Il servizio sacro

(2 Corinzi, 9:12)

 

 

A noi Cristiani Italiani del 21 secolo sembra alquanto strano definire come servizio sacro a Dio quello inerente alle offerte, alle deliberazioni volontarie fatte in favore di coloro che predica ed insegnano la Parola e delle comunità che affrontano le necessità del quotidiano.

Una strana cultura, estremamente distante dalla conoscenza delle Sacre Scritture, ci ha lasciato intendere che nulla è dovuto ai predicatori ne alla fratellanza operante in favore del Regno di Dio, e se deve compiersi qualche passo di soccorso mediante qualche donazione lo si fa solo in presenza di estremi particolarmente gravi, quando il predicatore arriva a vivere nell’indigenza e quando il popolo mostra di essere particolarmente stremato. Solo in questi casi taluni intervengono per sentimento di pietà dove forte si mostra l’orgoglio ed il vanto personale.

Ma è questa la volontà di Dio in merito all’argomento in esame?

 

La trattazione di tale tema risulta di particolare delicatezza considerato che il soggetto è il denaro. Il soldi rappresentano la sintesi del lavoro e quindi della fatica umana; essi sono il mezzo attraverso il quale giungere al soddisfacimento dei propri bisogni e dei propri desideri. Rappresentano uno dei momenti più rilevanti dell’esistenza dell’uomo sulla terra, alcuni sostengono che al di sopra del denaro v’è solo Dio. Ecco perché la cultura anticristiana ha creato intorno ai soldi un interesse primario e prevalente rispetto a qualsiasi altro, fino a mostrarlo come il primo bene da raggiungere e per il quale lottare ed operare.

 

Purtroppo questa tesi operativa esclude Dio dal potere delle ricchezze umane e le rende dio a loro stesse utilizzando per questo il nome di mammona.

Altri pensatori sostengono che tra Dio ed il denaro non v’è alcun rapporto e che lo stesso uso delle ricchezze terrene diventa elemento di contaminazione delle cose spirituali.

Altri, ancora, sostengono che v’è compatibilità tra il vero Dio e le ricchezze terrene a condizione che queste restano subordinate ed al servizio del primo.

 

 

Perché una chiesa deve dare e sostenere economicamente il ministerio della Parola.

Legenda

Galati 6:6

Luca 10:7

Romani 15:27

I Cor. 9:11-14

Lev.19:13

In Galati 6, versetto 6 sta scritto:

"Chi viene istruito nella Parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo istruisce"

 

Luca 10:5

"Gesù dice ai settanta – In qualunque casa entriate dite prima pace a questa casa. Se lì vi è figlio di pace la vostra pace riposerà su di lui senno tornerà a voi. Rimanete in quella casa mangiando e bevendo di quello che hanno perché l’operaio è degno del suo salario".

 

Romani 15:25

"Per ora vado a Gerusalemme a rendere un servizio ai santi perché la Macedonia e l’Acaia si sono compiaciute di fare una colletta per i poveri che sono tra i santi di Gerusalemme. Si sono compiaciute ma esse sono anche in debito nei loro confronti; infatti se gli stranieri sono stati fatti partecipi dei loro beni spirituali, sono anche in obbligo di aiutarli con i beni materiali."

 

Corinzi 9:4-11

"Non abbiamo forse il diritto di mangiare e di bere? Non abbiamo il diritto di condurre con noi una moglie, sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa? O siamo soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare? Chi mai fa il soldato a proprio spese? Chi pianta una vigna e non ne mangia il frutto? O chi pascola un gregge e non si ciba del latte del gregge? Dico forse queste cose da un punto di vista umano? Non le dice anche la legge? Difatti, nella legge di Mosè è scritto: Non mettere la museruola al bue che trebbia il grano. Forse che Dio si dà pensiero dei buoi? O non dice così proprio per noi? Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza e chi trebbia il grano deve trebbiarlo con la speranza di averne la sua parte.Se abbiamo seminato per voi i beni spirituali, è forse gran cosa se mietiamo i vostri beni materiali?".

