per mezzo dei fatti scoperti         71
 »   VIII.  Quattro altre questioni importanti dei     fatti scoperti »   57
 »    IX.  Chi ha scoperto i fatti? Come e quando  
    furono scoperti? Perchè non furono
    scoperti prima?                              89
       X.  Perchè i fatti scoperti ci interessano  »                        113