 

I Tim. 5:17-18

"Gli anziani che tengono bene la presidenza siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell’insegnamento; infatti la Scrittura dice : -Non mettere la museruola al bue che trebbia; - e – L’operaio è degno del suo salario – ".

 

 

Il sostegno finanziario della Chiesa

 

Altri pastori hanno scritto in merito all’argomento trattato, precisando le cose secondo quanto segue.

 

Chi deve sostenere la Chiesa e coloro che predicano il Vangelo?

Ovviamente i membri della Chiesa!

Ciò è naturale, perchè dovrebbero essere i membri della Chiesa ad avere il maggior interesse nella missione della Chiesa.

 

Il 10% delle entrate del credente è la parte che dovrebbe essere dedicata al lavoro di Dio. Questa è ciò che la Bibbia chiama decima. Le offerte sono invece doni fatti all’infuori e al di sopra della decima. Il versamento della decima per l’Opera di Dio, comunque, non dovrebbe definirsi "pagamento", ma più precisamente "restituzione". Appropriatamente parleremo quindi di "restituzione della decima", e ciò lo comprenderemo andando più avanti nello studio di questo argomento. Il versamento della decima per l’Opera di Dio è sempre stata la pratica dei fedeli uomini di Dio nelle tre principali economie della storia biblica: nel periodo dei patriarchi; sotto la Legge di Mosè; nel periodo della Chiesa.

 

Nel periodo dei patriarchi.

 

Alcuni secoli prima che Mosè desse la Legge, degli uomini di Dio diedero la decima: 

Abramo la diede al re-sacerdote Melchisedec: "Melchisedec, re di Salem, fece portare del pane e del vino. Egli era sacerdote del Dio altissimo. Egli benedisse Abramo, dicendo: «Benedetto sia Abramo dal Dio altissimo, padrone dei cieli e della terra! Benedetto sia il Dio altissimo, che t'ha dato in mano i tuoi nemici!» E Abramo gli diede la decima di ogni cosa... Pertanto considerate quanto sia grande costui al quale Abraamo, il patriarca, diede la decima del bottino!"(Genesi 14:18-20; Ebrei 7:4NVR);

Giacobbe fece voto al Signore di dargli la decima d’ogni suo bene: "Giacobbe fece un voto, dicendo: «Se Dio è con me, se mi protegge durante questo viaggio che sto facendo, se mi dà pane da mangiare e vesti da coprirmi, e se ritorno sano e salvo alla casa di mio padre, il SIGNORE sarà il mio Dio e questa pietra, che ho eretta come monumento, sarà la casa di Dio; di tutto quello che tu mi darai, io certamente ti darò la decima»."(Genesi 28:20-22 NVR).

 

Sotto la legge di Mosè.

 

Per mezzo di Mosè, Dio stabilì la legge della decima per il Suo popolo: "Ogni decima della terra, sia delle raccolte del suolo, sia dei frutti degli alberi, appartiene al SIGNORE; è cosa consacrata al SIGNORE. Se uno vuole riscattare una parte della sua decima, vi aggiungerà il quinto. Ogni decima dell'armento o del gregge, il decimo capo di tutto ciò che passa sotto la verga del pastore, sarà consacrata al SIGNORE. Non si farà distinzione fra animale buono o cattivo, e non si faranno sostituzioni; se si sostituisce un animale all'altro, tutti e due saranno cosa sacra; non si potranno riscattare"». Questi sono i comandamenti che il SIGNORE diede a Mosè sul monte Sinai per i figli d'Israele."(Levitico 27:30-34 NVR).

Dio considerò la decima talmente importante che pronunciò speciali benedizioni su coloro che osservavano questa legge e terribili maledizioni su coloro che non l’osservavano: "Fin dal tempo dei vostri padri voi vi siete allontanati dai miei precetti e non li avete osservati. Tornate a me e io tornerò a voi», dice il SIGNORE degli eserciti. «Ma voi dite: "In che modo dobbiamo tornare?" L'uomo può forse derubare Dio? Eppure voi mi derubate. Ma voi dite: "In che cosa ti abbiamo derubato?" Nelle decime e nelle offerte. Voi siete colpiti da maledizione, perché mi derubate, voi, tutta quanta la nazione! Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo», dice il SIGNORE degli eserciti; «vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla. Per amor vostro, io minaccerò l'insetto divoratore affinché esso non distrugga più i frutti del vostro suolo, la vostra vigna non sarà più infruttuosa nella campagna», dice il SIGNORE degli eserciti. «Tutte le nazioni vi proclameranno beati, perché sarete un paese di delizie», dice il SIGNORE degli eserciti."(Malachia 3:7-12 NVR).

 

3. Nel periodo della Chiesa.

 

La Chiesa non è sotto la Legge di Mosè: "La legge e i profeti hanno durato fino a Giovanni... non siete sotto la legge ma sotto la grazia." (Luca 16:16; Romani 6:14 NVR). Tuttavia l’apostolo Paolo fa riferimento al sistema della decima praticata sotto la Legge come ad un modello per il finanziamento del ministerio cristiano: "Ai figli di Levi io do come proprietà tutte le decime in Israele in cambio del servizio che fanno nella tenda di convegno... Non sapete che quelli che fanno il servizio sacro mangiano ciò che è offerto nel tempio? E che coloro che attendono all'altare, hanno parte all'altare? Similmente, il Signore ha ordinato che coloro che annunziano il vangelo vivano del vangelo."(1 Corinzi 9:13-14; Numeri 18:21 NVR). In questi due passi è da notare il fatto che Paolo mette sullo stesso livello il Ministerio sacerdotale levitico dell’Antico Testamento, con il Ministerio della predicazione del Vangelo. Il mantenimento di entrambi i ministeri proviene dal sistema delle decime.

 

C’è una chiara affermazione di Gesù Cristo stesso, sulla questione della decima: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta, dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede. Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre." (Matteo 23:23 NVR). Da queste parole comprendiamo che Gesù non disapprovava la pratica della decima degli scribi e dei farisei, anche se scrupolosa perfino nelle cose di poco valore (erbe come la menta, l’aneto e il comino, molto diffuse in Palestina); ciò che il Signore disapprovava, invece, era la loro ipocrisia morale, perchè trascurando virtù come "il giudizio, la misericordia e la fede", cercavano poi di dare sfoggio di santità, con l’essere estremamente scrupolosi nell’osservare alcune norme esteriori della Legge di Dio.

 

In questo passo Gesù ci insegna, quindi, ad avere delle giuste, buone e sante motivazioni nel praticare la decima, e non la "disapprovazione" di questa santa legge divina. D’altronde, i cristiani sanno bene che Gesù non venne per "abolire" la Legge di Dio, ma per "compierla", "adempirla", "completarla". Lui stesso disse infatti: "Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto." (Matteo 5:17-18 NVR). Gesù, infatti ci ha insegnato il profondo valore spirituale della Legge di Dio nel Sermone del Monte (Matteo capp.5-7).

 

É importante, dunque, tenere presente nelle nostre menti, la differenza tra il sistema della decima sotto la dispensazione della Legge e il modo in cui essa viene praticata oggi dalla Chiesa di Cristo. Mentre gli israeliti "pagavano" la decima, perchè erano obbligati formalmente dalla Legge, i cristiani "restituiscono" liberamente la decima per amore e per gratitudine verso il Signore. Praticamente la "restituzione" della decima è dovuta perchè ilcredente si rende pienamente conto che Dio è il Padrone assoluto d’ogni cosa, mentre lui è solo l’economo di Dio, un amministratore di ciò che non gli appartiene. Il Signore, che provvede ai suoi figli quanto serve al loro sostentamento, in cambio gradisce la volontaria restituzione della decima parte delle loro entrate per sostenere l’Opera del Ministerio di Salvezza. Ciò nonostante, comunque, rimane un dovere cristiano che scaturisce dall’amore per il Signore, quell’amore che Dio ha messo nel cuore dei suoi figli per mezzo del Suo Spirito: "perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato." (Romani 5:5 NVR). Perciò Paolo esorta a "dare" gioiosamente, liberamente e non per obbligo: "Ora dico questo: chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina abbondantemente mieterà altresì abbondantemente. Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore gioioso. Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia, affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quel che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona" (2 Corinzi 9:6-8 NVR).

 

Tutto il capitolo 8 di 2Corinti tratta della grazia della liberalità. Il versetto 2, parlando dell’amorevole liberalità delle Chiese della Macedonia, dice: "perché nelle molte tribolazioni con cui sono state provate, la loro gioia incontenibile e la loro estrema povertà hanno sovrabbondato nelle ricchezze della loro generosità."(2 Corinzi 8:2 NVR). Questo passo ci mostra che la povertà e le tribolazioni rendono il nostro dono d’amore più grande agli occhi di Dio. Il versetto 7 dice ancora: "Ma siccome abbondate in ogni cosa, in fede, in parola, in conoscenza, in ogni zelo e nell'amore che avete per noi, vedete di abbondare anche in quest'opera di grazia."(2 Corinzi 8:7 NVR). Quest’esortazione, se meditata bene, a sua volta ci insegna che se trascuriamo la grazia della liberalità, non dovremmo nemmeno desiderare i doni e le grazie dello Spirito Santo.

 

Non Padroni, ma Amministratori dei beni di Dio 

 

I figliuoli di Dio devono rendersi conto, innanzitutto, che essi non sono i padroni di ciò che possiedono, ma soltanto gli amministratori dei beni di Dio. La Parola di Dio ci insegna senza equivoci che tutto appartiene al Signore, che è Lui il vero Padrone: "Al SIGNORE appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti... Ecco, al SIGNORE tuo Dio appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e tutto ciò che essa contiene... A te, SIGNORE, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, SIGNORE, il regno; a te, che t'innalzi come sovrano al di sopra di tutte le cose!... al Signore appartiene la terra e tutto quello che essa contiene" (Salmi 24:1; Deuteronomio 10:14; 1Cronache 29:11; 1Corinti 10:26 NVR).

 

Come abbiamo visto (Genesi 14:17-20; 28:20-22), la decima fu praticata da Abramo e da Giacobbe quattrocento anni prima che fosse promulgata la Legge. Fu quindi istituita sotto "il periodo della grazia" e non sotto "il periodo della Legge". Ciò dimostra che deve essere praticata dalla Chiesa cristiana anche in quest’altra dispensazione di grazia.

 

Per questo motivo Paolo afferma (1Corinti 9:13-14) che anche oggi i ministri del Vangelo devono essere mantenuti così come lo erano i ministri sacerdotali levitici del Vecchio Testamento, cioè con le decime e le libere offerte del popolo di Dio. Anche se i Ministri di Dio, nella maggior parte dei casi, hanno un lavoro secolare per mantenere se stessi e le proprie famiglie, ciò non deve trattenere i fedeli figliuoli di Dio dall’adempiere il loro dovere d’amore; devono ricordarsi sempre che essi sono gli amministratori dei beni affidati loro da Dio; i Ministri di Dio sono invece gli amministratori delle decime e delle offerte, che sono una particolare proprietà del Signore, ed impiegheranno dovutamente tale denaro, non per appropriarsene ed arricchirsi, ma per metterlo a frutto nell’Opera di Dio, (il pagamento dell’affitto del locale di culto e il relativo mantenimento d’esso - l’evangelizzazione per mezzo della stampa e/o per mezzo di viaggi evangelistici - il sostenimento dell’Opera Nazionale e Internazionale, ecc.). Perciò anche i Pastori e gli altri Ministri del Signore praticheranno fedelmente la restituzione della decima di ogni loro entrata e faranno anche delle libere offerte per il Signore, dando così l’esempio al gregge di Dio.

 

Oltre alla decima, il cristiano dovrebbe fare anche delle offerte libere. La Parola di Dio ci incoraggia nel fare ciò con promesse di benedizioni divine: "Chi è benefico sarà nell'abbondanza, e chi annaffia sarà egli pure annaffiato... Chi dona al povero non sarà mai nel bisogno, ma colui che chiude gli occhi, sarà coperto di maledizioni... Beato chi ha cura del povero! Nel giorno della sventura il SIGNORE lo libererà...Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date."(Proverbi 11:25; 28:27; Salmi 41:1; Matteo 10:8 NVR).

 

C’è da fare ancora un’ulteriore precisazione. Ribadiamo che tutto appartiene al Signore, ma a differenza di tutti gli altri beni che Egli ha donato agli uomini affinchè ne godano in modo sano e giusto, la decima è una Sua speciale proprietà che Egli vuole restituita: "Ogni decima della terra, sia delle raccolte del suolo, sia dei frutti degli alberi, appartiene al SIGNORE; è cosa consacrata al SIGNORE." (Levitico 27:30 NRV). Ciò significa che, quando versiamo la decima ai Ministri di Dio della nostra Chiesa, non stiamo assolutamente facendo nulla di eccezionale, stiamo solo compiendo il nostro dovere verso Dio. La decima non è quindi "un’offerta" per i Ministri di Dio o per la Chiesa, ma "una restituzione" di ciò che appartiene al legittimo Padrone. Per questo motivo, prima di "donare" delle libere offerte, dobbiamo sempre calcolare e togliere il 10 % di tutte le nostre entrate per versarle a coloro che nella Chiesa sono preposti a tale compito. Fatto ciò, siamo liberi di "donare" quanto ci sentiamo nel nostro cuore, di ciò che resta del 90 % delle nostre "entrate", come disse Gesù: "gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date." (Matteo 10:8 NVR).

 

Per "entrate" dobbiamo intendere, sia la paga settimanale o mensile del lavoratore dipendente, sia il ricavo del guadagno del libero professionista o del commerciante, al netto di tasse e altri oneri dovuti allo Stato. Gesù disse, infatti: "Rendete dunque a Cesare le cose che appartengono a Cesare, e a Dio le cose che appartengono a Dio" (Matteo 22:21G. Diodati). Dopo aver adempiuto agli obblighi verso la società civile in cui viviamo, Gesù ci insegna dunque a "rendere" a Dio quello che gli appartiene, cioè l’adorazione che comprende anche la restituzione della decima.

 

Se tutti fossimo più fedeli nel restituire al Signore la decima delle nostre entrate, avremmo più grandi risvegli spirituali e anche grandi benedizioni materiali, perchè Dio l’ha promesso: "«Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo», dice il SIGNORE degli eserciti; «vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla»." (Malachia 3:10 NVR).

 

Ci sono delle persone nella Chiesa che pensano di essere esenti dal restituire la decima al Signore e fare libere offerte, perchè sono poveri. Questi pensano di non essere in grado di restituire la decima senza che ne venga a soffrire il loro bilancio familiare. Ma per tali anime valgono maggiomente le fedeli promesse del Signore, se essi Gli restituiscono la decima. Anche i "poveri" dovrebbero fare questo, perchè Dio benedisse la vedova di Sarepta che non negò al servo di Dio, Elia, un pò d’acqua e un pezzo di pane, benchè non ne avesse a sufficienza per se stessa e per il suo figliuolo. Leggiamo il racconto direttamente nella Scrittura: "Egli dunque si alzò, e andò a Sarepta; e, quando giunse alla porta della città, c'era una donna vedova, che raccoglieva legna. Egli la chiamò, e le disse: «Ti prego, vammi a cercare un po' d'acqua in un vaso, affinché io beva». E mentre lei andava a prenderla, egli le gridò dietro: «Portami, ti prego, anche un pezzo di pane». Lei rispose: «Com'è vero che vive il SIGNORE, il tuo Dio, del pane non ne ho; ho solo un pugno di farina in un vaso, e un po' d'olio in un vasetto; ed ecco, sto raccogliendo due rami secchi per andare a cuocerla per me e per mio figlio; la mangeremo, e poi moriremo». Elia le disse: «Non temere; va' e fa' come hai detto; ma fanne prima una piccola focaccia per me, e portamela; poi ne farai per te e per tuo figlio. Infatti così dice il SIGNORE, Dio d'Israele: La farina nel vaso non si esaurirà e l'olio nel vasetto non calerà, fino al giorno che il SIGNORE manderà la pioggia sulla terra». Quella andò e fece come Elia le aveva detto; lei, la sua famiglia ed Elia ebbero di che mangiare per molto tempo. La farina nel vaso non si esaurì, e l'olio nel vasetto non calò, secondo la parola che il SIGNORE aveva pronunziata per bocca d'Elia." (1 Re 17:10-16 NVR). I poveri sono quindi incoraggiati ad avere più fiducia nel loro Dio, affidandosi a Lui e alle Sue amorevoli cure: "I miseri e i poveri cercano acqua, e non ce n'è; la loro lingua è secca dalla sete. Io, il SIGNORE, li esaudirò. Io, il Dio d'Israele, non li abbandonerò... il SIGNORE difenderà la causa dell'afflitto e renderà giustizia ai poveri." (Isaia 41:17; Salmi 140:12 NVR).

 

Molti fedeli, in conseguenza del fatto che restituivano la decima al Signore, hanno ricevuto da Lui grandi benedizioni economiche. Chi ha letto la biografia di Robert Le Tourneau, nel libro "Dio dirige i miei affari", sa che questo è vero. Colgate, il fondatore dell’omonima casa che produce il noto dentifricio, attribuiva la sua prosperità economica alla benedizione di Dio, perchè Gli restituiva la decima delle sue entrate. Come disse un noto Predicatore, "coloro che praticano la decima fedelmente, avranno delle piacevoli sorprese". Dio benedice veramente coloro che Gli restituiscono regolarmente la decima. 

 

In Malachia 3:10, abbiamo letto che il Signore stesso invita il suo popolo a metterlo alla prova. Dobbiamo essere fiduciosi, quindi, nelle promesse del Signore, perchè coloro che praticano la restituzione della decima:

si meraviglieranno della quantità di denaro di cui potranno disporre per l’opera del Signore;

noteranno un progresso nella loro vita spirituale;

vedranno come sarà loro facile far fronte ai loro impegni con i restanti 9 decimi;

saranno anche in grado di fare libere offerte;

Impareranno ad essere migliori amministratori dei restanti 9 decimi;

si rammaricheranno di non aver adottato prima questa pratica.

 

L’obbligo finanziario dei fedeli nei confronti del Pastore

 

Molti credenti sono convinti che è obbligo da parte dei Ministri trovarsi un lavoro secolare per mantenere se stessi e le loro relative famiglie. In un certo senso ciò potrebbe essere vero, laddove le Chiese locali sono composte da pochi membri, e le entrate delle decime e delle offerte sono appena sufficienti per il mantenimento del locale di culto. Ma, laddove le Chiese sono composte da un ragguardevole numero di membri, ciò potrebbe essere, invece, oltre che vergognoso, perfino controproducente per la Chiesa stessa. Infatti, l’Opera di Evangelizzazione, come l’amministrazione della Parola di Dio nella congregazione, che è un compito primario del Ministro di Dio, ne potrebbe soffrire se egli fosse costretto a lavorare per mantenersi. Quanto tempo potrebbe rimanergli per adempiere in modo efficiente il ministerio che Dio gli ha donato? e chi andrebbe a visitare le persone interessate a conoscere il Piano di Salvezza di Dio? L’esperienza ci insegna che nelle Chiese nascenti, infatti, i sacrifici del locale Ministro di Dio sono veramente estenuanti proprio perchè egli, nella maggior parte dei casi, è costretto a trovarsi un lavoro secolare. Ma le Chiese già stabilite e con sufficienti entrate economiche provenienti dalle decime e le offerte, dovrebbero prendere in seria considerazione l’opportunità di mantenere economicamente il loro Pastore. Pensate a quanto tempo egli potrebbe dedicare per l’Opera di Dio; "tempo" che i membri di Chiesa non potrebbero mai avere a sufficienza per l’Opera di Dio, e che invece il Ministro del Signore mantenuto economicamente dalla Chiesa adopererebbe al loro posto. 

 

Questi che seguono sono alcuni riferimenti biblici che mostrano come sia giusto che i Pastori siano retribuiti dai membri della Chiesa.

 

"Ordinò al popolo, agli abitanti di Gerusalemme, di dare ai sacerdoti e ai Leviti la loro parte, affinché potessero darsi all'adempimento della legge del SIGNORE." (2Cronache 31:4 NVR)

"Non provvedetevi d'oro, né d'argento, né di rame nelle vostre cinture, né di sacca da viaggio, né di due tuniche, né di calzari, né di bastone, perché l'operaio è degno del suo nutrimento." (Matteo 10:9-10 NVR);

"Se abbiamo seminato per voi i beni spirituali, è forse gran cosa se mietiamo i vostri beni materiali? Se altri hanno questo diritto su di voi, non lo abbiamo noi molto di più? Ma non abbiamo fatto uso di questo diritto; anzi sopportiamo ogni cosa, per non creare alcun ostacolo al vangelo di Cristo.Non sapete che quelli che fanno il servizio sacro mangiano ciò che è offerto nel tempio? E che coloro che attendono all'altare, hanno parte all'altare? Similmente, il Signore ha ordinato che coloro che annunziano il vangelo vivano del vangelo.(1 Corinzi 9:11-14 NVR);

"Chi viene istruito nella parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo istruisce." (Galati 6:6 NVR);

"Tuttavia avete fatto bene a prender parte alla mia afflizione. Anche voi sapete, Filippesi, che quando cominciai a predicare il vangelo, dopo aver lasciato la Macedonia, nessuna chiesa mi fece parte di nulla per quanto concerne il dare e l'avere, se non voi soli; perché anche a Tessalonica mi avete mandato, una prima e poi una seconda volta, ciò che mi occorreva." (Filippesi 4:14-16 NVR);

"Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono" (1 Tessalonicesi 5:12 NVR)

"Gli anziani che tengono bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell'insegnamento; infatti la Scrittura dice: «Non mettere la museruola al bue che trebbia»; e: «L'operaio è degno del suo salario»." (1 Timoteo 5:17-18 NVR).

(Altri passi da leggere: 1Corinti 16:2; 2Corinti 8:1-5; Ebrei cap.7).

 

C’è da fare un commento su Galati 6:6, che dice: "Chi viene istruito nella parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo istruisce.". É chiaro che, in questo passo, la frase "faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo istruisce", significa "date la decima di tutte le vostre entrate a chi vi amministra la Parola di Dio, cioè al Pastore della vostra Congregazione". Restituiamo al Signore, dunque, ciò che in gli appartiene, e sicuramente Egli ci benedirà (Malachia 3:10), fedele alle Sue promesse! 

"Onora il SIGNORE con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita" (Proverbi 3:9)